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FIAT

Cgil, a Melfi preoccupazione e inquietudine per lavoratori

Argomento: Auto, Aziende, Cgil

"La Fiat ha annunciato la fermata di una linea nello stabilimento di Melfi, per procedere alla sua ristrutturazione, e il mantenimento della produzione della Punto, che si svolgerà in ragione dell`andamento del mercato. Pur compatibilmente alla necessità di sospendere la produzione per adattare le linee, il fermo comporterà un lunghissimo periodo di inattività e di cassa integrazione per i lavoratori. Tutto ciò avviene in assenza di una chiara esplicitazione del piano industriale e delle intenzioni produttive della Fiat in merito allo stabilimento di Melfi". E' quanto si legge in una nota della Cgil.

"C`è dunque preoccupazione immediata per il futuro dei lavoratori diretti, ma altrettanta inquietudine la crea la situazione dell`indotto - prosegue la nota -. Una sospensione di una parte così rilevante della produzione, per un periodo così lungo, e l`incertezza su quella rimanente, mette in grave crisi tutto l`indotto, già oggi pesantemente gravato dalla cassa integrazione straordinaria. È un tema che non è presente nei commenti che abbiamo sino ad ora sentito ma che dovrebbe preoccupare e coinvolgere non solo l`azienda, che va ricordato proprio a Melfi ha attuato un modello integrato tra produzione e fornitura, ma anche le istituzioni locali e nazionali. Un ulteriore aggravamento delle condizioni di fornitura per l`indotto - continua la nota di corso d'Italia - comporterebbe un inevitabile ricorso a nuova cassa integrazione che, in questo caso, non potrebbe che essere in deroga, con tutti i problemi e le conseguenze che questo comporta".

"Più volte la Confederazione - si ricorda nella nota - ha chiesto di affrontare questi nodi e di aprire un confronto senza preclusioni sul futuro dello stabilimento lucano e del suo indotto. Ad oggi, in assenza di una sede appropriata di discussione, restano oscure le intenzioni della Fiat, in particolare sul rapporto tra investimenti previsti e mantenimento dell`intera capacità produttiva. L`assenza di chiarezza e di confronto - conclude la Cgil - è la peggiore scelta di politica industriale che l`azienda potrebbe compiere".


16 Gennaio 2013
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