I giudici amministrativi hanno accolto i ricorsi presentati dalla stessa Enel e dal Comune di Porto Empedocle, annullando la sentenza del Tar del Lazio che aveva bloccato la realizzazione dell'impianto. Via libera del Consiglio di Stato a rigassificatore

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Via libera del Consiglio di Stato a rigassificatore

Argomento: Energia

Via libera del Consiglio di Stato alla realizzazione del rigassificatore dell'Enel a Porto Empedocle. I giudici amministrativi hanno accolto i ricorsi presentati dalla stessa Enel e dal Comune di Porto Empedocle, annullando la sentenza del Tar del Lazio che aveva bloccato la realizzazione dell'impianto.
A rivolgersi al Consiglio di Stato erano stati l'Enel, tramite la società di scopo Nuove Energie (90% Enel e 10% Gruppo Siderurgica Investimenti), e il Comune di Porto Empedocle, sostenuti da Confindustria Sicilia. I ricorrenti chiedevano di annullare la sentenza del Tar del Lazio che lo scorso 14 dicembre aveva invalidato il decreto con cui il 22 ottobre 2009 la Regione Siciliana, di concerto con i ministeri dell'Ambiente e delle Infrastrutture, aveva autorizzato la costruzione del rigassificatore di Porto Empedocle, un'opera che prevede 800 milioni di investimenti, 50 milioni di opere compensative per lo sviluppo del territorio e l'impiego di diverse centinaia di lavoratori. Il Tar aveva annullato l'autorizzazione unica alla realizzazione dell'impianto, accogliendo i ricorsi presentati dal Comune di Agrigento, Legambiente Sicilia e altre associazioni locali. I ricorrenti contestavano la mancata partecipazione del Comune di Agrigento alla Conferenza dei servizi che ha deliberato per il rilascio dell'autorizzazione unica per la realizzazione dell'impianto. Il Comune, avevano sostenuto davanti al Tar, avrebbe dovuto partecipare in quanto interessato dal passaggio del gasdotto di collegamento con l'impianto. Tesi contestata dall'Enel, attraverso Nuove Energie, e dal Comune di Porto Empedocle: secondo loro, il gasdotto di collegamento non attraversa il territorio del Comune di Agrigento, che quindi non aveva diritto a partecipare alla Conferenza dei servizi. Nel dispositivo di sentenza con cui ha accolto i ricorsi, la Sesta sezione del Consiglio di Stato, presieduta da Giuseppe Severini, si limita a scrivere che "definitivamente pronunciandosi sugli appelli proposti, tra di loro riuniti, accoglie gli appelli principali (i ricorsi del Comune di Porto Empedocle e di Nuove Energie, ndr) e, per l'effetto, in riforma dell'impugnata sentenza, respinge i ricorsi di primo grado". Le motivazioni della sentenza arriveranno entro trenta giorni. (LF)


20 Luglio 2011
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