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CRISI

Cna, per uscirne serve un patto sociale

Argomento: Artigiani

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"L'Italia ha necessità di cambiare i paradigmi di riferimento, senza esitazione e senza incertezza. Ha necessità di un nuovo patto sociale e intergenerazionale che dia contenuti e sostenga la fiducia di futuro di tutti, giovani, donne, famiglie e imprese". A chiederlo è il presidente di Cna, Ivan Malavasi, parlando all'assemblea dell'associazione. Malavasi cita Roosevelt: "un Paese - dice - è pronto al 'New deal' solo quando è consapevole che il benessere si raggiunge anche grazie al senso di responsabilità e giustizia".
"Solo una politica integra, sobria, sinceramente rivolta al bene comune - ha aggiunto - può chiedere sacrifici agli italiani. La precondizione necessaria per ogni richiesta è il taglio dei costi della politica, subito". Malavasi ha sostenuto di non riferirsi alla rappresentanza e alla "politica vera" ma ai "privilegi, vitalizi, doppi e tripli stipendi, moltiplicazione di incarichi e di apparati che sono uno schiaffo al paese che lavora e produce".
Il presidente si augura che "il Governo Monti, al quale tutte le organizzazioni delle imprese hanno dato un sostegno forte e convinto, possa avere tutto il tempo necessario per realizzare il programma di riforme che si è dato, per stabilizzare il paese sul piano finanziario e porlo su un percorso sostenibile di crescita economica e civile".
Un contributo essenziale in questo percorso, secondo il presidente della Cna e di Rete Imprese Italia, "può venire da un forte e rinnovato dialogo con le rappresentanze delle imprese e dei lavoratori. Confidiamo che il confronto con le rappresentanze non sia considerato un obbligo ritualistico e privo di utilità". "Troppe volte - ha proseguito - la politica negli ultimi anni, ha ceduto alla presunzione di poter raggiungere gli elettori facendo a meno dei corpi intermedi finendo per creare divisioni e segmentazioni dannose per il paese".
Parlando di fisco il presidente ha poi detto che "senza un fisco capace di contrastare sommerso, elusione ed evasione che non solo creano concorrenza sleale, ma sono, anche, un ostacolo insormontabile alla ripresa dell'economia". Malavasi chiede di "rafforzare e rendere trasparente il nesso tra imposte, servizi, responsabilità e semplicità. Servizi efficienti e pressione fiscale sostenibile, equa e trasparente, sono due facce della stessa medaglia".
"Nelle mutate condizioni della globalità - conclude - non si può competere senza un fisco che pensi le imprese come luoghi in cui si produce e si crea ricchezza".  (LF)


24 Novembre 2011
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