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JOB ACT

I sindacati, il piano Renzi buona base di partenza

Argomento: Sindacato

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Le prime bozze del jobs act, diffuse dal segretario del Pd, Matteo Renzi, scatenano le reazioni dei sindacati. Il segretario della Cgil Susanna Camusso, dichiara: “Avremmo sperato in una maggior ambizione, a partire ad esempio dalla creazione del lavoro o dalle risorse, penso alla patrimoniale, ma è già importante che il tema del lavoro sia tornato al centro”. La leader sindacale considera comunque una novità importante “che si dica esplicitamente che bisogna ridurre le forme dei contratti di lavoro, finora lo dicevamo solamente noi. Credo che questa sia materia sulla quale si potrà sicuramente discutere”.  La proposta di Renzi convince Raffaele Bonanni, segretario Cisl:  "Siamo tendenzialmente favorevoli perché l'idea di dare forza a un solo contratto eliminando tutti i contratti civetta, tipo le false partite Iva che servono solo a pagare meno i giovani. Spero che Renzi decida di avere un confronto con noi. Dal sindacato potrà avere solo apporti positivi", dice ancora il segretario della Cisl condividendo anche la richiesta, avanzata sempre dal segretario Pd, di un cambiamento del ruolo del sindacato.

Pronto a discutere con Renzi anche il segretario della Fiom  Maurizio Landini, il primo tra i sindacalisti ad aver incontrato il segretario Pd subito dopo la sua elezione. Oggi dichiara: “Quello che condivido è che bisogna rimettere al centro il lavoro e che ci sono tante cose da cambiare in questo Paese,  a partire dalla necessita’ riprendere gli investimenti, di tassare i patrimoni e la rendita, di estendere gli ammortizzatori sociali a chi non ce l’ha”. Ma secondo Landini occorre anche  ‘’riprendere il tema dei contratti di solidarietà e della riduzione degli orari di lavoro”.

Il segretario generale della Filca-Cisl nazionale, Domenico Pesenti, a sua volta esprime soddisfazione per la rivalutazione del settore edilizio presente nel documento di Renzi :“Le costruzioni, negli ultimi 5 anni, hanno perso 740mila addetti, e rappresentano comunque una fetta importante del Pil, pari a circa l’11. Tra i contenuti emersi riteniamo importante la riduzione delle varie forme contrattuali. Positiva anche la proposta sul contratto di inserimento, così come quello dell’assegno universale per chi perde il posto di lavoro, perché bisogna assicurare lo stesso trattamento ai lavoratori delle piccole e delle grandi imprese. Molto importante, ha concluso Pesenti, che sia previsto un nuovo piano industriale per la ‘green economy’, risparmio energetico ed ecosostenibilità. Il sindacalista esprime però perplessità riguardo l’assenza di riferimenti all’età pensionabile, che, sottolinea, “ va modulata a seconda del tipo di lavoro per mettere fine alle ingiustizie sociali e per evitare il moltiplicarsi di lavoratori espulsi dal mercato, ma che non hanno ancora diritto alla pensione”. 


09 Gennaio 2014
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