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CONFINDUSTRIA

A Torino l'assise di Piccola Industria in aprile

Argomento: Confindustria

Ci saranno il premier in carica ed esponenti nazionali della politica, ma anche Olli Rehn, commissario agli Affari Economici e monetari dell'Unione Europea, oltre ad esponenti dell'imprenditoria italiana. Sono le prime anticipazioni del convegno nazionale di Piccola Industria di Confindustria, che si terrà a Torino il 12 e il 13 aprile 2013 e che è stato presentato oggi all'Unione Industriale del capoluogo piemontese da Vincenzo Boccia, vice presidente di Confindustria e presidente nazionale Piccola industria, alla presenza di Licia Mattioli, presidente degli Industriali torinesi, di Niccolò Zumaglini e di Bruno Di Stasio, rispettivamente Vice Presidente piemontese e presidente torinese di Piccola Industria.

Torna dopo dieci anni all'ombra della Mole l'assise di Piccola Industria, che il primo giorno sarà focalizzata sulla manifattura italiana, per poi allargare lo sguardo alle esperienze europee. I piccoli imprenditori guardano con interesse alla prossima tornata elettorale, ha sottolineato Boccia: "Le aspettative sul prossimo governo sono molto alte, perché la situazione dell'economia e' delicata e serve intervenire con una terapia d'urto su imprese e lavoro", così come indicato nel recente manifesto stilato da Confindustria. "Serve un piano quinquennale per rilanciare il paese e la competitività - ha proseguto Boccia - e affrontare l'emergenza che talvolta sembra non essere realmente percepita".

Riportare la manifattura al centro, sarà la parola d'ordine dell'appuntamento torinese, un diktat che hanno fatto proprio anche paesi che negli ultimi anni si erano allontanati dal manifatturiero, come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, ha spiegato Boccia.

I rappresentanti locali di Piccola Industria hanno rilanciato l'attenzione sul tema dell'accesso al credito: "Le banche stanno creando incagli non dando accesso al credito, che è peggiorato da fine 2011 e temo peggiorerà ancora" ha sottolineato Bruno di Stasio. Le piccole imprese, "lo zoccolo duro del sistema italiano", vivono "di marchi e brevetti e i ragionieri delle banche devono capire quanto questi valgono" ha esortato Di Stasio. (LF)


18 Febbraio 2013
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