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DL SICUREZZA

Podda, fuori dalla Cgil i medici che denunciano gli immigrati

Argomento: Pubblico impiego

Diario del Lavoro

La Funzione Pubblica Cgil espellera' il personale sanitario (medici, infermieri, amministrativi, ecc.) che dovesse aderire all’obbligo di denunciare gli immigrati irregolari, come previsto dal Dl sicurezza in discussione alla Camera.

Carlo Podda, segretario generale della Fp, spiega: ‘’Se passerà il provvedimento chiederemo una modifica del nostro statuto che renda la pratica della denuncia incompatibile con l'appartenenza alla nostra organizzazione. Sarebbe auspicabile che anche l'ordine dei medici, pensando al proprio codice deontologico, prendesse una decisione analoga’’

Perche’ questa decisione?
‘’ Riteniamo che ci sia una incompatibilita’ tra essere iscritto alla Cgil, che ha tra i suoi fini la solidarieta’ , e la denuncia degli immigrati irregolari. Nel caso  la legge venisse confermata, non potremmo accettare che uno dei nostri iscritti si presti alla denuncia, che nega appunto il concetto di solidarieta’.

Per ora e’ una iniziativa della vostra categoria. Ne avete gia’ parlato con Guglielmo Epifani? Condivide?
‘’Non ne abbiamo ancora parlato, ma non dubito che la nostra intenzione sara’ appoggiata e condivisa dalla confederazione. Conoscendo bene Epifani, penso che sara’ d’accordo. Del resto, ha firmato assieme a me la lettera che abbiamo inviato il 5 marzo scorso al presidente della Camera Gianfranco Fini, e ai membri del parlamento, per denunciare i rischi insiti nel provvedimento di cui si sta discutendo’’.

Rischi non solo per gli immigrati…
‘’Rischi per tutti. Per i personale sanitario, sia medico che paramedico e amministrativo, costretto a svolgere una funzione di ‘sceriffo’ che non gli e’ propria, o a pagare una salata sanzione penale: circa 500 euro, per ogni denuncia omessa, una cifra che spesso e’ meta’ dello stipendio degli interessati. Ma rischi anche per la popolazione italiana: se gli immigrati smettessero di rivolgersi al sistema sanitario nazionale, le conseguenze sarebbero gravi per tutta la collettivita’.

La maggioranza di Governo sostiene tuttavia che la norma in discussione non introduce un obbligo, ma si limita ad abolire il divieto di denuncia, contenuto nella legge 35 del 1998. In  pratica, fornisce una facolta’ che prima non c’era.
“Va chiarito che così com’è la norma introduce un obbligo sostanziale. In ogni caso, anche se si trasformasse davvero in una facoltà, arrivando a un compromesso dopo la forte spaccatura interna al Pdl, deve essere chiaro che noi non la tollereremo”.

Avete scritto una lettera anche all’on. Alessandra Mussolini, che guida la ‘rivolta’ contro il provvedimento. Non e’ singolare questa alleanza tra sindacato e centro destra?
‘’Alla Mussolini abbiamo scritto che condividiamo, pur nelle rispettive differenze, la battaglia da lei condotta in Parlamento per la difesa del diritto costituzionale alla salute di tutti gli individui e della collettività. La invitiamo a portare fino in fondo la sua battaglia, che è anche la nostra, senza alcun compromesso che trasformi l'obbligatorietà di denuncia in volontarietà, risultato insufficiente a garantire il diritto alla salute”.

Nunzia Penelope

20 marzo 2009


20 Marzo 2009
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