"Investiamo sul Paese partendo dalla politica industriale. Per cambiare l'Italia bisogna fare le riforme". Così il premier, da Palazzo Chigi, alla firma dei contratti di sviluppo con alcune delle maggiori imprese nostrane e non Renzi firma 24 contratti per 1,4 mld e 25mila posti di lavoro

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Renzi firma 24 contratti per 1,4 mld e 25mila posti di lavoro


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Il governo prova a lanciare un messaggio concreto di investimento sul paese firmando 24 contratti di sviluppo, pari a 1.4 miliardi, e corrispondenti a 25 mila posti di lavoro, di cui l'80% nel Sud Italia. Le risorse finanziarie pubbliche concesse corrispondono alla metà del pacchetto

Questa mattina, a Palazzo Chigi, il premier Matteo Renzi ha firmato 24 contratti di sviluppo per 1,4 miliardi di euro di investimenti e 25 mila posti di lavoro, annunciando: "Il governo prova a dare un messaggio concreto di investimento sul Paese a partire dalla politica industriale". "Circa 700 milioni, ossia la metà del pacchetto, sono di investimento pubblico" ha poi puntualizzato il premier.

Gli investimenti riguardano diversi settori strategici per lo sviluppo, dall'ambito industriale, a quello commerciale e turistico, che, nella maggior parte dei casi, sono rappresentativi del made in Italy e fortemente legati al mondo dell'innovazione.

Oltre l'80% dei programmi è concentrato nelle quattro regioni dell'obiettivo Convergenza (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia). Il 44% dei programmi di investimento, che salvaguardano o creano nuova occupazione, è promosso da imprese controllate da gruppi esteri.

Alla presenza del presidente del Consiglio, del ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi e del sottosegretario alla Presidenza Graziano Delrio, inoltre, alcune imprese protagoniste dei nuovi contratti hanno già firmato un preaccordo con Invitalia, l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa, rappresentata dall'amministratore delegato Domenico Arcuri.

Al termine della firma dei contratti, il premier ha poi dichiarato: "Le immagini di chi vuole bloccare, fermare, ostruire il cammino delle riforme in Italia sono le immagini di chi pensa che si possa andare avanti così. Per cambiare l'Italia bisogna fare le riforme e le faremo".

A tal proposito Renzi si è espresso anche sui social networks, lanciando su Twitter l'hashtag #mentreloro,"#mentreloro fanno ostruzionismo per provare a bloccare il cambiamento, noi ci occupiamo di posti di lavoro", e scrivendo su Facebook: "È proprio vero: i politici non sono tutti uguali. Da un lato chi con l'ostruzionismo prova a bloccare l'Italia e le riforme chieste dalla maggioranza dei cittadini; dall'altro chi si occupa di creare posti di lavoro e pensa alle famiglie,offrendo una speranza per l'Italia di domani. Avanti, senza paura".

Il ministro per lo Sviluppo economico Federica Guidi ha poi così commentato la firma dei contratti:”Sono un ottimo segnale di come possono essere spese bene, efficacemente ed efficientemente, le risorse pubbliche per sostenere progetti di sviluppo industriale anche e soprattutto nelle zone del Mezzogiorno d'Italia", aggiungendo: "Questo non è chiaramente l'esaurimento di tutto quello che il Governo sta facendo, ma un segnale tangibile e concreto di cosa si può fare con buoni strumenti di sostegno della politica industriale per le imprese italiane o per le imprese straniere che vogliono venire a investire in Italia, e ce ne sono tante".


22 Luglio 2014
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