I giornalisti freelance, riuniti davanti alla sede della Fnsi, hanno chiesto le dimissioni del segretario della Fnsi Franco Siddi, dopo la sigla dell’accordo sul lavoro autonomo Giornalisti sul piede di guerra contro “l’iniquo compenso”

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GIORNALISTI FREELANCE

Giornalisti sul piede di guerra contro “l’iniquo compenso”

Argomento: Informazione

Le reazioni all’accordo sull’equo compenso, siglato il 19 giugno da governo, Federazione Nazionale della Stampa, Federazione Italiana Editori Giornali e Inpgi, non si sono fatte attendere. I giornalisti freelance, riuniti stamane davanti alla sede della Federazione durante la manifestazione #StopFnsi, hanno chiesto le dimissioni immediate del segretario della  Federazione Franco Siddi e di tutti i componenti della giunta esecutiva Fnsi. L’intesa, ribattezzata dai promotori dell’iniziativa “iniquo compenso”, è un “contratto truffa, spiega un comunicato dei giornalisti, sottoscritto senza alcuna consultazione".

"Questi accordi, prosegue il comunicato, legalizzano lo sfruttamento e la retribuzione da fame dei giornalisti autonomi. Inoltre, sanciscono per contratto l’esercizio dilettantistico della professione, infliggendo un colpo mortale alla dignità dei lavoratori e alla libertà di stampa".

Intanto il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti ha votato a maggioranza una delibera per impugnare davanti al Tar l`accordo sull’equo compenso. La proposta di costituirsi in giudizio contro la delibera è stata avanzata nella seduta odierna dell’assemblea, che si sta svolgendo a Roma, dal presidente nazionale dell’Odg Enzo Iacopino ed è stata motivata con "la volontà di tutelare i diritti dei più deboli mortificati dall'accordo raggiunto da Fnsi e Fieg".

Durante il sit in, una delegazione dei giornalisti, tessere alla mano, ha fatto irruzione nella sede del sindacato, chiedendo spiegazioni alla giunta riunita. “Esprimiamo rammarico, si legge ancora nella nota, per gli attacchi personali che il segretario Siddi continua a rivolgere nei confronti di alcuni colleghi che esprimono dissenso verso le sue scelte. Ci impegniamo a lottare perché i 120 milioni fondi che il governo ha annunciato di voler stanziare per le assunzioni nei giornali non siano destinati ai contratti di apprendistato che pongono un limite di età che pregiudica un’intera generazione di precari”.

E.G.


08 Luglio 2014
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