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Fiom, Electrolux: avviato il confronto, l’obiettivo è un nuovo piano industriale


Si è tenuto ieri, martedì 9 ottobre, presso il ministero dello Sviluppo economico, l'incontro previsto con la direzione di Electrolux alla presenza delle Istituzioni nazionali e regionali, dei rappresentanti nazionali e territoriali di Fim, Fiom, Uilm e dei delegati di fabbrica, per valutare la situazione complessiva degli stabilimenti del gruppo. La discussione, in un quadro normativo in materia di utilizzo degli ammortizzatori sociali che, tra le altre cose, impone decisioni tempestive che ne confermino la possibilità di proroga, ha riguardato andamento dei volumi e relativi orari di lavoro, esuberi residui, investimenti realizzati e programmati, piano industriale per il futuro prossimo del gruppo.

L'azienda – che ha informato di aver acquisito le società Best di Fabriano e Spm drink system di Modena, rispettivamente di 170 e 110 dipendenti – ha confermato, dopo quelli nel periodo 2014-17, ulteriori investimenti nel gruppo per circa 50 milioni nel biennio 2018-19, con volumi produttivi totali di circa 3,8 milioni di pezzi, a fronte dei 4 milioni previsti dal piano del 2014.

Per quanto riguarda gli stabilimenti, mentre per Forlì e Susegana non ci sono problemi, rimangono ancora 86 lavoratori in esubero a Porcia, pur in presenza di una positiva risposta, in termini di volumi, nei segmenti di produzione a più alto valore aggiunto. La situazione più critica rimane quella di Solaro dove, pur prevedendo una crescita dei volumi, rimangono esuberi che l’azienda ha stimato in 160 lavoratori. Electrolux ha presentato un piano industriale per lo stabilimento milanese per il triennio 2018/20, con 22 milioni di euro di investimenti.

Per Michela Spera, segretaria nazionale Fiom, e Alberto Larghi, coordinatore Fiom del gruppo Electrolux, “per la Fiom il piano industriale per Solaro non è sufficiente, per il permanere di un significativo numero di lavoratori in esubero. Abbiamo chiesto all'azienda di mettere in campo ulteriori iniziative, per garantire più volumi, e al governo, che si è impegnato a farlo, di accompagnare il piano industriale con la possibilità di un ulteriore ricorso agli ammortizzatori sociali.

Inoltre, abbiamo chiesto all'azienda un nuovo piano industriale per tutti gli stabilimenti del gruppo per gli anni 2019-21

Infine, per la Fiom a questo punto è necessario e non più rinviabile l'apertura di un confronto a 360 gradi anche sul rinnovo del contratto aziendale fermo dal 2007.”

 

 


10 Ottobre 2018
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