Nell’incontro di oggi al Ministero del Lavoro, la produzione turca ha mantenuto la propria linea di chiusura, senza nessun patto sociale di accompagno con ammortizzatori sociali Pernigotti, Flai-Cgil: l’azienda chiude a qualsiasi ipotesi di vendita del marchio

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INDUSTRIA ALIMENTARE

Pernigotti, Flai-Cgil: l’azienda chiude a qualsiasi ipotesi di vendita del marchio


“Toksoz, i fratelli turchi che controllano la Pernigotti, hanno escluso qualsiasi ipotesi di vendita del marchio”. Lo dichiara Mauro Macchiesi, segretario nazionale Flai Cgil, al termine dell'incontro al ministero del Lavoro.

"Nell`odierno incontro al Ministero del Lavoro - si legge in una nota - i rappresentanti dell`azienda hanno continuato a tenere un atteggiamento di chiusura su qualsiasi ipotesi di vendita del marchio, in spregio alle posizioni del governo, delle organizzazioni sindacali, delle istituzioni locali e soprattutto dei lavoratori di Pernigotti di Novi Ligure, proponendo contratti di fornitura a terzi e la vendita dei macchinari dello stabilimento senza nessun patto sociale di accompagno con ammortizzatori sociali".

"Nella sostanza rimane in piedi la volontà di utilizzare il marchio Pernigotti per le produzioni che già si fanno in Turchia e proposte per le produzioni in Italia di scarso valore. In questi mesi abbiamo avuto dichiarazioni roboanti dal ministro Di Maio e dal Presidente della Commissione del Parlamento europeo ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Al termine dell’incontro le parti, su proposta del ministero del Lavoro, si sono aggiornate al 5 febbraio ma rimane sul tavolo del confronto la proposta di cassa integrazione per cessazione. Ci auguriamo - conclude Macchiesi - che in questo mese possano maturare condizioni diverse per l’affido delle produzioni italiane a un soggetto che abbia un profilo industriale".

TN


08 Gennaio 2019
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