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Segni di miglioramento, ma il credito peggiora


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Rapporto n°6 - Nov 2013

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In Italia ''ci sono segnali qualitativi di miglioramento del quadro macroeconomico''. Lo afferma il “Rapporto sulla stabilità finanziaria” della Banca d'Italia, che cita come indicatori l'arresto dal calo della produzione, il miglioramento dei conti con l'estero e l'attenuazione della debolezza del mercato immobiliare. I sondaggi tra le imprese indicano un arresto del calo dell’attività produttiva, ma la dispersione delle opinioni è ampia e le prospettive restano incerte. Prosegue il miglioramento dei conti con l’estero, anche grazie alla tenuta delle esportazioni. Nel settore immobiliare il numero di compravendite si è stabilizzato, ma la discesa dei prezzi delle abitazioni prosegue, pur attenuandosi. Sul mercato dei titoli di Stato le condizioni di liquidità sono migliorate e i rendimenti sono scesi. I non residenti hanno continuato a effettuare acquisti netti. Va proseguito il consolidamento dei conti pubblici, per contenere i premi per il rischio sui titoli di Stato e assicurare condizioni creditizie favorevoli alla ripresa. La redditività delle imprese è in diminuzione per il protrarsi della recessione. L'incidenza delle aziende finanziariamente fragili (con un peso elevato degli oneri finanziari sul MOL) è aumentata. L'elevata incertezza circa i tempi e l'intensità della ripresa economica, e le difficili condizioni di accesso al credito (in particolare per le piccole e medie imprese) rimangono fonti di rischio. Prosegue la contrazione del credito. Vi contribuiscono sia la debolezza della domanda sia l'intonazione restrittiva dell'offerta di finanziamenti da parte delle banche, a sua volta connessa soprattutto con la crescente rischiosità delle imprese. Con il miglioramento della congiuntura la flessione del credito si attenuerebbe nel corso del 2014. È aumentato il ricorso al mercato obbligazionario da parte delle grandi aziende. (Vedi il rapporto in allegato)


12 Novembre 2013
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