L’analisi di Maurizio Ballistreri sulle proposte emerse nel corso dell’annuale Festival del Lavoro dai dibattiti di Fonarcom, uno dei maggiori fondi interprofessionali italiani. Contrattazione collettiva, per Fonarcom è ineludibile una riforma

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Contrattazione collettiva, per Fonarcom è ineludibile una riforma


È stato celebrato quasi il passaggio epocale, nel luogo simbolo dell’industria taylorista-fordista del ‘900, l’ex fabbrica della Fiat al Lingotto a Torino, tra industria tradizionale e rivoluzione 4.0 in materia di regolazione della subordinazione, nel corso dell’annuale Festival del Lavoro organizzato dal Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro.

Tra gli eventi organizzati, tutti di notevole rilievo, una particolare menzione meritano quelli realizzati da Fonarcom, uno dei maggiori fondi interprofessionali italiani, espressione del sistema della bilateralità tra associazioni datoriali e sindacati dei lavoratori, presieduto da Andrea Cafà.

Dai dibattiti di Fonarcom è emersa con chiarezza l’ineludibilità del tema di una riforma del sistema di contrattazione collettiva, che sposti verso l’azienda il baricentro delle relazioni industriali, così come l’esigenza urgente di regole, anche attraverso un intervento legislativo soft e di “cornice”, su rappresentanza, rappresentatività ed efficacia generale dei contratti collettivi, che sostenga un ordinamento intersindacale a sua volta aperto e inclusivo, non più legato ad un ormai inesistente monopolio rappresentativo degli attori collettivi tradizionali.

Al Lingotto Fonarcom, con il contributo di policy-makers e studiosi, si è cimentato senza reticenze sulla crisi del concetto di subordinazione, sui temi della formazione continua, della disoccupazione tecnologica, sulle nuove relazioni industriali di prossimità e partecipative, con al centro la persona del lavoratore e non le tecnologie con cui si lavorerà in futuro, per un diritto del lavoro consapevole, in grado di prospettarsi non solo come diritto di tutele e di redistribuzione sociale, ma anche di riequilibrio in termini di equità sociale del nuovo paradigma produttivo derivante dall’Industria 4.0.

In questa prospettiva gli assi indicati, nell’ambito di un contratto collettivo segnato dal passaggio dalla “funzione alla competenza”, strumento di flessibilità organizzata, oltre, quindi, il dogma dell’inderogabilità, come testimonia il fil rouge che dall’art. 8 della legge n. 148/2011 sui contratti di prossimità, arriva all’art. 51 del d.lgs n. 81/2015 con la previsione del “micro-sistema dei rinvii” in esso previsto che incide sul rapporto triangolare tra fonte legale, autonomia collettiva e contratto individuale, sono già contenuti invero nel contratto intersettoriale stipulato dai soggetti che hanno dato vita a Fonarcom, Cifa e Confsal: diffusione del welfare aziendale, istituti di informazione/consultazione, valorizzazione della professionalità, nonché formazione continua vista come strumento di moderne politiche attive del lavoro in funzione del ricollocamento e, nel contempo, obbligazione paritaria dentro lo scambio tra prestazione e retribuzione.

E per elaborare idee, modelli e strategie Fonarcom si è anche dotata di uno strumento di analisi e di ricerca, il centro studi “Incontra”, acronimo di innovazione, contrattazione e partecipazione, che ha già all’attivo una partnership con il Dipartimento di Scienze Politiche e Giuridiche dell’Università di Messina. Dal Lingotto di Torino, la trama di una contrattazione collettiva e di relazioni industriali innovative dunque, ha cominciato a svilupparsi.

 

Maurizio Ballistreri, docente di diritto del lavoro nell’Università di Messina


02 Ottobre 2017
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