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LAVORO E SICUREZZA

L’impegno dell’Europa per una legislazione sempre più efficace


Rilevata  l’urgenza in tutti i paesi per rafforzare la prevenzione salute e sicurezza , l’UE  ha assunto un impegno di lunga data per garantire standard elevati di condizioni di lavoro e realizzare azioni per proteggere la sicurezza e la salute sul lavoro (SSL), attraverso non solo la questione di direttive e linee guida volte ad armonizzare i livelli di protezione dei lavoratori nell'UE, ma soprattutto  attraverso le azioni concrete previste dal  quadro strategico in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro 2014-2020. Obiettivo, armonizzare e monitorare i diversi modelli adottati dai  partners sia in ambito pubblico che privato.

Numerosi Stati membri, attraverso la rilevazione dell’Agenzia Ue con sede a Bilbao, fanno sapere che nel corso degli anni gli indicatori classici del livello di salute e sicurezza sul lavoro, quali gli infortuni e le malattie professionali, hanno registrato un aumento di episodi. Risultati più significativi sono riscontrabili in alcuni settori specifici, come la sicurezza dei macchinari. Tuttavia, non è facile valutare con precisione l’efficacia della normativa poiché in genere risulta piuttosto arduo riuscire ad isolarla da altri fattori.

In numerosi Stati membri sono comunque in corso iniziative per migliorare le tecniche di valutazione. Per quanto riguarda il futuro ruolo della legislazione, è opinione comune che essa continuerà ad essere un importante strumento per determinare i livelli di sicurezza contro i rischi per la sicurezza e salute sul lavoro. Inoltre, si ritiene che la legislazione debba mirare ad un concetto alto di sicurezza sulla base dei più recenti dati scientifici e andare al passo con l’evoluzione tecnica e sociale.

Eppure, vari Stati membri si dicono preoccupati per la qualità della legislazione. Poiché gran parte della normativa è stata formulata diversi anni fa, vedono la necessità di abrogare vecchie disposizioni ed aggiornarne altre. Inoltre, esiste una forte volontà di eliminare gran parte dei dettagli tecnici, lasciando che i problemi specifici vengano risolti sul posto di lavoro, nel rispetto dei livelli di sicurezza richiesti. La maggior parte degli Stati membri ritiene che in futuro la legislazione debba servire sopratutto a fissare obiettivi e che debba essere formulata in modo tale da non ostacolare tecnologie o metodi di lavoro nuovi. Alcuni paesi hanno già fatto molto in questo campo a livello nazionale; altri prevedono di affrontare la questione in futuro.

Le categorie di rischio ritenute importanti per il futuro sono: gli agenti chimici (cancerogeni), i rischi per la sicurezza (sicurezza dei macchinari, rischio di cadute) e i fattori psicosociali (soprattutto lo stress sul lavoro). Una novità riscontrata nei paesi europei è la tendenza a tener conto sempre più dei problemi che sorgono in campo organizzativo e gestionale, ad esempio rivolgendo una maggiore attenzione alla valutazione dei rischi e all’analisi dei potenziali rischi legati ai nuovi modelli di lavoro. 

Per quanto riguarda le categorie di lavoratori, in passato è stata prestata attenzione soprattutto ai giovani. Si prevede che negli anni a venire si terrà conto, insieme ai lavoratori giovani, anche dei lavoratori anziani. Una maggiore attenzione verrà rivolta anche al cosiddetto “lavoro atipico” (lavoro a domicilio, telelavoro, ecc.) come pure alla categoria dei lavoratori autonomi.  I settori economici che negli ultimi dieci anni sono stati oggetto di particolare attenzione sono: l’agricoltura e i settori connessi, l’industria chimica, l’industria metallurgica e l’edilizia. Mentre i settori che verranno presi maggiormente in considerazione in futuro sono: ancora l’edilizia; il commercio, i trasporti e i servizi; nonché l’istruzione, la sanità (in particolare gli ospedali) e il setto- re pubblico.

Come già segnalato nei precedenti editoriali del Diario, il 2017 ha segnato una nuova fase per la revisione;  a gennaio la Commissione ha lanciato una nuova iniziativa per promuovere la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro e ad aprile è stato introdotto il diritto ad ambienti di lavoro salubri e sicuri come parte del decimo principio chiave del pilastro europeo dei diritti sociali, proclamato solennemente dai leader dell'UE il 17 novembre 2017 al Vertice sociale per la ricerca e la crescita.

La Commissione  dunque ha organizzato per il 15 marzo un simposio per fornire un'occasione preziosa per esaminare gli ultimi sviluppi nel quadro legislativo dell'UE nel settore della sicurezza e della salute sul lavoro. Permetterà  di esaminare e valutare i progetti, scoprire nuovi strumenti e imparare dalle migliori pratiche. Il simposio offrirà una piattaforma per discutere e sviluppare efficaci strategie transfrontaliere per ridurre al minimo gli infortuni sul lavoro, sostenere lo scambio di idee e incoraggiare i delegati a impegnarsi in dibattiti di attualità stimolanti.Per I delegati dei 27 Paesi UE è l’occasione per:

-  Conoscere i più recenti sviluppi nel quadro dell'UE in materia di sicurezza e salute sul lavoro, con la modernizzazione della legislazione e della politica dell'UE in materia di SSL e il lancio del pilastro europeo dei diritti sociali

- Esaminare i progressi compiuti nell'attuazione del quadro strategico dell'UE in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro 2014-2020

- Approfondire i rischi psicosociali emergenti del lavoro online ed esaminare i modi per affrontarli

- Discutere i metodi per aumentare persino l'applicazione della legislazione e della politica in materia di SSL all'interno e all'interno dei diversi Stati membri dell'UE

- Analizzare i rischi psicosociali sottostanti che i lavoratori sperimentano e apprendono sul loro impatto sull'efficienza e sulle dinamiche del posto di lavoro

- Determinare i modi per aumentare la valutazione del rischio preventivo da parte delle imprese

- Condividere le migliori pratiche e gli strumenti per creare luoghi di lavoro europei felici e salutari per promuovere la crescita inclusiva

- Scoprire le esigenze e gli strumenti già disponibili per le imprese che vogliono adattarsi a una forza lavoro che invecchia

Alessandra Servidori


31 Gennaio 2018
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