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SENATO

Commissione Lavoro, previdenza sociale (Dai Resoconti Sommari)


Riunione n. 4
MERCOLEDÌ 10 OTTOBRE 2018
Presidenza della Presidente

CATALFO 

Orario dalle ore 14,35 alle ore 15

AUDIZIONE INFORMALE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 47 (SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO SU ATTIVITA' E VIGILANZA DEGLI ENTI PENSIONISTICI AZIENDALI O PROFESSIONALI)  

35ª Seduta (antimeridiana)
Presidenza della Presidente
CATALFO 
Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Cominardi.         
La seduta inizia alle ore 10,40.

SULLA PUBBLICITA' DEI LAVORI  
Il senatore 
PATRIARCA (PD) chiede che sia assicurata la più ampia pubblicità dei lavori odierni della Commissione, ex articolo 33, comma 4, del Regolamento del Senato, considerata la rilevanza del dibattito sulla Nota di aggiornamento al DEF, in relazione ai contenuti ed alla competenze della Commissione stessa.
Il senatore 
FLORIS (FI-BP) si associa a tale richiesta. Sottolinea inoltre la necessità di disporre di tempo congruo per una disamina dei contenuti delle audizioni sul documento svolte dalle Commissioni di merito ed in particolare del parere espresso dall'UPB. Domanda pertanto una sospensione dei lavori della Commissione.
Il senatore 
DE VECCHIS (L-SP-PSd'Az), pur dichiarando il favore del proprio Gruppo ad assicurare la pubblicità dei lavori odierni della Commissione, sottolinea la necessità di concludere tempestivamente l'esame della Nota di aggiornamento e di trasmettere alla Commissione bilancio il parere di competenza.
Anche la senatrice 
MATRISCIANO (M5S) concorda sull'opportunità di consentire la pubblicità della seduta attraverso il collegamento audiovisivo, nonché sull'esigenza che l'esame della Nota di aggiornamento da parte della Commissione lavoro si concluda in tempi brevi.
Il senatore 
PATRIARCA (PD) osserva che la Nota di aggiornamento è pervenuta con ritardo all'esame del Parlamento, per responsabilità che mettono capo all'Esecutivo. Le opposizioni, e il suo Gruppo in particolare, non intendono dar luogo ad atteggiamenti ostruzionistici, ma chiedono unicamente una tempistica di esame adeguata a consentire una disamina accurata nel merito dei documenti a disposizione.
La presidente 
CATALFO avverte che trametterà immediatamente la prescritta richiesta di autorizzazione all'attivazione dell'impianto audiovisivo al Presidente del Senato. Accedendo alle richieste dei Gruppi di opposizione, dispone quindi la sospensione della seduta.
La seduta sospesa alle ore 10,50, riprende alle ore 11,50.

La presidente CATALFO comunica che la richiesta di autorizzazione è stata accordata e pertanto la pubblicità di lavori sarà assicurata, ai sensi dell'articolo 33, comma 4. del Regolamento.

La Commissione prende atto.

IN SEDE CONSULTIVA 
(Doc. LVII, n. 1-bis) Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza 2018 - Allegato I, II, III e IV - Annesso
(Parere alla 5a Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole)
Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri.
La relatrice 
MATRISCIANO (M5S) dà conto di una proposta di parere favorevole, pubblicata in allegato, illustrando le ragioni sulle quali essa si fonda.
Il senatore 
NANNICINI (PD) rileva che il Documento consegna un quadro di economia e finanza e dei previsti interventi destinato ad alimentare preoccupazione, in un generale contesto di flessibilità non negoziata con l'Unione europea e nel quale la ricerca dello scontro sembra quasi essere l'obiettivo prioritario dell'Esecutivo. Ciò avrà inevitabilmente ricadute su lavoratori, pensionati e risparmiatori. Gli stessi atteggiamenti del Governo gli appaiono improntati ad una improvvisazione allarmante: la circostanza che il responsabile di un Dicastero annunci possibili cambiamenti della manovra in relazione all'andamento dello spread è il segnale di assenza di consapevolezza del fatto che l'andamento dei mercati non rappresenta un problema in sé, bensì in relazione alle ricadute sulla vita delle persone, delle famiglie e delle imprese. Colpisce inoltre il silenzio assordante sul rispetto dei vincoli costituzionali relativi al pareggio dei conti pubblici: le Costituzioni semmai si cambiano, ma non si violano, e senza peraltro evidenziarne ai cittadini le ragioni. Il Documento si presenta inoltre del tutto vago e generico quanto all'individuazione di finalità e strumenti. Lo stesso obiettivo di riduzione del cuneo contributivo sul lavoro stabile e di realizzazione di un sistema fiscale e di welfare più favorevole per le famiglie con figli non è corredato dalla precisa individuazione delle risorse finanziarie necessarie e dagli strumenti attuativi. Manca del tutto una visione sul rafforzamento delle competenze, della formazione continua e delle misure in grado di accompagnare le profonde trasformazioni che investiranno il mercato del lavoro. Alla riforma dei centri pubblici per l'impiego vengono riconosciute virtù quasi taumaturgiche, in assenza di un disegno coerente di riforma che parta da funzioni e strumenti e senza una strategia di ripensamento delle competenze tra Stato e regioni ed una complessiva visione della rete nazionale dei servizi per le politiche del lavoro, com'è invece disegnata dal decreto legislativo n. 150 del 2015. La stessa misura del reddito di cittadinanza resta un'astrazione priva di dettagli attuativi, in una confusione tra la funzione di assicurazione contro il rischio disoccupazione e quella di attivazione sociale per contrastare la povertà e la fragilità. Si creano così forti incertezze sull'accesso agli strumenti esistenti per la tutela contro la disoccupazione, sulla sorte degli strumenti di attivazione sociale già in vigore e sulla futura destinazione delle risorse strutturali attualmente previste per la NASpI, il reddito di inclusione e gli altri ammortizzatori sociali. Ulteriori incertezze riguardano la materia previdenziale, in cui si annuncia una versione della cosiddetta "quota 100", senza precisare se ci saranno ulteriori restrizioni all'accesso e se saranno previste penalizzazioni o ricalcoli contributivi sulle pensioni di chi sceglierà questa opzione di uscita anticipata dal mondo del lavoro. L'unica misura annunciata per il sostegno all'occupazione giovanile è l'introduzione di requisiti più generosi per l'accesso al pensionamento anticipato, pur non sussistendo tuttavia alcun nesso di causalità tra prepensionamenti e creazione di nuovi posti di lavoro. Vengono inoltre annunciati, in modo del tutto generico, un disegno di legge collegato alla prossima legge di bilancio per la riforma del lavoro ed un'azione per l'implementazione della sicurezza sui luoghi di lavoro, sui quali però risultano già adottate o in corso di esame altre proposte di riforma. Ciò motiva la proposta di parere contrario sul Documento dei senatori del suo Gruppo, il cui testo è pubblicato in allegato al resoconto della seduta odierna.
La senatrice 
TOFFANIN (FI-BP) evidenzia forti critiche nei confronti della Nota di aggiornamento. In particolare, ritiene che andrebbero verificate con puntualità le cifre, le modalità di erogazione e i requisiti dei beneficiari del reddito di cittadinanza, la cui gestione, in continuità con la gestione del REI, andrebbe affidata all'INPS, fino alla riforma dei centri per l'impiego, che non sono preparati a gestire la nuova misura. Il collocamento al lavoro e la formazione dei lavoratori andrebbero affidati, d'intesa con le regioni, alle 80 agenzie per l'impiego esistenti in Italia, soggetti privati che si occupano con successo di garantire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro. Ritiene inoltre opportuno verificare se nello stanziamento di 10 miliardi preventivato siano già inclusi i 2,5 miliardi destinati al Reddito di inclusione e i fondi relativi al PON inclusione.
Quanto alla materia pensionistica, giudica necessario che la revisione della legge Fornero non dia luogo a penalizzazioni a carico dei lavoratori o a decurtazioni della pensione effettiva. Sottolinea inoltre l'esigenza di verificare se l'annunciato importo di 700 euro netti al mese destinati al reddito di cittadinanza, ottenuto con una copertura operata attraverso il taglio delle pensioni al di sopra dei 4.500 euro netti non corrispondenti ai contributi effettivamente versati e dal ricalcolo contributivo, sia correlato alle effettive entrate. Paventa altresì il dubbio che l'incremento fino a tale importo delle pensioni minime possa sortire un impatto negativo sui lavoratori autonomi, che molto spesso, all'esito di una vita lavorativa e contributiva, percepiscono pensioni di importo inferiore a tale cifra. Ricorda infine che in Italia il 55 per cento del totale della spesa pubblica è già dedicato alla copertura di misure di politica sociale, vale a dire pensioni, sanità e assistenza sociale. Auspica quindi che la relatrice voglia raccogliere queste perplessità, modificando conseguentemente la bozza di parere presentata.
La relatrice 
MATRISCIANO (M5S) ringrazia tutti gli intervenuti per il contributo fornito, sottolineando che le misure proposte nel Documento in esame trovano fondamento proprio nella inidoneità a soddisfare i bisogni del Paese di quelle adottate dai precedenti Esecutivi. In questo quadro, il reddito di cittadinanza è destinato a garantire l'effettiva reintegrazione nel mondo produttivo del lavoratore rimasto disoccupato. Negli anni la politica ha soggiaciuto alle imposizioni degli economisti; è ora il momento che essa, sorretta dal consenso dei cittadini, assuma le proprie responsabilità. Conferma conseguentemente la proposta di parere favorevole precedentemente illustrata.
Il senatore 
DE VECCHIS (L-SP-PSd'Az) rileva che il Documento è frutto della visione dell'attuale Governo del cambiamento, che con coraggio non si piega alle imposizioni dell'Unione europea. Dopo aver ricordato che il fallimento dei centri per l'impiego va tutto ascritto alle responsabilità dei precedenti Esecutivi di centrosinistra, sottolinea l'importanza del reddito di cittadinanza, che, anziché muoversi nell'ottica assistenzialistica del REI, consentirà il reale reinserimento dei disoccupati nel mondo del lavoro. Plaude inoltre alle annunciate misure di superamento della legge Fornero, che ha drasticamente e improvvisamente innalzato l'età pensionabile. Preannuncia conseguentemente il voto favorevole del suo Gruppo alla bozza di parere illustrata dalla relatrice.
A giudizio del senatore 
BERTACCO (FdI), il Documento in esame oscilla tra eccessi di ottimismo e superficialità. Molte delle misure annunciate non appaiono corredate degli elementi necessari a garantirne l'effettiva realizzazione e si fatica a capire come verranno reperite le risorse necessarie. La sua parte è assolutamente contraria al reddito di cittadinanza, analogamente alla posizione già espressa sul REI, nel convincimento che sia necessario garantire non già un reddito, ma un lavoro, del quale il reddito deve essere conseguenza. Il disegno proposto nella Nota di aggiornamento è inoltre destinato al fallimento, giacché fondato sui centri per l'impiego, notoriamente non funzionananti. Lo stesso preannunciato superamento della legge Fornero non rende chiaro quali saranno i destini dei lavoratori precoci. Forti incertezze circondano inoltre le pensioni di cittadinanza: un concetto il cui rapporto non è chiaro con riferimento alle pensioni più basse, alle pensioni sociali e alle pensioni minime. Egli plaude invece ai passaggi relativi al sostegno alle disabilità, che tuttavia prescindono da riferimenti a quella legge sul "Dopo di noi" per la cui approvazione la Commissione lavoro del Senato ha profuso un forte impegno e le cui misure avrebbero necessità di risorse adeguate. Infine, esprime favore nei confronti di una riorganizzazione complessiva del sistema di accertamento sanitario finalizzato ad evitare l'indebito ricorso dei benefici di cui alla legge n. 104; ritiene tuttavia vago e indeterminato il capitolo delle risorse necessarie. Per queste ragioni, annuncia voto contrario sulla bozza di parere proposta dalla relatrice.
Il senatore 
FLORIS (FI-BP), preso atto della volontà della relatrice di non accogliere le richieste del suo Gruppo, preannuncia voto contrario alla bozza di parere da lei predisposta. Precisa che la sua parte non è contraria al concetto di reddito di cittadinanza, ricordando che nel programma elettorale presentato dal centrodestra si faceva riferimento al concetto di reddito di dignità. La contrarietà oggi formulata riguarda invece l'entità delle risorse stanziate, che risultano del tutto insufficienti. La Nota di aggiornamento si presenta dunque come un documento superficiale e del tutto irragionevole, rispetto al quale la sua parte non può che pronunciarsi in senso contrario.
Secondo il senatore 
LAUS (PD) la Nota di aggiornamento appare ispirata ad una filosofia egoistica, tutta rivolta al contingente, confusa, che scarica responsabilità devastanti sulle future generazioni ed avvelena il Paese con promesse utopiche. Le riforme proposte, ben lontane dal conseguire effetti strutturali, appaiono ispirate ad una sorta di costante campagna elettorale ai danni delle nuove generazioni e del tutto prive di visione. Il problema della povertà non può essere risolto attraverso il potenziamento dei centri per l'impiego, perché si rischia così di confondere lo strumento con l'obiettivo. Per la creazione di posti di lavoro è infatti necessario mettere in campo una strumentazione idonea e molteplice. Il tempo evidenzierà inoltre che la misure economiche dell'attuale Governo sono destinate ad accentuare le difficoltà delle aree meridionali del Paese a favore delle regioni del Nord e ad acuire i problemi dei cittadini. Per queste ragioni, conferma la netta contrarietà del suo Gruppo nei confronti del Documento.
Il senatore 
PUGLIA (M5S) sottolinea che l'Esecutivo in carica è fortemente impegnato nella lotta al precariato ed alla povertà, il cui primo passo è rappresentato dalle misure contenute nel decreto-legge "Dignità", destinato ad offrire certezze ai giovani e a indurli a guardare con maggiore tranquillità al futuro. Finalmente si dà corso ad investimenti pubblici, a copertura di misure come il reddito di cittadinanza, che non hanno certo nulla di egoistico. Si tratta invece di misure destinate a favorire l'ingresso nel mondo del lavoro da parte dei più giovani e che si saldano con quelle che consentono a chi lo desidera di uscirne anticipatamente. In questo modo si oltrepassano vecchie visioni e vecchi strumenti, che nei fatti non hanno dato buona prova, andando con coraggio verso il futuro. Preannuncia conclusivamente il voto favorevole del suo Gruppo alla bozza di parere proposta dalla relatrice.
Il sottosegretario COMINARDI ringrazia i senatori intervenuti nel dibattito, sottolineando che la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2018 rappresenta unicamente la cornice nella quale si inseriranno le misure contenute nella legge di bilancio. Per queste ragioni, il Documento non può che avere portata generale e non di dettaglio. Precisa inoltre che il rapporto 
deficit-PIL è ormai definito e che la cifra non rappresenta nulla di nuovo rispetto a andamenti sui quali si sono attestate le manovre dei Governi precedenti. Prende atto delle accuse di irresponsabilità con riferimento all'intenzione di operare politiche di deficit, osservando tuttavia che comportamenti analoghi sono stati perseguiti in altri Paesi, come la Francia e il Portogallo, il quale ultimo ha un rapporto deficit-PIL molto simile a quello italiano e la cui storia insegna come ciò possa portare in prospettiva grandi benefici. Non è comunque nelle intenzioni del Governo in carica alzare il livello di scontro con l'Europa e la moneta unica non è in discussione. Anche le cifre che vengono fornite per criticare il reddito di cittadinanza sono basate su parametri infondati, giacché gli importi verranno rimodulati sulla base del quoziente familiare. La soglia dei 780 euro fa comunque riferimento ai parametri definiti da Eurostat. La proposta va inoltre letta all'interno di un disegno complessivo, che prevede altresì l'istituzione di un salario minimo orario, che il Governo intende perseguire e per effetto del quale non saranno più ammissibili salari del tutto inadeguati, come è accaduto finora. Fondamentale nella realizzazione del reddito di cittadinanza è la riforma dei centri per l'impiego, sotto il profilo degli organici, della strumentazione informatica e della formazione degli addetti. L'istituto è destinato comunque ad integrare, e non a sostituire, le misure di sostegno già attualmente esistenti. Dopo aver evidenziato l'intenzione di istituire presso il MISE un fondo a beneficio delle imprese che si impegnino nel protocollo Blockchain, sottolinea che il Governo intende garantire forti investimenti anche nel campo delle infrastrutture, in particolare in quelle idriche ed antisismiche, nonché nell'efficientamento energetico. La contrarietà è semmai alle grandi opere inutili, non già nei confronti di quelle necessarie, che sono destinate a creare posti di lavoro. Dopo essersi soffermato sul tema della riforma pensionistica, ribadisce che il Governo intende dare centralità alle misure che garantiscono il reinserimento dei lavoratori nel mondo produttivo, come il reddito di cittadinanza, nonché a quelle destinate a incrementare la conciliazione vita-lavoro, nella prospettiva del conseguimento della piena occupazione.

Nessun altro chiedendo la parola, presente il prescritto numero di senatori, la presidente CATALFO mette ai voti la proposta di parere illustrata dalla relatrice, che è approvata a maggioranza. Risulta conseguentemente preclusa la votazione sulla bozza di parere alternativo proposta dal Gruppo PD.
La seduta termina alle ore 13,15.

PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DOCUMENTO LVII, N. 1-bis, ALLEGATI E RELATIVO ANNESSO
L’11a Commissione permanente, esaminata la Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza 2018 (Documento LVII, n. 1-bis), considerato che:
le finalità illustrate nel documento in esame sono volte al miglioramento dell'inclusione sociale, alla lotta al precariato, all'incentivazione del lavoro giovanile ed alla tutela del lavoro femminile;
sotto il profilo delle modalità dei prossimi interventi legislativi, la Nota stessa prevede l’introduzione del reddito di cittadinanza e la riforma dei centri per l’impiego, la presentazione di un disegno di legge delega per la riforma del "Codice del Lavoro" oltre al già previsto disegno di legge per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell’assenteismo, già approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri del 13 settembre 2018;
riguardo alle linee di intervento, la Nota afferma che il Governo intende sviluppare l'impegno dell'incentivazione del lavoro giovanile e femminile e della lotta al precariato, anche attraverso il rafforzamento e la ristrutturazione dei centri per l’impiego che dovranno mirare a rendere omogeneo il livello essenziale delle prestazioni fornite, a realizzare una rete capillare in tutto il territorio nazionale, a implementare il Sistema Informativo Unitario e a sviluppare servizi avanzati per le imprese, in grado di facilitare l’attività di ricollocazione dei disoccupati;
la ristrutturazione dei centri per l’impiego è anche intesa all'attuazione dell'istituto del reddito di cittadinanza, in quanto tale prestazione è subordinata ad un percorso formativo vincolante ed alla ricerca attiva del lavoro, con la decadenza dal beneficio in caso di rifiuto di tre proposte di lavoro eque e non lontane dal luogo di residenza del lavoratore;
in merito al reddito di cittadinanza, di cui si prevede l'introduzione dal 2019, tale istituto avrà lo scopo sia di sostenere il reddito di chi si trova al di sotto della soglia dei 780 euro mensili sia di fornire un incentivo a rientrare nel mercato del lavoro (essendo il beneficio subordinato alle condizioni summenzionate);

considerato inoltre che:

riguardo al lavoro femminile, si prevede, "di pari passo con l’obiettivo del Governo di rendere il lavoro a tempo indeterminato più conveniente rispetto ad altre forme di lavoro", la revisione degli incentivi alla genitorialità, lo sviluppo di una rete di centri dedicati (quali gli asili nido ed i centri estivi) e l'introduzione di una politica fiscale che favorisca le famiglie con figli;
al fine di sostenere l'occupazione giovanile si prevede, oltre allo sblocco del turn over nelle pubbliche amministrazioni, la revisione dei requisiti per il trattamento pensionistico al fine di consentire il ricambio generazionale;
in particolare, si prevede l'introduzione di un sistema in base al quale potranno accedere alla pensione i soggetti per i quali la somma di età anagrafica e di anzianità contributiva sia pari almeno a 100;
si prevede inoltre l'elevamento dell'importo delle pensioni più basse fino al valore di 780 euro mensili, tenendo conto della situazione complessiva dei nuclei familiari;

considerato infine che:

in merito al tema della disabilità, si prevede la presentazione di un disegno di legge per la riforma ed il riordino dell'intera disciplina, con riferimento sia ai profili di tutela dei diritti sia a quelli di promozione del godimento effettivo delle opportunità e dei servizi previsti, e "superare la frammentazione normativa mediante la redazione di un apposito Codice della materia"; potenziare e rendere più fruibile l'assistenza sanitaria domiciliare; operare una revisione del sistema di accertamento sanitario per il riconoscimento della disabilità; definire un incremento sia del Fondo per le non autosufficienze sia del Fondo per il diritto al lavoro dei disabili; introdurre crediti formativi (nell'ambito dei percorsi scolastici ed universitari) connessi all'attività di assistenza familiare, esprime, per quanto di competenza, parere favorevole.

SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAI SENATORI PATRIARCA, LAUS, NANNICINI E Annamaria PARENTE SUL DOCUMENTO LVII, N. 1-bis, ALLEGATI E RELATIVO ANNESSO

L'11ª Commissione (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale), esaminata la Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza 2018 (Doc. LVII, n. 1-bis) per le parti di competenza;

premesso che:

- l'indebitamento netto strutturale è programmato per il triennio 2019-2021 all'1,7 per cento, in netto peggioramento sia rispetto al dato tendenziale previsto nel Documento di Economia e Finanza (DEF) di aprile scorso (1,3 punti percentuali nel 2019, e 1,8 punti percentuali nel 2020 e nel 2021) sia rispetto allo scenario tendenziale contenuto nella Nota di aggiornamento (1,3 punti percentuali nel 2019, 1,6 punti percentuali nel 2020 e 1,5 punti percentuali nel 2021);
- l'andamento dell'indebitamento netto strutturale risulta per l'anno 2019 in peggioramento di 0,8 punti percentuali rispetto al corrente anno evidenziando una decisa interruzione del percorso di convergenza verso l'obiettivo di medio periodo (OMT). Si tratta di una "deviazione significativa" dal percorso verso il pareggio di bilancio che è stata evidenziata anche dalla lettera inviata dai Commissari europei al Ministro dell'economia e delle finanze lo scorso 5 ottobre. In ragione di tale scelta, il Governo ha allegato alla Nota di Aggiornamento la Relazione al Parlamento prevista dall'articolo 6, comma 5, della legge 24 dicembre 2012, n. 243;
- il saldo primario presenta un percorso meno favorevole sia rispetto alle previsioni tendenziali del DEF di aprile scorso sia rispetto allo scenario tendenziale della Nota di aggiornamento, per effetto del mancato controllo della spesa e dei nuovi interventi previsti che vanno ad aggredire i saldi di finanza pubblica. Nel primo caso, il saldo diminuisce di 1,4 punti nel 2019, di 1,7 punti nel 2020 e di 1,6 punti percentuali nel 2021. Nel secondo, il saldo diminuisce di 1,1 punti percentuali nel 2019, di 1,3 punti percentuali nel 2020 e di 1,2 punti percentuali nel 2021;
- la spesa per interessi è prevista in sensibile peggioramento nello scenario programmatico. Rispetto al tendenziale del DEF di aprile scorso, la spesa per interessi è prevista in aumento progressivo di 0,2 punti percentuali nel 2019, di 0,3 punti percentuali nel 2020 e di 0,4 punti percentuali nel 2021, ovvero per un ammontare complessivo di circa 15 miliardi nel prossimo triennio, confermando l'inversione di fiducia dei mercati internazionali nei confronti del nostro Paese;
- il debito pubblico interrompe il proprio percorso virtuoso di decrescita rallentando sensibilmente rispetto allo scenario tendenziale. Il rapporto debito pubblico su PIL è atteso scendere nel corrente anno al 130,9 per cento, ad un livello superiore di 0,9 punti percentuali rispetto al dato del DEF di aprile scorso. Nel 2019 è previsto scendere al 130 per cento (2 per cento in più rispetto al tendenziale), nel 2020 al 128,1 per cento (3,4 per cento in più rispetto al tendenziale) e nel 2021 al 126,7 (4,7 per cento in più rispetto al tendenziale). Si tratta di una minore decrescita del debito pubblico il cui costo è stimato in circa 80 miliardi di euro;

rilevato che:

- la situazione di incertezza generata dalla Nota di aggiornamento e le criticità insite nelle scelte di politica economica e di finanza pubblica sottostanti la prossima manovra di bilancio iniziano a minare la credibilità dell'esecutivo e ad alimentare  forte instabilità intorno al nostro Paese i cui riflessi sono evidenziati dall'andamento dello spread, in forte crescita rispetto a sei mesi fa,e dall'aumento della spesa per interessi sui titoli del debito pubblico;
- il Ministro dell'economia e delle finanze Tria ha partecipato alla fase iniziale del vertice Ecofin, ma in ragione della situazione che si è venuta a creare intorno alla Nota di aggiornamento al DEF 2018, è stato costretto ad un rientro anticipato in Italia senza poter partecipare ai lavori dell'Eurogruppo, con ciò evidenziando la situazione di isolamento nella quale si trova attualmente il nostro Paese nell'ambito dell'Unione Europea;
- nella lettera inviata dalla Commissione europea lo scorso 5 ottobre al Ministro dell'economia e delle finanze Tria, in risposta alla missiva da questo inviata alle medesime autorità, si afferma che gli obiettivi di bilancio rivisti dell’Italia sembrano puntare verso una significativa deviazione dal percorso fiscale raccomandato dal Consiglio. La lettera si chiude con la richiesta alle autorità italiane di assicurarsi che la bozza di legge di bilancio sia coerente con le regole fiscali comuni;
- nella scorsa legislatura, la credibilità dei governi ha favorito un dialogo continuo e costruttivo con le istituzioni europee in merito alle necessarie riforme della governanceeconomica dell’Ue e in merito a un’applicazione delle regole di bilancio più appropriata alle contingenze e alle caratteristiche dell’economia nazionale, consentendo una maggiore gradualità nel percorso di avvicinamento verso l’obiettivo di medio termine, anche attraverso l’approvazione di ampi spazi di flessibilità per effettuare investimenti pubblici e per attuare riforme che hanno aggredito i limiti strutturali del nostro Paese;
- i profili che hanno finora caratterizzato le modalità anomale di presentazione della Nota di aggiornamento e lo scambio epistolare aperto tra il Governo e le istituzioni europee, oltre a indebolire la discussione in atto sul necessario cambiamento delle regole che disciplinano la governance economica e finanziaria in ambito europeo, spinge il Paese verso posizioni di isolamento nel contesto UE esponendolo, tra l'altro, al rischio di attacchi speculativi e al possibile abbassamento del rating sui titoli del debito pubblico;
- l’Ufficio Parlamentare di Bilancio ha rilevato la scarsa credibilità delle stime macro-economiche di crescita e la totale assenza di qualsivoglia giustificazione in merito ai requisiti costituzionali che possono giustificare uno scostamento significativo dal percorso di consolidamento della finanza pubblica (ciclo economico negativo o eventi eccezionali);

rilevato altresì che per quanto di competenza della 11ª Commissione:

- tutte le misure indicate nella Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza 2018 per la parte relativa al lavoro e alla previdenza, nonostante rappresentino una parte cospicua delle risorse di finanza pubblica che ci si impegna a mobilitare nell’arco dei prossimi anni e quindi dei nuovi debiti che si intende mettere in capo ai cittadini italiani, si caratterizzano per la loro assoluta genericità e per l’indeterminatezza delle politiche pubbliche con cui s’intende concretizzarle;
- gli obiettivi conclamati di ridurre il cuneo contributivo sul lavoro stabile e di rendere più favorevole il sistema fiscale e di welfare a favore delle famiglie con figli non sono accompagnati né da impegni precisi sulle risorse finanziarie, né da dettagli sugli strumenti attuativi;
- è del tutto assente una visione di medio periodo sul rafforzamento delle competenze, della formazione continua e delle misure in grado di accompagnare le transizioni in un mercato del lavoro che nei prossimi anni andrà incontro a profonde trasformazioni;
- alla riforma dei centri pubblici per l’impiego vengono affidate virtù taumaturgiche, dal sostegno dell’occupazione giovanile al sostegno di quella femminile, dai controlli su eventuali "trappole della povertà" innescate dalle nuove misure di inclusione sociale all’accompagnamento nei percorsi di formazione: tutto questo senza un disegno coerente di riforma che parta da funzioni e strumenti, piuttosto che da nuove assunzioni, senza una strategia che includa un ripensamento delle competenze tra Stato e regioni, e senza una visione complessiva della rete nazionale dei servizi per le politiche del lavoro disegnata dal decreto legislativo n. 150 del 2015;
- la misura del cosiddetto "reddito di cittadinanza" resta un’astrazione priva di dettagli attuativi e non scevra di punti interrogativi preoccupanti. Si continua a confondere la funzione di assicurazione contro il rischio disoccupazione e la funzione di attivazione sociale per contrastare la povertà e la fragilità sociale, creando così tre fonti di incertezza: incertezza sull’accesso agli strumenti esistenti per la tutela contro la disoccupazione (non capendo se verranno anch’essi sottoposti alla prova dei mezzi), incertezza sulla sorte degli strumenti esistenti di attivazione sociale, in capo a comuni e terzo settore, rispetto a quelli di attivazione lavorativa in capo ai centri per l’impiego e alle regioni, e incertezza sulla destinazione futura delle risorse strutturali attualmente previste per la Naspi, il reddito di inclusione e altri ammortizzatori sociali. In particolare, a differenza della misura prevista dal nostro ordinamento per il contrasto alla povertà, il reddito di inclusione, non si dà certezza sulle risorse strutturali inserite a regime nel bilancio dello Stato. L’annuncio reiterato di un reddito pari a 780 euro mensili crea incertezza sulla sua interazione con le misure esistenti e rischia di alimentare "trappole della povertà" non prevedendo nessuna garanzia o sostegno per le situazioni di lavoro sottopagato e part-time involontario che a oggi non garantiscano un reddito di tale ammontare;
- in materia previdenziale, si annuncia una versione della cosiddetta "quota 100" (par di capire con i requisiti minimi aggiuntivi di 62 anni di età anagrafica e 38 anni di anzianità contributiva) senza precisare se ci saranno ulteriori restrizioni all’accesso (visto che le risorse finanziarie previste non sembrano in grado di coprire una misura generalizzata) e se saranno previste penalizzazione o ricalcoli contributivi sulle pensioni di chi sceglierà questa nuova opzione di flessibilità in uscita dal mondo del lavoro. Non si prende nessun impegno per l’adeguatezza delle pensioni dei giovani nel contributivo pieno, soprattutto per quelli con redditi bassi e carriere lavorative discontinue. Anzi, si innesca un’ulteriore bomba a orologeria sulla sostenibilità di medio periodo del sistema previdenziale e quindi proprio delle pensioni dei giovani. E come se non bastasse si lasciano senza risposta quelle persone che non rientreranno nella versione annunciata di "quota 100" ma oggi traggono un reddito dall’Ape sociale o dagli interventi sui lavoratori precoci o sui lavori usuranti, anche con requisiti contributivi più bassi rispetto a "quota 100", perché disoccupati, disabili, familiari di disabili o lavoratori in occupazioni gravose;
- l’unica misura annunciata per il sostegno all’occupazione giovanile è l’introduzione di requisiti più generosi e non selettivi per l’accesso al pensionamento anticipato, anche se l’evidenza empirica disponibile non mostra nessun nesso di causalità tra pre-pensionamenti e creazione di nuovi posti di lavoro;
- l’annuncio di un disegno di legge collegato alla prossima Legge di bilancio per la riforma del Codice del lavoro, senza ulteriori dettagli e a pochi mesi dalla conversione in legge del decreto-legge n. 87 del 2018, mina la certezza del diritto in un settore dove le aspettative di imprese e lavoratori sono cruciali per la creazione di un’occupazione di qualità;
- si preannuncia un’azione generica per "il miglioramento della sicurezza sui luoghi di lavoro" mentre in Parlamento sono ancora ferme proposte concrete su tale argomento;

tutto ciò premesso e per quanto di propria competenza esprime parere contrario.

 

36ª Seduta (pomeridiana)
Presidenza della Presidente
CATALFO 
La seduta inizia alle ore 15.

SULLA PUBBLICAZIONE DI DOCUMENTI ACQUISITI NEL CORSO DELLE AUDIZIONI       
La presidente 
CATALFO avverte che la documentazione riferita all'atto del Governo n. 47 (schema di decreto legislativo su attività e vigilanza degli enti pensionistici aziendali o professionali), consegnata nel corso delle audizioni informali svoltesi nel corso dell'odierna seduta dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari, sarà resa disponibile sulla pagina web della Commissione.

IN SEDE CONSULTIVA 
(840) Conversione in legge del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, recante disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell'interno e l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata

(Parere alla 1a Commissione. Seguito dell'esame e rinvio)
Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri.
La presidente 
CATALFO ricorda che nella precedente seduta il relatore De Vecchis ha illustrato il provvedimento. Dichiara quindi aperta la discussione generale.
Il senatore 
PATRIARCA (PD) osserva che il provvedimento, nei confronti del quale il suo Gruppo esprime netta contrarietà, tocca temi delicatissimi. Sottolinea che la vera sfida sarebbe rappresentata dal governo dei flussi migratori, nonché dalle modalità  con le quali si intende rivedere la legge Bossi-Fini, l'abolizione del reato di ingresso clandestino e la revisione del sistema di cooperazione internazionale. Su queste grandi questioni il decreto agisce invece con misure prive di visione, anziché con politiche lungimiranti, come sarebbe invece necessario. Riterrebbe infine auspicabile operare una lettura generale del testo, al fine di avere contezza delle ricadute generali delle disposizioni, superando le limitazioni insite nella valutazione dei puri aspetti di competenza della Commissione.
La presidente 
CATALFO, pur apprezzando lo spirito dell'intervento del senatore Patriarca, sottolinea che la Commissione è chiamata ad esprimere un parere alla Commissione di merito, e dunque a valutare il provvedimento sotto la lente della competenza materiale che il Regolamento del Senato le affida. Resta comunque ferma la possibilità per ciascun componente di corredare l'esposizione della propria posizione con considerazioni e riflessioni altre, derivanti dalla propria personale sensibilità.

Il seguito dell'esame è quindi rinviato.
(822) Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2018
(Relazione alla 14a Commissione. Seguito dell'esame e rinvio)
Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri.
La presidente 
CATALFO  ricorda che nella seduta di ieri il senatore Auddino ha illustrato il provvedimento. Dichiara quindi aperta la discussione generale.
Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

SCONVOCAZIONE DELLA SEDUTA DI DOMANI
La PRESIDENTE avverte che, in considerazione dell'andamento dei lavori, la seduta della Commissione già convocata domani per le ore 8,45, non avrà più luogo.
La seduta termina alle ore 15,15.

34ª Seduta
Presidenza della Presidente

CATALFO 
Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Cominardi.        

La seduta inizia alle ore 15,20.

SULLA PUBBLICAZIONE DI DOCUMENTI ACQUISITI NEL CORSO DELLE AUDIZIONI       

La presidente CATALFO avverte che la documentazione riferita all'atto del Governo n. 47 (schema di decreto legislativo su attività e vigilanza degli enti pensionistici aziendali o professionali), consegnata nel corso delle audizioni informali svoltesi nel corso dell'odierna seduta dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari, sarà resa disponibile sulla pagina web della Commissione.

IN SEDE CONSULTIVA 

(Doc. LVII, n. 1-bis) Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza 2018 - Allegati I, II, III e IV - Annesso

(Parere alla 5ª Commissione. Esame e rinvio) 
La relatrice MATRISCIANO (M5S) dà ampio conto degli aspetti di competenza del documento in titolo, che reca un nuovo quadro programmatico di finanza pubblica.
Dopo aver ricordato gli obiettivi previsti nel nuovo quadro, si sofferma sulle misure di politiche per il lavoro già adottate, quali il decreto-legge n. 87 del 2018 ("decreto dignità"), che ha operato alcune modifiche alla disciplina del contratto a tempo determinato, della somministrazione di lavoro, degli sgravi contributivi per assunzioni e delle misure di disincentivo alla delocalizzazione delle imprese. Sotto il profilo delle modalità dei prossimi interventi legislativi, ricorda che la Nota prevede la presentazione di un disegno di legge sull’introduzione del reddito di cittadinanza e la riforma dei centri per l’impiego ed un provvedimento di delega per la riforma del "Codice del Lavoro". La relatrice si sofferma poi sugli interventi riguardanti le "pensioni di cittadinanza" e l'introduzione di un ulteriore "canale" di conseguimento della pensione, costituito dalla cosiddetta "quota 100".
Da ultimo, in merito al tema della disabilità, segnala che il Governo intende presentare un disegno di legge per la riforma ed il riordino dell'intera disciplina, con riferimento sia ai profili di tutela dei diritti sia a quelli di promozione del godimento delle opportunità e dei servizi previsti.
A nome dei rispettivi Gruppi, i senatori PATRIARCA (PD) e BERTACCO (FdI) e la senatrice TOFFANIN (FI-BP) chiedono di rinviare i rispettivi interventi alla prossima seduta, anche in vista della presentazione di bozze di parere alternative a quella che verrà proposta dalla relatrice.
La presidente CATALFO accede alla richiesta. Precisa comunque che la Commissione dovrà completare l'esame del Documento nella giornata di domani, affinché il parere pervenga in tempo utile alla Commissione bilancio ed in considerazione dell'avvenuta calendarizzazione del Documento stesso per l'esame in Assemblea.
Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

(840)
 Conversione in legge del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, recante disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell'interno e l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata
(Parere alla 1a Commissione. Esame e rinvio)

Il relatore DE VECCHIS (L-SP-PSd'Az) si sofferma sulle disposizioni di competenza della Commissione. In particolare, dà conto delle ragioni dell'articolo 26, cheinclude il prefetto tra i destinatari della notifica preliminare, da inviare prima dell'inizio dei lavori in alcuni cantieri temporanei o mobili, e dell'articolo 32, che dispone la riduzione di 29 posti di livello dirigenziale generale appartenente alla carriera prefettizia del Ministero dell'interno, al fine di garantire gli obiettivi di economicità della spesa, ferme restando le dotazioni organiche delle altre carriere. Illustra poi gli articoli 33 - che autorizza la spesa, a partire dal 2018, per il pagamento dei compensi per prestazioni di lavoro straordinario svolte dagli appartenenti alle Forze di Polizia - e 34, che incrementa gli stanziamenti per la retribuzione del personale volontario dei Vigili del fuoco. Da ultimo, fa presente che con l’articolo 35 si istituisce un Fondo in cui confluiscono le autorizzazioni di spesa già previste per il riordino dei ruoli del personale e delle Forze di polizia e delle Forze armate. In conclusione, propone di esprimere un parere favorevole.   

Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

(822) Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2018

(Relazione alla 14ª Commissione. Esame e rinvio) 

Il relatore AUDDINO (M5S) introduce il disegno di legge europea 2018, segnalando i profili di interesse della Commissione. In primo luogo, l'articolo 1modificala disciplina sul riconoscimento delle qualifiche professionali, di cui al decreto legislativo n. 206 del 2007; si modificano altresì le norme di individuazione delle pubbliche amministrazioni competenti ad esaminare le richieste di riconoscimento di una qualifica professionale e le procedure di rilascio della tessera professionale europea, nonché alcune disposizioni speciali sul riconoscimento automatico di determinate qualifiche professionali, in relazione a corsi di formazione effettuati. Il relatore si sofferma quindi sulla portata degli articoli 2 - che limita l'incompatibilità dell’attività di mediazione all'ipotesi di attività imprenditoriali di vendita dei beni e servizi afferenti al medesimo settore merceologico per il quale si eserciti l’attività di mediazione - e 5, che interviene in materia di requisiti per gli esaminatoridi patenti di guida diverse da quella per gli autoveicoli. Da ultimo, si sofferma sull’articolo 9,che reca disposizioni attuative della direttiva (UE) 2017/1564, finalizzata a garantire l'accesso delle persone non vedenti ai libri e ad altri tipi di pubblicazione su qualsiasi supporto.

Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO 
Schema di decreto ministeriale recante regolamento per l'applicazione delle norme in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro nell'ambito delle articolazioni centrali e periferiche della Polizia di Stato, del Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco nonché delle strutture del Ministero dell'interno destinate per finalità istituzionali all'attività degli organi con compiti in materia di ordine e sicurezza pubblica (n. 43)
(Parere al Ministro dell'interno, ai sensi dell'articolo 3, commi 2 e 3, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole con osservazioni)
Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 2 ottobre.
Il senatore ROMAGNOLI (M5S) illustra una bozza di parere, di segno favorevole con osservazioni, il cui testo è allegato al resoconto della seduta.
Il senatore PATRIARCA (PD) segnala che l'atto è da tempo atteso. Apprezza la proposta di parere del relatore, che evidenzia una serie di aspetti condivisibili. Preannuncia pertanto il voto favorevole del suo Gruppo.
Anche il senatore FLORIS (FI-BP) dichiara il voto favorevole del proprio Gruppo, segnalando che l'atto incide in una materia di particolare delicatezza e concordando con i profili di criticità evidenziati nella bozza di parere.
Nessun altro chiedendo la parola, presente il prescritto numero di senatori, la presidente CATALFO mette in votazione la proposta di parere favorevole con osservazioni testé illustrata dal relatore, che viene approvata all'unanimità.

Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2016/2341 relativa alle attività e alla vigilanza degli enti pensionistici aziendali o professionali (n. 47)
(Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, ai sensi dell'articolo 1 della legge 25 ottobre 2017, n. 163. Seguito dell'esame e rinvio)
Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 2 ottobre.
La presidente CATALFO preannuncia che le audizioni iniziate oggi in sede di Ufficio di Presidenza allargato ai rappresentanti dei Gruppi proseguiranno nella medesima sede domani alle ore 14,30 e che la discussione generale sul testo avrà inizio nella seduta della Commissione già convocata per domani alle ore 15.
La Commissione prende atto.
Il seguito dell'esame è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 16,20.

PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 43
L’11a Commissione permanente, esaminato il decreto ministeriale in titolo, premesso che:
con l'articolo 2 viene individuata la figura del datore di lavoro e più nello specifico al comma 2 del medesimo articolo viene specificato che la responsabilità spetta anche ai dirigenti che, seppur non dotati di autonomi poteri decisionali e di spesa, siano responsabili della pianificazione e della gestione finanziaria delle risorse di bilancio;
con l'articolo 3, comma 2, del decreto legislativo n. 81 del 2008 viene stabilito che per le materie oggetto del presente atto si sarebbe dovuto adottare il decreto entro ventiquattro mesi dall'entrata in vigore del medesimo decreto n. 81 del 2008, ovvero a decorrere dal 24 settembre 2015;
con l'articolo 12 viene previsto che i controlli tecnici, le verifiche, le certificazioni, gli interventi strutturali e le manutenzioni siano svolti da parte di personale in possesso di specifici requisiti professionali previsti dalla normativa vigente, esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni.
Si fa anzitutto notare che lo schema è stato adottato con forte ritardo rispetto al termine fissato dalla fonte di rango primario di riferimento (articolo 3, comma 2, del decreto legislativo n. 81 del 2008); ritardo quanto mai inopportuno, anche perché lo schema interviene in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, che, al contrario, esigerebbe la massima sollecitudine e considerazione sotto il profilo dell'aggiornamento in direzione delle necessarie e crescenti tutele del lavoratore.
Quanto all'articolato:
a)   all'articolo 2, comma 2, si suggerisce di prevedere una più definita delimitazione della figura del datore di lavoro, onde evitare di estendere la responsabilità anche ad altri soggetti quali, a titolo esemplificativo, i dirigenti che, pur non dotati di autonomi poteri decisionali e di spesa, siano responsabili della pianificazione e gestione finanziaria delle risorse di bilancio ovvero dell'assegnazione agli uffici delle risorse per il soddisfacimento della sicurezza. Appare singolare ipotizzare una responsabilità del soggetto che interviene ai soli fini della mera pianificazione preventiva delle risorse. Sul punto si è espresso anche il Consiglio di Stato nel parere sullo schema in oggetto;
b)   all'articolo 12, si invita il Governo a valutare l'opportunità di aggiungere il seguente comma: «Il datore di lavoro, qualora non disponesse di personale con i suddetti requisiti, si può avvalere di esperti tecnici esterni all'Amministrazione, sulla base di idonea motivazione.».
Infine, si suggerisce al Governo l'opportunità di introdurre nel testo un riferimento alle differenze di genere tra i lavoratori, quale elemento di cui tenere conto nella definizione e nella verifica delle caratteristiche costruttive e di impiego degli equipaggiamenti e nell'adozione delle misure di sicurezza e protezione.

Riunione n. 3
MARTEDÌ 9 OTTOBRE 2018
Presidenza della Presidente
CATALFO 
indi del Vice Presidente
DE VECCHIS 

Orario dalle ore 13,55 alle ore 15,20

AUDIZIONE INFORMALE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 47 (SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO SU ATTIVITA' E VIGILANZA DEGLI ENTI PENSIONISTICI AZIENDALI O PROFESSIONALI)  


10 Ottobre 2018
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