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IL WELFARE AZIENDALE AL TEMPO DELLA CRISI

Perchè questa inchiesta

Argomento: Aziende, Welfare

Il welfare integrativo sta acquistando in questa difficile congiuntura sempre più spazio nel campo delle relazioni industriali. L'azione di contrattazione si rivolge naturalmente sempre con grande attenzione ai temi della produzione, al salario, ai diritti, alla rappresentanza, ma un capitolo dei contratti più importanti è sempre dedicato a quello che viene definito il welfare contrattuale. L'attenzione alla persona si è fatto più forte, le imprese hanno acquisito una crescente consapevolezza dell'importanza di tenere legate le proprie forze di lavoro, di rendere loro la vita meno difficile, se certamente più facile. E per questo si leggono nei contratti aziendali sempre più spesso capitoli dedicati a campi apparentemente meno legati al lavoro in senso stretto.
All'inizio era soprattutto un fatto di previdenza e, dopo, di formazione. Ma pian piano l'attenzione si è spostata ad altri settori. Primo tra tutti, e certamente il più importante, sia come costo che come interesse per i lavoratori, l'assistenza sanitaria, con la creazione di piani di finanziamento molto rilevanti. Più tardi l'attenzione si è spostata ad altre realtà, alla persona, soprattutto per quanto si riferisce alla conciliazione tra tempo di lavoro e tempo di vita (asili nido, uso del part time, congedi parentali), poi alla famiglia (stages, sostegni allo studio, colonie per i figli), per arrivare infine ad altre iniziative, le più strane, come convenzioni con agenzie di viaggi, palestre e così via.
Il panorama è vasto, ricco di esperienze tra le più diverse. Si potrebbe dire che nessuno si è inventato niente, perché Adriano Olivetti questo faceva decenni fa, ma quel'esperimento, molto interessante, studiato in tutto il mondo, rimase isolato, fino ad abortire, anche per l'immatura scomparsa di quel grande imprenditore. Adesso l'esperienza non solo è stata ripresa, ma da un piccolo ruscello che era all'inizio è diventato un fiume in piena, in grado a volte di agevolare la vita non solo del personale dell'azienda, ma dell'intero territorio per l'ampliamento del bacino dei possibili utenti.
Caposcuola in questi ultimi anni è stata la Luxottica, che ha aperto questa esperienza con accordi e, più spesso, con iniziative unilaterali nei campi più diversi. Ma adesso, da quei primi passi, la materia è diventata sempre più abbondante. Per questo Il diario del lavoro ha creduto opportuno di aprire un cono di luce organico su queste esperienze, andando a visitare i casi più rilevanti, per mostrare il volto umano delle relazioni industriali, per dimostrare che è possibile anche un rapporto positivo con i propri dipendenti, che non ci sono solo scontri, ma sempre più spesso collaborazione e partecipazione.


22 Luglio 2011
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