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SETTORE ELETTRODOMESTICI

Embraco, Whirlpool ferma la produzione piemontese, 500 licenziamenti


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Whirlpool Corp ha annunciato la ristrutturazione della controllata Embraco, che porterà alla cessazione delle attività dello stabilimento di Riva di Chieri (Torino) nel 2018. Le azioni di razionalizzazione coinvolgeranno circa 500 posti di lavoro. Nella nota il gruppo sottolinea che la produzione e l'assemblaggio di compressori verrà concentrata in altri stabilimenti Embraco.

Whirlpool stima un impatto di circa 50 milioni di dollari di costi relativi alle uscite del personale, a cui si aggiungono circa 25 milioni di dollari di costi per le svalutazioni degli asset e circa 5 milioni di dollari di altri costi, per un totale di 80 milioni. Del totale, Whirlpool si aspetta che 55 milioni risultino in spese future in contanti.

In particolare, Embraco ha comunicato il ricorso ai licenziamenti collettivi per 497 lavoratori sui 537 totali occupati nello stabilimento di Riva di Chieri. La comunicazione arriva a tre mesi dalla decisione, riferita dall'azienda il 26 ottobre 2017, di ridurre i volumi produttivi assegnati allo stabilimento torinese, che produce compressori per frigoriferi, delocalizzando la produzione in altri stabilimenti del gruppo. Tale scelta, sottolineano in una nota i sindacati territoriali Uilm e Fiom di Torino, ha reso impossibile l'utilizzo dei contratti di solidarietà applicati fino all'autunno e, se sarà confermata, determinerà la chiusura definitiva dell'impianto.

"La Embraco - dichiara Dario Basso, segretario generale della Uilm di Torino - : continua sulla linea intransigente mirata a dismettere l'attività produttiva a Riva di Chieri e lo dimostra nei fatti con l'attivazione della procedura di licenziamento collettivo per tutti i lavoratori. Adesso ci sono i canonici 75 giorni di trattativa, in cui dovremo adoperarci per fare in modo che l'azienda cambi questa decisione. È urgente aprire un tavolo di trattativa e servirà anche un passaggio al Mise per valutare strade alternative ai licenziamenti".

"Lo scenario che ci viene presentato - sottolinea Federico Bellono, segretario generale della Fiom di Torino - è di gran lunga il peggiore tra quelli che si potevano prefigurare: dalla riduzione dei volumi annunciata nelle scorse settimane si passa al loro azzeramento, e quindi alla chiusura dell'attività produttiva. La totale assenza di responsabilità sociale da parte della Embraco - prosegue Bellono - è inaccettabile per le istituzioni, oltre che per i lavoratori. Che comunque non potranno che essere ancora più determinati in tutte le iniziative possibili a difesa della loro fabbrica, tanto più che ci giunge notizia che già in queste ore la Direzione aziendale sta svuotando gli uffici".

e.g.


10 Gennaio 2018
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