“Il comitato direttivo di Palermo impegna la segreteria della Camera del lavoro affinché si determini un cambio di passo rispetto alle politiche industriali pubbliche e private” Cgil, sostegno ai lavoratori del petrolchimico di Gela

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PALERMO

Cgil, sostegno ai lavoratori del petrolchimico di Gela


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Il comitato direttivo della Cgil di Palermo ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, presentato dalla Fiom, di solidarietà e sostegno alle lotte dei lavoratori del petrolchimico di Gela, in vista della manifestazione a Gela del 28 luglio, indetta delle confederazioni sindacali unitarie.

"Il settore industriale a Palermo e in Sicilia è stato interessato da processi di ristrutturazione e di riorganizzazione che ne hanno determinato un ridimensionamento del tessuto industriale e conseguentemente dell’occupazione. I grandi gruppi nazionali nei processi di riorganizzazione e ristrutturazione - è scritto nell’ordine del giorno - hanno scelto di dismettere o di ridimensionare gli insediamenti industriali presenti nel nostro territorio. Il caso della Fiat di Termini Imerese è il caso più eclatante: l’azienda ha deciso di dismettere l’attività e il processo di reindustrializzazione stenta a partire, determinando grande incertezza tra i lavoratori che vivono una condizione di disagio in quanto, da diversi anni, si trovano in cassa integrazione e ad oggi non c’è una prospettiva certa di ripresa lavorativa".

"Stessa condizione - continua il documento- vivono centinaia di lavoratori della nostra provincia. I lavoratori metalmeccanici della Fiat, della Keller, dell’Ansaldobreda, dell’Italtel, di Telespazio e del Cantiere navale sono in lotta per fermare i licenziamenti, i tentativi di dismissione e per determinare processi di rilancio industriale di settori importanti e strategici sul piano produttivo e socio economico".

"Su tale situazioni - conclude la nota - pesano sicuramente la mancanza di politiche industriali del governo nazionale e del governo regionale: quest’ultimo, nelle vertenze che riguardano il nostro territorio, non ha saputo o non ha voluto assumere un ruolo positivo nelle tante vertenze aperte al Mise".

In questa situazione si inquadra, secondo la Cgil, la scelta dell’Eni di dismettere il petrolchimico di Gela. Scelta, con il conseguente licenziamento di oltre 3000 addetti, giudicata, "inaccettabile" dal punto di vista sociale ed economico.

F. P.


23 Luglio 2014
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