Al convegno "Sapere dove andare", organizzato oggi a Roma,Fondimpresa e i suoi soci costituenti, Confindustria, Cgil Cisl e Uil, rilevano ancora troppi ostacoli all`azione dei Fondi interprofessionali e chiedono scelte coerenti per la crescita e l`occupabilità Fondimpresa, dal 2007 erogati 2,8 miliardi per formare 2,9 milioni di lavoratori

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FORMAZIONE

Fondimpresa, dal 2007 erogati 2,8 miliardi per formare 2,9 milioni di lavoratori


Al convegno "Sapere dove andare", organizzato oggi a Roma, Fondimpresa e i suoi soci costituenti, Confindustria e i sindacati confederali Cgil Cisl e Uil, rilevano ancora troppi ostacoli all`azione dei Fondi interprofessionali e chiedono scelte coerenti per la crescita e l`occupabilità.

Secondo Fondimpresa, alle politiche per l`innovazione avviate nel nostro Paese devono corrispondere politiche per la formazione che consentano di completare la modernizzazione degli impianti con quella delle competenze. Fondimpresa, con 182.500 aziende aderenti e oltre 4,5 milioni di lavoratori, è il più importante tra i Fondi interprofessionali e finanzia, con 300 milioni annui, la formazione dei lavoratori di decine di migliaia di imprese.

In particolare, su 2,8 miliardi di finanziamenti erogati dal 2007, che hanno consentito di aggiornare oltre 2,9 milioni di lavoratori, le aziende ne hanno spesi 1,4 in corsi per competitività e, appunto, innovazione.

"Questi interventi, che permettono la crescita di persone, imprese e livelli occupazionali, sono frutto delle scelte che Fondi come Fondimpresa, grazie anche al raccordo con le parti sociali nei territori e nei settori produttivi, compiono in sintonia con le esigenze dell`economia reale. Perciò è fondamentale che i Fondi interprofessionali, praticamente l`unica fonte di finanziamento, siano confermati nella loro piena autonomia gestionale e definitivamente svincolati dalla burocratizzazione che, da un anno e mezzo a questa parte, ne ostacola l`azione senza guadagnare in termini di trasparenza", ha osservato il presidente del Fondo, Bruno Scuotto.

"La formazione è un presupposto fondamentale per affrontare al meglio i processi di digitalizzazione dell`economia - osserva il Presidente Confindustria, Vincenzo Boccia -. Le imprese - grandi, medie e piccole - hanno tutte una grande necessità di sfruttare fino in fondo le innovazioni e le potenzialità offerte dalle nuove misure a sostegno degli investimenti. I fondi interprofessionali sono una grande opportunità per la crescita e la competitività del sistema delle imprese. Occorre guardare alla formazione dei giovani che entrano nelle aziende ma anche alle professionalità delle tante persone che già vi lavorano".

"Se, come tutti dichiarano, la formazione è strategica per rilanciare la crescita del Paese, allora i Fondi, che devono potere operare in un quadro regolamentare certo ed omogeneo, sono uno strumento chiave, coerente con i bisogni di lavoratori e imprese e decisivo per affrontare le sfide del lavoro che cambia", ha detto Tania Sacchetti, segretaria confederale Cgil 

"E` ora che sulla formazione la politica assuma atteggiamenti coerenti. E' tempo di restituire alla formazione quella parte di risorse dello 0,30% che, negli anni della crisi, sono state destinate ad altro", ha osservato Gianluigi Petteni, segretario confederale Cisl.

Per il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, l`impegno di Fondi come Fondimpresa "è fondamentale per il futuro dei lavoratori e delle imprese e i risultati conseguiti dimostrano che quando le parti sociali si pongono obiettivi condivisi, occupazione e produzione possono migliorare all`unisono".

e.g.


06 Dicembre 2017
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