La nuova metodologia di calcolo permette di tener conto anche del peso dell’economia sommersa e illegale Ricalcolo Istat: con attività illegali il Pil 2011 sale di 15,5 mld

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ISTAT

Ricalcolo Istat: con attività illegali il Pil 2011 sale di 15,5 mld


Buone notizie per i conti pubblici italiani. L'Istat ha infatti ricalcolato il Pil nominale 2011 inbase alla nuove norme europee per i conti nazionali (Sec 2010) rivalutando di 59 miliardi (+3,7%) la ricchezza prodotta nel paese, il cui valore complessivo è salito così da 1.579,9 a1.638,9 miliardi.

Nel ricalcolo del Pil nominale2011, in base alle nuove norme Sec 2010, comuni a tuttala Ue, si definisce meglio, grazie all'affinamento della metodologie di indagine, il peso dell'economia non osservata.

La nuova metodologia, che sarà adottata anche per gli anni successivi al 2011, tiene conto anche delle attività illegali come la prostituzione, lo spaccio di droga e il contrabbando di sigarette, che per il 2011, secondo l'Istat, hanno pesato per 15,5 miliardi.

Di questo ricalcolo hanno sicuramente beneficiato i conti pubblici nei parametri di stabilità di Maastricht. Come ha indicato l'Istat, il rapporto deficit/Pil 2011 è infatti sceso dal 3,7% al 3,5%. Anche l'indebitamento netto, sempre del 2011, è sceso da59,1 a 56,8 miliardi.

Per il2011 l'insieme dell'economia sommersa e illegale valeva il 12,4% del Pil pari a circa 200 miliardi di euro su 1.638 miliardi complessivi del Pil. Il peso percentuale sul Pil è pari allo 0,9% per le attività illegali, dell'11,5% per l'economia sommersa.

F.P.


09 Settembre 2014
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