Il sindacato di Corso d’Italia lancia l’allarme per i lavoratori impiegati presso le amministrazioni pubbliche di Calabria, Puglia, Basilicata e Campania. Per la Confederazione “è urgente trovare soluzioni, già nella prossima legge di Bilancio, agli attuali vincoli che impediscono la stabilizzazione nell’immediato di questi lavoratori Cgil, garantire occupazione e salari ai lavoratori socialmente utili

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Cgil, garantire occupazione e salari ai lavoratori socialmente utili


“Garantire la stabilizzazione occupazionale e la continuità salariale a tutti i Lavoratori Socialmente Utili impiegati da tempo presso le amministrazioni pubbliche di Calabria, Puglia, Basilicata e Campania”. È quanto si legge in una nota della Cgil Nazionale, nella quale si sottolinea: “le recenti manifestazioni svoltesi anche in Calabria accendono i riflettori su un annoso problema ancora irrisolto”.

“Il lento e farraginoso percorso di attuazione del positivo accordo quadro sottoscritto tra Regioni e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali lo scorso 30 luglio, che inoltre prevede lo stanziamento di importanti risorse per i prossimi 4 anni, richiede - precisa la Cgil - di salvaguardare, in breve tempo, la fattibilità delle convenzioni per il pagamento dell’Assegno Asu”.

Per la Confederazione “è urgente trovare soluzioni, già nella prossima legge di Bilancio, agli attuali vincoli che impediscono la stabilizzazione nell’immediato di questi lavoratori e chiediamo a Governo, e in primis al ministro del Lavoro, di fornire precise e puntuali garanzie sulla continuità occupazionale e salariale per il prossimo 2019”, conclude la Cgil Nazionale.

TN


07 Dicembre 2018
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