La candidatura di Maurizio Landini ha creato un’aerea riformista interna alla Cgil, contraria alla sua nomina. Dunque non c’è solo il duello Colla-Landini, ma un contrasto tra linee politiche differenti, riguardo non solo al passato, ma soprattutto al futuro e ai rapporti con il nuovo quadro politico Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei

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Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei


Non conosco Vincenzo Colla, anche perché quando sono entrato in Cgil io, lui aveva tre anni.  Forse abbiamo avuto occasione di incontrarci, ma ne dubito, essendo il sottoscritto bandito dalla memoria collettiva della Cgil. Avendo, tuttavia, l’ambizione di occuparmi di vicende sindacali ho scoperto con interesse che in Cgil si è creata un’area riformista contraria alla candidatura di Maurizio Landini. Potrò sbagliarmi, ma ho avuto pure l’impressione che non si tratti di un confronto tra due dirigenti di indubbio valore, ma di un contrasto di linea politica con riguardo non solo al passato, ma soprattutto al futuro e ai rapporti con il nuovo quadro politico. Leggendo, però, il blog che con tanto surriscaldamento dell’Io si attribuisce il nome glorioso di Fortebraccio (mentre è solo un bollettino della parrocchia di Susanna Camusso), ho scoperto di recare – quante cose succedono a nostra insaputa! -  nocumento alla battaglia che conduce Vincenzo Colla.

‘’Ora, non si può fare certo una colpa a Colla – scrive il sedicente Fortebraccio - degli endorsement a lui rivolti da Cazzola (di cui è incolpevole vittima), che del resto lo danneggiano più di quanto lo aiutino e per questo merita la massima solidarietà. Verrebbe quasi il sospetto che questa supercazzola pro-Colla abbia il fine di danneggiarlo ’’. Per carità, non era questa la mia intenzione. Eppure, avrei dovuto prevederlo se solo mi fossi reso conto delle nefandezze di cui sono ritenuto responsabile. ‘’Sì, perché quando leggi Cazzola – prosegue implacabile il menestrello di Susanna - non puoi fare a meno di ricordare chi è Cazzola e cosa pensa Cazzola e cosa fa Cazzola mentre salta da un partito all’altro – ne ha cambiati cinque in vent’anni – passando dal Psi a Berlusconi, a Monti fino ad Alfano (per arrivare a cinque ha dimenticato ‘’+ Europa’’, ndr).  Dell’Articolo 18, ha detto (lo confermo, ndr) che “danneggia la crescita economica del paese”. Del sindacato ha detto che “le forze sociali sono importanti come lo sono i soggetti che mediano nel processo del consenso, però negoziare ogni cosa è sbagliato (questo non lo ricordo, ndr).” Della Legge Fornero ha detto (e riconfermo, ndr): “non vedo la necessità di abolirla.” Ecco, questo per dire, che con il suo endorsement Cazzola rischia di danneggiare la causa che difende’’.

Caro Colla, non lo farò più.  Garantisco che tu sei completamente estraneo. Anzi, prometto che non mi iscriverò mai più ad un partito che accetta tra i suoi militanti persone della mia risma. Chiedo scusa anche al mio amico Giuseppe Sabella, per liquidare il quale a Fortebraccio è bastato affermare che scrive dei libri insieme a me. Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei. 

Giuliano Cazzola


05 Novembre 2018
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