La forza lavoro più colpita non sono i giornalisti ma gli operai e gli impiegati R&S, in Italia in 5 anni -33% ricavi e -25% dipendenti

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EDITORIA

R&S, in Italia in 5 anni -33% ricavi e -25% dipendenti


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Negli ultimi cinque anni, tra il 2011 e il 2015, i principali nove gruppi editoriali italiani hanno ridotto il fatturato del 32,6% a 3,9 miliardi, bruciando 1,8 miliardi di ricavi, hanno cumulato perdite nette per 2 miliardi e ridotto nel periodo la propria forza lavoro di oltre 4.500 unità, scendendo a 13.090 dipendenti a fine 2015, pari a una flessione complessiva del 24,8%. Più che dimezzati gli investimenti nei cinque anni (-55%). E' questo, in sintesi, il quadro emerso dal focus di R&S Mediobanca sui maggiori operatori del settore editoriale italiano (Mondadori, Rcs, L'Espresso, Il Sole 24 Ore, Monrif, Caltagirone, Itedi/La Stampa, Cairo, Class).

Il regresso più consistente sul fronte del giro d'affari nel 2011-15 ha colpito Rcs (-41,2%), su cui ha pesato anche la cessione della francese Flammarion. La più contenuta flessione è della Cairo Editore (-5,1%). Il fatturato 2015 di Mondadori si è attestato a 1,123 miliardi, superiore per la prima volta a quello di Rcs e diventando il maggiore gruppo editoriale del Paese.

Le minori vendite hanno ridotto l`occupazione che si è ridimensionata nel quinquennio del 24,8%: anche in questo caso Cairo Editore si è distinto incrementando gli organici passati da 190 a 216 unità (+13,7%). La contrazione più cospicua è di Rcs, toccando un terzo delle consistenze del 2011 (-32%), equivalenti a circa 2.200 unità (di cui oltre 600 fuoriuscite in Francia) e per Il Sole 24 Ore, che ha ridotto gli organici di oltre 700 unità (-36,9%), di cui però 436 relativi al ramo software ceduto nel 2014, e Class (-36,6%, pari 170 unità). La caduta della forza lavoro, tuttavia, ha coinvolto in misura più intensa gli 'operai' (-36,3%) e i 'white collars' (-30,3%) che non i giornalisti (-11,5%). Anzi, il peso di questi ultimi - sottolinea la ricerca - è aumentato dal 31,5% del totale occupati del 2011 al 38,3% del 2015.

Ne periodo 2011-15 le perdite nette cumulate dei principali gruppo editoriali italiano sono ammontate a 2 miliardi: solo Cairo Editore e L`Espresso sono in utile nel quinquennio.

La redditività operativa dei principali gruppi editoriali italiani resta inferiore a quella della manifattura italiana ma è migliorata rispetto al dato negativo del 2014 (0,1% il Mon sul fatturato 2015), soprattutto per la forte azione di contenimento dei costi (-8,9% nel 2015-14). Cairo Editore, Itedi e L`Espresso primeggiano per redditività operativa nel 2015, in coda Il Sole 24 Ore e Class.

La struttura finanziaria è solida a livello aggregato (nel 2015 i mezzi propri sono in media 1,5 volte i debiti finanziari) ma molto differenziata fra i singoli gruppi. Agli estremi nel 2015: Cairo Editore, che non ha debiti finanziari, e Rcs che ha un`esposizione finanziaria di oltre 5 volte superiore ai mezzi propri. Le società si caratterizzano per una rilevante presenza di attivi immateriali, costituiti per lo più dal valore delle testate editoriali e, talora, da avviamenti. Nel 2015 queste poste arrivano in Rcs al 396,2% del capitale netto, al 209,7% in Itedi e al 186,9% in Mondadori.

La liquidità è pari a meno di un terzo dei debiti finanziari: Cairo Editore non ha debiti finanziari e Caltagirone Editore ha una liquidità che ammonta a oltre 4 volte l`esposizione finanziaria.


23 Novembre 2016
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