Se per Confcommercio grande attenzione va posta sulla semplificazione delle tipologie contrattuali, affinchè non si traduca in “ennesime restrizioni sulla flessibilità in entrata, indispensabile per le imprese”; per la Cna l’attuazione dell’emendamento sarà facilitato l'ingresso nel mercato del lavoro Emendamento governo, commenti contrastanti delle parti sociali

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DDL LAVORO

Emendamento governo, commenti contrastanti delle parti sociali


"È certamente apprezzabile ogni misura che va nella direzione di una revisione organica dello statuto dei lavoratori, così come la semplificazione degli adempimenti sulla gestione dei rapporti di lavoro che incide anche sul costo lavoro stesso” commenta Confcommercio in una nota relativa all'emendamento del governo al Jobs Act presentato oggi, “ma –prosegue- grande attenzione va posta sulla semplificazione relativa alle tipologie contrattuali affinchè non si traduca in ennesime restrizioni sulla flessibilità in entrata, indispensabile per le imprese".

"Il paese - prosegue la nota - non può più permettersi riforme a ‘passo di gambero’, che a fronte di un passo avanti ne prevedono due indietro, e quindi tutta le legge delega dovrà risultare coerente con l'obiettivo di favorire flessibilità e opportunità occupazionali, certezza delle norme e interventi finalizzati a ridurre i costi sul lavoro, diventati ormai insopportabili per le imprese".

Confcommercio "auspica, quindi, che la volontà espressa dal governo di semplificazione complessiva del mercato del lavoro e delle sue regole venga perseguita guardando alle imprese come vettori di opportunità e di crescita e accompagnata da misure in grado di rilanciare quegli investimenti indispensabili a far ripartire l'economia".

Di tuttìaltro avviso, invece, la Cna(Confederazione dell’Artigianato e delle Piccole e Medie Imprese), che per bocca del suo segretario generale, Sergio Silvestrini, si è così espressa in merito alla riformulazione dell`articolo 4 del Jobs act: "La semplificazione delle tante forme contrattuali e l’introduzione di un contratto unico a tutele crescenti, a tempo indeterminato e valido solo per le nuove assunzioni, rappresenta una soluzione equilibrata fra la tutela della garanzie in favore dei lavoratori e la flessibilità necessaria ad affrontare l’attuale fase recessiva”.

"Condividiamo che la definizione di un compenso orario minimo sia limitata ai soli contratti non sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e datoriali più rappresentative sul piano nazionale" aggiunge Silvestrini. "Questo riconosce appieno l’autonomia contrattuale delle parti sociali più rilevanti nel definire i livelli salariali." 

"Se il Parlamento ed il Governo sapranno dare rapida attuazione ai provvedimenti contenuti nel Jobs act - conclude il Silvestrini- sarà facilitato l’ingresso di nuovi lavoratori nel mercato e, contestualmente, mantenuti gli attuali livelli occupazionali".

F.P.


17 Settembre 2014
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