Dietrofront a due mesi dal nuovo contratto nazionale, i sindacati di categoria proclamano la stato di agitazione, coinvolti oltre 4000 lavoratori La commissione americana Jcpc annuncia nuovi licenziamenti

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BASI USA

La commissione americana Jcpc annuncia nuovi licenziamenti

Argomento: Sindacato

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A poco meno di due mesi dal rinnovo del contratto nazionale di lavoro delle Basi Usa i sindacati nazionali di categoria Fisascat Cisl e Uiltucs Uil proclamano lo stato di agitazione degli oltre 4000 dipendenti civili italiani delle installazioni americane di Sigonella in Sicilia, delle Basi Camp Ederle di Vicenza e di Camp Darby di Pisa, della Base Usaf di Aviano e di Napoli Capodichino.

Il Governo Usa, rappresentato nelle installazioni italiane dalle forze armate statunitensi Navy, Army ed Air force, secondo i sindacati è contravvenuta  agli impegni assunti in sede negoziale sugli incrementi occupazionali derivanti dal piano di riorganizzazione e di ampliamento della installazione di Ederle di Vicenza, annunciando la riduzione del personale ed il trasferimento della Defense Logistics Agency di Camp Darby,  comunicando anche la chiusura del servizio di mensa aziendale entro fine mese.

“Un vero e proprio dietrofront in un’installazione che ha già subito in passato pesanti tagli occupazionali con tutte le conseguenze che si possono immaginare, soprattutto per quanti hanno creduto in un progetto di investimento e di raddoppio della caserma Ederle, spiega il segretario nazionale della Fisascat Rosetta Raso. Ora i dipendenti licenziati a Camp Darby non potranno neanche usufruire dell'indennità di mobilità in deroga a causa del mancato invio degli elenchi dei lavoratori licenziati al Ministero del Lavoro”.

Una situazione aggravata anche dalla “carenza della norma estensiva della legge 98/71 che ne garantirebbe quantomeno la ricollocazione nei pubblici altrove” precisano i sindacati di categoria in una nota trasmessa alla Jcpc e allíAmbasciata americana in Italia sollecitando un incontro urgente. “A tal proposito, proseguono i sindacati, si evidenzia che solo grazie alle sollecitazioni sindacali ai diversi livelli si potrà, nei prossimi giorni, valutare se gli effetti della suddetta Legge potranno essere goduti da tutti i lavoratori licenziati dalla Basi Usa in Italia”.

In attesa della convocazione intanto i sindacati hanno già programmato a breve lo svolgimento di un incontro con i coordinamenti nazionali dei lavoratori finalizzato alla definizione delle eventuali azioni sindacali da intraprendere qualora non venisse individuata una soluzione alla difficile vertenza.


28 Novembre 2013
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