Per il presidente di Confindustria Vicenza, Luciano Vescovi, la Tav non deve essere l’oggetto di un mero calcolo elettorale. La strada della decrescita, spiega Vescovi, non può mai essere felice Tav, Confindustria Vicenza: lo stop è un danno alle generazioni future

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Tav, Confindustria Vicenza: lo stop è un danno alle generazioni future


"Ci siamo già dimenticati del 2009 quando il Pil è sceso del 5%? Era felice quella decrescita? Non fare la Tav significa scegliere decisamente la via drammatica e farla pagare per decenni alle future generazioni per un mero e stupido calcolo elettorale di breve termine". Così il Presidente di Confindustria Vicenza Luciano Vescovi commenta le reazioni alla consegna dell'analisi costi-benefici della Tav al Ministro del Trasporti.

"È finito il tempo delle chiacchiere, bisogna uscire dall'equivoco e smettere di scegliere ogni giorno un modo nuovo per sabotare la competitività del Paese - afferma Vescovi -.Capisco che i Governatori delle Regioni maggiormente interessate dal tracciato stiano sventolando la bandiera del Referendum per ovviare a questa impasse imbarazzante del Ministro, ma farlo oggi, con i lavori in corso, dopo anni e anni di discussioni, progetti e milioni spesi per un'opera strategica che ha una portata continentale sarebbe l'ennesima puntata di una commedia che non fa ridere nessuno".

TN


11 Gennaio 2019
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