Si è concluso con un nulla di fatto l’intro che si è tenuto oggi tra i sindacati e Telecom, presso il ministero del Lavoro. Le organizzazioni di rappresentanza chiedono di trasformare la Cgis in contratti di solidarietà, più garanzie occupazionali e un piano di sviluppo per il futuro Telecom, nuova fumata nera per la gestione dei 4.500 esuberi

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Telecom, nuova fumata nera per la gestione dei 4.500 esuberi


Nuova fumata nera dopo l’incontro, tenutosi oggi presso il ministero del Lavoro tra i sindacati di categoria Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil e Telecom per la gestione dei 4.500 esuberi. Secondo fonti sindacali, le organizzazioni di rappresentanza hanno chiesto di trasformare la Cgis in contratti di solidarietà, in base all'art. 24 del decreto legislativo 148 /2015. L’azienda si è riservata di dare una risposta l’8 giugno, quando riprenderà il confronto in sede ministeriale.

Durante l'incontro di oggi la Fistel Cisl ha bollato la Cigs come "inaccettabile" e ha invitato l'azienda a proseguire con gli stessi strumenti utilizzati nei precedenti accordi per far fronte agli esuberi, ovvero contratti di solidarietà e art.4 della Legge Fornero (cioè prepensionamenti).

Inoltre il sindacato "ha chiesto garanzie sul perimetro industriale occupazionale, sugli investimenti necessari a sostenere la digitalizzazione, formazione, internalizzazioni e riqualificazione del personale al fine di assorbire gli esuberi". Per il sindacato è necessario “assumere impegni ad aprire il tavolo della contrattazione di secondo livello".

Marco Del Cimmuto, segretario nazionale della Slc Cgil, afferma che ci sono state delle aperture da parte dell’azienda per quanto riguarda l’uso dei contratti di solidarietà e sulla contrattazione di secondo livello. Aperture che per la Slc non sono sufficienti, perché occorre pensare "non solo alla gestione degli esuberi, ma anche al futuro produttivo e occupazionale del gruppo e dell'indotto in un quadro di relazioni industriali riportate all'ordinarietà".


31 Maggio 2018
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