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SENATO

Commissione Lavoro, previdenza sociale (Dai Resoconti Sommari)


57ª Seduta (pomeridiana)
Presidenza della Presidente
CATALFO 
Interviene il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Fantinati.                 
La seduta inizia alle ore 18.

 

SULLA PUBBLICITA' DEI LAVORI   

La presidente CATALFO informa che è stata richiesta la pubblicità dei lavori delle sedute odierne della Commissione, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento del Senato.
Constatato l'unanime consenso della Commissione, avverte che verrà immediatamente inviata la prescritta richiesta al Presidente del Senato e che per il prosieguo dei lavori sarà attivata la diretta audiovisiva.

 

IN SEDE REFERENTE 

(920) Interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell'assenteismo

(Seguito e conclusione dell'esame)
Prosegue l'esame, sospeso nella seduta antimeridiana di oggi.

Interviene sui lavori della Commissione il senatore PATRIARCA (PD), per lamentare che il parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione espresso dalla 5aCommissione permanente su numerosi emendamenti sarebbe stato motivato non dall'assenza di copertura, ma dalla mancanza della relazione tecnica.
Il senatore 
FLORIS (FI-BP) rileva che alcuni pareri delle Commissioni consultate, peraltro assai articolati, sono stati formulati a ridosso della seduta della Commissione lavoro, che da poco li ha acquisiti agli atti. Chiede pertanto di poter disporre di un tempo congruo per valutarli e permettere di tenerne conto nel corso dell'esame del provvedimento.
Il relatore 
DE VECCHIS (L-SP-PSd'Az) suggerisce pertanto di sospendere brevemente la seduta.

La Commissione concorda.
La 
PRESIDENTE dispone pertanto una sospensione della seduta.
La seduta, sospesa alle ore 18,20, riprende alle ore 18,35.
Si passa agli emendamenti riferiti all'articolo 1.
La 
PRESIDENTE comunica che la Commissione bilancio ha espresso parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sugli emendamenti 1.4 e 1.16. Ai sensi dell'articolo 126-bis, comma 2-ter, del Regolamento, tali emendamenti sono inammissibili e pertanto non verranno posti in votazione.
Interviene per dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento 1.2 (e gli identici 1.1 e 1.3), soppressivo dell'articolo, il senatore 
LAUS (PD), evidenziando che la sovrapposizione tra le strutture esistenti e l'istituendo nucleo della concretezza è rilevata anche nelle premesse dell'ordine del giorno n. G/920/1/11 (testo 2) presentato dal Gruppo del Movimento 5 Stelle, il che denota la contraddittorietà della maggioranza.
Anche la senatrice 
MODENA (FI-BP) dichiara il proprio voto favorevole, precisando che la propria proposta 1.1 è stata presentata solo a seguito delle convergenti valutazioni dei soggetti auditi circa la duplicazione di strutture che si intende porre in essere con l'articolo di cui si chiede la soppressione: tale disposizione rappresenta a suo avviso un intervento effettuato a fini meramente propagandistici, che produrrà unicamente effetti negativi.
Il senatore 
LAFORGIA (Misto-LeU), preannunciando voto favorevole sugli emendamenti, precisa che la propria proposta 1.3 parte dalla considerazione che l'articolo in questione non sia in alcun modo emendabile, sia perché duplica l'esistente, sia perché denota una filosofia che, anziché occuparsi del ruolo della pubblica amministrazione, ovvero dello Stato, tramite investimenti per valorizzare e migliorare l'organizzazione del lavoro, riprende la retorica sui fannulloni, che fu già dell'ex ministro Brunetta, senza, peraltro, affrontare nel merito il problema e promuovendo una visione del settore pubblico come carrozzone popolato di nullafacenti. Si tratta, di fatto, di un commissariamento, nell'ottica di una stato di polizia: significativo, a tale riguardo, è il ruolo attribuito ai prefetti, ovvero al Ministero dell'interno. A suo avviso, il tema centrale non risiede nel controllo degli accessi dei dipendenti, ma nelle attività svolte da questi ultimi all'interno delle amministrazioni di appartenenza.
La Commissione, previa verifica del numero legale, respinge gli identici emendamenti 1.1, 1.2 e 1.3.
Il senatore 
FLORIS (FI-BP) interviene per aggiungere la propria firma all'emendamento 1.5 e per richiamare la necessità di rispettare il riparto di competenze di cui all'articolo 117 della Costituzione.
Anche la senatrice 
TOFFANIN (FI-BP) dichiara di sottoscrivere l'emendamento 1.5, che,           posto ai voti, è respinto.         E' del pari respinto l'emendamento 1.6.
A sostegno dell'emendamento 1.7 la senatrice 
PARENTE (PD) sottolinea che l'articolo 1 non rappresenta affatto la prefigurata scossa di novità, considerato che il nuovo Nucleo e il nuovo Piano triennale si inseriscono in un contesto normativo che già prevede i Nuclei del Servizio di controllo interno, l'Ispettorato per la funzione pubblica e gli Organismi indipendenti di valutazione (OIV). Ritiene che la vera novità avrebbe dovuto essere quella di coinvolgere i dipendenti pubblici in una grande consultazione per trovare insieme le vie per il miglioramento della pubblica amministrazione. Riguardo al comma 2, lettera a), dell'articolo 1, segnala la presenza di una sovrapposizione testuale con la corrispondente disposizione vigente relativa ai compiti dell'Ispettorato. Con riferimento all'esigua entità delle 53 unità previste per la composizione del Nucleo della Concretezza, rispetto alla vastità degli uffici pubblici oggetto del controllo, ricorda come i rappresentanti dei comuni abbiano fatto presente, in audizione, i numerosi e onerosi controlli a cui sono già sottoposti a legislazione vigente. Auspica conclusivamente l'accoglimento dell'emendamento.
Il senatore 
FLORIS (FI-BP) richiama il parere fornito dalla Corte dei conti, in cui si critica anche la tecnica legislativa della novella, avendo più volte ribadito la necessità di addivenire ad un testo unico per semplificare la già disorganica normativa vigente, a cui il disegno di legge vuole aggiungere anche un ruolo di controllo dei prefetti, espressione di un approccio centralista.
Posto ai voti, l'emendamento 1.7 è respinto.
Il senatore 
LAUS (PD) dichiara voto favorevole sull'emendamento 1.8, sottolineando che esso rappresenta peraltro una soluzione subordinata, volta a salvaguardare le competenze dell'Ispettorato, al fine di evitare sovrapposizioni di competenze.
Concorda la senatrice 
TOFFANIN (FI-BP), che aggiunge che il coinvolgimento del prefetto nell'attività di controllo è dimostrata dall'assenza di risorse minimamente adeguate al raggiungimento degli obiettivi da parte del Nucleo della Concretezza.
Posto ai voti, l'emendamento 1.8 risulta respinto.
Il senatore 
PATRIARCA (PD) caldeggia l'emendamento 1.9, volto a sopprimere la lettera a) relativa al Piano triennale predisposto di concerto con il Ministro dell'interno, sottolineando che il Ministro dell’interno non dovrebbe occuparsi di efficientamento delle pubbliche amministrazioni.
Posto ai voti, l'emendamento 1.9 è respinto.
In relazione all'emendamento 1.10, la senatrice 
PARENTE (PD) ricorda che nella relazione di accompagnamento al disegno di legge si afferma che il Nucleo fungerà da supporto alle strutture esistenti e sottolinea come ciò non trovi corrispondenza nell'articolato, ove si prevede che il nucleo debba "garantire" il buon funzionamento della pubblica amministrazione. Per riportare la disposizione allo spirito del disegno di legge, l'emendamento propone di sostituire tale parola con "supportare".
Concorda il senatore 
FLORIS (FI-BP), auspicando chiarezza a fronte della sovrapposizione con i tre organismi citati dalla Corte dei conti.
Posto ai voti, l'emendamento 1.10 è respinto.
Il senatore 
LAUS (PD) dichiara voto favorevole all'emendamento 1.11 che sostituisce la parola "garantire" con la parola "sostenere", maggiormente in linea con la ratiodel disegno di legge.
Posto ai voti, l'emendamento 1.11 viene respinto.
Sull'emendamento 1.12 interviene il senatore 
FLORIS (FI-BP) per ricordare la necessità, espressa anche dalla Corte dei conti, di intervenire sulla normativa con un intervento organico e semplificativo e non con novelle che creano sovrapposizioni.
Posto ai voti, l'emendamento 1.12 risulta approvato. Viene invece ritirato l'emendamento 1.13.
Nel dichiarare voto favorevole sull'emendamento 1.14, il senatore 
LAUS (PD) sottolinea che la previsione della trasmissione dei sopralluoghi al prefetto e non all'Ispettorato denota una volontà di accentramento tramite una struttura che fa capo al Ministero dell'interno e non al Ministero del lavoro.
Il senatore 
FLORIS (FI-BP) esprime perplessità nei confronti di un meccanismo che prevede l'intervento del prefetto su richiesta del Nucleo e che prefigura un'azione centralista punitiva e repressiva nei confronti della pubblica amministrazione, mentre si avrebbe bisogno piuttosto di uno Stato amico.
Sull'emendamento 1.14, il senatore 
BERTACCO (FdI) annuncia voto favorevole, sottolineando che l'intervento normativo del disegno di legge si basa su uno scopo condivisibile di efficientamento della pubblica amministrazione, salvo poi perdere tale orientamento nella declinazione normativa dell'articolato.

Posto ai voti, l'emendamento 1.14 è respinto.
Il senatore 
PATRIARCA (PD) fa presente che l'emendamento 1.15 si pone come proposta di riduzione del danno, rispetto alla visione autoritaria e minacciosa prefigurata nei commi 6 e 7 del capoverso "Art. 60-bis", non utile a un vero rinnovo e rilancio della pubblica amministrazione.
Il senatore 
FLORIS (FI-BP) sottolinea l'importanza della funzione delle amministrazioni locali, che sono sempre state energicamente difese dagli esponenti della Lega e che, paradossalmente, ora rischiano di cadere sotto una sorta di commissariamento del Ministero dell'interno.
Posto ai voti, l'emendamento 1.15 è respinto.

La senatrice MATRISCIANO (M5S) sottoscrive l'emendamento 1.17 e lo ritira, per trasformarlo nell'ordine del giorno G/920/6/11 (pubblicato in allegato), che viene accolto dal Governo.
La senatrice 
MATRISCIANO (M5S) sottoscrive altresì e ritira l'emendamento 1.18.
Sull'emendamento 1.19 la 
PRESIDENTE fa presente che la Commissione bilancio ha espresso un parere condizionato ad una riformulazione, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
La senatrice 
PARENTE (PD) dichiara di accettare la riformulazione proposta dalla Commissione bilancio, presentando pertanto l'emendamento 1.19 (testo 2), pubblicato in allegato. Preannuncia il voto favorevole del suo Gruppo sull'emendamento, che ritiene particolarmente importante, in quanto delega il Governo all'adozione di un provvedimento di semplificazione dei controlli sugli enti locali. Ricorda, al riguardo, come i rappresentanti dell'ANCI nel corso dell'audizione, abbiano lamentato l'entità dei controlli a cui sono sottoposti gli enti locali, a cui il disegno di legge prevede di aggiungere altri. Illustra, quindi, i quattro criteri di delega, ritenendo opportuno che l'ulteriore strumento di semplificazione, preannunciato dal ministro Bongiorno, sia inserito in questo contesto.
Posto ai voti, l'emendamento 1.19 (testo 2) è respinto.
Il senatore 
LAFORGIA (Misto-LeU) prende atto del parere condizionato ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione espresso dalla Commissione bilancio sul suo emendamento 1.20. Presenta pertanto l'emendamento 1.20 (testo 2), pubblicato in allegato, che, posto ai voti, è approvato.
Si passa agli emendamenti riferiti all'articolo 2. Con riferimento a tali proposte di modifica, la presidente 
CATALFO segnala che la Commissione bilancio ha espresso parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sull'emendamento 2.5, che dunque, ai sensi dell'articolo 126-bis, comma 2-ter, del Regolamento, non verrà posto in votazione.
Sull'emendamento 2.1, soppressivo dell'articolo 2, il senatore 
LAUS (PD) preannuncia voto favorevole. Sottolinea che il disegno di legge persegue l'obiettivo condivisibile del contrasto all'assenteismo, adottando tuttavia misure sbagliate. Per potenziare le risorse umane occorre anzitutto rispetto per la persona, fiducia e consapevolezza nel perseguimento della missione di lavoro, mentre il provvedimento demotiva l'intera pubblica amministrazione, confondendo peraltro la presenza fisica con la produttività. Prendendo spunto dal parere espresso dalla 14a Commissione permanente sulla conformità con la normativa europea, chiede al rappresentante del Governo se gli risultino le ragioni dell'astensione dal voto del capogruppo del Movimento 5 stelle in tale Commissione e se il Governo stia valutando lo stralcio dell'articolo 2 dal provvedimento.
La senatrice 
TOFFANIN (FI-BP) giudica le disposizioni dell'articolo 2 non rispondenti alle finalità che sottendono il provvedimento. Anzitutto, la verifica biometrica deve essere alternativa alla videosorveglianza. Inoltre, dalle disposizioni dell'articolo non è chiaro esattamente quali soggetti siano considerati esenti da tali misure. Riguardo ai costi, con il parere della 5a Commissione permanente si impone l'invarianza della spesa e pertanto, a parte le insufficienti risorse previste al comma 5, gli enti locali e le altre amministrazioni dovranno dotarsi degli strumenti di rilevazione attingendo alle risorse dei propri bilanci.
Dopo un breve intervento del sottosegretario FANTINATI, che precisa di non essere al corrente di ipotesi di stralcio di articoli dal provvedimento, posto ai voti, l'emendamento 2.1 è respinto.
Sull'emendamento 2.2, interamente sostitutivo dell'articolo 2, la senatrice 
PARENTE (PD) fa presente che la previsione della verifica biometrica e della videosorveglianza in tutte le amministrazioni pubbliche appare eccessiva, attesi i buoni risultati della cosiddetta la legge Madia. Ritiene che occorra invece un intervento per potenziare la formazione e la motivazione al lavoro dei dipendenti pubblici, a cui destinare i 35 milioni di euro previsti al comma 5. Sottolinea poi che, oltre all'installazione delle apparecchiature, si dovranno destinare risorse per effettuare adeguamenti alle strutture per evitare altri passaggi di uscita dagli edifici. Aggiunge che la verifica delle impronte digitali comporta la previa acquisizione delle impronte di tutti i 3,5 milioni di dipendenti pubblici.
Concorda il senatore 
FLORIS (FI-BP), evidenziando che, secondo la Corte dei conti, si dovrebbe, invece, procedere alla riforma della dirigenza pubblica, per preordinarla alla verifica della produttività dei dipendenti sotto la sua direzione; verificare la presenza dei lavoratori non equivale a migliorarne la produttività.
Posto ai voti, l'emendamento 2.2 è respinto.
La senatrice 
TOFFANIN (FI-BP) preannuncia voto favorevole sull'emendamento 2.3, che condiziona l'obbligo di introduzione delle verifiche della presenza a un determinato tasso di assenteismo. Sottolinea inoltre che le amministrazioni che devono introdurle devono poter disporre di adeguate risorse finanziarie aggiuntive.
Il senatore 
LAUS (PD) preannuncia voto di astensione, non concordando sull'emendamento, che mantiene un sistema comunque sbagliato. Chiede, inoltre, le ragioni per cui non si è pensato di prevedere lo stesso sistema anche per i componenti delle assemblee elettive, a cominciare dalle due Camere del Parlamento.
Il sottosegretario FANTINATI si dice pienamente convinto della bontà della ricetta espressa dal provvedimento per rafforzare la motivazione dei lavoratori pubblici onesti. Ritiene, inoltre, che se esistono ancora truffatori del cartellino tra i 3,2 milioni di lavoratori pubblici, significa che quanto fatto finora non è stato sufficiente e che fintanto che esisteranno tali truffatori sarà impossibile motivare adeguatamente i lavoratori. Pur se personalmente favorevole all'estensione di tale misura anche ai parlamentari, richiama il principio di autodichia degli organi costituzionali.
Il senatore 
BERTACCO (FdI) ritiene più utile prevedere altre modalità finalizzate a migliorare il funzionamento delle pubbliche amministrazioni, considerato il numero esiguo dei "truffatori del cartellino".
Posto ai voti, l'emendamento 2.3 è respinto.
La 
PRESIDENTE dispone quindi una breve sospensione della seduta.

La seduta, sospesa alle ore 20,30, riprende alle ore 20,40.

La senatrice MODENA (FI-BP) dichiara voto favorevole sull'emendamento 2.4, ricordando che non è possibile introdurre contemporaneamente controlli a mezzo di videosorveglianza e dati biometrici, sia per incompatibilità con lo Statuto dei lavoratori, sia per le norme sulla privacy: la proposta limita perciò le misure alla sola videosorveglianza, già in essere presso molte amministrazioni. Il tema va affrontato con gradualità, ponendo attenzione ai fattori di rischio ambientale e territoriale,  anche nel presupposto di un uso oculato ingenti delle risorse necessarie.
La Commissione respinge l'emendamento 2.4.
Il senatore 
BERTACCO (FdI) interviene per dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento 2.6.
L'emendamento 2.6 e l'identico 2.7, posti congiuntamente ai voti, risultano respinti.
Il senatore 
LAUS (PD) interviene in dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento 2.8, volto a escludere dalla disciplina dell'articolo 2  il personale della polizia locale, dichiarandosi anche disponibile a ritirarlo e a trasformarlo in ordine del giorno, ove il Governo lo accolga.

Anche il senatore FLORIS (FI-BP) annuncia voto favorevole, rilevando come in tale ambito i risultati si possano ottenere più efficacemente con strumenti di altro tipo.

Dopo che il sottosegretario FANTINATI ha ribadito l'avviso contrario sull'emendamento, nonché su un eventuale ordine del giorno, l'emendamento 2.8 viene posto ai voti e respinto.
Il senatore 
BERTACCO (FdI) dichiara voto favorevole sull'emendamento 2.9, che intende esimere, tra l'altro, i piccoli comuni dall'applicazione dei nuovi controlli.
Anche il senatore 
LAUS (PD) annuncia voto favorevole, notando come la norma che si intende modificare sia espressione di una modalità repressiva generalizzata, che tra l'altro non affronta in maniera chirurgica i pochi casi su cui davvero si dovrebbe intervenire.
Posto ai voti, l'emendamento 2.9 è respinto.
La Commissione approva invece l'emendamento 2.100.
Il senatore 
LAFORGIA (Misto-LeU) dichiara voto favorevole sull'emendamento 2.10, notando con rammarico come la materia andrebbe affrontata in maniera trasversale dalle forze politiche, perché riguarda l'intera collettività. La vera questione, a suo avviso, non è il controllo degli ingressi o delle uscite, ma il miglioramento dell'efficienza della pubblica amministrazione. Norme come quella sul controllo biometrico, facilmente spendibile presso l'opinione pubblica, nascondono in realtà una povertà di visione, circostanza che le voci sul possibile stralcio dell'articolo 2 da parte del Governo, se confermate, avvalorerebbero.
Anche la senatrice 
PARENTE (PD) dichiara il proprio voto favorevole, sottolineando l'assoluta contrarietà della sua parte politica all'utilizzo contemporaneo dei due sistemi di controllo: del resto, in ambito privato, si fa ricorso solo a una combinazione di tesserino e videosorveglianza. Si tratta di disposizioni che ritiene palesemente incostituzionali, oltre che in contrasto con il principio di proporzionalità di cui all'ordinamento dell'Unione europea, cui certamente non risponde il controllo biometrico. La misura, puramente propagandistica e ispirata a una presunzione di colpevolezza dei dipendenti pubblici, non potrà che ridurre il consenso politico della maggioranza.
La Commissione respinge l'emendamento 2.10.
Il senatore 
FLORIS (FI-BP) dichiara il proprio voto favorevole sulla proposta 2.11 (e sull'identica 2.12), soffermandosi sull'ultroneità dell'introduzione della rilevazione biometrica, dal momento che le truffe di cui si è venuti a conoscenza sono state scoperte grazie alla videosorveglianza; peraltro, la copertura prevista, di 35 milioni di euro, è palesemente insufficiente. Ci si dovrebbe invece concentrare sul controllo della qualità della prestazioni.
Posti congiuntamente ai voti, gli emendamenti identici 2.11 e 2.12 risultano respinti.
La senatrice 
BOTTO (M5S) e il senatore ROMAGNOLI (M5S) aggiungono la propria firma  agli emendamenti 2.13 e 2.14.
Il senatore 
AUDDINO (M5S) annuncia voto favorevole sull'emendamento 2.13, che precisa la limitazione della videosorveglianza al controllo degli accessi, al fine di sanzionare chi si comporta disonestamente.
Il senatore 
FLORIS (FI-BP), notando criticamente come la precisazione non sia riferita anche alla rilevazione biometrica, preannuncia il proprio voto di astensione.
Anche la senatrice 
PARENTE (PD) preannuncia un voto di astensione: la modifica è infatti priva di ogni utilità, dal momento che lo Statuto dei lavoratori consente già l'utilizzo della videosorveglianza solo per gli accessi.
Messo in votazione, l'emendamento 2.13 è approvato.
La senatrice 
MATRISCIANO (M5S) annuncia voto favorevole all'emendamento 2.14, che introduce il riferimento ai principi previsti dall'ordinamento dell'Unione europea: precisa altresì che la propria parte politica sta mantenendo fede all'attenzione per l'onestà che la caratterizza, ragion per cui i lavoratori onesti non debbono temere nulla dall'imposizione di questi controlli.
Il senatore 
LAUS (PD), dichiarando il proprio voto di astensione, ritiene la modifica proposta pleonastica, non passibile di mutare la natura propagandistica della disposizione, per nulla idonea a sviluppare il senso di responsabilità dei dipendenti pubblici e offensiva nei confronti dei lavoratori onesti.
La senatrice 
MODENA (FI-BP), dissentendo dall'impostazione culturale alla base del provvedimento e non comprendendo l'atteggiamento al riguardo di una forza pragmatica come la Lega, dichiara il proprio voto di astensione.

Posto ai voti, l'emendamento 2.14 è approvato.
Il senatore 
LAFORGIA (Misto-LeU) interviene per dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento 2.15 (e sull'identico 2.16), volto a limitare i danni prodotti dall'articolo 2, con la previsione di un coinvolgimento delle associazioni sindacali. A suo avviso, il vero scandalo non è l'assenteismo in sé, certamente esecrabile,  ma il fatto che nessuno se ne accorga, ovvero che non vengano assunti provvedimenti: con la norma che si intende introdurre, l'azione dei disonesti non farebbe altro che spostarsi all'interno del palazzo.
Il senatore 
BERTACCO (FdI) dichiara il proprio voto di astensione, invitando, invece, a riflettere sulla corresponsabilità dei sindacati nell'aver creato l'attuale situazione.
Il senatore 
PATRIARCA (PD) preannuncia voto favorevole, notando come il mero controllo biometrico non dia alcuna garanzia quanto alla produttività: alla Camera dei deputati, per esempio, per votare è necessaria l'impronta digitale, ma, dalle statistiche pubblicate, si constata che un'elevata percentuale di presenze non è necessariamente indice di un'intensa attività parlamentare.
Posti congiuntamente ai voti, gli identici emendamenti 2.15 e 2.16 sono respinti dalla Commissione.
Interviene per dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento 2.17 la senatrice 
PARENTE (PD), invitando ad approvare la proposta che, attraverso l'introduzione del criterio della proporzionalità dei sistemi di controllo, intende proteggere i dati personali e apportare un elemento di buon senso nella disciplina.
Anche la senatrice 
TOFFANIN (FI-BP) dichiara voto favorevole, manifestando delusione per l'atteggiamento di totale chiusura della maggioranza, indisponibile ad accogliere anche quelle modifiche che intendono migliorare l'impianto del disegno di legge senza stravolgerlo: in questo caso, si tratterebbe di consentire anche l'utilizzo degli attuali sistemi, che altrimenti verrebbero interamente dismessi solo per inseguire logiche comunicative.
Posto ai voti, l'emendamento 2.17 risulta respinto.
Sull'emendamento 2.25 il senatore 
FLORIS (FI-BP) ritiene utile conoscere i dati sul fenomeno dell'assenteismo, contro cui queste norme si rivolgono, per valutarne l'opportunità e l'efficacia eziologica.
Posto ai voti, l'emendamento 2.25 è respinto.
Il senatore 
LAUS (PD) annuncia voto favorevole all'emendamento 2.18, che a suo avviso contribuisce a rendere maggiormente leggibile il testo ed evitare così difficoltà interpretative che rischiano di influire negativamente sul buon funzionamento della pubblica amministrazione. Ribadisce la necessità di provvedere a una riforma organica della materia.
Posto ai voti, l'emendamento 2.18 è respinto. Viene invece ritirato l'emendamento 2.19 ed è del pari respinto l'emendamento 2.20.
La senatrice 
PARENTE (PD) preannuncia voto favorevole sull'emendamento 2.21, che richiama il principio di proporzionalità stabilito dalla Carta dei diritti fondamentali dell'UE, previsto per le legislazioni che limitano i diritti fondamentali della persona. Esprime, quindi, rammarico per l'assenza di un terreno comune con le altre forze politiche, persino su tali principi fondamentali.

Posto ai voti, l'emendamento 2.21 è respinto. E' invece ritirato l'emendamento 2.22.
La senatrice 
MODENA (FI-BP) caldeggia l'approvazione dell’emendamento 2.23, che posto ai voti, è respinto.
Sull’emendamento 2.24 la 
PRESIDENTE ricorda che la Commissione affari costituzionali ha espresso un parere non ostativo condizionato a una riformulazione.
La senatrice 
PIZZOL (L-SP-PSd'Az) presenta pertanto l'emendamento 2.24 (testo 2), allegato al resoconto della seduta,
Il senatore 
LAUS (PD) e la senatrice TOFFANIN (FI-BP) chiedono chiarimenti sulle categorie di dirigenti a cui fa riferimento la riformulazione.
Dopo un breve intervento del rappresentante del GOVERNO (afferma che si tratta del personale in regime pubblicistico), la 
PRESIDENTE dispone l'accantonamento dell’emendamento 2.24 (testo 2).
Con distinte e successive votazioni, la Commissione respinge quindi gli emendamenti 2.26 e 2.27.
Il senatore 
LAUS (PD) caldeggia l’emendamento 2.28, che esclude, oltre al personale di diritto pubblico, anche quello della polizia locale, e ribadisce l’importanza della motivazione al lavoro, attraverso la cittadinanza attiva e la premiazione del merito, aspetti non previsti dal provvedimento.
Posto ai voti, l'emendamento 2.28 è respinto.
In relazione all’emendamento 2.29 interviene la senatrice 
MODENA (FI-BP) per sottolineare l’insufficienza dei 35 milioni di euro previsti, che dimostra la natura propagandistica e irrealizzabile del disegno di legge.
Posto ai voti, l'emendamento 2.29 è respinto.
Dopo dichiarazione di voto favorevole del senatore 
PATRIARCA (PD), gli identici emendamenti 2.30 e 2.31, messi congiuntamente ai voti, sono respinti.
La Commissione respinge altresì l'emendamento 2.32 ed approva l’emendamento 2.200.
Con successive votazioni, vengono quindi respinti gli emendamenti 2.33 e 2.34.
Ripreso l’esame dell’emendamento 2.24 (testo 2), precedentemente accantonato, interviene la senatrice 
PARENTE (PD) sottolineando che, attraverso esso, l’intera dirigenza sarebbe sottoposta alle verifiche biometriche e alla video sorveglianza, mentre la funzione dirigenziale, per sua natura, è preposta al raggiungimento di risultati senza vincoli di orario. La riformulazione escluderebbe alcune categorie di dirigenti che occorrerebbe invece valutare con attenzione, poiché alcuni di questi potrebbero rientrare in categorie per le quali oggi è previsto il badge e che con l’esclusione verrebbero inopinatamente esentati da vincoli di orario.
La senatrice 
TOFFANIN (FI-BP), nel dichiarare il suo voto contrario, aggiunge alle argomentazioni già esposte le difficoltà di dimostrare la presenza nel posto di lavoro per quei dirigenti dislocati su più uffici o su più sedi diverse.

Posto ai voti, l'emendamento 2.24 (testo 2) è approvato.
La presidente 
CATALFO dispone quindi una breve sospensione dei lavori.

La seduta, sospesa alle ore 22,55, riprende alle ore 23.

Si passa agli emendamenti riferiti all'articolo 3.

La PRESIDENTE comunica che la Commissione bilancio ha dato parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sugli emendamenti 3.1, 3.2, 3.3, 3.4, 3.6, 3.7, 3.9, 3.13, 3.14, 3.15. Tali proposte risultano inammissibili e non verranno perciò poste in votazione.
Il senatore 
FLORIS (FI-BP) e la senatrice TOFFANIN (FI-BP)  aggiungono la propria firma e dichiarano il loro voto favorevole sugli emendamenti 3.5 e 3.8, che, posti ai voti con successive distinte votazioni, sono respinti dalla Commissione.
Il senatore 
PATRIARCA (PD) dichiara voto favorevole sull'emendamento 3.10, che integra le disposizioni dell'articolo 3, il quale, peraltro, ha ad oggetto fondi già previsti da norme adottate nel corso della passata legislatura.
La Commissione respinge l'emendamento 3.10.
Gli emendamenti 3.11 e 3.12 risultano quindi preclusi.
Si passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 4.

La PRESIDENTE comunica che la Commissione bilancio ha dato parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sugli emendamenti che seguono: 4.7, 4.8, 4.10, 4.11, 4.12, 4.13, 4.15, 4.17, 4.19, 4.18, 4.20, 4.25, 4.22, 4.23, 4.24, 4.27, 4.28, 4.34, 4.35, 4.36, 4.40, 4.41, 4.42, 4.49, 4.0.1, 4.0.2, 4.0.3, 4.0.6, 4.0.8, 4.0.9, 4.0.11, 4.0.13 e 4.0.16. Tali emendamenti, ai sensi dell'articolo 126-bis, comma 2-ter, del Regolamento del Senato, sono inammissibili e non verranno posti in votazione.

Il parere è invece condizionato a una riformulazione, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, per gli emendamenti 4.46 e 4.0.14.
La senatrice 
TOFFANIN (FI-BP) dichiara il proprio voto favorevole sull'emendamento 4.1, volto a prevedere una ricognizione preventiva dei fabbisogni delle amministrazioni.
La Commissione respinge l'emendamento 4.1.
La senatrice 
NISINI (L-SP-PSd'Az) ritira gli emendamenti 4.2 e 4.6.
Il senatore 
PATRIARCA (PD) interviene per dichiarazione di voto sull'emendamento 4.3 (e sugli identici 4.4 e 4.5), diretto ad ampliare il perimetro dello sblocco delle assunzioni, peraltro già previsto dal precedente Esecutivo.
Anche il senatore 
FLORIS (FI-BP) annuncia il proprio voto favorevole, non comprendendo il parere negativo espresso dal Governo.
Gli emendamenti identici 4.3, 4.4 e 4.5, posti congiuntamente ai voti, sono respinti dalla Commissione.
Il senatore 
FLORIS (FI-BP) interviene per dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento 4.9, volto a evitare che, per effetto dei minori stipendi dei nuovi assunti, questi possano eccedere il numero del personale cessato.
Posto ai voti, l'emendamento 4.9 è respinto.
La Commissione respinge quindi, con separate votazioni, gli emendamenti 4.14 e 4.16.
Il senatore 
FLORIS (FI-BP) e la senatrice TOFFANIN (FI-BP) aggiungono la propria firma all'emendamento 4.21 che, posto ai voti, è respinto.
La senatrice 
TOFFANIN (FI-BP) dichiara voto favorevole all'emendamento 4.26 che, posto ai voti, risulta respinto dalla Commissione.
Il senatore 
FLORIS (FI-BP) e la senatrice TOFFANIN (FI-BP) aggiungono la propria firma all'emendamento 4.29 che, posto ai voti, è altresì respinto dalla Commissione.
La senatrice 
TOFFANIN (FI-BP) dichiara il proprio voto favorevole all'emendamento 4.30, che, posto ai voti, è respinto.
Il senatore 
FLORIS (FI-BP) e la senatrice TOFFANIN (FI-BP) aggiungono la propria firma all'emendamento 4.32.
I senatori 
BERTACCO (FdI), PATRIARCA (PD) e FLORIS (FI-BP) preannunciano voto favorevole sugli identici emendamenti 4.31, 4.32 e 4.33 che, posti congiuntamente ai voti, sono respinti dalla Commissione.
La senatrice 
MODENA (FI-BP) dichiara voto favorevole sull'emendamento 4.37, volto a prorogare l'efficacia delle graduatorie dei concorsi in scadenza, rilevando che spesso queste vengono lasciate spirare intenzionalmente dalle amministrazioni per non assumere candidati non graditi.
Posto ai voti, l'emendamento 4.37 è respinto.
Il senatore 
FLORIS (FI-BP) e la senatrice TOFFANIN (FI-BP) aggiungono la propria firma all'emendamento 4.38 che, posto ai voti congiuntamente all'identico 4.39, risulta respinto.
La Commissione respinge quindi gli identici emendamenti 4.43 e 4.45, messi congiuntamente ai voti.

 

I senatori BERTACCO (FdI) e FLORIS (FI-BP) preannunciano il voto favorevole sull'emendamento 4.44 che, posto in votazione, è respinto.
Il senatore 
PATRIARCA (PD) dichiara di non voler riformulare il proprio emendamento 4.46 nel senso richiesto dalla Commissione bilancio e insiste sulla propria proposta, che, posta ai voti, risulta respinta dalla Commissione.
I senatori 
PATRIARCA (PD) e FLORIS (FI-BP) intervengono quindi in dichiarazione di voto favorevole sugli identici emendamenti 4.47 e 4.48, che, posti congiuntamente in votazione, sono respinti dalla Commissione.
La senatrice 
MATRISCIANO (M5S) sottoscrive e ritira gli emendamenti 4.0.4 e 4.0.5.
Il senatore 
LAFORGIA (Misto-LeU) preannuncia il voto favorevole sull'emendamento 4.0.7, che si fa carico di prorogare alcune decine di contratti del personale degli istituti di cultura. A tale riguardo, lamenta come la maggioranza abbia accolto un solo emendamento presentato dall'opposizione - peraltro previa riformulazione - mentre il tema generale della pubblica amministrazione avrebbe richiesto tutt'altro atteggiamento di ascolto e di confronto. Constata una perdita di ruolo del Parlamento, che, ricorda, potrebbe a questo punto consolidarsi e perpetuarsi, a prescindere dalle maggioranze di Governo. Nota, infine, con rammarico, come l'opposizione sia l'unica a prendere la parola, senza alcun contraddittorio da parte della maggioranza.
Anche il senatore 
PATRIARCA (PD), preannunciando un voto favorevole, non comprende le ragioni della contrarietà della maggioranza, a questa come ad altre proposte, specialmente laddove si consideri che l'opposizione ha mantenuto l'impegno di presentare un ridotto numero di emendamenti.
Il senatore 
FLORIS (FI-BP) dichiara voto favorevole, invitando la maggioranza a riconsiderare la propria posizione e constatando, in via generale, l'assenza di ogni volontà di confronto e discussione, anche su emendamenti privi di effetti finanziari, ciò che svilisce il ruolo politico del Parlamento.
La Commissione respinge l'emendamento 4.0.7.
La senatrice 
PIZZOL (L-SP-PSd'Az) ritira l'emendamento 4.0.10.

La Commissione respinge quindi l'emendamento 4.0.12.
Il senatore 
LAFORGIA (Misto-LeU) non accetta la riformulazione proposta dalla Commissione bilancio per l'emendamento 4.0.14, che, posto in votazione, risulta respinto. La Commissione respinge l'emendamento 4.0.15.

Il senatore FLORIS (FI-BP) e la senatrice TOFFANIN (FI-BP) aggiungono la propria firma all'emendamento 4.0.17 che, posto ai voti, è respinto.
La senatrice 
MATRISCIANO (M5S) sottoscrive e ritira l'emendamento 4.0.18.
Si passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 5.

La PRESIDENTE comunica che la Commissione bilancio ha dato parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sugli emendamenti 5.1, 5.2, 5.3, 5.0.1, 5.0.2 e 5.0.3. Tali emendamenti sono inammissibili e non verranno posti in votazione.
La senatrice 
TOFFANIN (FI-BP) dichiara voto favorevole sull'emendamento 5.0.4, volto ad affrontare la situazione di crisi che tante imprese vivono a seguito delle note vicende dell'insolvenza di una società emettitrice di buoni pasto che si era aggiudicata la convenzione in sede CONSIP - situazione peraltro nota da tempo -  rammaricandosi del fatto che il Governo non intenda farsi carico di tale problematica.
Anche il senatore 
PATRIARCA (PD) annuncia voto favorevole e, a conclusione dell'esame degli emendamenti, ribadisce anche che molti pareri contrari della Commissione bilancio ai sensi dell'articolo 81 sono stati dati in assenza della relazione tecnica del Governo, un inadempienza a suo avviso voluta, per farne dichiarare l'inammissibilità. Auspica che in futuro possa essere seguito un metodo totalmente diverso, riservandosi in ogni caso di utilizzare tutti gli strumenti che il Regolamento pone a disposizione dell'opposizione.
Il senatore 
LAUS (PD), in dissenso dal proprio Gruppo, preannuncia un voto di astensione, associandosi alla critica all'utilizzo indiscriminato del parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
L'emendamento 5.0.4, posto ai voti, è respinto dalla Commissione.
Si passa alle dichiarazioni di voto finali.
Il senatore 
PATRIARCA (PD) dichiara il voto contrario della propria parte su un provvedimento che non interviene sulle effettive esigenze della pubblica amministrazione. L'allora ministro Madia aveva aperto un percorso di riforma che richiedeva tempo e visione per essere realizzato, ma che rispondeva a un preciso disegno. Nel provvedimento in esame, a parte gli articoli 3 e 4 che confermano quanto avviato in precedenza, non vi è altro se non l'istituzione di un nucleo della concretezza che, con una dotazione estremamente limitata di personale, non sarà in grado di svolgere le sue funzioni, nonché l'introduzione di telecamere e dati biometrici per risolvere il problema dell'assenteismo, quando è evidente che con il modesto stanziamento previsto non sarà nemmeno possibile installare i dispositivi. Il disegno di legge, esaminato peraltro con una fretta del tutto immotivata, rappresenta un'occasione perduta e, al netto dell'effetto mediatico, non produrrà alcun effetto.  Preannuncia, infine, la presentazione di una relazione di minoranza.
Anche il senatore 
FLORIS (FI-BP) annuncia il voto contrario del proprio Gruppo ad un provvedimento a suo avviso mal concepito, perché inteso non a premiare chi lavora con impegno, ma a istituire misure punitive per la pubblica amministrazione: significativo il fatto che nessuno dei soggetti auditi abbia espresso apprezzamento. Non è nemmeno chiaro come opereranno le assunzioni di cui all'articolo 4, e numerosi restano i nodi irrisolti: dal ministro Buongiorno ci si sarebbe attesi tutt'altro tipo di riforma. Preannuncia quindi la presentazione di una relazione di minoranza.
Il senatore 
LAFORGIA (Misto-LeU), intervenendo in dichiarazione di voto contrario, si pone assai criticamente nei confronti di un testo che criminalizza l'intera categoria della pubblica amministrazione, privilegiando una retorica comunicativa e non il raggiungimento di obiettivi di efficienza. Esprime infine rammarico per il mancato accoglimento delle proposte emendative presentate.
Il senatore 
BERTACCO (FdI) dichiara il proprio voto contrario, sulla scorta di una forte delusione per un provvedimento che non risolve le questioni che interessano la pubblica amministrazione e attua anzi un tentativo di criminalizzarne i dipendenti.
La senatrice 
MATRISCIANO (M5S) preannuncia il voto favorevole del proprio Gruppo, lamentando, da parte dell'opposizione, l'indisponibilità a condividere il disegno di legge presentato dal Governo sulla base di posizioni pregiudiziali, già a partire dalla sua denominazione. Precisa che il nucleo della concretezza avrà funzioni non poliziesche, ma di supporto alle amministrazione che ne abbiano necessità. Quanto alle assunzioni, queste avranno un'attenzione particolare per le figure professionali connesse alla digitalizzazione. In generale, il provvedimento risponde alle richieste provenienti dai cittadini e dai lavoratori onesti della pubblica amministrazione.
Il sottosegretario FANTINATI precisa che il nucleo della concretezza avrà il compito di assistere le amministrazioni che si trovino in situazioni particolarmente critiche. Il provvedimento permetterà poi, attraverso lo sblocco del 
turn over, di assumere nuove professionalità per la modernizzazione dell'apparato pubblico.
Quanto alla videosorveglianza e ai controlli biometrici, non intendono inficiare in alcun modo il lavoro dei dipendenti onesti, molti dei quali, peraltro, hanno manifestato soddisfazione per la possibilità di dimostrare la propria presenza: affrontato il problema dell'assenteismo, e ci si potrà concentrare sulla meritocrazia, profilo già all'attenzione del Governo. Sulla proroga delle graduatorie di concorso in scadenza alla fine dell'anno, dà conto del fatto che l'Esecutivo si sta adoperando per poterla inserire, in tempo utile, in altro provvedimento.
La Commissione conclusivamente conferisce mandato al relatore a riferire favorevolmente in Assemblea per l'approvazione del disegno di legge n. 920, con le modifiche accolte nel corso dell'esame.



SCONVOCAZIONE DELLE SEDUTE PREVISTE NELLA SETTIMANA  
In considerazione dell'andamento dei lavori, la presidente 
CATALFO avverte che tutte le rimanenti sedute convocate per la settimana corrente sono sconvocate.
Prende atto la Commissione.

 

La seduta termina alle ore 00,50.
ORDINE DEL GIORNO ED EMENDAMENTI AL DISEGNO DI LEGGE 
N. 
920

G/920/6/11
PRESUTTOROMANOPESCOACCOTOPIRROMARCO PELLEGRINIDELL'OLIOTURCOGALLICCHIOMATRISCIANO
Il Senato, in sede dì esame del disegno di legge recante «Interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell'assenteismo» (A.S. 920),

considerato che:

il disegno di legge in esame persegue l'obiettivo di individuare soluzioni concrete per garantire l'efficienza delle pubbliche amministrazioni, il miglioramento immediato dell'organizzazione amministrativa e l'incremento della qualità dei servizi erogati dalle stesse;

con il decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 nell'ambito del sistema di valutazione della performance delle pubbliche amministrazioni è stato istituito l'organismo indipendente di valutazione della performance (OIV),

impegna il Governo:

a valutare l'opportunità di porre in essere interventi di riforma del funzionamento degli OIV all'interno di una più complessiva riforma dei sistemi di valutazione delle performance delle pubbliche amministrazioni al fine di garantirne una maggiore efficacia degli stessi e renderli maggiormente aderenti alle nuove esigenze di modernizzazione delle pubbliche amministrazioni.

 

1.19 (testo 2)
ParentePatriarcaLausNannicini
Dopo il comma 2, aggiungere i seguenti:
 «2-bis. Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi in materia di semplificazione dei controlli sulle amministrazioni territoriali. I decreti legislativi sono adottati, senza nuovi o maggior oneri per la finanza pubblica e con l'utilizzo delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) ridefinire e semplificare le funzioni ispettive del SIFIP del Ministero dell'economia e finanze, che interviene per la valutazione e verifica sui contratti integrativi e più in generale sull'economicità e regolarità amministrativo-contabile della gestione, anche su iniziativa delle sezioni regionali di controllo della Corte dei Conti;
b) razionalizzare le verifiche ispettive sulla conformità dell'azione amministrativa ai principi di imparzialità e buon andamento, sull'efficacia della sua attività con particolare riferimento alle riforme volte alla semplificazione delle procedure, sul corretto conferimento degli incarichi, sull'esercizio dei poteri disciplinari, sull'osservanza delle disposizioni vigenti in materia di controllo dei costi, dei rendimenti, dei risultati, di verifica dei carichi di lavoro, effettuate dall'ispettorato del Dipartimento della funzione pubblica;
c) semplificare i controlli delle sezioni regionali della Corte dei Conti;
d) ridefinire e semplificare i controlli sulle dotazioni organiche e sulle assunzioni degli Enti in condizione di riequilibrio pluriennale o di dissesto, effettuati dalla Commissione per la stabilità finanziaria degli Enti locali, istituita presso il Ministero dell'interno.
2-
ter. I decreti legislativi di cui al comma 2-bis sono adottati su proposta del Ministro delegato per la pubblica amministrazione, previa acquisizione del parere della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e del parere del Consiglio di Stato, che sono resi nel termine di quarantacinque giorni dalla data di trasmissione di ciascuno schema di decreto legislativo, decorso il quale il Governo può comunque procedere. Lo schema di ciascun decreto legislativo è successivamente trasmesso alle Camere per l'espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che si pronunciano nel termine di sessanta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale il decreto legislativo può essere comunque adottato. Se il termine previsto per il parere cade nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine previsto al comma 1 o successivamente, la scadenza medesima è prorogata di novanta giorni. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione. Le Commissioni competenti per materia possono esprimersi sulle osservazioni del Governo entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, i decreti possono comunque essere adottati.

2-quater. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al 2-bis, il Governo può adottare, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi e della procedura stabiliti dal presente articolo, uno o più decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive».


1.20 (testo 2)
LaforgiaDe PetrisGrassoErrani

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:
«1-bis. Le norme previste dal presente articolo si applicano, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e con l'utilizzo delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, agli istituti e scuole di ogni ordine e grado e alle istituzioni educative, tenendo conto delle loro specificità organizzative e funzionali e nel rispetto dell'autonomia organizzativa, didattica, di ricerca e di sviluppo ad essi riconosciuta dalle vigenti disposizioni ».


2.24 (testo 2)
CantùPizzolNisini

Al comma 2, aggiungere in fine il seguente periodo: «Per le finalità di cui al presente comma, ai medesimi dirigenti, ad eccezione di quelli appartenenti alle categorie di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,  si applicano i sistemi di verifica biometrica dell'identità e di videosorveglianza di cui al comma 1».

56ª Seduta (antimeridiana)

Presidenza della Presidente
CATALFO 

Interviene il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Fantinati.              
La seduta inizia alle ore 11,10.

SULLA PUBBLICITA' DEI LAVORI   

La presidente CATALFO informa che è stata richiesta la pubblicità dei lavori delle sedute odierne della Commissione, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento del Senato.

Constatato l'unanime consenso della Commissione, avverte che verrà immediatamente inviata la prescritta richiesta al Presidente del Senato e che per il prosieguo dei lavori sarà attivata la diretta audiovisiva.



IN SEDE REFERENTE 

(920) Interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell'assenteismo

(Seguito dell'esame e rinvio)
Prosegue l'esame, sospeso nella seconda seduta pomeridiana di ieri.

La presidente CATALFO ricorda che nella precedente seduta è terminata la votazione degli ordini del giorno e che il relatore De Vecchis ha presentato gli emendamenti 2.100 e 2.200 (testo allegato al resoconto di quella seduta), che recepiscono le condizioni espresse sul testo dalla 5ª Commissione permanente.
Informa altresì che la 1ª Commissione permanente ha espresso parere su tutti gli emendamenti. Non risultano ancora pervenuti il parere sul testo e sugli emendamenti della 14ª Commissione permanente, tuttora riunita, nonché quello della Commissione Bilancio sulla restante parte degli emendamenti non esaminati.
Ai fini dell'ammissibilità degli emendamenti, ricorda, infine, le conseguenze implicate, ai sensi dell'articolo 126-
bis, comma 2-ter, del Regolamento, del parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione della 5a Commissione permanente.
Il senatore 
FLORIS (FI-BP), intervenendo sull'ordine dei lavori, fa presente che non risulta ancora pervenuto il parere della Commissione Bilancio su un numero consistente di emendamenti. Ribadisce altresì l'opportunità che la Commissione Lavoro si pronunci sugli emendamenti riferiti a ciascun articolo solo avendo a disposizione il parere della Commissione Bilancio riferito al complesso di quegli emendamenti.
La presidente 
CATALFO assicura al senatore Floris che la Commissione procederà alle votazioni sugli emendamenti nel senso da lui auspicato.

Sospende quindi la seduta per trenta minuti.

La seduta, sospesa alle ore, 11,15, riprende alle ore 12.



La presidente CATALFO0000 informa che non sono ancora pervenuti i pareri della 5a e della 14ª Commissione permanente. Propone pertanto di sospendere ulteriormente la seduta fino alle ore 13. Ricorda che in ogni caso la Commissione è già convocata alle ore 18, ovvero al termine della seduta dell'Assemblea.
Il senatore 
FLORIS (FI-BP) interviene sull'ordine dei lavori, segnalando che alle ore 13 è prevista una riunione del proprio Gruppo. Stigmatizza l'andamento dei lavori della Commissione, che si stanno caratterizzando, a causa di una sorta di "ostruzionismo della maggioranza", per il costante mancato rispetto del calendario stabilito. Chiede pertanto la convocazione di un Ufficio di Presidenza, per organizzare il prosieguo dei lavori in maniera più realistica, anche sulla base della tempistica delle Commissioni di cui è richiesto il parere.
Il senatore 
PATRIARCA (PD), sempre sull'ordine dei lavori, concordando col senatore Floris, esprime sconcerto per l'andamento dei lavori della Commissione, che, a fronte della riduzione dei tempi concessi ai senatori per la presentazione degli emendamenti, sono caratterizzati da un inaccettabile rallentamento rispetto al calendario previsto. Tutto ciò avviene nonostante l'atteggiamento responsabile e costruttivo delle opposizioni, che non hanno mai fatto uso degli strumenti ostruzionistici a loro disposizione. È infatti la maggioranza che non appare in grado di rispettare la tempistica da essa stessa definita, tanto da far emergere dubbi che il provvedimento possa effettivamente essere discusso in tempi brevi dall'Assemblea.
La presidente 
CATALFO ricorda che il provvedimento in esame è previsto nel calendario dell'Assemblea per la settimana in corso. Precisa che la fissazione del termine per la presentazione degli emendamenti è stata motivata proprio dalla esigenza di lasciare tempi congrui alle Commissioni chiamate a formulare il rispettivo parere. Ricorda che la 5ª Commissione ha già espresso parere sulla maggioranza degli emendamenti; rimane da acquisire quello della 14ª Commissione permanente. Stabilisce pertanto, anche in ragione dell'esigenza espressa dal senatore Floris, di chiudere la seduta, fermo restando che la Commissione è già convocata per le ore 18, ovvero al termine dei lavori dell'Assemblea.
Il senatore 
PATRIARCA (PD) chiede che la seduta prevista per le ore 18, ovvero al termine dei lavori dell'Assemblea, venga sconvocata nel caso in cui non siano pervenuti i pareri mancanti.
La 
PRESIDENTE conviene con tale proposta.
Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

SCONVOCAZIONE DELLA PRIMA SEDUTA POMERIDIANA DI OGGI  
In considerazione dell'andamento dei lavori, la presidente 
CATALFO avverte che la prima seduta pomeridiana di oggi, convocata per le ore 13,45, non avrà più luogo e conferma tutte le altre sedute convocate nella giornata odierna e per l'intera settimana.
La seduta termina alle ore 12,15.


55ª Seduta (2ª pomeridiana)
Presidenza della Presidente
CATALFO 
Interviene il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Fantinati.             
La seduta inizia alle ore 19,10.

SULLA PUBBLICITA' DEI LAVORI 
La presidente CATALFO ricorda che dal senatore Patriarca è pervenuta la richiesta della pubblicità dei lavori delle sedute odierne della Commissione, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento del Senato.
Constatato l'unanime consenso della Commissione, avverte che verrà immediatamente inviata la prescritta richiesta al Presidente del Senato e che per il prosieguo dei lavori sarà attivata la diretta audiovisiva.

 

IN SEDE REFERENTE 

(920) Interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell'assenteismo

(Seguito dell'esame e rinvio)
Prosegue l'esame, sospeso nella prima seduta pomeridiana di oggi.
La presidente 
CATALFO ricorda che si è conclusa la fase illustrativa degli emendamenti, con i relativi pareri del relatore e del rappresentante del Governo. Sono stati accolti gli ordini del giorno G/920/1/11 (testo 2), G/920/2/11 (testo 2), G/920/3/11 (testo 2) e G/920/4/11 (testo 2), mentre rimane sospeso l'esito dell'ordine del giorno G/920/5/11, di cui nella precedente seduta è stata proposta la riformulazione dal rappresentante del Governo. Chiede quindi alla senatrice Parente, firmataria dell'ordine del giorno, se intende accoglierla.
La senatrice 
PARENTE (PD) ritiene che la riformulazione proposta dal rappresentante del Governo non contenga impegni ulteriori per l'Esecutivo rispetto a quanto già previsto dalla normativa vigente. Insiste pertanto per la votazione dell'ordine del giorno G/920/5/11.
Verificata la presenza del numero legale, l'ordine del giorno G/920/5/11 è posto ai voti e respinto.
La presidente 
CATALFO informa che nel frattempo è pervenuto il parere della Commissione bilancio sul testo e su alcuni emendamenti agli articoli 1, 2, 3 e 5.
Il relatore 
DE VECCHIS (L-SP-PSd'Az) presenta gli emendamenti 2.100 e 2.200, pubblicati in allegato, volti a recepire i contenuti del parere espresso dalla Commissione bilancio.
La presidente 
CATALFO fa quindi presente che non sono ancora pervenuti i pareri delle Commissioni 1a (sugli emendamenti) e 14a (sul testo e sugli emendamenti). Rinvia pertanto il seguito dell'esame.
Il seguito dell'esame è quindi rinviato.



POSTICIPAZIONE DELLA SEDUTA ANTIMERIDIANA DI DOMANI  

La presidente CATALFO comunica che la seduta antimeridiana di domani, martedì 4 dicembre, è posticipata alle ore 11.

La Commissione prende atto.

La seduta termina alle ore 19,20.

EMENDAMENTI AL DISEGNO DI LEGGE 

N. 920

2.100

IL RELATORE

Al comma 1, primo periodo, dopo la parola: «,introducono», inserire le seguenti: «, ad invarianza di oneri rispetto alla normativa vigente e, comunque, nel rispetto della dotazione del fondo di cui al comma 5, ».

2.200

IL RELATORE

Al comma 4, dopo le parole: «sono stabilite», inserire le seguenti: «, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e con l'utilizzo delle sole risorse umane, finanziarie e strumentali di sponibili a legislazione vigente,».


54ª Seduta (1
ª pomeridiana)

Presidenza della Presidente
CATALFO 

Interviene il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Fantinati.            

La seduta inizia alle ore 14,15.

SULLA PUBBLICITA' DEI LAVORI  
 

La presidente CATALFO informa che dal senatore Patriarca è pervenuta la richiesta della pubblicità dei lavori delle sedute odierne della Commissione, ai sensi dell'articolo 33, comma 4, del Regolamento del Senato.
La senatrice 
MATRISCIANO (M5S) dichiara l'assenso del suo Gruppo alla suddetta richiesta, ma solo limitatamente alla fase di illustrazione degli emendamenti in esame.
Non essendovi ulteriori interventi, la 
PRESIDENTE avverte che verrà immediatamente inviata la prescritta richiesta al Presidente del Senato e che per il prosieguo dei lavori sarà attivata la diretta audiovisiva.


IN SEDE REFERENTE
 

(920) Interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell'assenteismo

(Seguito dell'esame e rinvio)

Prosegue l'esame, sospeso nella seduta antimeridiana di oggi.
La presidente
 CATALFO avverte che, come convenuto nella seduta antimeridiana, si procederà con l'illustrazione degli ordini del giorno e degli emendamenti riferiti al disegno di legge in titolo, come previsto dall'articolo 100, comma 9, del Regolamento. Ricorda che i testi delle proposte di modifica e degli ordini del giorno sono pubblicati in allegato al resoconto della precedente seduta
Si passa dunque all'illustrazione degli ordini del giorno.
La senatrice 
MATRISCIANO (M5S) dichiara di rinunciare all'illustrazione degli ordini del giorno G/920/1/11, G/920/2/11 e G/920/4/11.
Il senatore 
FLORIS (FI-BP) illustra l'ordine del giorno G/920/3/11, volto a segnalare l'esigenza di far precedere le norme contenute nel disegno di legge in esame da altri provvedimenti volti a semplificare le procedure burocratiche della pubblica amministrazione, come peraltro già preannunciato da tempo dal Governo. Ritiene infatti che, senza una preventiva riorganizzazione delle funzioni e quindi dei carichi di lavoro della pubblica amministrazione, non si possa avere contezza dei reali fabbisogni quantitativi e qualitativi del personale, specialmente per quanto riguarda le specifiche figure professionali richieste. Inoltre, le previsioni di spesa del disegno di legge n. 920 non tengono conto di altre circostanze come le prevedibili uscite di personale legate alla riforma delle pensioni della cosiddetta "quota 100".
La senatrice 
PARENTE (PD) dà conto dell'ordine del giorno n. G/920/5/11, che riguarda l'annosa questione dei tirocinanti degli uffici giudiziari, i quali svolgono in realtà mansioni lavorative a tutti gli effetti, in un regime di assoluta precarietà. Poiché si tratta di figure indispensabili per il funzionamento degli uffici giudiziari, l'ordine del giorno impegna il Governo a disporne la definitiva stabilizzazione.
Si passa quindi all'espressione dei pareri del relatore e del Governo.
Il sottosegretario FANTINATI esprime parere favorevole sull'ordine del giorno G/920/1/11, a condizione che lo stesso sia riformulato sostituendo le parole: "a porre" con le parole: "a valutare l'opportunità di porre".
Il relatore 
DE VECCHIS (L-SP-PSd'Az) si esprime in senso conforme.
La senatrice 
MATRISCIANO (M5S), accogliendo l'invito del rappresentante del Governo, riformula conseguentemente l'ordine del giorno in un nuovo testo G/920/1/11 (testo 2), pubblicato in allegato, che il sottosegretario FANTINATI accoglie e che, pertanto, non viene posto in votazione.
Il sottosegretario FANTINATI annuncia il parere favorevole all'ordine del giorno G/920/2/11, a condizione che lo stesso venga riformulato sostituendo i primi due impegni con le parole: "a porre in essere gli strumenti necessari al fine di aumentare i controlli da parte dei competenti organismi interni ed esterni circa il rispetto delle condizioni per l'accesso dei lavoratori delle pubbliche amministrazioni ai benefici di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 104, anche attraverso un monitoraggio del numero dei permessi richiesti dai lavoratori ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104".
Il relatore 
DE VECCHIS (L-SP-PSd'Az) concorda.
La senatrice 
MATRISCIANO (M5S), conformandosi alla richiesta del rappresentante del Governo, riformula conseguentemente l'ordine del giorno in un nuovo testo G/920/2/11 (testo 2), pubblicato in allegato, che il sottosegretario FANTINATI accoglie e che, pertanto, non viene posto in votazione.
Il sottosegretario FANTINATI si pronuncia in senso favorevole sull'ordine del giorno G/920/3/11, a condizione che lo stesso sia riformulato sostituendo l'impegno al Governo con le parole: "a valutare la possibilità di emanare disposizioni normative per semplificare le procedure burocratiche volte ad agevolare i cittadini e le imprese".

Il relatore DE VECCHIS (L-SP-PSd'Az) si esprime in senso conforme.
Avendo il senatore 
FLORIS (FI-BP) accolto l'invito del rappresentante del Governo e riformulato l'ordine del giorno nel testo G/920/3/11 (testo 2), pubblicato in allegato, lo stesso è accolto dal sottosegretario FANTINATI e quindi non viene posto in votazione.
Il sottosegretario FANTINATI esprime parere favorevole sull'ordine del giorno G/920/4/11, a condizione che lo stesso sia riformulato sostituendo l'impegno al Governo con le parole: "a valutare l'adozione di un piano straordinario di formazione e riqualificazione del personale delle pubbliche amministrazioni anche attraverso l'utilizzo di tecnologie digitali, previa individuazione delle necessarie risorse".
Il relatore  
DE VECCHIS (L-SP-PSd'Az) si esprime in senso conforme.
Avendo la senatrice 
MATRISCIANO (M5S)  aderito all'invito del rappresentante del Governo e riformulato l'ordine del giorno nel testo G/920/4/11 (testo 2), pubblicato in allegato, lo stesso è accolto dal sottosegretario FANTINATI e quindi non viene posto in votazione.
Il sottosegretario FANTINATI si pronuncia in senso favorevole sull'ordine del giorno G/920/5/11, a condizione che lo stesso sia riformulato sostituendo l'impegno al Governo con le parole: "impegna il Governo, nell'ambito delle procedure assunzionali autorizzate, a prevedere misure volte a valorizzare la pluralità di conoscenze e di competenze acquisite nel corso degli anni dai soggetti che hanno maturato i titoli di preferenza di cui all'articolo 50 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114 (i cosiddetti tirocinanti presso gli uffici giudiziari), mediante l'attribuzione di un punteggio aggiuntivo determinato dall'amministrazione e a valere sulle graduatorie delle liste di collocamento".
Il relatore 
DE VECCHIS (L-SP-PSd'Az)  si esprime in senso conforme.
La senatrice 
PARENTE (PD)  si riserva di valutare l'indicazione del rappresentante del Governo.
La 
PRESIDENTE dispone quindi l'accantonamento dell'ordine del giorno G/920/5/11.
Si passa successivamente all'illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 1.
La senatrice 
TOFFANIN (FI-BP) si sofferma in particolare sull'emendamento 1.1, soppressivo dell'articolo 1. Tale disposizione propone infatti l'istituzione del Nucleo della concretezza presso il Dipartimento della Funzione pubblica, che però si configura come un doppione di organi già esistenti, specialmente per quanto riguarda le competenze in materia di controlli e sopralluoghi, che sono già esercitate da una pluralità di altri organismi.
Si sofferma quindi sull'emendamento 1.4, che propone modifiche all'articolo 1 del testo al fine di ottimizzare l'impego delle risorse pubbliche disponibili attraverso la pianificazione dei fabbisogni e l'introduzione delle procedure di mobilità (non previste nel disegno di legge). Richiama altresì l'emendamento 1.5, che fa salva l'autonomia gestionale delle Regioni e degli altri enti locali, sopprimendo la previa intesa in sede di Conferenza unificata.
Il senatore 
LAUS (PD) dà conto in particolare dell'emendamento 1.2, soppressivo dell'articolo 1 del testo. Ritiene evidente che il cosiddetto Nucleo della concretezza crei duplicazioni e sovrapposizioni rispetto ad organi di controllo già esistenti, come riconosciuto anche dai senatori della maggioranza con l'ordine del giorno G/920/1/11, testé accolto dal Governo, sia pure in un testo modificato. Si dovevano invece ridefinire e ottimizzare le competenze già esistenti, né si comprende su quali criteri si basi la quantificazione di 53 unità di personale da assegnare al nuovo Nucleo.
Si sofferma infine sull'emendamento 2.19, che reca una delega al Governo in materia di semplificazione dei controlli sulle amministrazioni territoriali.
Il senatore 
LAFORGIA (Misto-LeU) illustra l'emendamento 1.3, parimenti soppressivo dell'articolo 1. Rileva l'importanza del disegno di legge in esame, dato che l'assetto della pubblica amministrazione su cui esso va a incidere definisce le funzioni stesse dello Stato. Infatti, dopo una lunga stagione politica nella quale, in Italia come nelle altre democrazie occidentali, si è perseguita la riduzione di tutte le attività svolte dallo Stato, bollate come inefficienti e dannose, nel presupposto che l'affidamento al mercato avrebbe risolto tutti i problemi, appare oggi chiaro che solo un rafforzamento delle funzioni pubbliche può consentire il progresso della società e il superamento della crisi economica. Contesta quindi l'impostazione dell'articolo 1, che determina una duplicazione di funzioni già svolte da altri organismi e propone altresì un modello di controllo del personale della pubblica amministrazione di tipo poliziesco, che ricalca quello a suo tempo inaugurato dal ministro Brunetta, come confermato anche dal ruolo attribuito ai Prefetti, senza preoccuparsi di creare le condizioni generali di pianificazione e organizzazione necessarie per valorizzare e stimolare le prestazioni dei dipendenti pubblici.
Segnala poi che l'emendamento 1.20 è teso a salvaguardare le peculiarità organizzative e funzionali delle istituzioni scolastiche, differenti da quelle delle altre pubbliche amministrazioni.
Si passa quindi all'espressione dei pareri del relatore e del Governo.
Il relatore 
DE VECCHIS (L-SP-PSd'Az) esprime parere contrario su tutti gli emendamenti relativi all'articolo 1, ad eccezione delle proposte 1.12 e 1.16, sulle quali il parere è favorevole, della proposta 1.13, di cui chiede il ritiro, degli emendamenti 1.17 e 1.18, che invita a ritirare o a trasformare in ordini del giorno. Infine esprime parere favorevole sulla proposta 1.20, a condizione che sia riformulata sopprimendo le parole da: "e nel rispetto" fino alla fine del periodo.

Il sottosegretario FANTINATI formula parere conforme; si riserva di esprimersi successivamente sulla proposta 1.16, anche al fine di meglio valutarne anche gli aspetti di copertura finanziaria.
Si passa quindi all'illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 2.
La senatrice 
PARENTE (PD) illustra il complesso degli emendamenti a sua firma concernenti l'articolo 2. Si sofferma in particolare sulla proposta 2.1, interamente soppressiva, segnalando l'inutilità delle misure per il contrasto all'assenteismo previste dal testo in esame: già le norme introdotte nel 2016 consentono adeguate sanzioni per chi non rispetto l'orario di lavoro, potendo arrivare fino al licenziamento. La previsione di controlli basati sulla videosorveglianza e sui dati biometrici, oltre che inutilmente vessatoria, risulta velleitaria, perché, per essere realmente applicata, richiederebbe l'installazione di apparati in maniera capillare in tutti gli edifici pubblici. Contesta poi l'esclusione dai suddetti controlli dei dirigenti pubblici, nonché il richiamo ai servizi di rilevamento delle presenze della piattaforma "NoiPA", in quanto scarsamente utilizzata nella realtà.
Illustra quindi l'emendamento 2.2, volto a incentivare la formazione e l'aggiornamento del personale della pubblica amministrazione, e l'emendamento 2.12, che mira a rendere alternativi e non simultanei i sistemi di controllo biometrico e di sorveglianza, anche sulla base del principio di proporzionalità, ribadito dalla proposta emendativa 2.21. Infine, segnala l'emendamento 2.30, che richiama la specificità del comparto scolastico anche per il personale ATA.
Il senatore 
LAFORGIA (Misto-LeU) censura l'articolo 2 del testo, raccomandando l'approvazione dell'emendamento 2.10, volto a sopprimere i controlli di tipo biometrico per la rilevazione della presenza. Si tratta infatti di una norma che manifesta un atteggiamento poliziesco e vessatorio nei confronti del personale della pubblica amministrazione, senza però affrontare il vero tema di come valorizzare e incentivare le prestazioni lavorative. Inoltre, come proposto dall'emendamento 2.16, la verifica basata sui sistemi biometrici dovrebbe essere preventivamente discussa con i rappresentanti sindacali. Infine, l'emendamento 2.31 ribadisce la specificità del settore scolastico anche per il personale ATA.
La senatrice 
MATRISCIANO (M5S)  illustra il complesso degli emendamenti presentati dal suo Gruppo all'articolo 2. Sottolinea che tale disposizione non intende vessare i lavoratori della pubblica amministrazione, ma solo restituire certezze, punendo i lavoratori disonesti a tutela di quelli corretti. In particolare, con gli emendamenti 2.13 e 2.14 si precisano meglio le modalità di applicazione dei controlli, tenendo conto anche dei suggerimenti avanzati dal Garante per la tutela dei dati personali.
La senatrice 
NISINI (L-SP-PSd'Az) illustra l'emendamento 2.24, che mira a estendere ai dirigenti i sistemi di verifica biometrica e di videosorveglianza.
Si passa quindi all'espressione dei pareri del relatore e del Governo.
Il relatore 
DE VECCHIS (L-SP-PSd'Az)  esprime parere contrario su tutte le proposte emendative relative all'articolo 2, a eccezione degli emendamenti 2.13 e 2.14, sui quali è favorevole, 2.19 e 2.22, che invita i proponenti a ritirare, e 2.24, sul quale si pronuncia in senso favorevole a condizione che sia riformulato inserendo, dopo le parole: "ai medesimi dirigenti", le seguenti: "ad eccezione di quelli appartenenti alle categorie di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,".
Il sottosegretario FANTINATI si esprime in senso conforme.

A una richiesta di chiarimenti del senatore LAUS (PD) circa la riformulazione proposta per l'emendamento 2.24, fornisce risposta il relatore DE VECCHIS (L-SP-PSd'Az).

Si passa all'illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 3.
Ha la parola il senatore 
FLORIS (FI-BP), che stigmatizza preliminarmente l'atteggiamento di chiusura mostrato dal Governo nei confronti delle proposte del suo Gruppo. Illustra quindi il complesso degli emendamenti riferiti all'articolo 3, rilevando che tale norma, pur contenendo alcuni aspetti positivi per l'adeguamento dei fondi destinati ai trattamenti accessori del personale, non considera l'esigenza di introdurre strumenti mirati di incentivazione e premialità. Di conseguenza, le risorse appostate rischiano di essere insufficienti e mal distribuite, risolvendosi in una elargizione "a pioggia" che non premia i meritevoli e non aumenta né l'efficienza, né la qualità del lavoro.
Il senatore 
PATRIARCA (PD) critica l'articolo 3 del disegno di legge, rimarcando che, malgrado i proclami del Governo, tale norma si basa in realtà su provvedimenti già approvati dal precedente Esecutivo, come i decreti legislativi nn. 74 e 75 del 2017. Con riferimento agli emendamenti presentati dal suo Gruppo, richiama la proposta 3.1, volta a migliorare la formulazione del testo, nonché le proposte 3.4, che fa salvo l'adeguamento al tasso d'inflazione programmata, e 3.5, che estende a tutto il personale scolastico docente a termine le norme previste nel testo.
Il senatore 
LAFORGIA (Misto-LeU)  illustra l'emendamento 3.11, che mira a consentire l'utilizzazione per i trattamenti accessori nel personale pubblico anche dei risparmi conseguenti all'utilizzo parziale delle risorse destinate alle assunzioni a tempo determinato.
Si passa all'espressione dei pareri del relatore e del rappresentante del Governo.
Il relatore 
DE VECCHIS (L-SP-PSd'Az)  formula parere contrario su tutti gli emendamenti relativi all'articolo 3.
Il rappresentante del GOVERNO si esprime in senso conforme.
Si passa all'illustrazione degli emendamenti riguardanti l'articolo 4.
La senatrice 
TOFFANIN (FI-BP) si sofferma sull'emendamento 4.1, volto a far precedere l'assunzione di personale a tempo indeterminato presso le pubbliche amministrazioni dalla ricognizione delle dotazioni organiche e delle qualifiche professionali necessarie, nonché da un'azione di semplificazione, sburocratizzazione e digitalizzazione delle procedure. Sottolinea infatti che, senza tale operazione preventiva, si rischia di operare assunzioni non corrispondenti alle effettive necessità di una pubblica amministrazione moderna ed efficiente.
Segnala poi l'esigenza di introdurre le procedure di mobilità, nonché di recuperare l'utilizzo dei contratti di formazione e lavoro per favorire l'inserimento dei giovani. Infine, evidenzia che un piano di assunzioni efficace dovrebbe tener conto di una serie di elementi legati a disposizioni di legge non ancora approvate, quali l'ammontare delle risorse da stanziare nel disegno di legge di bilancio e le norme sui pensionamenti anticipati da definire nell'ambito della cosiddetta "quota 100".
Il senatore 
PATRIARCA (PD) illustra il complesso degli emendamenti all'articolo 4 presentati dal suo Gruppo. Rileva che la norma del testo non introduce nessuna novità in tema di sblocco del turnover nella pubblica amministrazione, ricalcando di fatto norme già previste a legislazione vigente, in particolare la legge n. 127 del 2015 e i decreti legislativi nn. 74 e 75 del 2017. Sono invece incomprensibili le deroghe introdotte per alcune categorie di enti pubblici, così come il mancato richiamo alle procedure di mobilità. Anche l'individuazione delle competenze del personale da assumere, senza una preventiva riorganizzazione delle funzioni complessive della pubblica amministrazione, è destinata a tradursi in una mera enunciazione di principio.
Il senatore 
LAFORGIA (Misto-LeU) illustra il complesso degli emendamenti presentati dal suo Gruppo sull'articolo 4, di cui critica gli aspetti di inutile rigidità e dirigismo. Uno degli errori più gravi del passato è stato il blocco prolungato del turnover nella pubblica amministrazione, ma, come evidenziato dal senatore Patriarca, le misure previste nel testo sono in realtà già presenti nella legislazione già vigente. Evidenzia che una reale modernizzazione della pubblica amministrazione dovrebbe riservare particolare attenzione al personale dell'Università, essenziale per lo sviluppo del Paese, e del Sistema sanitario, che dovrebbe assumere nuove figure qualificate per garantire prestazioni sempre migliori, e quindi il rispetto dei livelli essenziali di assistenza.
Il senatore 
FLORIS (FI-BP)  critica l'articolo 4, che a suo avviso non opera una vera selezione delle priorità nelle assunzioni del pubblico impiego, intervenendo su procedure già in corso e richiamando competenze di tipo generico. Si sofferma quindi sugli emendamenti presentati dal suo Gruppo, che mirano tra l'altro a rafforzare i contratti di apprendistato, essenziali per selezionare giovani realmente preparati. Per quanto riguarda in particolare il Servizio sanitario nazionale, i piani di assunzione dovrebbero tenere conto della effettiva capacità delle Università e delle scuole di specializzazione di formare il personale medico e sanitario; diversamente si rischia di riproporre gli errori di programmazione del passato.
Si passa quindi all'espressione dei pareri del relatore e del Governo.
Il relatore 
DE VECCHIS (L-SP-PSd'Az) sulle proposte 4.2, 4.3, 4.4, 4.5 e 4.16 si riserva l'espressione del parere e invita al ritiro delle proposte 4.6, 4.0.4, 4.0.5, 4.0.6 e 4.0.18. Sollecita il ritiro ovvero la trasformazione in ordine del giorno dell'emendamento 4.0.14. Formula parere contrario sui rimanenti emendamenti.
Il rappresentante del GOVERNO si esprime in senso conforme.
Il senatore 
FLORIS (FI-BP) invita il relatore e il rappresentante del Governo a rivedere il parere contrario espresso sull'emendamento 4.27, di cui raccomanda l'approvazione, sottolineando che il ricorso ai contratti di apprendistato è fondamentale per consentire l'ingresso di giovani qualificati nella pubblica amministrazione.
Il sottosegretario FANTINATI precisa che il parere contrario sull'emendamento 4.27 è motivato dal fatto che le disposizioni ivi introdotte sono già previste dal decreto legislativo n. 81 del 2015.
La 
PRESIDENTE dispone una breve sospensione della seduta.
La seduta, sospesa alle ore 16,20, riprende alle ore 16,45.



La senatrice TOFFANIN (FI-BP) illustra gli emendamenti a sua firma riferiti all'articolo 5, aventi ad oggetto la questione del fallimento della società emettitrice dei buoni pasti destinai ai dipendenti pubblici. Ricorda che la vicenda ha provocato gravi disagi e problemi organizzativi non solo alle pubbliche amministrazioni che avevano aderito alla convenzione generale Consip per l'utilizzazione dei buoni pasto, ma soprattutto agli esercenti i servizi pubblici, in particolari bar, piccoli ristoratori, e soggetti rientranti nella categoria della micro-impresa. Segnala in particolare che l'emendamento 5.3 viene incontro alle esigenze di tali piccoli esercenti, nonché di tutti i soggetti facenti parte del circuito distributivo del sistema dei buoni pasto, che rischierebbero di rimanere senza tutela economica a seguito del fallimento del gruppo di distribuzione dei buoni pasto. Il testo dell'articolo 5, a suo avviso, non rappresenterebbe, pertanto, un'adeguata risposta al problema creato dal fallimento del gruppo di distribuzione, dal momento che lascia privi della necessaria copertura giuridica ed economica i piccoli operatori del settore. Coglie pertanto l'occasione per manifestare la propria insoddisfazione per le considerazioni svolte in sede di replica dal rappresentante del Governo, secondo cui, dal momento che le pubbliche amministrazioni non hanno un trattamento privilegiato e, al pari degli imprenditori privati, realizzano i propri crediti mediante le modalità ordinaria della insinuazione al passivo fallimentare, non sarebbe necessario un apposito intervento normativo.
La senatrice quindi chiede maggiore attenzione alle esigenze degli imprenditori privati, invocando l'estensione del fondo ai soggetti della filiera, che altrimenti correrebbero il rischio di subire gravi perdite economiche, dal momento che, come noto, da febbraio a giugno 2018 i 
ticket per i buoni pasto sono stati utilizzati regolarmente dai portatori, salvo poi non essere rimborsati dalle amministrazioni pubbliche agli esercenti che avevano erogato il servizio. Ritiene pertanto indispensabile la creazione di un apposito fondo, al fine di limitare i disagi creatisi, o quantomeno il riconoscimento di un credito d'imposta in favore delle imprese rimaste vittime della vicenda, da far valere nella prossima annualità fiscale, al fine di compensare il danno economico subito dalle imprese partecipanti al circuito e alla convenzione Consip.
Ritiene conclusivamente il provvedimento carente di una visione d'insieme, in quanto lascerebbe senza adeguate tutele alcune categorie importanti della filiera produttiva coinvolte nella vicenda.
Il senatore 
LAUS (PD), soffermandosi sull'emendamento 5.2, chiede un'approfondita riflessione e l'intervento concreto da parte del Governo per limitare i danni creati dal fallimento della società emettitrice dei buoni pasto. Ricorda che i contraenti della convenzione sono sicuramente la Consip e le pubbliche amministrazioni e fa presente che interpretare formalmente e letteralmente il riferimento al concetto di "contraente della convenzione" lascia prive di adeguate forme di tutela le micro imprese che, pur non essendo tecnicamente contraenti della convenzione Consip, partecipavano attivamente alla filiera distributiva.
Denuncia, quindi, come tale atteggiamento implichi il rischio di perdere di vista una visione globale della questione. Ricorda che il fatto che le micro imprese esercenti ed erogatrici del servizio non sono da considerare tecnicamente contraenti non esclude tuttavia che le medesime siano state danneggiate dalla vicenda e si siano trovate nell'impossibilità di autotutelarsi attraverso il recesso dal contratto-quadro.
Ricorda che le imprese hanno dovuto nel frattempo anticipare l'Iva e i costi connessi ai dipendenti o potrebbero aver effettuato investimenti strutturali che rischiano di non poter essere ammortizzati e trasformarsi in altrettante perdite che porteranno ad insolvenze e crisi di impresa. Paventa il rischio di una conseguente perdita di posti di lavoro, che inevitabilmente imporrà un successivo intervento da parte del Governo.
Nessun altro chiedendo la parola, il relatore 
DE VECCHIS (L-SP-PSd'Az) esprime parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 5.
Il sottosegretario FANTINATI si conforma al relatore.
La Commissione torna quindi sull'ordine del giorno G/920/5/11, a firma della senatrice Parente, precedentemente accantonato ed avente ad oggetto i tirocinanti degli uffici giudiziari.
I senatori 
PATRIARCA (PD) e LAUS (PD) dichiarano di sottoscriverlo.
Il sottosegretario FANTINATI ribadisce il proprio parere favorevole, a condizione che esso sia riformulato nel senso già precedentemente da lui illustrato.
La senatrice 
PARENTE (PD) si riserva un'ulteriore valutazione della proposta di riformulazione del Governo.
Si torna quindi all'esame degli emendamenti all'articolo 4, sui quali in precedenza il relatore si era riservato l'espressione del parere.
Il relatore 
DE VECCHIS (L-SP-PSd'Az) invita la presentatrice a ritirare l'emendamento 4.2; esprime invece avviso contrario sugli emendamenti 4.3, 4.4, 4.5 e 4.16.
Il sottosegretario FANTINATI formula avviso conforme al relatore.
La presidente 
CATALFO avverte che si è esaurita l'illustrazione degli emendamenti ed ordini del giorno. In attesa dei pareri delle Commissioni Affari costituzionali e Bilancio, rinvia quindi il seguito dell'esame alla prossima seduta.

Il seguito dell'esame è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 17,05.

ORDINI DEL GIORNO AL DISEGNO DI LEGGE

N. 920

G/920/1/11 (testo 2)
MATRISCIANOROMANONOCERINOCAMPAGNATRENTACOSTEAUDDINO
Il Senato, in sede d'esame del disegno di legge recante interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell'assenteismo (AS 920);

premesso che:

l'articolo 1 del disegno di legge in esame prevede l'istituzione presso il Dipartimento della funzione pubblica di un Nucleo delle azioni concrete di miglioramento dell'efficienza amministrativa denominato Nucleo della Concretezza;

il Nucleo si avvale di 53 unità di personale, di cui 23 individuate anche tra il personale di altre PP AA in comando o fuori ruolo (in particolare, 3 con profilo dirigenziale), e 30 da reclutare con concorso, ed ha un costo a regime di circa 4 milioni di euro annui;

questo nuovo organismo avrà la funzione di assicurare la realizzazione delle misure che saranno individuate nel Piano triennale delle azioni concrete per l'efficienza delle pubbliche amministrazioni. Si tratta di un nuovo strumento di pianificazione centrale, introdotto dallo stesso disegno di legge, che sarà approvato con decreto del Ministro per la PA, previa intesa in Conferenza Unificata;

l'organismo è definito con una connotazione collaborativa prevedendo che il Nucleo:

collaborerà con l'ispettorato della Funzione Pubblica, che mantiene prerogative e competenze;

effettuerà visite e sopralluoghi finalizzati a rilevare lo stato dell'attuazione. delle disposizioni da parte delle PP AA, nonché le modalità di organizzazione e gestione dell'attività alla luce dei criteri di efficacia, efficienza ed economicità, potendo di conseguenza entrare nel merito di scelte di carattere organizzativo effettuate dalle amministrazioni nell'esercizio della discrezionalità riconosciuta dall'ordinamento;

redigerà processo verbale dell'ispezione (che viene trasmesso al Prefetto), contro deducibile nel termine di 3 giorni;

impone misure correttive che devono essere adempiute entro termini perentori, sanzionati con responsabilità dirigenziale e disciplinare, con l'inserimento dell'Ente inadempiente in una Black list pubblica, e con la segnalazione attraverso apposita relazione annuale alla Corte dei Conti, al Ministro per la PA e al Ministero dell'interno;

è azionabile dal Prefetto, in tal caso prende parte all'ispezione anche personale della Prefettura.

Considerato che:

l'attività del Nucleo si inserisce in un sistema dei controlli esterni sugli enti locali già caratterizzato da una notevole complessità, che determina spesso anche una sovrapposizione di funzioni. A titolo esemplificativo si evidenziano:

le funzioni ispettive del SIFIP del Ministero dell'economia e finanze, che interviene per la valutazione e verifica sui contratti integrativi e più in generale sull'economicità e regolarità amministrativo-contabile della gestione, anche su iniziativa delle sezioni regionali di controllo della Corte dei Conti;

le verifiche ispettive sulla conformità dell'azione amministrativa ai principi di imparzialità e buon andamento, sull'efficacia della sua attività con particolare riferimento alle riforme volte alla semplificazione delle procedure, sul corretto conferimento degli incarichi, sull'esercizio dei poteri disciplinari, sull'osservanza delle disposizioni vigenti in materia di controllo dei costi, dei rendimenti, dei risultati, di verifica dei carichi di lavoro, effettuate dall'ispettorato del Dipartimento della funzione pubblica;
i controlli delle sezioni regionali della Corte dei Conti su bilancio, rendiconto, funzionamento dei controlli interni;
i controlli sulle dotazioni organiche e sulle assunzioni degli Enti in condizione dì riequilibrio pluriennale o di dissesto, effettuati dalla Commissione per la stabilità finanziaria degli Enti locali, istituita presso il Ministero dell'interno.
A ciò si aggiungono i controlli interni effettuati dagli OIV/Nuclei di valutazione; organi monocratici o collegiali di revisione contabile.
Le competenze attribuite al Nucleo della concretezza, peraltro, si affiancano anche a quelle attribuite ai segretari comunali e provinciali dall'articolo 97 TUEL (funzioni di assistenza giuridico-amministrativa nei confronti degli organi dell'ente in ordine alla conformità dell'azione amministrativa alle leggi, allo statuto ed ai regolamenti).
L'attuale ridondanza degli organismi di controllo agisce, peraltro, in un contesto caratterizzato da stratificazione normativa, ciò in alcuni casi si traduce nel rallentamento dell'azione amministrativa dovuto all'incertezza operativa.
Impegna il Governo:
a valutare l'opportunità di porre in essere tutti gli atti idonei, anche attraverso provvedimenti normativi, volti ad una revisione complessiva e semplificazione del sistema dei controlli sulle amministrazioni territoriali.

G/920/2/11 (testo 2)
TRENTACOSTEMATRISCIANOROMANOCAMPAGNAAUDDINO
Il Senato, in sede d'esame del disegno di legge recante interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell'assenteismo (AS 920); premesso che:
l'articolo 2 del disegno di legge in esame prevede l'introduzione di sistemi di verifica biometrica dell'identità e di videosorveglianza per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche, ai fini della verifica dell'osservanza dell'orario di lavoro;
in particolare il comma 2 specifica che i dirigenti delle amministrazioni pubbliche adeguano la propria prestazione nella sede di lavoro alle esigenze dell'organizzazione e dell'incarico dirigenziale svolto, nonché a quelle connesse con la corretta gestione e il necessario coordinamento delle risorse umane;
considerato che:
in alcune regioni d'Italia si registra da anni un altissimo numero di richieste di accesso ai benefici previsti dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104 (solo nella Regione Sicilia tali richieste interesserebbero circa 3000 dipendenti), spesso chiaramente sproporzionato rispetto alla forza lavoro complessiva;
in particolare per quanto riguarda i permessi di cui all'articolo 33 della normativa citata, è stato segnalato come numerose richieste verrebbero effettuate per i giorni immediatamente precedenti il fine settimana o i giorni festivi;
tali situazioni configurano il fondato sospetto di un grave abuso della fruizione dei permessi di cui alla citata disciplina e comportano un grave danno all'efficienza delle pubbliche amministrazioni interessate oltre a generare uno stato d'animo di conflittualità tra i lavoratori;
impegna il Governo:

a porre in essere gli strumenti necessari al fine di aumentare i controlli da parte dei competenti organismi interni ed esterni circa il rispetto delle condizioni per l'accesso dei lavoratori delle pubbliche amministrazioni ai benefici di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 104 anche attraverso un monitoraggio del numero dei permessi richiesti dai lavoratori ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104;
a valutare la possibilità di una modifica delle disposizioni di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 104, al fine di limitare la possibilità di ricorso abusivo ai permessi di cui all'articolo 33, comma 3 della medesima legge.

G/920/3/11 (testo 2)
FLORISTOFFANINGALLONERIZZOTTI
Il Senato, in sede di esame del disegno di legge n. 920, recante interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell'assenteismo, premesso che:
il presente disegno di legge, recante interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell'assenteismo, si compone di sei articoli, accomunati dall'obiettivo di individuare soluzioni concrete per garantire l'efficienza delle pubbliche amministrazioni, il miglioramento immediato dell'organizzazione amministrativa e l'incremento della qualità dei servizi erogati dalle stesse;
il citato disegno di legge seppur condivisibile in linea di principio, risulta essere molto carente in quanto non tiene conto delle esigenze di semplificazione, sburocratizzazione e digitalizzazione oltre ad importanti interventi di infrastrutturazione di cui la Pubblica Amministrazione avrebbe bisogno;
inoltre, l'assunzione di personale a tempo indeterminato presso le amministrazioni dello Stato dovrebbe essere preceduta dalla ricognizione delle dotazioni organiche e delle qualifiche professionali di ciascuna amministrazione sulla base dei fabbisogni, nonché da una azione di semplificazione e di riduzione delle attuali procedure amministrative e dal completamento della digitalizzazione della PA, cui le nuove dotazioni organiche e i nuovi fabbisogni devono essere parametrati;
'intervento legislativo avrebbe dovuto essere stato pensato e inserito quindi nell'ambito di una più ampia strategia di fondo che riguardasse una nuova visione su come concepire l'efficientamento della PA;
negli ultimi mesi il Governo italiano più volte ha annunciato pubblicamente l'emanazione di un decreto per la semplificazione con l'obiettivo di snellire le procedure burocratiche per le piccole e medie imprese oltre che ovviamente agevolare il singolo cittadino nell'interfacciarsi con l'amministrazione pubblica;
ad oggi, il provvedimento annunciato, non solo non è stato vagliato dal Consiglio dei ministri ma contemporaneamente si assiste ad una compressione delle tempistiche per l'approvazione di un disegno di legge ordinario per il solo fatto di essere collegato alla manovra di bilancio;
impegna il Governo:
a valutare la possibilità di emanare disposizioni normative per semplificare le procedure burocratiche volte ad agevolare i cittadini e le imprese.

G/920/4/11 (testo 2)
MATRISCIANOROMANONOCERINOCAMPAGNATRENTACOSTEAUDDINO
Il Senato, in sede d'esame del disegno di legge recante interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell'assenteismo (AS 920);
premesso che:
l'articolo 4 del disegno di legge in esame reca modifiche ed integrazioni alle norme sulle procedure per le assunzioni da parte delle amministrazioni statali, anche ad ordinamento autonomo, e delle agenzie e degli enti pubblici nazionali non economici;
in particolare, ai sensi del comma 2, le amministrazioni interessate predispongono i piani triennali dei fabbisogni di personale tenendo conto dell'esigenza di assicurare l'effettivo ricambio generazionale e la migliore organizzazione del lavoro, al fine di accrescere l'efficienza dell'organizzazione e dell'azione amministrativa;
impegna il Governo:
a valutare l'adozione di un piano straordinario di formazione e riqualificazione del personale delle pubbliche amministrazioni anche attraverso l'utilizzo di tecnologie digitali, previa individuazione delle necessarie risorse.

53ª Seduta (antimeridiana)

Presidenza della Presidente
CATALFO 
Interviene il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Fantinati.           
La seduta inizia alle ore 11,45.


IN SEDE REFERENTE
 

(920) Interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell'assenteismo

(Seguito dell'esame e rinvio)

Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 29 novembre.

La presidente CATALFO, riepilogato l'iter sin qui svolto, comunica che sono pervenuti i pareri sul testo della 1a e della 7a Commissione permanente, rispettivamente non ostativo con osservazioni e non ostativo. Informa che sono stati presentati 143 emendamenti e 5 ordini del giorno (pubblicati in allegato). Avverte che, in assenza di obiezioni, si darà ora avvio alla fase di illustrazione e discussione degli emendamenti, che ricorda essere disciplinata dall'articolo 100, comma 9 del Regolamento. 
Il senatore 
PATRIARCA (PD), intervenendo sull'ordine dei lavori, manifesta l'esigenza di un rinvio dell'inizio della fase di illustrazione degli emendamenti, considerato che il fascicolo completo è stato posto solo ora nella disponibilità dei componenti della Commissione e che è necessario, sul piano politico, approfondire i contenuti delle proposte avanzate dagli altri Gruppi, specie quelli di maggioranza. Nell'assunto che l'esame del disegno di legge in Assemblea, alla luce dell'ultimo calendario, si svolgerà nella seconda parte della settimana corrente, e atteso che la 5a Commissione permanente deve ancora rendere il suo parere, si domanda per quale motivo l'iter in Commissione si stia svolgendo a ritmi così sostenuti. Auspica dunque chiarimenti sul prosieguo della trattazione e sullo stato di acquisizione dei prescritti pareri delle Commissioni consultate.
Il senatore 
FLORIS (FI-BP) e il senatore LAFORGIA (Misto-LeU) si associano alla richiesta testé avanzata dal senatore Patriarca.
La presidente 
CATALFO, ritenendo suscettibile di accoglimento la richiesta in questione, propone di rinviare lo svolgimento della fase di illustrazione alla odierna seduta pomeridiana, già convocata per le ore 14. Quanto ai prescritti pareri delle Commissioni consultate, fa presente che la 5e la 1a Commissione permanente si riuniranno nella giornata odierna, mentre la 14Commissione è convocata nella giornata di domani. Chiarisce che il disegno di legge in esame, per decisione unanime della Conferenza dei Capigruppo, figura da tempo nel calendario dell'Assemblea senza l'avvertenza "ove concluso dalla Commissione": ciò ha reso necessaria l'articolazione dei lavori cui ha fatto riferimento il senatore Patriarca, funzionale anche ad agevolare la tempestiva espressione dei pareri da parte della Commissione bilancio.  Auspica, in conclusione, che i Gruppi d'opposizione mantengano l'atteggiamento costruttivo sin qui serbato, del quale dà loro atto.
Il senatore 
FLORIS (FI-BP) fa rilevare che alcuni argomenti in discussione alla Camera dei deputati, nell'ambito dell'esame della manovra di bilancio, potrebbero potenzialmente riverberarsi anche sulle disposizioni del disegno di legge n. 920, specie in materia di assunzioni e ricambio generazionale nella pubblica amministrazione: si riferisce, in particolare, alle tematiche legate alla cosiddetta "quota 100" e al reddito di cittadinanza, nonché al prospettato intendimento del Governo di ridurre la soglia del 2,4 per cento per quanto attiene al rapporto tra deficit e PIL.
La senatrice 
PARENTE (PD) domanda quando siano previsti gli interventi del relatore e del rappresentante del Governo per l'espressione dei pareri sugli emendamenti, e se questi ultimi potranno avere luogo anche in mancanza dell'atteso pronunciamento della Commissione bilancio.
La presidente 
CATALFO fa rilevare che, in conformità al dettato regolamentare, il relatore e il rappresentante del Governo si pronunceranno sugli emendamenti presentati una volta esaurita la discussione degli stessi, e che la successiva fase di votazione avrà comunque inizio dopo l'acquisizione del prescritto parere della 5aCommissione permanente. Sottolinea che i pareri del Relatore e del Governo attengono a profili di merito, diversi da quelli oggetto di vaglio da parte della Commissione Bilancio, fermo restando che Relatore e rappresentante del Governo potranno riservarsi di pronunciarsi in un momento successivo all'acquisizione del parere della 5aCommissione, nell'imminenza delle votazioni.
La Commissione conviene infine con la proposta della Presidente di in rinviare il seguito dell'esame all'odierna seduta pomeridiana, con l'intesa che si riprenderà con la fase di illustrazione degli emendamenti, che avrà luogo con le modalità innanzi specificate.
Il seguito dell'esame è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 12,10.


ORDINI DEL GIORNO ED EMENDAMENTI AL DISEGNO DI LEGGE

N. 920

G/920/1/11
MATRISCIANOROMANONOCERINOCAMPAGNATRENTACOSTEAUDDINO
Il Senato, in sede d'esame del disegno di legge recante interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell'assenteismo (AS 920;
premesso che:
l'articolo 1 del disegno di legge in esame prevede l'istituzione presso il Dipartimento della funzione pubblica di un Nucleo delle azioni concrete di miglioramento dell'efficienza amministrativa denominato Nucleo della Concretezza;
il Nucleo si avvale di 53 unità di personale, di cui 23 individuate anche tra il personale di altre PP AA in comando o fuori ruolo (in particolare, 3 con profilo dirigenziale), e 30 da reclutare con concorso, ed ha un costo a regime di circa 4 milioni di euro annui;
questo nuovo organismo avrà la funzione di assicurare la realizzazione delle misure che saranno individuate nel Piano triennale delle azioni concrete per l'efficienza delle pubbliche amministrazioni. Si tratta di un nuovo strumento di pianificazione centrale, introdotto dallo stesso disegno di legge, che sarà approvato con decreto del Ministro per la PA, previa intesa in Conferenza Unificata;

l'organismo è definito con una connotazione collaborativa prevedendo che il Nucleo:

collaborerà con l'ispettorato della Funzione Pubblica, che mantiene prerogative e competenze;

effettuerà visite e sopralluoghi finalizzati a rilevare lo stato dell'attuazione. delle disposizioni da parte delle PP AA, nonché le modalità di organizzazione e gestione dell'attività alla luce dei criteri di efficacia, efficienza ed economicità, potendo di conseguenza entrare nel merito di scelte di carattere organizzativo effettuate dalle amministrazioni nell'esercizio della discrezionalità riconosciuta dall'ordinamento;

redigerà processo verbale dell'ispezione (che viene trasmesso al Prefetto), contro deducibile nel termine di 3 giorni;

impone misure correttive che devono essere adempiute entro termini perentori, sanzionati con responsabilità dirigenziale e disciplinare, con l'inserimento dell'Ente inadempiente in una Black list pubblica, e con la segnalazione attraverso apposita relazione annuale alla Corte dei Conti, al Ministro per la PA e al Ministero dell'interno;

è azionabile dal Prefetto, in tal caso prende parte all'ispezione anche personale della Prefettura.

Considerato che:

l'attività del Nucleo si inserisce in un sistema dei controlli esterni sugli enti locali già caratterizzato da una notevole complessità, che determina spesso anche una sovrapposizione di funzioni. A titolo esemplificativo si evidenziano:

le funzioni ispettive del SIFIP del Ministero dell'economia e finanze, che interviene per la valutazione e verifica sui contratti integrativi e più in generale sull'economicità e regolarità amministrativo-contabile della gestione, anche su iniziativa delle sezioni regionali di controllo della Corte dei Conti;

le verifiche ispettive sulla conformità dell'azione amministrativa ai principi di imparzialità e buon andamento, sull'efficacia della sua attività con particolare riferimento alle riforme volte alla semplificazione delle procedure, sul corretto conferimento degli incarichi, sull'esercizio dei poteri disciplinari, sull'osservanza delle disposizioni vigenti in materia di controllo dei costi, dei rendimenti, dei risultati, di verifica dei carichi di lavoro, effettuate dall'ispettorato del Dipartimento della funzione pubblica;

i controlli delle sezioni regionali della Corte dei Conti su bilancio, rendiconto, funzionamento dei controlli interni;
i controlli sulle dotazioni organiche e sulle assunzioni degli Enti in condizione dì riequilibrio pluriennale o di dissesto, effettuati dalla Commissione per la stabilità finanziaria degli Enti locali, istituita presso il Ministero dell'interno.
A ciò si aggiungono i controlli interni effettuati dagli OIV/Nuclei di valutazione; organi monocratici o collegiali di revisione contabile.

Le competenze attribuite al Nucleo della concretezza, peraltro, si affiancano anche a quelle attribuite ai segretari comunali e provinciali dall'articolo 97 TUEL (funzioni di assistenza giuridico-amministrativa nei confronti degli organi dell'ente in ordine alla conformità dell'azione amministrativa alle leggi, allo statuto ed ai regolamenti).
L'attuale ridondanza degli organismi di controllo agisce, peraltro, in un contesto caratterizzato da stratificazione normativa, ciò in alcuni casi si traduce nel rallentamento dell'azione amministrativa dovuto all'incertezza operativa.

Impegna il Governo:
a porre in essere tutti gli atti idonei, anche attraverso provvedimenti normativi, volti ad una revisione complessiva e semplificazione del sistema dei controlli sulle amministrazioni territoriali.

G/920/2/11
TRENTACOSTEMATRISCIANOROMANOCAMPAGNAAUDDINO
Il Senato, in sede d'esame del disegno di legge recante interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell'assenteismo (AS 920);
premesso che:
l'articolo 2 del disegno di legge in esame prevede l'introduzione di sistemi di verifica biometrica dell'identità e di videosorveglianza per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche, ai fini della verifica dell'osservanza dell'orario di lavoro;
in particolare il comma 2 specifica che i dirigenti delle amministrazioni pubbliche adeguano la propria prestazione nella sede di lavoro alle esigenze dell'organizzazione e dell'incarico dirigenziale svolto, nonché a quelle connesse con la corretta gestione e il necessario coordinamento delle risorse umane;
considerato che:
in alcune regioni d'Italia si registra da anni un altissimo numero di richieste di accesso ai benefici previsti dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104 (solo nella Regione Sicilia tali richieste interesserebbero circa 3000 dipendenti), spesso chiaramente sproporzionato rispetto alla forza lavoro complessiva;
in particolare per quanto riguarda i permessi di cui all'articolo 33 della normativa citata, è stato segnalato come numerose richieste verrebbero effettuate per i giorni immediatamente precedenti il fine settimana o i giorni festivi;

tali situazioni configurano il fondato sospetto di un grave abuso della fruizione dei permessi di cui alla citata disciplina e comportano un grave danno all'efficienza delle pubbliche amministrazioni interessate oltre a generare uno stato d'animo di conflittualità tra i lavoratori;

impegna il Governo:

a porre in essere gli strumenti necessari al fine di aumentare i controlli da parte dei competenti organismi interni ed esterni circa il rispetto delle condizioni per l'accesso dei lavoratori delle pubbliche amministrazioni ai benefici di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 104;

a chiarire che nell'ambito della previsione di cui al comma 2 dell'articolo 2 del disegno di legge in esame deve essere ricompreso anche il monitoraggio del numero dei permessi richiesti dai lavoratori ai sensi dell'articolo 33, comma 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104;

a valutare la possibilità di una modifica delle disposizioni di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 104, al fine di limitare la possibilità di ricorso abusivo ai permessi di cui all'articolo 33, comma 3 della medesima legge.

G/920/3/11
FLORISTOFFANINGALLONERIZZOTTI
Il Senato, in sede di esame del disegno di legge n. 920, recante interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell'assenteismo, premesso che:
il presente disegno di legge, recante interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell'assenteismo, si compone di sei articoli, accomunati dall'obiettivo di individuare soluzioni concrete per garantire l'efficienza delle pubbliche amministrazioni, il miglioramento immediato dell'organizzazione amministrativa e l'incremento della qualità dei servizi erogati dalle stesse;
il citato disegno di legge seppur condivisibile in linea di principio, risulta essere molto carente in quanto non tiene conto delle esigenze di semplificazione, sburocratizzazione e digitalizzazione oltre ad importanti interventi di infrastrutturazione di cui la Pubblica Amministrazione avrebbe bisogno;
inoltre, l'assunzione di personale a tempo indeterminato presso le amministrazioni dello Stato dovrebbe essere preceduta dalla ricognizione delle dotazioni organiche e delle qualifiche professionali di ciascuna amministrazione sulla base dei fabbisogni, nonché da una azione di semplificazione e di riduzione delle attuali procedure amministrative e dal completamento della digitalizzazione della PA, cui le nuove dotazioni organiche e i nuovi fabbisogni devono essere parametrati;
l'intervento legislativo avrebbe dovuto essere stato pensato e inserito quindi nell'ambito di una più ampia strategia di fondo che riguardasse una nuova visione su come concepire l'efficientamento della PA;
negli ultimi mesi il Governo italiano più volte ha annunciato pubblicamente l'emanazione di un decreto per la semplificazione con l'obiettivo di snellire le procedure burocratiche per le piccole e medie imprese oltre che ovviamente agevolare il singolo cittadino nell'interfacciarsi con l'amministrazione pubblica;
ad oggi, il provvedimento annunciato, non solo non è stato vagliato dal Consiglio dei ministri ma contemporaneamente si assiste ad una compressione delle tempistiche per l'approvazione di un disegno di legge ordinario per il solo fatto di essere collegato alla manovra di bilancio;
impegna il Governo:
a valutare la possibilità di emanare urgentemente disposizioni normative per semplificare le procedure burocratiche volte ad agevolare i cittadini e le imprese.
G/920/4/11
MATRISCIANOROMANONOCERINOCAMPAGNATRENTACOSTEAUDDINO

Il Senato, in sede d'esame del disegno di legge recante interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell'assenteismo (AS 920);

premesso che:

l'articolo 4 del disegno di legge in esame reca modifiche ed integrazioni alle norme sulle procedure per le assunzioni da parte delle amministrazioni statali, anche ad ordinamento autonomo, e delle agenzie e degli enti pubblici nazionali non economici;

in particolare, ai sensi del comma 2, le amministrazioni interessate predispongono i piani triennali dei fabbisogni di personale tenendo conto dell'esigenza di assicurare l'effettivo ricambio generazionale e la migliore organizzazione del lavoro, al fine di accrescere l'efficienza dell'organizzazione e dell'azione amministrativa;

impegna il Governo:

ad adottare, ai medesimi fini di cui al comma 2 dell'articolo 2, un piano straordinario di formazione e riqualificazione del personale delle pubbliche amministrazioni anche attraverso l'utilizzo di tecnologie digitali.

G/920/5/11
PARENTE
Il Senato, in sede dì esame del disegno di legge recante «Interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell'assenteismo» (A.S. 920), premesso che:
l'articolo 4 prevede «Misure per accelerare le assunzioni mirate e il ricambio generazionale nella pubblica amministrazione»;
in merito alla politica degli organici un discorso a parte va fatto per i precari della Giustizia partendo da un dato: l'amministrazione giudiziaria periodicamente e da sempre si è avvalsa del contributo di personale cosiddetto precario che storicamente ha rappresentato un serbatoio cui gli uffici giudiziari e la stessa amministrazione centrale hanno attinto per fronteggiare momenti topici di carenza di personale come quello attuale;
considerato che:
la legge di stabilità per il 2013 (legge n. 228 del 2012), con l'articolo 1, comma 25, lettera 
c), novellando l'articolo 37, comma 11, del decreto-legge n. 98 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 111 del 2011, ha previsto, per il 2013, uno stanziamento di fondi destinati in via prioritaria al completamento della formazione dei tirocinanti presso gli uffici giudiziari, «per consentire ai lavoratori cassintegrati, in mobilità, socialmente utili e ai disoccupati e agli inoccupati, che a partire dall'anno 2010 hanno partecipato a progetti formativi regionali o provinciali presso gli uffici giudiziari, il completamento del percorso formativo entro il 31 dicembre 2013», nel limite di spesa di 7,5 milioni di euro;
anche la legge di stabilità per il 2014 (legge n. 147 del 2013), l'articolo 1, comma 344, modificando l'articolo 37, comma 11, ha disposto un ulteriore stanziamento di fondi, originariamente solo per l'anno 2014, per il perfezionamento della formazione dei tirocinanti, «per consentire a coloro che hanno completato il tirocinio formativo presso gli uffici giudiziari a norma dell'articolo 1, comma 25, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, lo svolgimento di un periodo di perfezionamento da completare entro il 31 dicembre 2014», nel limite di spesa di 15 milioni di euro;
le amministrazioni giudiziarie hanno di fatto prorogato per 7 anni migliaia di tirocinanti presso le cancellerie dei tribunali italiani, senza procedere alla stabilizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori;
dopo il maggio 2015, il Ministero della giustizia ha indetto una selezione riservata a tali tirocinanti, tesa ad individuare su una platea di 1.502 soggetti quelli da inserire nell'ufficio del processo. La selezione si è basata sull'età anagrafica e titoli di studio. Una parte dei tirocinanti sono stati quindi selezionati per il Ministero e un'altra parte con le Regioni;
i tirocinanti hanno lavorato per 7 anni venendo retribuiti con una borsa di studio «nel limiti delle risorse destinabili e, in ogni caso, per un importo non superiore a 400 euro mensili» (articolo 16-
octies introdotto dall'articolo 50, comma 1, del decreto-legge n. 90 del 2014, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 114 del 2014);
tenuto conto che:
attualmente i precari in servizio negli uffici giudiziari sono circa 850 unità impegnati nell'ufficio per il processo e circa 1200 unità che lavorano negli uffici giudiziari sulla base delle convenzioni stipulate dalle Regioni con le Corti di appello;
la capacità professionale di questi tirocinanti è stata più volte evidenziata dai presidenti di procure, corti di appello e tribunali, con missive indirizzate ai Ministri, in cui si auspicava l'ipotesi di procedere ad una stabilizzazione dei medesimi nelle modalità consentite dalla legge;
i precari costituiscono innanzitutto una risorsa poi una opportunità per rinforzare nell'immediato l'esangue organico degli uffici giudiziari;
impegna il Governo a:
prevedere, attraverso atti di propria competenza, misure volte a stabilizzare e valorizzare la pluralità di conoscenze e di competenze acquisite nel corso di questi anni dai tirocinanti all'interno degli uffici giudiziari, che termineranno la loro attività nel dicembre 2018.

Art.  1

1.1
MODENATOFFANINFLORISGALLONERIZZOTTIDE POLI
Sopprimere l'articolo.

1.2
PARENTEPATRIARCALAUSNANNICINI
Sopprimere l'articolo.

1.3
LAFORGIADE PETRISGRASSOERRANI
Sopprimere l'articolo.

1.4
MALLEGNI
Al comma 1 premettere il seguente:

«01. Il comma 2 dell'articolo 6 del decreto legislativo n. 165 del 2001, è sostituito dal seguente: "Allo scopo di ottimizzare l'impiego delle risorse pubbliche disponibili, le amministrazioni pubbliche adottano il piano triennale dei fabbisogni di personale, in coerenza con la pianificazione pluriennale delle attività e della performance, prevedendo le assunzioni delle figure professionali ritenute necessarie per il perseguimento degli obiettivi di performance organizzativa, efficienza, di economicità e qualità dei servizi ai cittadini.

Qualora siano individuate eccedenze di personale, si applica l'articolo 33. Nell'ambito del piano, le amministrazioni pubbliche curano l'ottimale distribuzione delle risorse umane attraverso la coordinata attuazione dei processi di mobilità e di reclutamento del personale, anche con riferimento alle unità di cui all'articolo 35, comma 2. Sono abrogate le disposizioni in contrasto con quanto riportato nei commi precedenti"».


1.5
DAMIANIRONZULLI
Al comma 1, capoverso «Art. 60-bis», comma 2, sopprimere le seguenti parole: «previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, per la parte relativa alle azioni da effettuare nelle regioni, negli enti strumentali regionali, negli enti del Servizio sanitario regionale e negli enti locali».

1.6
LAFORGIADE PETRISGRASSOERRANI
Al comma 1 apportare le seguenti modificazioni:
a) al capoverso «Art. 60-bis», numero 2), sostituire le parole: «previa intesa» con: «previo accordo»;
b) 
al capoverso «Art. 60-bis», il numero 5) è soppresso;
c) il capoverso «Art. 60-ter», è soppresso.

1.7
PARENTEPATRIARCALAUSNANNICINI
Al comma 1, capoverso «Art. 60-bis», comma 2, apportare le seguenti modificazioni:
a) dopo le parole: «è approvato» inserire le seguenti: «, previa consultazione delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale»;
b) 
dopo la lettera e), aggiungere la seguente:
«c-bis) le azioni dirette a predisporre piani industriali per ciascuna delle pubbliche amministrazioni».

1.8
PATRIARCAPARENTELAUSNANNICINI
Al comma 1, capoverso «Art. 60-bis», apportare le seguenti modificazioni:
a) al comma 2, sopprimere lettera a);

b) dopo il comma 7, inserire il seguente:

«7-bis. In ogni caso rimangono di competenza dell'Ispettorato di cui all'articolo 60, comma tutte le azioni dirette a garantire la corretta applicazione delle disposizioni in materia di organizzazione e funzionamento delle pubbliche amministrazioni e la conformità dell'attività amministrativa ai principi di imparzialità e buon andamento».


1.9
PATRIARCAPARENTELAUSNANNICINI
Al comma 1, capoverso «Art. 60-bis», comma 2, sopprimere la lettera a).

1.10

PATRIARCAPARENTELAUSNANNICINI

Al comma 1, capoverso «Art. 60-bis», comma 2, lettera a), sostituire la parola: «garantire» con la seguente: «supportare».


1.11
PARENTEPATRIARCALAUSNANNICINI
Al comma 1, capoverso «Art. 60-bis», comma 2, lettera a), sostituire la parola: «garantire» con la seguente: «sostenere».

1.12
PIZZOLNISINI
Al comma 1, capoverso «Art. 60-bis», comma 3, sostituire le parole: «proponendo eventuali misure correttive che le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, le agenzie e gli enti pubblici non economici statali realizzano entro tempi definiti e comunque nei limiti di quelli indicati nel Piano di cui al comma 2» con le seguenti: «proponendo eventuali misure correttive. Le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, le agenzie e gli enti pubblici non economici nazionali realizzano le misure correttive entro tempi definiti e comunque nei limiti di quelli indicati nel Piano di cui al comma 2».
Conseguentemente, al capoverso «Art. 60-bis», comma 4, sostituire le parole: «e del termine» con le seguenti: «e, per le amministrazioni di cui al terzo periodo del comma 3, del termine».

Conseguentemente, al capoverso «Art. 60-bis», comma 6, sostituire le parole: «delle misure correttive entro il termine assegnato dal Nucleo medesimo» con le seguenti: «delle misure correttive, fermo restando, per le pubbliche amministrazioni di cui al terzo periodo del comma 3, il rispetto del termine assegnato dal Nucleo medesimo».


1.13
CANTÙPIZZOLNISINI
Al comma 1, capoverso «Art. 60-bis», comma 3, sostituire le parole: «enti pubblici non economici statali» con le seguenti: «enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali».

1.14
PATRIARCAPARENTELAUSNANNICINI
Al comma 1, capoverso «Art. 60-bis», sopprimere il comma 5.
Conseguentemente, al comma 1, sopprimere il capoverso 
«Art. 60-ter».

1.15
PARENTEPATRIARCALAUSNANNICINI
Al comma 1, capoverso «Art. 60-bis.», dopo il comma 7, aggiungere il seguente:
«7-bis. Per le Regioni, gli enti strumentali regionali e gli enti del SSR, le attività di cui ai commi 3, 4, 5, 6 e 7 del presente articolo sono svolte sulla base di procedure individuate d'intesa tra il Ministero della pubblica amministrazione e la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano, nell'ambito del principio di leale collaborazione ed allo scopo di contribuire al miglioramento dei livelli di efficienza nell'erogazione di servizi ai sensi di quanto previsto dall'articolo 6».

1.16
PATRIARCALAUS
Al comma 1, capoverso «Art. 60-quater», apportare le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, alinea, sostituire la parola: «cinquantatre» con la seguente: «sessantatre»;
b) 
al comma 1, lettera b) sostituire la parola: «trenta» con la seguente: «quaranta».
Conseguentemente, al capoverso «Art. 60-quater», comma 2, sostituire le parole: «euro 4.153.160» con le seguenti: « euro 6 milioni».

1.17
PRESUTTOROMANOTRENTACOSTEPESCOACCOTOPIRROMARCO PELLEGRINIDELL'OLIOTURCOGALLICCHIO

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

 «1-bis. All'articolo 14-bis del Decreto Legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il comma 2 è sostituito dal seguente: ''La nomina dell'organismo indipendente di valutazione è effettuata dall'organo di indirizzo politico-amministrativo mediante estrazione, tra gli iscritti all'elenco di cui al comma 1''.

b) al comma 3, le parole da: '', rinnovabile'' fino alla fine del periodo sono soppresse».


1.18
PRESUTTOROMANOPESCOACCOTOPIRROMARCO PELLEGRINIDELL'OLIOTURCOGALLICCHIO

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

        «1-bis. I consigli nazionali degli ordini professionali possono essere accreditati per la formazione continua dei soggetti iscritti nell'Elenco nazionale dei componenti degli Organismi indipendenti di
valutazione della performance, la quale può essere svolta attraverso i singoli ordini professionali».


1.19
PARENTEPATRIARCALAUSNANNICINI
Dopo il comma 2, aggiungere i seguenti:
«2-bis. Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi in materia di semplificazione dei controlli sulle amministrazioni territoriali. I decreti legislativi sono adottati nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi:
a) ridefinire e semplificare le funzioni ispettive del SIFIP del Ministero dell'economia e finanze, che interviene per la valutazione e verifica sui contratti integrativi e più in generale sull'economicità e regolarità amministrativo-contabile della gestione, anche su iniziativa delle sezioni regionali di controllo della Corte dei Conti;
b) razionalizzare le verifiche ispettive sulla conformità dell'azione amministrativa ai principi di imparzialità e buon andamento, sull'efficacia della sua attività con particolare riferimento alle riforme volte alla semplificazione delle procedure, sul corretto conferimento degli incarichi, sull'esercizio dei poteri disciplinari, sull'osservanza delle disposizioni vigenti in materia di controllo dei costi, dei rendimenti, dei risultati, di verifica dei carichi di lavoro, effettuate dall'ispettorato del Dipartimento della funzione pubblica;
c) semplificare i controlli delle sezioni regionali della Corte dei Conti;
d) ridefinire e semplificare i controlli sulle dotazioni organiche e sulle assunzioni degli Enti in condizione di riequilibrio pluriennale o di dissesto, effettuati dalla Commissione per la stabilità finanziaria degli Enti locali, istituita presso il Ministero dell'interno.
2-
ter. I decreti legislativi di cui al comma 2-bis sono adottati su proposta del Ministro delegato per la pubblica amministrazione, previa acquisizione del parere della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e del parere del Consiglio di Stato, che sono resi nel termine di quarantacinque giorni dalla data di trasmissione di ciascuno schema di decreto legislativo, decorso il quale il Governo può comunque procedere. Lo schema di ciascun decreto legislativo è successivamente trasmesso alle Camere per l'espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che si pronunciano nel termine di sessanta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale il decreto legislativo può essere comunque adottato. Se il termine previsto per il parere cade nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine previsto al comma 1 o successivamente, la scadenza medesima è prorogata di novanta giorni. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione. Le Commissioni competenti per materia possono esprimersi sulle osservazioni del Governo entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, i decreti possono comunque essere adottati.
2-
quater. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al 2-bis, il Governo può adottare, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi e della procedura stabiliti dal presente articolo, uno o più decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive».

1.20
LAFORGIADE PETRISGRASSOERRANI
Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:
«2-bis. Le norme riguardanti le amministrazioni pubbliche si applicano agli istituti e scuole di ogni ordine e grado e alle istituzioni educative, previe apposite disposizioni di raccordo che tengano conto delle loro specificità organizzative e funzionali e nel rispetto dell'autonomia organizzativa, didattica, di ricerca e sviluppo loro spettante ai sensi dell'articolo 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59 e del D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275 e successive integrazioni e modifiche».

Art.  2

2.1

PATRIARCAPARENTELAUSNANNICINI

Sopprimere l'articolo.

2.2

PARENTEPATRIARCALAUSNANNICINI

Sostituire l'articolo, con il seguente:

«Art. 2.

(Misure per la formazione e l'aggiornamento del personale della pubblica amministrazione)

1. Al fine di incentivare la formazione e l'aggiornamento del personale della pubblica amministrazione prevista dall'articolo 7, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, è istituito nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze un apposito fondo, con una dotazione di 35 milioni di euro per l'anno 2019. L'utilizzo del fondo è disposto, previa ricognizione dei fabbisogni, con uno o più decreti del Ministro per la pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, in relazione alle esigenze presentate.

2. Agli oneri derivanti dal comma 1, pari a 35 milioni di euro per l'anno 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma ''Fondi di riserva e speciali'' della missione ''Fondi da ripartire'' dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2018, allo scopo utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'economia e delle finanze».


2.3
TOFFANINFLORISDE POLI
Al comma 1, anteporre il seguente:
«01. Le disposizioni previste dal presente articolo si applicano esclusivamente alle amministrazioni pubbliche che abbiano registrato mediamente negli ultimi tre anni un tasso di assenteismo del personale dipendente pari o superiore al 15 per cento dei giorni lavorativi».

2.4
MODENA
Sostituire il comma 1, con il seguente:
«1. Ai fini della verifica dell'osservanza dell'orario di lavoro, le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, introducono sistemi di videosorveglianza in sostituzione dei diversi sistemi di rilevazione automatica, attualmente in uso, seguendo il principio di gradualità e i fattori di rischio ambientali e territoriali. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione, da adottare ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e previo parere del Garante per la protezione dei dati personali ai sensi dell'articolo 154 del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, sulle modalità di trattamento dei dati, sono individuate le modalità attuative del presente comma, nel rispetto dell'articolo 9 del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, e delle misure di garanzia definite dal predetto Garante, ai sensi dell'articolo 2-septies del citato codice di cui al decreto legislativo n. 196 del 2003».

2.5
DAMIANITOFFANINFLORISGALLONERIZZOTTIRONZULLIDE POLI
Al comma 1, dopo le parole: «decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165», inserire le seguenti: «nonché quelle risultanti dall'Indice delle Pubbliche Amministrazioni e dall'elenco annuale tenuto dall'ISTAT,».

2.6
IANNONEBERTACCO
Al comma 1, primo periodo, dopo le parole: «con esclusione», inserire le seguenti: «del personale del comparto dell'istruzione e della ricerca,».
Conseguentemente, al medesimo articolo, sopprimere il comma 4.  

2.7
PATRIARCAPARENTELAUSNANNICINIMALPEZZI
Al comma 1, primo periodo, dopo le parole: «con esclusione», inserire le seguenti: «del personale del comparto dell'istruzione, dell'università e della ricerca, ».
Conseguentemente, sopprimere il comma 4.

2.8
LAUSPATRIARCA
Al comma 1, dopo le parole: «con esclusione dei dipendenti di cui all'articolo 3 del medesimo decreto», inserire le seguenti: «, del personale della polizia locale».

2.9
IANNONEBERTACCO
Al comma 1, apportare le seguenti modificazioni:
a) al primo periodo, sostituire la parola: «introducono», con le seguenti: «possono introdurre»;
b) 
al secondo periodo, sostituire le parole: «Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione, da adottare ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, », con le seguenti: «Con fonti di tipo contrattuale, da adottare ai sensi dell'articolo 4 della legge 20 maggio 1970, n. 300,».

2.10
LAFORGIADE PETRISGRASSOERRANI
Al comma 1, sopprimere le parole: «di verifica biometrica dell'identità e» e la parola: «biometrici».

2.11
FLORISTOFFANINGALLONERIZZOTTIDE POLI
Al comma 1, primo periodo, sostituire la congiunzione: «e» con la seguente parola: «o».

2.12
PARENTEPATRIARCALAUSNANNICINI
Al comma 1, primo periodo, sostituire la parola: «e», con la seguente: «o».

2.13
AUDDINOMATRISCIANOROMANONOCERINOCAMPAGNATRENTACOSTEGUIDOLIN
Al comma 1, dopo le parole: «di videosorveglianza», sono inserite le seguenti: «degli accessi».


2.14
MATRISCIANOROMANOCAMPAGNATRENTACOSTEAUDDINO
Al comma 1, dopo le parole: «in sostituzione dei diversi sistemi di rilevazione automatica, attualmente in uso», sono aggiunte le seguenti: «nel rispetto di principi di proporzionalità, non eccedenza e gradualità sanciti dall'articolo 5, paragrafo 1, lettera e) del Regolamento (UE) 2016/679».

2.15
PATRIARCAPARENTELAUSNANNICINIBOLDRINI
Al comma 1, primo periodo, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «, previo accordo collettivo stipulato con le associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale».

2.16
LAFORGIADE PETRISGRASSOERRANI
Al comma 1 dopo le parole: « ... attualmente in uso.» inserire le seguenti: «previo accordo collettivo stipulato con le associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale».

2.17
PARENTEPATRIARCALAUSNANNICINI
Al comma 1, primo periodo, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «, ove questi ultimi non risultino idonei rispetto agli scopi perseguiti».

2.25
FLORISTOFFANINGALLONERIZZOTTIDE POLI
Al comma 1, dopo il primo periodo, inserire il seguente:
«Le diposizioni di cui al periodo precedente non si applicano in presenza di accordi di prossimità che ne escludono la necessità e che definiscono la valutazione dei dipendenti in base ai risultati raggiunti nello svolgimento dell'attività lavorativa».

2.18
PARENTEPATRIARCALAUSNANNICINI
Al comma 1, secondo periodo, sostituire le parole: «Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione, da adottare ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, », con le seguenti: «con fonti di tipo contrattuale da adottare ai sensi dell'articolo 4 della legge 20 maggio 1970, n. 300 e successive modificazioni».

2.19
NISINIPIZZOL
Al comma 1, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «avvalendosi delle tessere personali di riconoscimento dei dipendenti statali rilasciate ai sensi del D.P.C.M. 24 maggio 2010 e successive modificazioni, recante le Regole tecniche delle Tessere di riconoscimento (mod. AT) di cui al D.P.R. n. 851 del 1967 rilasciate con modalità elettronica dalle Amministrazioni dello Stato, ai sensi dell'articolo 66, comma 8, del decreto legislativo n. 82 del 2005.».
Conseguentemente, al secondo periodo del comma 1, sostituire la parola: «individuate», con la seguente: «stabilite».

2.20
PATRIARCALAUS
Al comma 1, secondo periodo, dopo le parole: «le modalità attuative del presente comma», inserire le seguenti: «, nonché le misure necessarie finalizzate a garantire controlli successivi al fine di evitare l'adozione di provvedimenti non legittimi».

2.21
PARENTEPATRIARCALAUSNANNICINI
Al comma 1, secondo periodo, dopo le parole: «nel rispetto», inserire le seguenti: «del principio di proporzionalità previsto dall'articolo 52 della Carta dei diritti fondamentali dell'unione europea (2000/C 364/01) e».

2.22
CANTÙPIZZOLNISINI
Al comma 1 aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di cui al presente comma, sono determinate altresì le tempistiche di installazione dei sistemi di verifica e di videosorveglianza, in modo da conferire priorità alle amministrazioni o agli uffici con i tassi di produttività inferiori, secondo una graduatoria predisposta a tal fine dal Nucleo di cui all'articolo 1 e compilata per comparti omogenei».

2.23
MODENA
Sopprimere il comma 2.

2.24
CANTÙPIZZOLNISINI
Al comma 2, aggiungere in fine il seguente periodo: «Per le finalità di cui al presente comma, ai medesimi dirigenti si applicano i sistemi di verifica biometrica dell'identità e di videosorveglianza di cui al comma 1».

2.26
LAFORGIADE PETRISGRASSOERRANI
Apportare le seguenti modificazioni:
a) al comma 3, dopo il primo periodo è aggiunto il seguente: «Le pubbliche amministrazioni territoriali provvedono all'attuazione delle misure di cui ai commi 1 e 2 avvalendosi anche delle risorse previste nel fondo di cui al comma 5 del presente articolo»;
b) 
al comma 5, dopo le parole: «di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze», sono aggiunte le seguenti: «previo accordo in sede di Conferenza Unificata».

2.27
IANNONEBERTACCO
Al comma 3, dopo il primo periodo, inserire il seguente: «Le pubbliche amministrazioni territoriali provvedono all'attuazione delle misure di cui ai commi 1 e 2 anche avvalendosi delle risorse previste nel fondo di cui al comma 5 del presente articolo».
Conseguentemente al comma 5, del medesimo articolo, dopo le parole: «di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze», sono inserite le seguenti: «previa intesa in sede di Conferenza Unificata».

2.28
LAUSPATRIARCA
Al comma 3, aggiungere in fine il seguente periodo: «Resta escluso dall'applicazione del presente comma il personale di diritto pubblico di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e quello della polizia locale».

2.29
MODENA
Sopprimere il comma 4.

2.30
PARENTEMALPEZZIPATRIARCALAUSNANNICINI
Al comma 4, sostituire le parole: «Per il personale docente ed educativo», con le seguenti: «Per il personale docente, educativo ed ATA».

2.31
LAFORGIADE PETRISGRASSOERRANI
Al comma 4, dopo la parola: «docente», aggiungere la seguente: «, ATA»

2.32
PATRIARCAPARENTELAUSNANNICINI
Al comma 4, sostituire le parole da: «sono stabilite», fino alla fine del comma, con le seguenti: «sono demandate alla contrattazione collettiva».

2.33
PATRIARCAPARENTELAUSNANNICINI
Al comma 4, dopo le parole: «legge 23 agosto 1988, n. 400», inserire le seguenti: «, previo accordo in sede di Conferenza unificata e».

2.34
PARENTEPATRIARCALAUSNANNICINI
Al comma 5, dopo le parole: «Ministro dell'economia e delle finanze», inserire le seguenti: «, previo accordo in sede di Conferenza unificata».



Art.  3

3.1
PARENTEPATRIARCALAUSNANNICINI
Sostituire il comma 1 con i seguenti:
«1. Il limite di cui al comma 2 dell'articolo 23 del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, non si applica:
a) agli incrementi previsti dai contratti collettivi nazionali di lavoro successivi alla data di entrata in vigore del decreto legislativo 25 maggio 2017, n 75, e agli analoghi provvedimenti negoziali riguardanti il personale contrattualizzato in regime di diritto pubblico;
b) alle risorse previste da specifiche disposizioni normative a copertura degli oneri relativi al trattamento accessorio delle assunzioni effettuate, a decorrere dall'entrata in vigore delle predette disposizioni normative, in deroga alle facoltà assunzionali vigenti, ai sensi delle medesime disposizioni;
c) alle risorse destinate ai fondi per effetto delle nuove assunzioni;
d) alle risorse eventualmente destinate dalla contrattazione integrativa alle misure di welfare integrativo, a finalità assistenziali o di previdenza complementare a favore del personale;
e) alle risorse riferite alla quota dei risparmi conseguiti e certificati in attuazione dell'articolo 16, commi 4, 5 e 6 del 6 luglio 2011, n. 98, e alla quota dei risparmi conseguiti dagli enti e dalle amministrazioni in attuazione di specifiche disposizioni della contrattazione collettiva integrativa o definiti in sede di confronto sindacale.
1-
bis. Alle minori entrate derivanti dal comma 1, valutate nel limite massimo di 50 milioni di euro a decorrere dal 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione della dotazione del Fondo per interventi strutturali di politica economica di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito con modificazioni dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307».

3.3
BERARDI
Al comma 1, primo periodo, dopo le parole: «in deroga,» inserire le seguenti: «fermo restando l'allineamento a partire dal 1º gennaio 2019 nei rinnovi contrattuali dello stipendio tabellare con il tasso di inflazione certificata registrata a far fede dal 1º gennaio 2010».
Conseguentemente, agli oneri derivanti dalla presente disposizione, pari a 10 milioni di euro a decorrere dal 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2018, allo scopo utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'economia e delle finanze.

3.2
IANNONEBERTACCO
Al comma 1, dopo le parole: «assunzioni in deroga,», inserire le seguenti: «fermo restando l'allineamento a partire dal 1º gennaio 2019 nei rinnovi contrattuali dello stipendio tabellare con il tasso di inflazione certificata registrata a far fede dal 1º gennaio 2010, ».

3.4
PATRIARCALAUS
Al comma 1, dopo le parole: «in deroga alle facoltà assunzionali vigenti,» inserire le seguenti: «fermo restando l'allineamento a partire dal 1º gennaio 2019 nei rinnovi contrattuali dello stipendio tabellare con il tasso d'inflazione certificata registrata a far fede dal 1º gennaio 2010».
Conseguentemente, al comma 1, aggiungere in fine, il seguente periodo: «Agli oneri derivanti dal presente comma, valutati nel limite massimo di 20 milioni di euro a decorrere dal 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione della dotazione del Fondo per interventi strutturali di politica economica di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito con modificazioni dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307».

3.5
BERARDI
Al comma 1, aggiungere il seguente periodo:
«A partire dall'anno scolastico 2018/2019, le disposizioni di cui al presente comma si applicano a tutto il personale a termine, indipendentemente dalla durata del contratto a tempo determinato, ivi incluso il personale supplente breve e saltuario della scuola, in merito alla retribuzione professionale docenti (RPD) e al compenso individuale accessorio (CIA)».
Conseguentemente, agli oneri derivanti dalla presente disposizione, pari a 10 milioni di euro a decorrere dal 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2018, allo scopo utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'economia e delle finanze.

3.6
IANNONEBERTACCO
Al comma 1, aggiungere il fine, il seguente periodo: «A decorrere dall'anno scolastico 2018/2019, le disposizioni di cui al presente comma si applicano a tutto il personale a termine, indipendentemente dalla durata del contratto a tempo determinato, ivi incluso il personale supplente breve e saltuario della scuola, in merito alla retribuzione professionale docenti (RPD) e al compenso individuale accessorio (CIA)».

3.7
IANNONEBERTACCO
Dopo il comma 1, inserire il seguente periodo: «Per i Dirigenti Scolastici, a decorrere dal 1° settembre 2019, sono versate nel Fondo Unico Nazionale di cui all'articolo 42 del Contratto Collettivo Nazionale Lavoro del 1° marzo 2002 le quote di retribuzione individuale di anzianità dei Dirigenti Scolastici cessati dal servizio tra il 31 agosto 2012 e il 31 agosto 2018. Ai maggiori oneri si provvede mediante utilizzo delle risorse destinate alla contrattazione collettiva nazionale di lavoro in favore dei dirigenti scolastici integrate da quelle previste dall'articolo 1, comma 86, della legge 13 luglio 2015, n. 107, come modificata dall'articolo 1, comma 591, della legge 29 dicembre 2017, n. 205».

3.9
BERARDI
Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:
«1-bis. Per i Dirigenti Scolastici a decorrere dal 1 settembre 2019, sono versate nel Fondo Unico Nazionale di cui all'articolo 42 del Contratto Collettivo Nazionale Lavoro del 1° marzo 2002 le quote di retribuzione individuale di anzianità dei Dirigenti Scolastici cessati dal servizio tra il 31 agosto 2012 e il 31 agosto 2018. All'onere derivante dall'attuazione del precedente periodo si provvede mediante utilizzo delle risorse destinate alla contrattazione collettiva nazionale di lavoro in favore dei dirigenti scolastici integrate da quelle previste dall'articolo 1, comma 86, della legge 13 luglio 2015, n. 107, come modificata dall'articolo 1, comma 591, della legge 29 dicembre 2017, n. 205».

3.8
DAMIANIRONZULLI
Al comma 1, aggiungere, in fine, il seguente periodo:
«Il limite previsto dall'articolo 23, comma 2, del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75 non opera altresì con riferimento alle risorse stanziate a bilancio per la retribuzione di posizione e di risultato dei titolari di posizione organizzativa».
Conseguentemente, agli oneri derivanti dalla presente disposizione, pari a 3 milioni di euro a decorrere dal 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato dì previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2018, allo scopo utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'economia e delle finanze.

3.10
PATRIARCAPARENTELAUSNANNICINI
Dopo il comma 2 aggiungere i seguenti:
«2-bis. Fermo il rispetto dei limiti complessivi di spesa per il personale ai sensi dei commi 557-quater e 562 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, il limite previsto dall'articolo 23, comma 2, del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, secondo cui l'ammontare delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale, anche di livello dirigenziale, non può superare il corrispondente importo determinato nell'anno 2016, non opera per le risorse stanziate in bilancio per la retribuzione di posizione e di risultato dei titolari di posizione organizzativa degli enti del comparto delle funzioni locali, nei limiti dei risparmi conseguenti all'utilizzo parziale delle risorse che possono essere destinate alle assunzioni di personale a tempo indeterminato. Per effetto di quanto indicato al periodo precedente le corrispondenti risorse non possono essere destinate a nuove assunzioni sino alla cessazione dell'incarico, allo scadere del quale tornano ad alimentare la capacità assunzionale dell'ente.
2
-ter. Agli oneri derivanti dal comma 2-bis, valutati nel limite massimo di 10 milioni di euro a decorrere dal 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione della dotazione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190».

3.11
LAFORGIADE PETRISGRASSOERRANI
Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:
«2-bis) Fermo il rispetto dei limiti complessivi di spesa per il personale ai sensi dei commi 557-quater e 562 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, il limite previsto dal comma 2, dell'articolo 23, del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, secondo cui l'ammontare delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale, anche di livello dirigenziale, non può superare il corrispondente importo determinato nell'anno 2016, non opera per le risorse stanziate in bilancio per la retribuzione di posizione e di risultato dei titolari di posizione organizzativa degli Enti del comparto delle Funzioni locali, nei limiti dei risparmi conseguenti all'utilizzo parziale delle risorse che possono essere destinate alle assunzioni di personale a tempo indeterminato. Per effetto di quanto indicato al periodo precedente le corrispondenti risorse non possono essere destinate a nuove assunzioni sino alla cessazione dell'incarico, allo scadere del quale tornano ad alimentare la capacità assunzionale dell'ente».

3.12
IANNONEBERTACCO
Dopo il comma 2, aggiungere in fine, il seguente:
«2-bis. Fermo il rispetto dei limiti complessivi di spesa per il personale ai sensi dei commi 557-quater e 562 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, il limite previsto dall'articolo 23, comma 2, del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, secondo cui l'ammontare delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale, anche di livello dirigenziale, non può superare il corrispondente importo determinato nell'anno 2016, non opera per le risorse stanziate in bilancio per la retribuzione di posizione e di risultato dei titolari di posizione organizzativa degli Enti del comparto delle Funzioni locali, nei limiti dei risparmi conseguenti all'utilizzo parziale delle risorse che possono essere destinate alle assunzioni di personale a tempo indeterminato. Per effetto di quanto indicato al periodo precedente le corrispondenti risorse non possono essere destinate a nuove assunzioni sino alla cessazione dell'incarico, allo scadere del quale tornano ad alimentare la capacità assunzionale dell'ente».

3.13
STABILERIZZOTTITOFFANINFLORISGALLONEDE POLI
Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:
«2-bis. All'articolo 23 del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, dopo il comma 2 è inserito il seguente:
''2-
bis. Il limite determinato al comma precedente al 31 dicembre 2016, cessa a decorrere dal 1º gennaio 2019 ed è in ogni caso implementato della retribuzione individuale di anzianità del personale cessato dal servizio a far data dal 1º gennaio 2017''».
Conseguentemente, agli oneri derivanti dalla presente disposizione, pari a 10 milioni di euro a decorrere dal 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2018, allo scopo utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'economia e delle finanze.

3.14
DAMIANITOFFANINFLORISGALLONERIZZOTTIRONZULLIDE POLI
Aggiungere, in fine, il seguente comma:
«2-bis. Le risorse destinate ai trattamenti economici accessori individuate da specifiche disposizioni di legge non rientrano nel limite imposto dall'articolo 23, comma 2, del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75».
Conseguentemente, agli oneri derivanti dalla presente disposizione, pari a 3 milioni di euro a decorrere dal 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2018, allo scopo utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'economia e delle finanze.

3.15
IANNONEBERTACCO
Dopo il comma 2, aggiungere in fine il seguente:
«2-bis. Il comma 2 dell'articolo 23 del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, si interpreta nel senso che le risorse che specifiche disposizioni di legge destinano al trattamento economico accessorio del personale non si computano ai fini del limite complessivo di spesa del salario accessorio».

Art.  4

4.1
TOFFANINFLORISGALLONERIZZOTTIDE POLI
Al comma 1, anteporre il seguente:
«01. L'assunzione di personale a tempo indeterminato presso tutte le amministrazioni dello Stato è preceduta dalla ricognizione delle dotazioni organiche e delle qualifiche professionali di ciascuna amministrazione sulla base dei fabbisogni, nonché da una azione di semplificazione e di riduzione delle attuali procedure amministrative e dal completamento della digitalizzazione della PA, cui le nuove dotazioni organiche e i nuovi fabbisogni devono essere parametrati».

4.2
NISINIPIZZOL
Al comma 1, dopo le parole: «ad ordinamento autonomo,» inserire le seguenti: «gli enti locali,» ed al comma 3, primo periodo, dopo le parole: «del medesimo decreto legislativo n. 165 del 2001,» inserire le seguenti: «e per gli enti locali predisposta in conformità ad un piano quinquennale dei fabbisogni».

4.3
FLORISTOFFANINRIZZOTTISTABILEGALLONEDAMIANIRONZULLIDE POLI
Al comma 1, dopo le parole: «del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, », inserire le seguenti: «nonché le Regioni e gli enti locali».

4.4
ZANDAPATRIARCA
Al comma 1, dopo le parole: «del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,» inserire le seguenti: «nonché le Regioni e gli enti locali».

4.5
LAFORGIADE PETRISGRASSOERRANI
Al comma 1, dopo le parole: «del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,» inserire le seguenti: «nonché le Regioni e gli enti locali».

4.6
PIZZOLNISINI
Al comma 1, dopo le parole: «del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165,» inserire le seguenti: «il cui numero dei dipendenti è inferiore alla media nazionale del rapporto dipendenti/abitanti,».

4.7
BERARDI
Al comma 1, dopo le parole: «nell'anno precedente» inserire le seguenti: «su tutti i posti resi vacanti e disponibili, per un biennio senza ragioni sostitutive, inclusi i posti in organico di diritto o di sostegno in deroga».
Conseguentemente, alla rubrica dell'articolo 4, aggiungere le seguenti parole: «e nel comparto ''Istruzione e Ricerca''».

4.8
IANNONEBERTACCO
Al comma 1, primo periodo, dopo le parole: «nell'anno precedente», inserire le seguenti: «su tutti i posti resi vacanti e disponibili, per un biennio senza ragioni sostitutive, inclusi i posti in organico di diritto o di sostegno in deroga».


4.9
FLORISTOFFANINGALLONERIZZOTTIDE POLI
Al comma 1, al primo periodo, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «e comunque in numero non superiore a quello del personale cessato».
Conseguentemente al comma 3, all'ultimo periodo, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «e comunque in numero non superiore a quello del personale cessato».

4.10
IANNONEBERTACCO
Al comma 1, aggiungere, in fine, i seguenti periodi: «Per il personale scolastico, sono adottate le seguenti disposizioni particolari:
a) all'articolo 15, comma 1, del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, coordinato con la legge di conversione 8 novembre 2013 n. 128, sono soppresse le parole: ''in esito a una specifica sessione negoziale concernente interventi in materia contrattuale per il personale della scuola, che assicuri l'invarianza finanziaria''; al medesimo comma, eliminare anche le seguenti: ''nel rispetto degli obiettivi programmati dei saldi di finanza pubblica, nell'ambito delle risorse rese disponibili per effetto della predetta sessione negoziale''. Conseguentemente, sono ripristinate le fasce di posizioni stipendiali del personale scolastico precedenti a quelle indicate dalla Tabella A allegata al CCNL Scuola del 4/8/2011;
b) all'articolo 485, comma 1, lettera h), primo periodo, del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, sono apportate le seguenti modifiche:
la parola: ''predette'' è soppressa;
le parole: ''scuole statali e pareggiate'' sono sostituite dalle seguenti: ''scuole statali, pareggiate e paritarie'';

le parole: ''è riconosciuto'' sono sostituite dalle seguenti: ''è interamente riconosciuto'';
le parole: '', per intero per i primi quattro anni e per i due terzi del periodo eventualmente eccedente, nonché ai soli fini economici per il rimanente terzo'' sono soppresse;
c) all'articolo 34, comma 5, aggiungere il seguente comma: ''A tutto il personale scolastico a tempo determinato si applica il medesimo trattamento giuridico ed economico del personale assunto a tempo indeterminato. Tali disposizioni hanno effetto a partire dal rinnovo contrattuale disciplinato dal presente articolo. Agli eventuali oneri derivanti si provvede attraverso l'utilizzo delle risorse stanziate nel Fondo per il reddito di cittadinanza'';
d) è corrisposto al personale supplente temporaneo, rispettivamente docente, collaboratore scolastico e ata, dgsa, a partire dall'anno scolastico 2019/2020, la retribuzione professionale docenti e il compenso individuale accessorio come determinati nel CCNL 2016/2018 Comparto Istruzione e Ricerca del 9 febbraio 2018;
e) in considerazione della professionalità raggiunta dal personale collaboratore scolastico, assistente tecnico e amministrativo nonché dai direttori dei servizi generali e ammnistrativi, sono rivisti i livelli di qualifica a uno o più livelli immediatamente superiori, tenuto conto del titolo di studio conseguito, ai fini della determinazione salariale nella fascia di appartenenza. A seguito d'inquadramento nel ruolo professionale di direttori dei servizi generali e ammnistrativi è riconosciuto il servizio prestato nel ruolo inferiore di assistente tecnico o amministrativo nella ricostruzione di carriera.
Alla copertura degli oneri previsti dagli interventi di cui alle lettere 
a), b), c) del presente comma si provvede attraverso l'utilizzo delle risorse stanziate nel Fondo per il reddito di cittadinanza.».


4.11
BERARDI
Al comma 1, aggiungere il seguente periodo: «Per il personale docente della scuola, assunto in ruolo, a seguito di provvedimenti giurisdizionali non definitivi, a seguito di superamento dell'anno di prova di cui all'articolo 1, commi 116 e seguenti della legge 13 luglio 2015, n. 107, è disposto lo scioglimento della riserva con decorrenza giuridica dall'anno successivo al superamento dell'anno di prova. Sono fatti salvi i servizi prestati a tempo determinato e indeterminato nelle istituzioni scolastiche svolti dal predetto personale.»
Conseguentemente, alla rubrica dell'articolo 4, aggiungere le seguenti parole: «e nel comparto ''Istruzione e Ricerca''».

4.12
IANNONEBERTACCO
Al comma 1, aggiungere in fine il seguente periodo: «Per il personale docente della scuola, assunto in ruolo, a seguito di provvedimenti giurisdizionali non definitivi, a seguito di superamento dell'anno di prova di cui all'articolo 1, commi 116 e seguenti della legge 13 luglio 2015, n. 107, è disposto lo scioglimento della riserva con decorrenza giuridica dall'anno successivo al superamento dell'anno di prova. Sono fatti salvi i servizi prestati a tempo determinato e indeterminato nelle istituzioni scolastiche svolti dal predetto personale».

4.13
IANNONEBERTACCO
Al comma 1, aggiungere in fine, il seguente periodo: «Per il personale docente della scuola, all'articolo 399, comma 2, del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 come modificato dalla legge 3 maggio 1999, n. 124, aggiungere il seguente periodo: ''Nel caso in cui la graduatoria permanente sia esaurita e rimangano posti ad essa assegnati, si procede all'assunzione delle graduatorie d'istituto che sono trasformate a partire dall'a. s. 2019/2020 in graduatorie provinciali, anche per il personale sprovvisto di abilitazione''».

4.14
IANNONEBERTACCO
Al comma 1, aggiungere in fine, il seguente periodo: «Per il personale docente della scuola, all'articolo 1, comma 605, della legge 29 dicembre 2017, n. 205, è aggiunto il seguente periodo: ''A tal fine, sono ammessi direttamente alle prove scritte nel novero del 30 per cento dei posti messi a concorso ad essi riservati''».

4.15
IANNONEBERTACCO
Al comma 1, aggiungere in fine, il seguente periodo: «Per le assunzioni relative al personale scolastico e la definizione degli organici, all'articolo 4, comma 1, della legge 3 maggio 1999, n. 124, è aggiunto il segFuente periodo: ''Qualora per effetto della successione di contratti di lavoro a tempo determinato stipulati con il personale docente per la copertura di posti vacanti e disponibili, il rapporto di lavoro abbia complessivamente superato i trentasei mesi, comprensivi di proroghe e rinnovi, indipendentemente dai periodi di interruzione, si dà luogo all'assunzione a tempo indeterminato in ottemperanza a quanto previsto dalla Direttiva 1999/70/CE del Consiglio del 28 giugno 1999''».

4.16
DAMIANITOFFANINFLORISGALLONERIZZOTTIRONZULLIDE POLI
Al comma 1, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Previa certificazione della sostenibilità finanziaria e del contenimento delle spese di personale al di sotto della media del triennio 2011-2013, gli enti locali possono procedere, a decorrere dall'anno 2019, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 100 per cento di quella relativa al personale di ruolo cessato nell'anno precedente. La sostituzione di personale soggetto a cessazione potrà essere programmata nello stesso esercizio in cui si verifica la cessazione».

4.17
IANNONEBERTACCO
Al comma 1, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Per il personale docente dell'università e della ricerca:
a) in deroga all'articolo 24, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, le Università possono continuare ad attuare per l'anno accademico 2019/2020 le procedure di valutazione per il reclutamento dei ricercatori a tempo indeterminato come disposte dai commi 3 e 5 della legge 9 gennaio 2009, n. 1;
b) a tal fine, i candidati in possesso del dottorato di ricerca o di un titolo riconosciuto equipollente anche conseguito all'estero, con almeno tre insegnamenti universitari a contratto, con pubblicazioni di rilevanza anche internazionale, che hanno ottenuto un assegno di ricerca della durata di almeno quarantotto mesi anche non continuativi di cui all'articolo 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, (o di contratti a tempo determinato o di formazione, retribuiti di collaborazione coordinata e continuativa, o a progetto, di rapporti di collaborazione retribuita equipollenti ai precedenti presso università o enti di ricerca della stessa durata), sono inseriti a domanda in un albo nazionale dei ricercatori dalla comprovata esperienza in base al settore scientifico-disciplinare di afferenza, che non dà diritto alla docenza e rimane valido per un triennio, dietro valutazione dei titoli e dei curricula scientifici e didattici posseduti. Conseguentemente, le Università, con chiamata diretta, possono attingere dall'albo nazionale dei ricercatori dalla comprovata esperienza per l'assunzione dei ricercatori a tempo indeterminato con modalità da disciplinare con decreto del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca da emanare entro 60 giorni dall'approvazione della presente legge».

4.19
BERARDI
Dopo il comma 1, inserire i seguenti:
«1-bis In deroga all'articolo 24, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, le Università possono continuare ad attuare per l'anno accademico 2019/2020 le procedure di valutazione per il reclutamento dei ricercatori a tempo indeterminato come disposte dai commi 3 e 5 della legge 9 gennaio 2009, n. 1.
1
-ter. A tal fine, i candidati in possesso del dottorato di ricerca o di un titolo riconosciuto equipollente anche conseguito all'estero, con almeno tre insegnamenti universitari a contratto, con pubblicazioni di rilevanza anche internazionale, che hanno ottenuto un assegno di ricerca della durata di almeno quarantotto mesi anche non continuativi di cui all'articolo 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, (o di contratti a tempo determinato o di formazione, retribuiti di collaborazione coordinata e continuativa, o a progetto, di rapporti di collaborazione retribuita equipollenti ai precedenti presso università o enti di ricerca della stessa durata), sono inseriti a domanda in un albo nazionale dei ricercatori dalla comprovata esperienza in base al settore scientifico-disciplinare di afferenza, che non dà diritto alla docenza e rimane valido per un triennio, dietro valutazione dei titoli e dei curricula scientifici e didattici posseduti. Conseguentemente, le Università, con chiamata diretta, possono attingere dall'albo nazionale dei ricercatori dalla comprovata esperienza per l'assunzione dei ricercatori a tempo indeterminato con modalità da disciplinare con decreto del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca da emanare entro 60 giorni dall'approvazione della presente legge».
Conseguentemente, agli oneri derivanti dalla presente disposizione, pari a 10 milioni di euro a decorrere dal 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2018, allo scopo utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'economia e delle finanze.
Conseguentemente, alla rubrica dell'articolo 4, aggiungere le seguenti parole: 
«e nel comparto ''Istruzione e Ricerca''».

4.18
BERARDI
Dopo il comma 1, inserire i seguenti:

«1-bis. All'articolo 15, comma 1, del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, coordinato con la legge di conversione 8 novembre 2013, n. 128, eliminare le parole: ''in esito a una specifica sessione negoziale concernente interventi in materia contrattuale per il personale della scuola, che assicuri l'invarianza finanziaria''; al medesimo comma, eliminare anche le parole: ''nel rispetto degli obiettivi programmati dei saldi di finanza pubblica, nell'ambito delle risorse rese disponibili per effetto della predetta sessione negoziale''. Conseguentemente, sono ripristinate le fasce di posizioni stipendiali del personale scolastico precedenti a quelle indicate dalla Tabella A allegata al CCNL Scuola del 4/8/2011.

1-ter. All'articolo 485, comma 1, lettera h), primo periodo, del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, sono apportate le seguenti modifiche:

eliminare la parola: ''predette'';

sostituire le parole: ''scuole statali e pareggiate'' con le parole: ''scuole statali, pareggiate e paritarie'';

sostituire le parole: ''è riconosciuto'' con le parole: ''è interamente riconosciuto'';

eliminare le parole: '', per intero per i primi quattro anni e per i due terzi del periodo eventualmente eccedente, nonché ai soli fini economici per il rimanente terzo''.

1-quater. All'articolo 34, comma 5, aggiungere il seguente comma:

''A tutto il personale scolastico a tempo determinato si applica il medesimo trattamento giuridico ed economico del personale assunto a tempo indeterminato. Tali disposizioni hanno effetto a partire dal rinnovo contrattuale disciplinato dal presente articolo. Agli eventuali oneri derivanti si provvede attraverso l'utilizzo delle risorse stanziate nel Fondo per il reddito di cittadinanza di cui al comma 1, dell'articolo 21 della presente legge''.

1-quinquies. È corrisposto al personale supplente temporaneo, rispettivamente docente, collaboratore scolastico e ATA, DGSA, a partire dall'anno scolastico 2019/2020, la retribuzione professionale docenti e il compenso individuale accessorio come determinati nel CCNL 2016/2018 Comparto Istruzione e Ricerca del 9 febbraio 2018.

1-sexies. In considerazione della professionalità raggiunta dal personale collaboratore scolastico, assistente tecnico e amministrativo nonché dai direttori dei servizi generali e ammnistrativi, sono rivisti i livelli di qualifica a uno o più livelli immediatamente superiori, tenuto conto del titolo di studio conseguito, ai fini della determinazione salariale nella fascia di appartenenza. A seguito d'inquadramento nel ruolo professionale di direttori dei servizi generali e ammnistrativi è riconosciuto il servizio prestato nel ruolo inferiore di assistente tecnico o amministrativo nella ricostruzione di carriera.

1-septies. Alla copertura degli oneri previsti dai commi da 1-bis a 1-sexies, del presente articolo si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma ''Fondi di riserva e speciali'' della missione ''Fondi da ripartire'' dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2018, allo scopo utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'economia e delle finanze».

Conseguentemente; alla rubrica dell'articolo 4, aggiungere le seguenti parole: «e nel comparto ''Istruzione e Ricerca''».


4.20
BERARDI
Dopo il comma 1, inserire i seguenti:
«1-bis. Sono attivati, a partire dall'a. s. 2018/2019, anche dei posti relativi al profilo C professionale dei coordinatori amministrativi e tecnici, al fine dell'indizione delle procedure per la mobilità professionale e dei passaggi verticali di cui all'art. 4, comma 3 del Contratto Collettivo Nazionale Integrativo del Comparto Scuola del 3 dicembre 2009. A tal fine, entro 60 giorni dall'approvazione della presente legge, è rideterminato l'organico del personale ATA come disciplinato dal Decreto interministeriale del 22 giugno 2019, ed è pubblicata dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca l'Ordinanza con cui si autorizzano le procedure relative ai passaggi d'area da una inferiore a quella superiore dei collaboratori scolastici e degli assistenti tecnici e amministrativi, per l'anno scolastico 2019/2020. Nello stesso decreto, sono disciplinate le modalità per la formazione del personale che ha partecipato alle precedenti procedure indette con Decreto Direttoriale n. 979 del 28 gennaio 2010, al fine del collocamento in una graduatoria utile per l'assunzione nel nuovo profilo su posti vacanti e disponibili prima dell'attivazione delle nuove procedure. Per la copertura degli oneri derivanti dal presente intervento, si dispone del fondo di cui all'articolo 1, comma 613 della legge 29 dicembre 2017, n. 205.».
Conseguentemente, alla rubrica dell'articolo 4, aggiungere le seguenti parole: «e nel comparto ''Istruzione e Ricerca''».

4.25
IANNONEBERTACCO
Dopo il comma 1, inserire il seguente:
«1-bis. Per il personale scolastico, sono attivati, a partire dall'anno scolastico 2018/2019, anche dei posti relativi al profilo C professionale dei coordinatori amministrativi e tecnici, al fine dell'indizione delle procedure per la mobilità professionale e dei passaggi verticali di cui all'articolo 4, comma 3 del Contratto Collettivo Nazionale Integrativo del Comparto Scuola del 3 dicembre 2009. A tal fine, entro 60 giorni dall'approvazione della presente legge, è rideterminato l'organico del personale ATA come disciplinato dal Decreto interministeriale del 22 giugno 2019, ed è pubblicata dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca l'Ordinanza con cui si autorizzano le procedure relative ai passaggi d'area da una inferiore a quella superiore dei collaboratori scolastici e degli assistenti tecnici e amministrativi, per l'anno scolastico 2019/2020. Nello stesso decreto, sono disciplinate le modalità per la formazione del personale che ha partecipato alle precedenti procedure indette con Decreto Direttoriale n. 979 del 28 gennaio 2010, al fine del collocamento in una graduatoria utile per l'assunzione nel nuovo profilo su posti vacanti e disponibili prima dell'attivazione delle nuove procedure. Per la copertura degli oneri derivanti dal presente intervento, si dispone del fondo di cui all'articolo 1, comma 613 della legge 29 dicembre 2017, n. 205.».

4.21
BERARDI
Dopo il comma 1, inserire il seguente:
«1-bis. All'articolo 1, comma 605, della legge 29 dicembre 2017, n. 205, è aggiunto il seguente periodo: ''A tal fine, sono ammessi direttamente alle prove scritte nel novero del 30 per cento dei posti messi a concorso ad essi riservati.''».
Conseguentemente, alla rubrica dell'articolo 4, aggiungere le seguenti parole: «e nel comparto ''Istruzione e Ricerca''».

4.22
BERARDI
Dopo il comma 1, inserire il seguente:
«1-bis. All'articolo 4, comma 1, della legge 3 maggio 1999, n. 124, è aggiunto il seguente periodo: ''Qualora per effetto della successione di contratti di lavoro a tempo determinato stipulati con il personale docente per la copertura di posti vacanti e disponibili, il rapporto di lavoro abbia complessivamente superato i trentasei mesi, comprensivi di proroghe e rinnovi, indipendentemente dai periodi di interruzione, si dà luogo all'assunzione a tempo indeterminato in ottemperanza a quanto previsto dalla Direttiva 1999/70/CE del Consiglio del 28 giugno 1999.''».
Conseguentemente, alla rubrica dell'articolo 4, aggiungere le seguenti parole: «e nel comparto ''Istruzione e Ricerca''».

4.23
BERARDI
Dopo il comma 1, inserire il seguente:
«1-bis. All'articolo 399, comma 2, del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 come modificato dalla legge 3 maggio 1999, n. 124, aggiungere il seguente periodo: ''Nel caso in cui la graduatoria permanente sia esaurita e rimangano posti ad essa assegnati, si procede all'assunzione delle graduatorie d'istituto che sono trasformate a partire dall'anno scolastico 2019/2020 in graduatorie provinciali, anche per il personale sprovvisto di abilitazione.''».
Conseguentemente, alla rubrica dell'articolo 4, aggiungere le seguenti parole: «e nel comparto ''Istruzione e Ricerca''».

4.24
BERARDI
Dopo il comma l, inserire il seguente:

«1-bis. All'articolo 1, comma 10-bis del decreto-legge 30 dicembre 2015, n. 210, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 febbraio 2016, n. 21, alla fine del primo periodo, aggiungere il seguente testo: ''Con decreto del ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca da emanarsi entro 60 giorni dall'approvazione della presente legge, è disposto l'inserimento, a domanda, di tutto il personale in possesso di abilitazione, ivi incluso il diploma magistrale conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002 e il diploma tecnico professionale, nonché del personale educativo.''».

Conseguentemente, alla rubrica dell'articolo 4, aggiungere le seguenti parole: «e nel comparto ''Istruzione e Ricerca''».


4.26
TOFFANINFLORISGALLONERIZZOTTIDE POLI
Al comma 2, sostituire le parole: «il piano dei fabbisogni di cui agli articoli 6 e 6-ter del decreto legislativo n. 165 del 2001», con le seguenti: «programmi di riorganizzazione dei fabbisogni e qualifiche professionali».

4.27
TOFFANINFLORISGALLONERIZZOTTIDAMIANIRONZULLIDE POLI
Dopo il comma 2, inserire il seguente:

«2-bis. Al fine di agevolare il ricambio generazionale nella pubblica amministrazione e di formare nuove figure professionali nelle materie di cui al comma 2, le amministrazioni di cui al comma 1 possono stipulare contratti di apprendistato a tempo determinato.».


4.28
ROMANONOCERINOTURCOMININNOAUDDINO
Al comma 4, sono apportate le seguenti modifiche:
a) Al primo periodo, le parole: «possono procedere» sono sostituite dalla seguente: «procedono»;
b) 
Sostituire la lettera a) con la seguente:
«a) all'assunzione a tempo indeterminato di vincitori ed idonei delle proprie graduatorie di concorso nonché allo scorrimento delle graduatorie vigenti anche di altre amministrazioni di cui al comma 1 dell'articolo 1, nel limite massimo dell'80 per cento delle facoltà di assunzione previste dai commi 1 e 3, per ciascun anno. A tal fine la validità delle graduatorie dei concorsi pubblici vigenti alla data del 31 dicembre 2018, per le qualifiche e professionalità necessarie, è prorogata al 31 dicembre 2021. L'ordine di priorità tra le diverse graduatorie pubbliche è dettato dalla data della graduatoria a partire dalla più risalente nel tempo. Nell'ambito del monitoraggio di cui all'articolo 4, comma 5, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito con modificazioni dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione pubblica provvederà alla individuazione delle qualifiche e professionalità necessarie e di tale ordine di priorità con cadenza al 31 marzo di ciascun anno.».

Conseguentemente, dopo il comma 7, aggiungere il seguente:

«7-bis. Ai maggiori oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo, valutati in 1 milione di euro annui, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma ''Fondi di riserva e speciali'' della missione ''Fondi da ripartire'' dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2018, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero.».


4.29
DAMIANIRONZULLI
Al comma 4 sopprimere le seguenti parole: «in deroga a quanto previsto dal primo periodo del comma 3 e all'articolo 30 del decreto legislativo n. 165 del 2001».

4.30
TOFFANINFLORISDE POLI
Al comma 4, lettera b), sostituire le parole: «dell'80 per cento», con le seguenti: «del 60 per cento».

4.31
IANNONEBERTACCO
Al comma 4, lettera b), aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Una percentuale pari al 50 per cento dei posti messi a concorso è riservata al personale non dirigenziale in servizio a tempo determinato da almeno tre anni, anche non continuativi, o che consegua tale requisito in virtù di contratti stipulati anteriormente alla data del 31 dicembre 2018 o che sia stato in servizio per almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio anteriore alla data di entrata in vigore della presente legge».

4.32
BERARDI
Al comma 4, lettera b), aggiungere il seguente periodo: «Il 50 per cento dei posti messi a concorso è riservato al personale non dirigenziale in servizio a tempo determinato da almeno tre anni, anche non continuativi, o che consegua tale requisito in virtù di contratti stipulati anteriormente alla data del 31 dicembre 2018 o che sia stato in servizio per almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio anteriore alla data di entrata in vigore della presente legge».

4.33
PATRIARCALAUS
Al comma 4, lettera b) aggiungere in fine il seguente periodo: «Il 50 per cento delle assunzioni di cui alla presente lettera è riservato al personale non dirigenziale in servizio a tempo determinato da almeno tre anni, anche non continuativi, o che consegua tale requisito in virtù di contratti stipulati anteriormente alla data del 31 dicembre 2018 o che sia stato in servizio per almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio anteriore alla data di entrata in vigore della presente legge».

4.34
IANNONEBERTACCO

Al comma 4, dopo la lettera b), aggiungere  la seguente:

«b-bis) alla stabilizzazione a domanda del personale non dirigenziale in servizio a tempo determinato da almeno tre anni, anche non continuativi, o che consegua tale requisito in virtù di contratti stipulati anteriormente alla data del 31 dicembre 2018 o che sia stato in servizio per almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio anteriore alla data di entrata in vigore della presente legge, che ne faccia istanza, purché sia stato assunto mediante procedure selettive di natura concorsuale o previste da norme di legge. Alle iniziative di stabilizzazione del personale assunto a tempo determinato mediante procedure diverse si provvede previo espletamento di prove selettive».


4.35
PATRIARCALAUS
Al comma 4, dopo la lettera b), inserire la seguente:
«b-bis) alla stabilizzazione a domanda del personale non dirigenziale in servizio a tempo determinato da almeno tre anni, anche non continuativi, o che consegua tale requisito in virtù di contratti stipulati anteriormente alla data del 31 dicembre 2018 o che sia stato in servizio per almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio anteriore alla data di entrata in vigore della presente legge, che ne faccia domanda, purché assunto mediante procedure selettive di natura concorsuale o previste da disposizioni di legge, nonché alla stabilizzazione del personale assunto a tempo determinato mediante procedure diverse si provvede previo espletamento di prove selettive».

4.36
BERARDI
Al comma 4, dopo la lettera b), inserire la seguente:
«b-bis) alla stabilizzazione a domanda del personale non dirigenziale in servizio a tempo determinato da almeno tre anni, anche non continuativi, o che consegua tale requisito in virtù di contratti stipulati anteriormente alla data del 31 dicembre 2018 o che sia stato in servizio per almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio anteriore alla data di entrata in vigore della presente legge, che ne faccia istanza, purché sia stato assunto mediante procedure selettive di natura concorsuale o previste da norme di legge. Alle iniziative di stabilizzazione del personale assunto a tempo determinato mediante procedure diverse si provvede previo espletamento di prove selettive».
Conseguentemente, agli oneri derivanti dalla presente disposizione, pari a 50 milioni di euro a decorrere dal 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2018, allo scopo utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'economia e delle finanze.

4.37
MODENA
Dopo il comma 4, inserire il seguente:
«4-bis. L'efficacia delle graduatorie dei concorsi pubblici per assunzioni a tempo indeterminato, vigenti alla data di entrata in vigore della presente disposizione e relative alle amministrazioni pubbliche soggette a limitazioni delle assunzioni, è prorogata al 31 dicembre 2019, ferma restando la vigenza delle stesse fino alla completa assunzione dei vincitori e degli idonei».

4.38
BERARDI
Al comma 6, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «, fatte salve le graduatorie degli idonei dei concorsi a cattedra».

4.39
IANNONEBERTACCO
Al comma 6 aggiungere in fine le seguenti parole: «fatte salve le graduatorie degli idonei dei concorsi a cattedra».

4.40
PARENTEPATRIARCALAUSNANNICINI
Dopo il comma 6 aggiungere i seguenti:
«6-bis. A decorrere dal 1º gennaio 2019 e fino al 31 dicembre 2023, nei limiti del 30 per cento della spesa del personale cessato nell'anno precedente, inquadrato nell'area/categoria di confluenza, in deroga alle facoltà assunzionali ed entro il 40 per cento delle vacanze di organico, le pubbliche amministrazioni sono autorizzate ad attivare, con cadenza annuale, entro e non oltre il 31 marzo dell'anno successivo, previo confronto con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative, procedure selettive riservate al personale di ruolo, fermo restando il possesso dei titoli di studio richiesti per l'accesso dall'esterno, finalizzate alla progressione nell'area/categoria superiore, nella fascia iniziale di ciascun settore professionale/merceologico, in presenza:

a) di un'anzianità di servizio nell'amministrazione medesima di almeno 10 anni nel medesimo settore professionale/merceologico per il quale si concorre, ovvero di impiego continuativo e coevo da almeno 15 anni;
b) di permanenza nella fascia/livello apicale dell'area/categoria di inquadramento di almeno 5 anni con le medesime modalità e criteri di cui alla lettera precedente.
6-
ter. Qualora nell'area/categoria di inquadramento inferiore vi sia personale in possesso dei titoli richiesti per l'inquadramento nell'area superiore ed afferente al medesimo settore professionale/merceologico per cui si rende necessario il reclutamento, le pubbliche amministrazioni provvedono alle nuove assunzioni, utilizzando prioritariamente le procedure selettive suddette, prima di procedere al reclutamento di nuovo personale con accesso dall'esterno.
6-
quater. Agli oneri derivanti dal comma 6-bis, valutati nel limite massimo di 50 milioni di euro a decorrere dal 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione della dotazione del Fondo per interventi strutturali di politica economica di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito con modificazioni dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307».


4.41
LAFORGIADE PETRISGRASSOERRANI
Dopo il comma 7 aggiungere i seguenti:
«7-bis. L'efficacia delle graduatorie dei concorsi pubblici per assunzioni a tempo indeterminato, vigenti alla data del 31 dicembre 2018 è prorogata al 31 dicembre 2019, ferma restando la vigenza delle stesse fino alla completa assunzione dei vincitori e, per gli idonei, l'eventuale termine di maggior durata della graduatoria ai sensi dell'articolo 35, comma 5-ter, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
7-
ter. Al comma 15 dell'articolo 22 del decreto legislativo 25 maggio 2017, n.75, secondo periodo, sostituire le parole: ''20 per cento'' con le seguenti: ''50 per cento''.
7-
quater. Al comma 1, dell'articolo 20 del decreto legislativo 25 maggio 2017, n.75, lettera e), sostituire le parole: ''31 dicembre 2017'' con le seguenti: ''31 dicembre 2018''».
Conseguentemente, dopo l'articolo 5 inserire il seguente:

«Art. 5-bis.

(Contributo a carico dei produttori di bevande analcoliche gassate)

1. Nell'ambito di politiche finalizzate ad un rafforzamento di campagne di prevenzione per la salute e di promozione di corretti stili di vita, a decorrere dal 1º gennaio 2019 è introdotto un contributo a carico dei produttori di bevande analcoliche con zuccheri aggiunti e con edulcoranti, in ragione di 7, 16 euro per ogni 100 litri immessi sul mercato.

2. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministero della salute, vengono definiti modalità e termini di applicazione del contributo di cui al comma precedente».


4.42
LAFORGIADE PETRISGRASSOERRANI
Dopo il comma 7 aggiungere il seguente:
«7-bis. Al comma 14 dell'articolo 20 del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, sostituire le parole: ''di cui ai commi 3 e 4'' con le seguenti: ''di cui ai commi 3 e 14''».
Conseguentemente, dopo l'articolo 5 inserire il seguente:

«Art. 5-bis.

(Contributo a carico dei produttori di bevande analcoliche gassate)

1. Nell'ambito di politiche finalizzate ad un rafforzamento di campagne di prevenzione per la salute e di promozione di corretti stili di vita, a decorrere dal 1º gennaio 2019 è introdotto un contributo a carico dei produttori di bevande analcoliche con zuccheri aggiunti e con edulcoranti, in ragione di 7,16 euro per ogni 100 litri immessi sul mercato.

2. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministero della salute, vengono definiti modalità e termini di applicazione del contributo di cui al comma precedente».


4.43
LAFORGIADE PETRISGRASSOERRANI
Dopo il comma 7 aggiungere il seguente:
«7-bis. Fermo il rispetto della disciplina in materia di programmazione economico-finanziaria e di pianificazione dei fabbisogni di personale, a partire dall'anno 2019 ai comuni, alle unioni di comuni e alle città metropolitane non si applicano i divieti assunzionali previsti nelle seguenti disposizioni:
a) articolo l, commi 470 e 508, della legge 11 dicembre 2016, n. 232;
b) articolo 9, comma 1-quinquies, del decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2016, n. 160;

c) articolo 9, comma 3-bis, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e successive modifiche e integrazioni;

d) articolo 48 del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198;
e) articolo 10, comma 5, del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150».

 

4.45
IANNONEBERTACCO
Dopo il comma 7, aggiungere seguente:
«7-bis. Fermo il rispetto della disciplina in materia di programmazione economico-finanziaria e di pianificazione dei fabbisogni di personale, a partire dall'anno 2019 ai comuni, alle unioni di comuni e alle città metropolitane non si applicano i divieti assunzionali previsti nelle seguenti disposizioni:

a) articolo 1, commi 470 e 508, della legge 11 dicembre 2016, n.  232;

b) articolo 9, comma 1-quinquies, del decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2016, n.  160;

c) articolo 9, comma 3-bis, del decreto-legge 29 novembre 2008, n.  185, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e successive modifiche è integrazioni;

d) articolo 48 del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198;

e) articolo 10, comma 5, del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n.  150».


4.44
BERTACCOIANNONE
Dopo il comma 7, aggiungere il seguente:
«7-bis. L'efficacia delle graduatorie dei concorsi pubblici per assunzioni presso le pubbliche amministrazioni, vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge, è prorogata al 31 dicembre 2019».

4.46
PATRIARCALAUS
Dopo il comma 7, aggiungere i seguenti:
«7-bis. A decorrere dal 1º settembre 2019, per i dirigenti scolastici sono versate nel Fondo unico nazionale di cui all'articolo 42 del Contratto Collettivo Nazionale Lavoro del 1º marzo 2002 le quote di retribuzione individuale di anzianità dei Dirigenti Scolastici cessati dal servizio tra il 31 agosto 2012 e il 31 agosto 2018.
7-
ter. Agli oneri derivanti dal comma 7-bis, valutati nel limite massimo di 20 milioni di euro a decorrere dal 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione della dotazione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, convertito con modificazioni dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307».

4.47
MASINIMALLEGNIFLORISTOFFANINRIZZOTTISTABILEGALLONEDE POLI
Dopo il comma 7, aggiungere, in fine, il seguente:
«7-bis. Per le finalità di cui al comma 4, lettera a), l'efficacia delle graduatorie dei concorsi pubblici per assunzioni a tempo indeterminato, vigenti alla data del 31 dicembre 2018 e relative alle amministrazioni pubbliche soggette a limitazioni delle assunzioni, è prorogata al 31 dicembre 2019, ferma restando la vigenza delle stesse fino alla completa assunzione dei vincitori e, per gli idonei, l'eventuale termine di maggior durata della graduatoria ai sensi dell'articolo 35, comma 5-ter, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165».

4.48
ZANDAPATRIARCA
Dopo il comma 7 aggiungere il seguente:
«7-bis. Pe le finalità di cui al comma 4, lettera a), l'efficacia delle graduatorie dei concorsi pubblici per assunzioni a tempo indeterminato, vigenti alla data del 31 dicembre 2018 e relative alle amministrazioni pubbliche soggette a limitazioni delle assunzioni, è prorogata al 31 dicembre 2019, ferma restando la vigenza delle stesse fino alla completa assunzione dei vincitori e, per gli idonei, l'eventuale termine di maggior durata della graduatoria ai sensi dell'articolo 35, comma 5-ter, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165».

4.49
PATRIARCAPARENTELAUSNANNICINI
Dopo il comma 7 aggiungere i seguenti:
«7-bis. Ai fini della determinazione della capacità assunzionale, a decorrere dall'anno 2019, fermo restando l'obbligo di conseguire un saldo non negativo, in termini di competenza, tra le entrate finali e le spese finali, e nel rispetto dei limiti complessivi di spesa per il personale ai sensi dei commi 557-quater e 562 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, ai comuni e alle loro unioni e alle città metropolitane non si applicano le disposizioni normative che prevedono limitazioni al turn-over di personale, e in particolare le seguenti disposizioni:
a) comma 28 dell'articolo 9 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122;
b) comma 5 dell'articolo 3 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114;
c) comma 845 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205;
d) comma 562, secondo periodo, dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

7-ter. Agli oneri derivanti dal presente comma, valutati nel massimo di 20 milioni di euro a decorrere dall'anno 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione della dotazione del Fondo per interventi strutturali di politica economica di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito con modificazioni dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307».


4.0.1
LAFORGIADE PETRISGRASSOERRANI
Dopo l'articolo, aggiungere il seguente:

«Art. 4-bis.

1. In considerazione dei notevoli livelli di risparmio già conseguiti nel Servizio Sanitario Nazionale nel rispetto degli obblighi comunitari e ritenendo necessario adeguare i piani triennali di fabbisogno del personale (PTFP) a una migliore erogazione dei LEA, in coerenza al piano assunzionale programmato, il comma 3 dell'articolo 17 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e successive modificazioni, è abrogato.

2. Il comma 3-bis dell'articolo 17 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente: ''La regione è giudicata adempiente agli obiettivi di finanza pubblica ove abbia assicurato l'equilibrio economico''».

Conseguentemente, dopo l'articolo 5 inserire il seguente:


«Art. 5-bis.

(Modifiche all'imposta sulle transazioni finanziarie)

1. All'articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228, sono apportate le seguenti modifiche:

a) al comma 491, primo periodo premettere le parole: ''In attesa dell'introduzione di una normativa europea, in via transitoria'';

b) al medesimo comma 491, sostituire le parole: ''Per valore della transazione si intende il valore del saldo netto delle transazioni regolate giornalmente relative al medesimo strumento finanziario e concluse nella stessa giornata operativa da un medesimo soggetto, ovvero il corrispettivo versato.'' con le seguenti: ''Per valore della transazione si intende il valore della singola operazione.'', e sostituire le parole: ''Sono altresi esclusi dall'imposta i trasferimenti di proprietà di azioni negoziate in mercati regolamentari o sistemi multilaterali di negoziazione emesse da società la cui capitalizzazione media nel mese di novembre dell'anno precedente a quello in cui avviene il trasferimento di proprietà sia inferiore a 500 milioni di euro'' con le seguenti: ''Sono altresi esclusi dall'imposta i trasferimenti di proprietà di azioni emesse da società la cui capitalizzazione media nel mese di novembre dell'anno precedente a quello in cui avviene il trasferimento di proprietà sia inferiore a 500 milioni di euro'';

c) dal comma 492, eliminare le parole: ''che abbiano come sottostante prevalentemente uno o più strumenti finanziari di cui al comma 491, o il cui valore dipenda prevalentemente da uno o più degli strumenti finanziari di cui al medesimo comma,'', '', che permettano di acquisire o di vendere prevalentemente uno o più strumenti finanziari di cui al comma 491 o che comportino un regolamento in contanti determinato con riferimento prevalentemente a uno o più strumenti finanziari indicati al precedente comma» e sostituire le parole: ''ad imposta in misura fissa, determinata con riferimento alla tipologia di strumento e al valore del contratto, secondo la tabella 3 allegata alla presente legge'' con le seguenti: ''ad imposta con aliquota dello 0,05 per cento sul valore della transazione'';

d) dopo il comma 499, aggiungere il seguente:

''499-bis. Nella nota 3-ter all'articolo 13 della tariffa allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: 'Non sono altresì soggette all'imposta le comunicazioni relative ai depositi di titoli emessi con modalità diverse da quelle cartolari e comunque oggetto di successiva dematerializzazione, il cui complessivo valore nominale o di rimborso posseduto presso ciascuna banca sia pari o inferiore a mille euro.''';

e) al comma 500, aggiungere, in fine, il seguente periodo: ''Quanto previsto in via transitoria nei commi dal 491 al presente deve essere adeguato alla normativa europea in fase di definizione (proposta di direttiva COM (2013) 71), entro sei mesi dall'entrata in vigore di quest'ultima, prevedendo, in particolare l'introduzione del principio di emissione a complemento del più generale principio di residenza, onde limitare quanto più possibile i fenomeni di delocalizzazione degli istituti finanziari''.

2. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le modalità di applicazione delle modifiche introdotte all'imposta sulle transazioni finanziarie dal precedente comma 1.
3. Le maggiori entrate provenienti dalle modifiche apportate all'imposta sulle transazioni finanziarie dal comma 1 del presente articolo confluiscono nel Fondo di cui al comma 140 dell'articolo 1, della legge 11 dicembre 2016, n. 232».


4.0.2
RIZZOTTISTABILEFLORISTOFFANINGALLONEDE POLI
Dopo l'articolo, è aggiunto il seguente:

«4-bis.

(Assunzioni medici Inps – riduzione rapporti esterni)

1. Al fine di assicurare efficienza ed efficacia degli accertamenti dei requisiti sanitari in materia di invalidità civile l'INPS, in attesa dell'approvazione del piano dei fabbisogni relativamente al proprio personale medico, è autorizzato ad indire con modalità d'urgenza un concorso per dirigenti medici nella misura di un contingente complessivamente corrispondente al 100 per cento del personale di ruolo cessato dal servizio a partire dall'entrata in vigore dell'articolo 1, comma 111, della legge 24 dicembre 2012 n. 228 e del numero di posti vacanti nella dotazione organica del personale medico dell'Istituto al 31 dicembre 2012.

2. Nelle more dell'espletamento delle procedute concorsuali, l'INPS è autorizzato a prorogare di un anno la validità delle graduatorie regionali e dei relativi contratti dei medici specialisti convenzionati con incarichi professionali a tempo determinato finalizzati all'espletamento degli adempimenti medico legali dell'ente.

3. In caso di esaurimento di una delle graduatorie regionali di cui al comma 2, potrà essere indetta una nuova procedura selettiva, esclusivamente su base regionale, per incarichi della durata massima di un anno».

Conseguentemente, agli oneri derivanti dalla presente disposizione, pari a 50 milioni di euro a decorrere dal 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma ''Fondi di riserva e speciali'' della missione ''Fondi da ripartire'' dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2018, allo scopo utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'economia e delle finanze.


4.0.3
MODENA
Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 4-bis.

1. Alle lettere c) del comma 1 e b) del comma 2 dell'articolo 20 del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, le parole: ''31 dicembre 2017'' sono sostituite dalle parole: ''31 dicembre 2018''.

2. Fermo restando il possesso di tutti gli altri requisiti previsti, il termine di cui alle lettere c) del comma 1 e b) del comma 2 dell'articolo 20 del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, è prorogato fino al 31 dicembre 2018 per le Amministrazioni presso le quali non sia annoverato personale che maturi il triennio previsto entro la data del 31 dicembre 2017.

3. In assenza di personale in possesso di tutti i requisiti di cui alle lettere a)b) e c) del comma 1 o delle lettere a) e b) del comma 2 dell'articolo 20 del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, il termine del 31 dicembre 2017 ivi stabilito è prorogato al 31 dicembre 2018.

4. Dal presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono nell'ambito delle proprie risorse».


4.0.4
PESCOROMANOPRESUTTOACCOTOPIRROMARCO PELLEGRINIDELL'OLIOTURCOGALLICCHIO
Dopo l'articolo, aggiungere il seguente:

«Art. 4-bis.

(Graduatorie concorsuali presso le pubbliche amministrazioni)

1. Per il triennio 2019, 2020 e 2021 le assunzioni a tempo indeterminato di personale dirigenziale e delle qualifiche professionali presso ciascuna amministrazione pubblica sono subordinate all'indisponibilità di idonei di graduatorie di concorsi pubblici già espletati per le specifiche funzioni richieste da ciascuna amministrazione sulla base dei propri fabbisogni. L'ordine di priorità tra le diverse graduatorie di cui al precedente periodo è dettato dalla data della graduatoria a partire dalla più risalente nel tempo. Nell'ambito del monitoraggio di cui all'articolo 4, comma 5, del decreto legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito con modificazioni dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, il Ministero per la pubblica amministrazione provvede alla individuazione di tale ordine di priorità con cadenza al 31 marzo di ciascun anno».


4.0.5

LUCIDIROMANOMAIORINO

Dopo l'articolo, aggiungere il seguente:


«Art. 4-bis.

(Proroga di termini in materia di graduatorie concorsuali

presso le pubbliche amministrazioni)

1. In materia di graduatorie e assunzioni presso le pubbliche amministrazioni, sono disposte le seguenti proroghe di termini:

a) l'efficacia delle graduatorie dei concorsi pubblici per assunzioni a tempo indeterminato, vigenti alla data di entrata in vigore del presente decreto legge e relative alle amministrazioni pubbliche soggette a limitazioni delle assunzioni, è prorogata al 31 dicembre 2019, ferma restando la vigenza delle stesse fino alla completa assunzione dei vincitori e, per gli idonei, l'eventuale termine di maggior durata della graduatoria ai sensi dell'articolo 35, comma 5-ter, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;
b) sono prorogate, fino al 31 dicembre 2019, le graduatorie vigenti del personale dei corpi di cui all'articolo 66, comma 9-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.
2. All'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo si provvede nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente».


4.0.6
FLORIDIAMATRISCIANOROMANONOCERINOCAMPAGNAAUDDINO
Dopo l'articolo, aggiungere il seguente:

«Art. 4-bis.

(Disposizioni in tema di stabilizzazioni)

1. All'articolo 20 del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, sono apportate le seguenti modificazioni:

1) al comma 1, lettera c), le parole: ''al 31 dicembre 2017'', sono sostituite con le seguenti: ''al 31 dicembre 2018'';

2) al comma 2, lettera b), le parole: ''al 31 dicembre 2017'', sono sostituite con le seguenti: ''al 31 dicembre 2018''.

2. L'articolo 20, comma 1, del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, come modificato ai sensi del comma 1 del presente articolo, si applica, ai fini del computo del periodo di cui alla lettera a) dello stesso articolo 20, comma 1, anche a coloro che, successivamente alla data di entrata in vigore della legge 7 agosto 2015, n. 124, risultino essere o essere stati in servizio con contratti di collaborazione presso l'amministrazione che procede all'assunzione, a condizione sussistano i requisiti richiesti di cui alle lettere b) e c).

3. L'articolo 20, comma 2, del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, come modificato ai sensi del comma 1 del presente articolo, si applica anche a coloro che siano stati titolari di assegni di ricerca, qualora l'attività sia stata svolta presso enti pubblici di ricerca, con i quali vi sia stato un rapporto di associazione, indipendentemente dal fatto che l'assegno di ricerca sia stato erogato da Università, enti pubblici di ricerca o altri enti.

4. Ai maggiori oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo, valutati in 100 milioni di euro annui, si provvede:

a) quanto a 35 milioni di euro mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma ''Fondi di riserva e speciali'' della missione ''Fondi da ripartire'' dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2018, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero;

b) quanto a 45 milioni di euro mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma ''Fondi di riserva e speciali'' della missione ''Fondi da ripartire'' dello stato di previsione del Ministero Affari esteri e della cooperazione internazionale per l'anno 2018, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero;

c) quanto a 20 milioni di euro mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa del fondo per le esigenze indifferibili di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.


4.0.7
LAFORGIADE PETRISGRASSOERRANI
Dopo l'articolo, aggiungere il seguente:

«Art. 4-bis.

(Proroga contratti personale Istituti e luoghi di cultura)

1. I contratti a tempo determinato stipulati dagli istituti e luoghi della cultura, ai sensi dell'articolo 8 del decreto legge 31 maggio 2014 n. 83, possono essere prorogati per l'anno 2019 non oltre il limite massimo previsto dalla legge, come richiamato dall'articolo 36, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nel limite massimo di 1,5 milioni di euro per l'anno 2019.

2. Agli oneri derivanti dall'attuazione delle disposizioni di cui al comma 1, a decorrere dal 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni di stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma ''Fondi di riserva speciali'' della missione ''Fondi da ripartire'' dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2018, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'economia e delle finanze. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio».


4.0.8
PATRIARCAPARENTELAUSNANNICINIBOLDRINI
Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 4-bis.

(Contratti degli istituti e luoghi della cultura)

1. I contratti a tempo determinato stipulati dagli istituti e luoghi della cultura, ai sensi dell'articolo 8 del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106, possono essere prorogati per l'anno 2019 non oltre il limite massimo previsto dalla legge, come richiamato dall'articolo 36, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nel limite massimo di 1,5 milioni di euro per l'anno 2019.

2. Agli oneri derivanti dal comma l, valutati nel limite massimo di 1,5 milioni di euro per l'anno 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma ''Fondi di riserva e speciali'' della missione ''Fondi da ripartire'' dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2018, allo scopo utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'economia e delle finanze».


4.0.9
LAFORGIADE PETRISGRASSOERRANI
Dopo l'articolo, aggiungere il seguente:

«Art. 4-bis.

(Assunzioni nella pubblica amministrazione)

1. Al fine di garantire la necessaria continuità di azione dell'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo sviluppo e realizzare il potenziamento dell'utilizzo dei fondi di cui al comma 2 dell'articolo 5 della legge 11 agosto 2014 n. 125, l'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo è autorizzata ad utilizzare la capacità assunzionale di cui al DPCM 27 febbraio 2017 per le finalità di cui agli articoli 20 e 22 del decreto legislativo 25 maggio 2017 n. 75«.

Conseguentemente dopo l'articolo 5 inserire il seguente:


«Art. 5-bis.

(Modifiche all'imposta sulle transazioni finanziarie)

1. All'articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228, sono apportate le seguenti modifiche:

a) al comma 491, primo periodo premettere le parole: «In attesa dell'introduzione di una normativa europea, in via transitoria»;

b) al medesimo comma 491, sostituire le parole: ''Per valore della transazione si intende il valore del saldo netto delle transazioni regolate giornalmente relative al medesimo strumento finanziario e concluse nella stessa giornata operativa da un medesimo soggetto, ovvero il corrispettivo versato.'' con le seguenti: ''Per valore della transazione si intende il valore della singola operazione.'', e sostituire le parole: ''Sono altresì esclusi dall'imposta i trasferimenti di proprietà di azioni negoziate in mercati regolamentari o sistemi multilaterali di negoziazione emesse da società la cui capitalizzazione media nel mese di novembre dell'anno precedente a quello in cui avviene il trasferimento di proprietà sia inferiore a 500 milioni di euro'' con le seguenti: ''Sono altresì esclusi dall'imposta i trasferimenti di proprietà di azioni emesse da società la cui capitalizzazione media nel mese di novembre dell'anno precedente a quello in cui avviene il trasferimento di proprietà sia inferiore a 500 milioni di euro'';

c) dal comma 492, eliminare le parole: ''che abbiano come sottostante prevalentemente uno o più strumenti finanziari di cui al comma 491, o il cui valore dipenda prevalentemente da uno o più degli strumenti finanziari di cui al medesimo comma,'', '', che permettano di acquisire o di vendere prevalentemente uno o più strumenti finanziari di cui al comma 491 o che comportino un regolamento in contanti determinato con riferimento prevalentemente a uno o più strumenti finanziari indicati al precedente comma'' e sostituire le parole: ''ad imposta in misura fissa, determinata con riferimento alla tipologia di strumento e al valore del contratto, secondo la tabella 3 allegata alla presente legge'' con le parole ''ad imposta con aliquota dello 0,05 per cento sul valore della transazione'';

d) dopo il comma 499, aggiungere il seguente: ''499-bis. Nella nota 3-ter all'articolo 13 della tariffa allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642'', è aggiunto, in fine, il seguente periodo: 'Non sono altresì soggette all'imposta le comunicazioni relative ai depositi di titoli emessi con modalità diverse da quelle cartolari e comunque oggetto di successiva dematerializzazione, il cui complessivo valore nominale o di rimborso posseduto presso ciascuna banca sia pari o inferiore a mille euro. ''';

e) al comma 500, aggiungere, in fine, il seguente periodo: ''Quanto previsto in via transitoria nei commi dal 491 al presente deve essere adeguato alla normativa europea in fase di definizione (proposta di direttiva COM (2013) 71), entro sei mesi dall'entrata in vigore di quest'ultima, prevedendo, in particolare l'introduzione del principio di emissione a complemento del più generale principio di residenza, onde limitare quanto più possibile i fenomeni di delocalizzazione degli istituti finanziari''.

2. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le modalità di applicazione delle modifiche introdotte all'imposta sulle transazioni finanziarie dal precedente comma 1.

3. Le maggiori entrate provenienti dalle modifiche apportate all'imposta sulle transazioni finanziarie dal comma 1 del presente articolo confluiscono nel Fondo di cui al comma 140 dell'articolo 1, della legge 11 dicembre 2016, n. 232».


4.0.10
CANTÙPIZZOLNISINI
Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«4-bis.

(Personale sanitario delle regioni con bilanci in equilibrio)

1. All'articolo 17 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e successive modificazioni, al comma 3-bis, come modificato dal comma 584 dell'articolo 1 della legge 23.12.2014, n.190, è aggiunto il seguente periodo: ''A decorrere dall'esercizio 2019 la regione che abbia conseguito l'equilibrio economico finanziario almeno nei tre anni precedenti, si considera comunque adempiente anche ai fini del parametro relativo alla spesa di personale in caso di sussistenza dell'equilibrio predetto nell'anno considerato ai fini del monitoraggio.''».


4.0.11
LAFORGIADE PETRISGRASSOERRANI
Dopo l'articolo, aggiungere il seguente:

«Art. 4-bis.

1. Al comma 3, dell'articolo 23, del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, sopprimere le seguenti parole: ''con esclusione degli enti del Servizio sanitario nazionale,''».

Conseguentemente dopo l'articolo 5 inserire il seguente:


«Art. 5-bis.

(Modifiche all'imposta sulle transazioni finanziarie)
1. All'articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228, sono apportate le seguenti modifiche:

a) al comma 491, primo periodo premettere le parole: ''In attesa dell'introduzione di una normativa europea, in via transitoria'';

b) al medesimo comma 491, sostituire le parole: ''Per valore della transazione si intende il valore del saldo netto delle transazioni regolate giornalmente relative al medesimo strumento finanziario e concluse nella stessa giornata operativa da un medesimo soggetto, ovvero il corrispettivo versato.'' con le seguenti: ''Per valore della transazione si intende il valore della singola operazione.'', e sostituire le parole: ''Sono altresì esclusi dall'imposta i trasferimenti di proprietà di azioni negoziate in mercati regolamentari o sistemi multilaterali di negoziazione emesse da società la cui capitalizzazione media nel mese di novembre dell'anno precedente a quello in cui avviene il trasferimento di proprietà sia inferiore a 500 milioni di euro'' con le seguenti: ''Sono altresì esclusi dall'imposta i trasferimenti di proprietà di azioni emesse dà società la cui capitalizzazione media nel mese di novembre dell'anno precedente a quello in cui avviene il trasferimento di proprietà sia inferiore a 500 milioni di euro'';

c) dal comma 492, eliminare le parole: ''che abbiano come sottostante prevalentemente uno o più strumenti finanziari di cui al comma 491, o il cui valore-dipenda prevalentemente da uno o più degli strumenti finanziari di cui al medesimo comma,'', '', che permettano di acquisire o di vendere prevalentemente uno o più strumenti finanziari di cui al comma 491 o che comportino un regolamento in contanti determinato con riferimento prevalentemente a uno o più strumenti finanziari indicati al precedente comma'' e sostituire le parole: ''ad imposta in misura fissa, determinata con riferimento alla tipologia di strumento e al valore del contratto, secondo la tabella 3 allegata alla presente legge'' con le parole: ''ad imposta con aliquota dello 0,05 per cento sul valore della transazione'';

d) dopo il comma 499, aggiungere il seguente:

''499-bis. Nella nota 3-ter all'articolo 13 della tariffa allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: 'Non sono altresì soggette all'imposta le comunicazioni relative ai depositi di titoli emessi con modalità diverse da quelle cartolari e comunque oggetto di successiva dematerializzazione, il cui complessivo valore nominale o di rimborso posseduto presso ciascuna banca sia pari o inferiore a mille euro.''';

e) al comma 500, aggiungere, in fine, il seguente periodo: ''Quanto previsto in via transitoria nei commi dal 491 al presente deve essere adeguato alla normativa europea in fase di definizione (proposta di direttiva COM (2013) 71), entro sei mesi dall'entrata in vigore di quest'ultima, prevedendo, in particolare l'introduzione del principio di emissione a complemento del più generale principio di residenza, onde limitare quanto più possibile i fenomeni di delocalizzazione degli istituti finanziari''.

2. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le modalità di applicazione delle modifiche introdotte all'imposta sulle transazioni finanziarie dal precedente comma 1.

3. Le maggiori entrate provenienti dalle modifiche apportate all'imposta sulle transazioni finanziarie dal comma 1 del presente articolo confluiscono nel Fondo di cui al comma 140 dell'articolo 1, della legge 11 dicembre 2016, n. 232».


4.0.12
LAFORGIADE PETRISGRASSOERRANI

Dopo l'articolo, aggiungere il seguente:

«Art. 4-bis.

(Differimento entrata in vigore del Regolamento recante istruzioni generali sulla gestione amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell'articolo 1, comma 143, della legge 13 luglio 2015, n. 107)

1. Il decreto Interministeriale 28 agosto 2018, n. 129, regolamento recante istruzioni generali sulla gestione amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell'articolo 1, comma 143, della legge 13 luglio 2015, n. 107 entra in vigore il 1º gennaio 2020».


4.0.13
LAFORGIADE PETRISGRASSOERRANI
Dopo l'articolo, aggiungere il seguente:

«Art. 4-bis.

(Misure a tutela della polizia locale)

1. All'articolo 7, comma 2-ter, ultimo periodo, del decreto-legge 20 febbraio 2017, n. 14, coordinato con la legge di conversione 18 aprile 2017, n. 48, sostituire le parole: ''dai comuni'' con le seguenti: ''dagli enti locali''.

2. Anche in relazione alle ulteriori funzioni ed attività svolte dal personale della polizia locale circa la sicurezza urbana integrata, allo stesso si applica la normativa di cui al DPR n. 1092 del 1973 in materia di pensione privilegiata a seguito di gravi infortuni o malattie professionali invalidanti derivanti da cause di servizio, pertanto, tale personale viene ricompreso tra quello individuato dall'articolo 6 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, che ha diritto al trattamento di pensione privilegiata».

Conseguentemente dopo l'articolo 5 inserire il seguente:


«Art. 5-bis.

(Contributo a carico dei produttori di bevande analcoliche gassate)

1. Nell'ambito di politiche finalizzate ad un rafforzamento di campagne di prevenzione per la salute e di promozione di corretti stili di vita, a decorrere dal 1º gennaio 2019 è introdotto un contributo a carico dei produttori di bevande analcoliche con zuccheri aggiunti e con edulcoranti, in ragione di 7,16 euro per ogni 100 litri immessi sul mercato.
2. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministero della salute, vengono definiti modalità e termini di applicazione del contributo di cui al comma precedente.


4.0.14
LAFORGIADE PETRISGRASSOERRANI
Dopo l'articolo, aggiungere il seguente:

«Art. 4-bis.

(Tutela della genitorialità del personale di ruolo dipendente dalle pubblica amministrazione)

1. A tutela e sostegno della genitorialità, al personale di ruolo dipendente dalle pubbliche amministrazioni con figli con invalidità riconosciuta al 100 per cento e con disabilità di cui all'articolo 33, comma 3 della legge n. 104 del 1992, è riconosciuto come criterio di priorità l'assegnazione della sede di servizio nel comune di residenza del figlio, in soprannumero o in posizione di comando».


4.0.15
LAFORGIADE PETRISGRASSOERRANI
Dopo l'articolo, aggiungere il seguente:


«Art. 4-bis.

(Responsabilità dirigenziale nelle istituzioni scolastiche)

1. Al comma 1, dell'articolo 13 del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, lettera j), il capoverso 9-quater è abrogato».


4.0.16
LAFORGIADE PETRISGRASSOERRANI
Dopo l'articolo, aggiungere il seguente:

«Art. 4-bis.

(Trasformazione della Sogesid SpA in Invitalia Ambiente SpA)

1. Il Ministero dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e con il Ministero dello sviluppo economico, procede, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, alla trasformazione della società SOGESID SpA, di cui all'articolo 1, comma 503, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, al fine di renderla strumentale alle esigenze dei tre Ministeri suddetti.

2. In esito alla trasformazione di cui al comma 6-bis, SOGESID SpA assume la denominazione di INVITALIA AMBIENTE SpA ed è posta sotto il controllo dell'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa SpA (di seguito INVITALIA SpA). L'assetto organizzativo di INVITALIA SpA e delle sue controllate, ove necessario, è rideterminato dai Ministeri competenti, al fine di renderlo coerente con quanto disposto dalla presente legge.

3. Per la realizzazione delle finalità di cui ai commi 6-bis e 6-ter, alla data di entrata in vigore del provvedimento del Ministero dell'economia e delle finanze di cui al comma 1, gli organismi di amministrazione della SOGESID SpA sono sciolti e sono individuati i nuovi organi societari. L'amministratore delegato della società INVITALIA AMBIENTE SpA è scelto tra i consiglieri di amministrazione individuati su proposta del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.
4. INVITALIA AMBIENTE SpA subentra nei rapporti di lavoro attualmente in capo a SOGESID Spa. Il personale subordinato in servizio all'entrata in vigore della presente legge è inquadrato sulla base di un apposita tabella di corrispondenza delle qualifiche, approvata con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta del Consiglio di Amministrazione di INVITALIA SpA, sentite le Organizzazioni sindacali del comparto di afferenza di SOGESID SpA. INVITALIA AMBIENTE SpA subentra altresì in tutti i rapporti convenzionali e in tutte le attività, anche a valere su risorse comunitarie, facenti capo a SOGESID SpA.
5. Agli oneri derivanti dall'attuazione delle disposizioni di cui ai commi precedenti, nel limite massimo di euro 10.000.000 a decorrere dal 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni di stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma ''Fondi di riserva speciali'' della missione ''Fondi da ripartire'' dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2018, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'economia e delle finanze. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio».


4.0.17
MALLEGNI
Dopo l'articolo, aggiungere il seguente:
«Art. 4-bis.
1. L'ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale dipendente anche di livello dirigenziale, di ciascuna delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 è autonomamente determinato da ogni ente, nel rispetto delle disposizioni contrattuali, con il solo limite finanziario previsto dall'articolo 1 comma 557-quater della legge n. 296 del 2006 e successive modificazioni e integrazioni, sia per gli enti sottoposti al rispetto del patto di stabilità (ora pareggio di bilancio) che per quelli non sottoposti al rispetto del patto di stabilità».

4.0.18
BOTTICIROMANO
Dopo l'articolo, aggiungere il seguente:

«Art. 4-bis.

(Norma di interpretazione autentica in materia di assunzione

del personale nelle società a controllo pubblico)

1. Il comma 4 dell'articolo 25 del decreto legislativo 19 agosto 2016, n.175 si interpreta nel senso che dal 1 luglio 2018 le società a controllo pubblico, che intendano procedere a nuove assunzioni, possono liberamente scegliere se attingere o meno agli elenchi di cui ai commi 2 e 3 del medesimo articolo 25».


Art.  5

5.1
BERARDI
Al comma 1, inserire il seguente periodo: «I buoni pasto, a partire dall'anno scolastico. 2019/2020 sono estesi anche al personale docente, collaboratore scolastico e ATA della scuola con rientro pomeridiano giornaliero laddove non coperto dal servizio mensa attivato dall'istituzione scolastica a seguito di tempo pieno e prolungato per gli studenti».
Conseguentemente, al comma 4, sostituire le parole: «3 milioni di euro», con le seguenti: «13 milioni di euro».

5.2
LAUSPATRIARCA
l comma 2, sostituire il terzo e quarto periodo con i seguenti: «Le somme recuperate sono versate da Consip S.p.A. all'entrata del bilancio dello Stato per essere: a)riassegnate alle amministrazioni pubbliche interessate, in misura pari al credito residuo vantato dalle stesse corrispondente al valore dei buoni pasto maturati e non spesi; b)distribuite alle microimprese, piccole e medie imprese di cui all'articolo 3, comma 1, lettera aa) del decreto legislativo n. 50 del 2016 in misura pari all'ammontare dei buoni pasto non rimborsati relativi alle gare indicate al comma 1. Qualora le somme recuperate risultino inferiori all'importo complessivo dei crediti vantati dai soggetti indicati alle lettere a) e b) del precedente periodo, Consip S.p.A. provvede al versamento delle stesse in favore di ciascuna amministrazione e delle imprese di cui all'articolo 3, comma 1, lettera aa) del decreto legislativo n. 50 del 2016 in proporzione all'entità del rispettivo credito».
Conseguentemente, al comma 3, sostituire il primo periodo con il seguente: «Fermo restando l'esercizio delle azioni necessarie per la tutela dei crediti delle pubbliche amministrazioni interessate, per l'attuazione degli interventi previsti dal comma 1 e per garantire alle microimprese, piccole e medie imprese di cui all'articolo 3, comma 1, lettera aa) del decreto legislativo n. 50 del 2016, il rimborso del servizio sostitutivo di mensa erogato in favore dei pubblici dipendenti, è istituito nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze un apposito fondo da ripartire, con una dotazione di 3 milioni di euro per l'anno 2019».

5.3
TOFFANINFLORISGALLONERIZZOTTIDAMIANIRONZULLIDE POLI
Al comma 2, sostituire il terzo e quarto periodo con i seguenti: «Le somme recuperate sono versate da Consip S.p.A. all'entrata del bilancio dello Stato per essere: a)riassegnate alle amministrazioni pubbliche interessate, in misura pari al credito residuo vantato dalle stesse corrispondente al valore dei buoni pasto maturati e non spesi; b)distribuite alle microimprese, piccole e medie imprese di cui all'articolo 3, comma 1, lettera aa) del decreto legislativo n. 50 del 2016 in misura pari all'ammontare dei buoni pasto non rimborsati relativi alle gare indicate al comma 1. Qualora le somme recuperate risultino inferiori all'importo complessivo dei crediti vantati dai soggetti indicati alle lettere a) e b) del precedente periodo, Consip S.p.A. provvede al versamento delle stesse in favore di ciascuna amministrazione e delle imprese di cui all'articolo 3, comma 1, lettera aa) del decreto legislativo n. 50 del 2016 in proporzione all'entità del rispettivo credito».
Conseguentemente, al comma 3, sostituire il primo periodo con il seguente: «Fermo restando l'esercizio delle azioni necessarie per la tutela dei crediti delle pubbliche amministrazioni interessate, per l'attuazione degli interventi previsti dal comma 1 e per garantire alle microimprese, piccole e medie imprese di cui all'articolo 3, comma 1, lettera aa) del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, il rimborso del servizio sostitutivo di mensa erogato in favore dei pubblici dipendenti, è istituito nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze un apposito fondo da ripartire, con una dotazione di 3 milioni di euro per l'anno 2019».
Conseguentemente, al comma 4, sostituire le parole: «3 milioni di euro», con le seguenti: «6 milioni di euro».

5.0.1
PATRIARCAPARENTELAUSNANNICINIBOLDRINI
Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 5-bis.

(Misure relative al personale del Servizio Sanitario Nazionale)

1. All'articolo 23, comma 3, del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, sono soppresse le parole: ''con esclusione degli enti del Servizio sanitario nazionale,''.

2. All'articolo 17 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e successive modificazioni, il comma 3 è abrogato.

3. All'articolo 17 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e successive modificazioni, il comma 3-bis è sostituito dal seguente:

''3-bis. La regione è giudicata adempiente agli obiettivi di finanza pubblica ove abbia assicurato l'equilibrio economico''.

4. Agli oneri derivanti dal presente articolo, valutati nel limite massimo di 20 milioni di euro a decorrere dal 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione della dotazione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190».


5.0.2
LAUSPATRIARCAPARENTENANNICINI
Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 5-bis.

(Monitoraggio)

1. Al fine di monitorare lo stato di attuazione degli interventi e delle misure di cui alla presente legge e di valutarne gli effetti sull'efficienza della pubblica amministrazione, è istituito presso il Ministero per la pubblica amministrazione un sistema di monitoraggio e valutazione, senza oneri a carico della finanza pubblica. Al sistema concorrono le parti sociali attraverso la partecipazione delle organizzazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale dei datori di lavoro e dei lavoratori.

Il sistema assicura, con cadenza almeno annuale, rapporti sullo stato di attuazione delle singole misure e sull'effettivo conseguimento degli obiettivi di cui alla presente legge».


5.0.3
TOFFANINFLORISGALLONERIZZOTTIDAMIANIRONZULLIDE POLI
Dopo l'articolo, aggiungere il seguente:

«Art. 5.

(Incentivi fiscali a favore degli esercizi convenzionali che erogano servizi sostitutivi di mensa per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni)

1. A decorrere dall'anno 2019, ai lavoratori autonomi ed alle imprese qualificate come esercizio convenzionato ai sensi del decreto del Ministero dello sviluppo economico 7 giugno 2017, n. 122, recante disposizioni in materia di servizi sostitutivi di mensa, in attuazione dall'articolo 144, comma 5, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, che abbiano subìto perdite su crediti risultanti da elementi certi e precisi, riguardanti buoni pasto ritirati ed emessi in virtù di convenzioni CONSIP, per conto di amministrazioni pubbliche, oltre alla deducibilità fiscale della perdita su crediti prevista all'articolo 101, comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, è attribuito un contributo sotto forma di credito d'imposta, pari al 75 per cento del valore della perdita, tenuto conto del limite massimo complessivo delle risorse di bilancio annualmente appositamente stanziate, che costituisce tetto di spesa.

2. Il credito d'imposta di cui al comma l è utilizzabile dai lavoratori autonomi e dalle imprese qualificate come esercizio convenzionato in compensazione dei loro debiti per imposte, contributi dovuti all'INPS ed altre somme dovute allo Stato, alle regioni ed agli enti previdenziali, ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare ai sensi dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, nel rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti le modalità e i criteri di attuazione delle disposizioni di cui al presente comma, con particolare riguardo all'individuazione delle perdite su crediti che danno diritto al credito d'imposta, ai casi di esclusione, alle procedure per la concessione e l'utilizzo del credito d'imposta, alla documentazione richiesta, all'effettuazione dei controlli e alle modalità finalizzate ad assicurare il rispetto del limite di spesa di cui al comma 1».

Conseguentemente, il Fondo di cui all'articolo l, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, è ridotto di 180 milioni di euro annui a decorrere dal 2019.


5.0.4
FLORISTOFFANINGALLONERIZZOTTIDAMIANIDE POLIRONZULLI
Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 5-bis.

(Nuove disposizioni in materia di buoni pasto)

1. All'articolo 5 del ''Regolamento recante disposizioni in materia di servizi sostitutivi di mensa, in attuazione dell'articolo 144, comma 5, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50'' di cui al Decreto del Ministero dello sviluppo economico 7 giugno 2017, n. 122 sono apportate le seguenti modifiche:

a) al comma 1, lettera d) aggiungere, in fine, le seguenti parole: ''le società emittenti sono comunque tenute a consegnare all'esercizio convenzionato garanzia fideiussoria rilasciata da imprese bancarie o assicurative che rispondano ai requisiti di solvibilità previsti dalle leggi'';

b) al comma 9 aggiungere in fine le seguenti parole: ''o di recedere dalle stesse in qualsiasi momento con preavviso di 30 giorni; il recesso dalle condizioni aggiuntive non comporta la risoluzione dell'accordo per quanto riguarda l'offerta di base senza servizi aggiuntivi di cui al comma 2''». 




05 Dicembre 2018
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