Matteo Renzi non intende accettare compromessi sulla riforma del mercato del lavoro, e si dice pronto ad andare avanti anche con l'ostilità dei sindacati. Renzi: no compromessi, avanti anche se sindacati contro

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Renzi: no compromessi, avanti anche se sindacati contro

Argomento: Governo, Lavoro, Sindacato

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Matteo Renzi non intende accettare compromessi sulla riforma del mercato del lavoro, e si dice pronto ad andare avanti anche con l'ostilità dei sindacati.

In una intervista a Bloomberg Tv e in un colloquio con il Wall Street Journal durante la sua missione a New York, il presidente del Consiglio ha fatto mostra di grande determinazione: "Rispetto tutte le idee, anche quelle del sindacato. Compromesso non è una brutta parola, possiamo raggiungere un compromesso se necessario.
Ma in questo caso - ha detto a Bloomberg Tv - il compromesso non è la strada. Dobbiamo assolutamente investire in un nuovo mercato del lavoro" perchè "abbiamo una legislazione molto forte per difendere i lavoratori, ma negli ultimi 6 anni i disoccupati sono raddoppiati". Dunque "questo non è il tempo dei compromessi, questo è il tempo del coraggio".

Concetti ribaditi anche al Wall Street Journal: "Il mio impegno è chiaro: realizzare le riforme indipendentemente dalle reazioni. La riforma del mercato del lavoro è una priorità in Italia e se i sindacati sono contrari, per me non è un problema. Io vado avanti. Forse perderò le prossime elezioni, ma per me è importante non perdere questa opportunità".

Renzi ha escluso il voto anticipato. "Non è il momento delle elezioni in Italia. Dobbiamo assolutamente rispettare quanto previsto dalla Costituzione e le prossime elezioni ci saranno nel 2018: sono assolutamente impegnato a raggiungere questo traguardo", ha assicurato il premier rispondendo all'intervistatore di Bloomberg Tv che gli chiedeva se ritenesse conveniente per lui andare alle elezioni ed ottenere un nuovo mandato popolare per la sua agenda di riforme. E ha spiegato: "In Italia c'è un approccio tradizionale per cui 'abbiamo un problema, andiamo alle elezioni'. No, io dico: 'Abbiamo un problema, lo risolviamo'. Le elezioni ci sono ogni 5 anni".

In ogni caso, "se non sarò capace di cambiare l'Italia vuol dire che non potrò continuare la mia carriera politica", ha detto Renzi per assicurare la sua determinazione ad andare avanti con le riforme. "Io non uso parole importanti. Ho deciso di investire nell'unica strategia possibile, una radicale rivoluzione per il mio Paese. Ho avuto il 41% alle ultime elezioni (europee, l’elezione precedente era per diventare sindaco di Firenze, ndr), e userò tutto il mio consenso per cambiare il mio Paese. Non sono venuto a New York per spendere parole sul futuro: io ho iniziato una rivoluzione su lavoro, Costituzione, Pubblica Amministrazione e se non sarò capace di cambiare l'Italia vuol dire che non potrò continuare la mia carriera politica".

Poi, riferendosi alle resistenze della minoranza Pd sulle sue riforme: "E' normale in Italia, poche persone credono sia importante bloccare il leader...", ha detto Renzi. "E' la storia del mio Paese negli ultimi anni: abbiamo cambiato tanti governi ma finora non abbiamo cambiato l'Italia", ha osservato aggiungendo però: "Sono assolutamente convinto che dobbiamo cambiare questa percezione. Come si fa? Forte determinazione, tanto coraggio e la capacità di coinvolgere i giovani. Per la prima volta c'è in Italia un primo ministro sotto i 40 anni, ed è un messaggio di cambiamento (in meglio, ndr). Finalmente possiamo investire in una nuova generazione contro le vecchie degenerazioni del passato. Noi amiamo il passato ma guardiamo al futuro".


25 Settembre 2014
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