Lo ha dichiarato il governatore della Banca d’Italia alla Giornata mondiale del Risparmio Visco (Banca d’Italia), il problema della crescita non si risolve aumentando la spesa pubblica ma innovando le imprese

Il guardiano del faro

notizie del giorno

›› tutte le notizie

I Blogger del Diario

›› tutti gli interventi

calendario

DoLuMaMeGiVeSa
1
2 3456 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 1718192021 22
23 24 25 26 27 28 29

dalle istituzioni

newsletter

link

argomenti

Galleria fotografica

Galleria fotografica

MANOVRA

Visco (Banca d’Italia), il problema della crescita non si risolve aumentando la spesa pubblica ma innovando le imprese

Argomento: Bankitalia

“I problemi di crescita dell'economia italiana non si risolvono aumentando la spesa pubblica. Il divario di crescita tra l'Italia e il resto dell'area euro è un problema strutturale che non può essere risolto con politiche di stabilizzazione monetaria e un'espansione del bilancio pubblico". A dirlo è il governtaore della Banca d'Italia Ignazio Visco durante la Giornata Mondiale del Risparmio.

"La sua causa principale - ha aggiunto il governatore - è la bassa produttività delle imprese, che hanno risposto con ritardo al drastico cambiamento tecnologico avviatosi un quarto di secolo fa: in questo periodo le imprese italiane hanno innovato in misura generalmente insufficiente e sono cresciute poco".

Per Visco la crescita del Pil "dovrebbe essere dell'ordine dell'1% quest'anno, per poi ridursi nel 2019, al netto degli effetti della manovra di bilancio di cui non sono ancora noti i dettagli". Per il governtaore della Banca d'Italia "i sondaggi presso le imprese restano nel complesso favorevoli, ma ci sono segnali che le tensioni commerciali potrebbero portare a una revisione dei piani di investimento".

"Anche per questo - ha continuato Visco  - va evitato che si deteriorino, a causa di più alti tassi di interesse sul debito pubblico, le condizioni di finanziamento dell'economia. In un paese come il nostro dove il ritmo di crescita è già basso, da molti anni inferiore a quello del resto dell'area euro, un ulteriore rallentamento dell'attività economica sarebbe più sentito che altrove".

Un "prolungato" e "ampio" rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato può avere "conseguenze gravi" per le famiglie, le banche e lo Stato. Il loro incremento, spiega, deprime il valore dei risparmi accumulati dalle famiglie e può determinare un peggioramento delle prospettive di crescita economica".

"Premi elevati a copertura del rischio sovrano - ha spiegato il governatoredella Banca d'Italia - rendono più difficile il controllo della dinamica del rapporto tra il debito pubblico e il prodotto. Questo rapporto tende a salire quando aumenta la differenza tra l'onere medio per interessi sul debito e il tasso di crescita nominale del prodotto. Ne risulta compromessa la capacità della politica di bilancio di contribuire alla stabilizzazione dell'economia; diventano angusti gli spazi per gli investimenti pubblici".

"Il rialzo dei premi per il rischio sul debito pubblico - ha aggiunto Visco - produce perdite in conto capitale che peggiorano la situazione patrimoniale delle banche; incide sul costo e sulla disponibilità dei finanziamenti che gli intermediari raccolgono sul mercato e sulla loro capacità di fornire credito all'economia".

 


31 Ottobre 2018
Powered by Adon