Cgil, Cisl e Uil Calabria "esprimono netta contrarietà sulla proposta di riassetto della Rete di Distribuzione avanzata da Enel, concessionaria in Calabria del servizio elettrico in regime di monopolio. Cgil, Cisl e Uil Calabria, no a proposta riassetto rete distribuzione

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Cgil, Cisl e Uil Calabria, no a proposta riassetto rete distribuzione

Argomento: Energia

Cgil, Cisl e Uil Calabria "esprimono netta contrarietà sulla proposta di riassetto della Rete di Distribuzione avanzata da Enel, concessionaria in Calabria del servizio elettrico in regime di monopolio.
Cosi come risulta dai piani aziendali l'Enel intende riallocare in Calabria gli attuali presidi di coordinamento e progettazione tecnica (zone), e i presidi tecnico operativi (unità operative), sopprimendone oltre la metà. È prevista, infatti, la soppressione di tre Zone (Castrovillari - Crotone - Vibo Valentia) e nove Unità Operative (San Marco Argentano - San Giovanni in Fiore - Acri - Cirò - Serra San Bruno - Catanzaro Lido - Melito P.S. - Gioia Tauro - Bovalino). Ciò significa influire pesantemente e negativamente sul futuro della Regione, diminuendo la capacità di presidio del territorio e, quindi, peggiorare la qualità del servizio elettrico per circa 1 milione 300 mila utenti, con pesanti ricadute sui lavoratori in servizio".

"La riorganizzazione prevista da Enel - sostengono i sindacati - rischia di essere solo un'operazione di eliminazione di strutture giustificata dalle innovazioni tecnologiche, per mettere a fattor comune la mancanza di risorse umane, senza affrontare i nodi fondamentali delle attività esclusive e quindi dei carichi di lavoro e, infine, degli investimenti per la qualità del servizio. Inoltre, l'impiego dei fondi comunitari (piano di coesione 2014-2020) necessita di infrastrutture elettriche tali da consentire la realizzazione delle diverse opere sia infrastrutturali che produttive e la riorganizzazione prevista rallenta la capacità progettuale, di coordinamento e operativa necessaria allo sviluppo economico e all'attrazione di investitori, anche esteri".

Cgil, Cisl e Uil Calabria "ritengono, pertanto, inaccettabile il ridimensionamento delle strutture calabresi, laddove la stessa Società, nel medesimo piano di riorganizzazione, prevede di effettuare nel resto del Paese 'soltantò il taglio del 30%; lo è ancora di più osservando i dati dell'Autority per l'Energia che attestano di una Regione in coda a tutte le classifiche della qualità del servizio elettrico".

"Per questi motivi - conclude il comunicato sindacale - è auspicabile che il confronto a livello nazionale porti ad un piano di investimenti per il miglioramento tangibile della qualità del servizio elettrico e con un percorso di assunzioni tecnico-operative a garanzia e salvaguardia di un territorio orograficamente ed impiantisticamente diverso dalle altre Regioni. In considerazione dell'estrema delicatezza della vicenda in questione, e tendo conto delle implicazioni economiche e sociali che essa comporta, Cgil, Cisl e Uil avvieranno, di concerto con le Federazioni di categoria del comparto, una serie di iniziative finalizzate a modificare i piani dell'Enel in Calabria".


09 Settembre 2014
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