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MANOVRA

Sbarra (Cisl), i dati dell’economia denunciano il bisogno di crescita e


“Sono dati preoccupanti, ma purtroppo ben anticipati dalla Cisl, quelli che ci arrivano in queste ore dalla Svimez, dall’Istat e dalla Commissione Europea. Numeri che parlano di un Sud in grande affanno, di un nuovo stallo dei consumi e di un rapporto deficit/Pil destinato a toccare la cifra del 3 per cento. Tutti nodi che appartengono alla stessa questione di fondo: uno sviluppo fermo, zavorrato da investimenti pubblici insufficienti e da inadeguate strategie di rilancio occupazionale, coesione sociale, e convergenza territoriale. La svolta deve arrivare in Manovra, altrimenti il Mezzogiorno e il Paese rischiano di finire sull’orlo del baratro”. Lo ha detto Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto del sindacato di via Po, a margine degli attivi unitari Cgil-Cisl-Uil che si sono svolti oggi a Napoli per presentare i contenuti della piattaforma unitaria dei tre sindacati confederali su “Crescita, Sviluppo, Lavoro”.

“C’è un momento in cui i desiderata e gli annunci devono lasciare spazio al buonsenso - ha aggiunto Sbarra -: questo momento è arrivato per il Governo. Serve uno scatto in Legge di Bilancio, con un impulso nelle strategie industriali e infrastrutturali, nel rilancio di ricerca e innovazione, nell’investimento su scuola, competenze , pubblica amministrazione , mercato del lavoro. Dobbiamo puntare su leve proattive che non si fermino alla logica del mero assistenzialismo. Per abbattere le incertezze che frenano investitori e mercati va dato un segnale di unità sociale verso politiche espansive, che agiscano sul fattore della crescita, su quel denominatore che oggi alza il rapporto sull’indebitamento. Per questo bisogna partire dai più deboli: spezzare le diseconomie che frenano il Mezzogiorno, onorare pienamente i rinnovi dei contratti pubblici, alleggerire il carico fiscale sui redditi medio-bassi da lavoro e da pensione. E poi includere nel mercato del lavoro milioni di giovani e donne a cui, specialmente nel meridione, è negato un progetto di vita. Occorre infine aprire il confronto con le Parti Sociali su previdenza e pensioni per andare oltre le frasi ad effetto e gli slogan. Insomma, bisogna recuperare una visione di coesione nazionale, un Progetto-Paese che purtroppo ancora manca in Manovra. L’Esecutivo ascolti le proposte del sindacato ed avvii una fase nuova di reale cooperazione, con le forze sociali”.


08 Novembre 2018
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