La Cgil, in una sua nota, sottolinea come ripartire dal lavoro sia il primo passo per dare nuovo slancio alle zone del Centro Italia colpite dal terremoto e dall’ondata di maltempo, e chiede al Governo passi concreti per mettere in sicurezza le numerose aree a rischio. Cgil, ripartire dal lavoro per fronteggiare l’emergenza

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Cgil, ripartire dal lavoro per fronteggiare l’emergenza

Argomento: Cgil, Lavoro

"E' urgente e indifferibile un intervento straordinario a partire dal lavoro per il sostegno al reddito delle popolazioni colpite, è necessario agire sugli ammortizzatori sociali a tutela del lavoro e dei lavoratori di tutte le categorie". E' quanto si legge in una nota della Cgil a seguito dell'emergenza determinata dai nuovi eventi sismici e dalle avverse e straordinarie condizioni metereologiche.

Al Governo la Cgil chiede quindi di "introdurre, in deroga ai decreti del Jobs Act su ammortizzatori e Naspi, nuove misure aggiuntive di cigo, cigs, mobilità e cassa in deroga, oltre che allungare i tempi di copertura della Naspi. Gli effetti temporali di tali misure - si legge nella nota - dovranno essere considerati neutri, cioè nulli rispetto ai contatori di legge".

Inoltre, secondo il sindacato di Corso d’Italia, è importante ricreare al più presto condizioni accettabili di cittadinanza, ripristinando e potenziando tutti i servizi base, affondano il tessuto sociale e produttivo delle zone colpite, attraverso nuove assunzioni del personale precario, e attività di empowerment di quello presente.

"Per scuole, le università, per le strutture di assistenza sociale e sanitaria, per le sedi amministrative e istituzionali dell`area, riteniamo che - prosegue la nota - lo Stato deve consentire una rapida e semplificata assunzione di personale qualificato e adatto a gestire sia la fase di emergenza che quella successiva di reinsediamento urbano e sociale. In particolare - si sottolinea - per le istituzioni scolastiche devono essere garantite tutte quelle condizioni che a partire da oggi e per il prossimo anno scolastico non determinino arretramenti del servizio o dell'insediamento sul territorio".

Sempre nella nota si legge come “l'esperienza degli ultimi giorni, e degli ultimi anni, dimostra che quando si dismettono le normali attività di manutenzione del territorio e quando si ignorano le logiche della prevenzione dei rischi, le conseguenze sulle persone e sulle cose diventano drammatiche”.

Nella nota si evidenzia poi come "anche la spesa pubblica destinata agli interventi di emergenza è maggiore e meno programmabile di quanto non possa essere destinato ad un programma pluriennale di manutenzione e prevenzione. Questa logica sembrava essere contenuta nel programma 'Casa Italia', di cui ad oggi si sono perse le tracce, segno che non era un impegno così solido come il Governo l`aveva presentato".

“Le mappe del rischio sismico, franoso e alluvionale - denuncia la Cgil - sono ben note da anni, ma nulla si è fatto per prevenirne e ridurne gli effetti nefasti per le comunità e le economie dei territori interessati. Chiediamo quindi al Governo di definire al più presto un 'Piano Italia' di manutenzione del territorio e prevenzione dei rischi che sia in grado di intervenire con investimenti pubblici e privati nella messa in sicurezza degli edifici pubblici e delle infrastrutture di servizio.”

"La Cgil - conclude la nota - da tempo sostiene la necessità di considerare il territorio nazionale come una risorsa da valorizzare e non disperdere, in coerenza con il 'Piano del Lavoro' e il 'Piano straordinario sull'occupazione giovanile e femminile', per favorire lo sviluppo e la crescita economica".

Annalisa Buccellato


26 Gennaio 2017
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