Gli azionisti della Fiat hanno approvato a maggioranza la fusione che darà vita a Fca, Fiat Chrysler Automobiles.Marchionne "Restiamo in Italia". La Fiom: "Sancita l'uscita dal nostro paese. Serve un confronto per tutelare produzione e occupazione" Formalizzata fusione con il sì dell’84% degli azionisti

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GRUPPO FIAT-CHRYSLER

Formalizzata fusione con il sì dell’84% degli azionisti

Argomento: Auto, Cgil, Metalmeccanici

La Fca ha ottenuto, in data 1 agosto, l’84% dei voti favorevoli degli azionisti presenti all’ultima assemblea italiana del gruppo Fiat. L'amministratore delegato Sergio Marchionne ha spiegato che Fiat "non sta lasciando l'Italia", mentre il presidente John Elkann ha commentato: “Oggi comincia il futuro della nostra società”.

Nel futuro del gruppo, infatti, ci sono molte novità, come la sua quotazione a Wall Street, prevista per l’ottobre prossimo, l’aumento di produzione che passerà soprattutto per il rilancio dell’Alfa e della Jeep, o l’espansione nel mercato asiatico, favorita dall’acquisizione, da parte della People Bank of China, del 2% delle azioni del gruppo.

Unico motivo di incertezza, non certo da sottovalutare, è costituito dalla schiera di azionisti dichiaratisi contrari alla fusione, i quali, se decidessero di recedere il loro contratto con Fca, costringerebbero quest’ultima a corrispondergli, in totale, circa 800 milioni di euro; cifra che metterebbe a rischio il successo dell’intera operazione. Già dal 20 agosto dovrebbero pervenire migliori e dettagliate informazioni a riguardo.

Dal sindacato dei metalmeccanici di Corso d’Italia è giunta tempestiva la condanna: “Il Cda sancisce definitivamente l'uscita del gruppo dal nostro paese. Serve la responsabilità di tutti per un confronto che permetta di cogliere la sfida della competitività e salvaguardi produzione e occupazione", ha commentato Michele De Palma, coordinatore nazionale del settore Automotive della Fiom.

“Sembra che non sia un problema per il nostro paese, già a rischio deindustrializzazione, essere ridotto a succursale della casa automobilistica, mentre le decisioni vengono assunte a Detroit, le tasse pagate all'estero, la produzione negli stabilimenti italiani sempre più alleggerita. E anche l'annuncio di questi giorni da parte di Fca di un aumento delle quote di mercato negli Stati Uniti, conferma il timore che, come Fiom, da tempo abbiamo espresso, di uno spostamento sostanziale degli interessi del gruppo oltreoceano", ha concluso De Palma.


04 Agosto 2014
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