In una nota il segretario generale della Cgil sottolinea come un piano straordinario di manutenzione del nostro paese, dall’assetto idrogeologico alle strade e ai ponti può e deve andare di pari passo alle grandi opere infrastrutturali, fondamentali per lo sviluppo dell’Italia Camusso (Cgil), no allo stop per le opere pubbliche, sarebbe un danno al paese

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INFRASTRUTTURE

Camusso (Cgil), no allo stop per le opere pubbliche, sarebbe un danno al paese


“I 300 milioni previsti dal governo per l’emergenza ed il risanamento del territorio sono insufficienti e, in nessun modo, possono essere contrapposti agli investimenti in infrastrutture”. È quanto dichiara il segretario generale della Cgil Susanna Camusso.

“Un piano straordinario di manutenzione del nostro paese, dall’assetto idrogeologico alle strade e ai ponti, - aggiunge il leader della Cgil - può e deve andare di pari passo alle grandi opere infrastrutturali, fondamentali per lo sviluppo dell’Italia. In particolare, sono essenziali quelle che consentono i collegamenti interni e con il resto dell’Europa e va detto con chiarezza che le opere già finanziate ed i cantieri avviati devono proseguire”.

“Uno stop delle grandi opere pubbliche - conclude Camusso - rappresenterebbe un danno per i lavoratori e per tutto il paese che, inoltre, ha un gran bisogno di infrastrutture sociali. Serve, pertanto, un governo che sia in grado di decidere, non di bloccare ciò che è necessario allo sviluppo e alla crescita. È del tutto miope, infatti, pensare che sia possibile avere una logica autarchica del Paese”.

 


08 Novembre 2018
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