Il Comitato centrale dei metalmeccanici Cgil approva un documento col quale definisce ‘’irricevibili’’ le proposte di Confindustria per la riforma dei contratti. E rilancia lo sciopero generale sulle pensioni e contro la manovra del governo. Fiom, stop a trattativa confederale con Confindustria su riforma contratti

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Fiom, stop a trattativa confederale con Confindustria su riforma contratti


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Le proposte contenute nel documento che la Confindustria ha inviato nei giorni scorsi ai sindacati Cgil, Cisl e Uil per la riforma dei contratti e le nuove relazioni industriali "non sono ricevibili’’;  pertanto, la Fiom chiede che la trattativa, che si sta svolgendo ormai da settimane dietro le quinte, sia sospesa, e si apra invece un confronto interno che coinvolga tutte le categorie della confederazione di Corso Italia. La decisione arriva dal Comitato centrale della Fiom, che ha approvato all’unanimita’ un ordine del giorno nel quale si legge: “Il documento presentato da Confindustria in queste settimane sui contenuti e gli indirizzi delle relazioni industriali e sulla contrattazione collettiva non è ricevibile. L'importanza delle questioni affrontate hanno bisogno di un confronto e una discussione in grado di coinvolgere tutte le categorie della Cgil, a partire dalle categorie dell'industria a cui spetta l'esercizio del mandato negoziale”.

Per la verita’, la trattativa tra sindacati e Confindustria non ha mai ufficializzato l’esistenza di alcun testo; proprio in quanto ancora molto in forse. Lo ‘’ufficializza’’, per la prima volta, proprio la stessa Fiom, che rende nota anche l’esistenza di un negoziato fin qui molto riservato. Rispetto “ai documenti che sono stati resi noti”, si legge nell'Odg, la Fiom rileva, innanzi tutto, i ritardi sulla rappresentanza, in particolare a causa della mancata certificazione degli iscritti, e osserva: “un confronto con Confindustria, in un contesto nel quale ad oggi il T.U. per la parte di misurazione della rappresentanza è inapplicato e che si propone come obiettivo della misurazione della rappresentanza delle imprese, non può prescindere dalla risoluzione conclusiva di questi aspetti”.

Bocciate anche le ipotesi contenute nel documento confindustriale sui perimetri e gli ambiti di applicazione della contrattazione collettiva e sulla effettiva rappresentatività dei soggetti negoziali  (che il documento propone di affidare al Cnel), e sulla prevenzione del conflitto. Totalmente bocciata, ovviamente, anche la parte che riguarda il metodo per definire gli aumenti contrattuali nei contratti. Per l’insieme di queste ragioni, il Cc della Fiom “valuta necessario che la Segreteria nazionale della Cgil faccia precedere il confronto con Confindustria da una discussione ampia, approfondita e vincolante che coinvolga, preliminarmente e nel corso della trattativa, i diversi livelli dell’organizzazione, dalle categorie interessate al Comitato Direttivo della Cgil, con l’obiettivo di definire un sistema contrattuale adeguato alle trasformazioni in corso”

Durissima, la categoria dei metalmeccanici, anche nei confronti della manovra del governo, proponendo, con un altro Odg,  “una vertenza che chiami direttamente in causa non solo Governo e Parlamento, ma anche il sistema di rappresentanza dell’impresa e le responsabilità delle stesse nel progressivo processo di svalorizzazione del lavoro cui ha corrisposto il massimo di disponibilità di risorse pubbliche nelle politiche del mercato del lavoro, come in quelle dell’innovazione tecnologica”.

Per queste ragioni e su questi temi il Comitato Centrale della Fiom “impegna le proprie strutture a dare continuità nei territori all’iniziativa di queste settimane anche attraverso assemblee e confronti aperti pubblici, per costruire le condizioni di una grande mobilitazione generale, fino allo sciopero generale, anche recuperando elementi essenziali della piattaforma originaria, in particolare per quanto riguarda la previsione di un tasso di capitalizzazione minima il ripristino di meccanismi di flessibilità, il superamento delle penalizzazioni nella pensione anticipata con oltre 41/42 anni di contributi e 62 anni di età”.


14 Dicembre 2017
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