La vicenda che investe lo stabilimento Alcoa di Portoveseme, è tutt’ora in "fase di stallo", denunciano Fiom e Cgil. Occorre una svolta e "a farsene carico deve essere il Governo". Cgil e Fiom chiedono di riaccendere i riflettori sul piano Sulcis

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Cgil e Fiom chiedono di riaccendere i riflettori sul piano Sulcis

Argomento: Metalmeccanici

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Al termine dell’incontro avvenuto presso il ministero dello Sviluppo economico tra Fiom, Fim, Uilm e il vice ministro Claudio De Vincenti, tramite una nota congiunta, la Cgil nazionale, Sardegna e Sulcis, e la Fiom nazionale e del Sulcis, e chiedono “un rapidissimo cambio di marcia e una vera svolta nella vicenda”.

"Abbiamo registrato - si legge nel comunicato - un grave arretramento nella ricerca di una soluzione per far ripartire Alcoa. Klesch, che a oggi rimane l'unico interlocutore, non ha presentato alcun piano industriale, in più chiede ad Alcoa di farsi carico dei costi di esercizio, non previsti, qualora gli impianti siano riavviati. Nessun contatto invece si è registrato tra Alcoa e Glencore che viene indicato come l'altro possibile interlocutore per l'acquisizione dello Smelter di Portovesme. Sul tavolo permane ancora il problema del costo dell'energia nonostante tutte le rassicurazione del governo".

Di fronte a questo stallo Cgil e Fiom chiedono "un rapidissimo cambio di marcia e una vera svolta nella vicenda. La situazione di crisi industriale del Sulcis è così grave che ogni ritardo peggiora una situazione oramai insostenibile. Il governo nella sua interezza si faccia carico di questa così grave emergenza".


07 Luglio 2014
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