I giudici hanno sancito il diritto dei ricorrenti-cinque riders torinesi- ad avere una somma calcolata sulla retribuzione stabilita per dipendenti del contratto collettivo logistica-trasporto merci. Foodora, corte d’Appello: alla retribuzione dei rider si applichi il contratto nazionale

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Foodora, corte d’Appello: alla retribuzione dei rider si applichi il contratto nazionale


La corte d'Appello di Torino ha accolto per una parte sostanziale il ricorso di cinque ex rider di Foodora che chiedevano il riconoscimento della subordinazione del rapporto di lavoro. In primo grado, lo scorso giugno, le istanze erano state integralmente respinte. I giudici hanno sancito il diritto dei ricorrenti ad avere una somma calcolata sulla retribuzione stabilita per dipendenti del contratto collettivo logistica-trasporto merci.

Per Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto della Cisl , la sentenza di oggi della Corte d’Appello di Torino “riconosce ai riders le stesse spettanze e tutele del contratto nazionale della logistica come la Cisl, insieme a Cgil e Uil, ha sempre chiesto".

"La sentenza - aggiunge - è importante perché sancisce che anche per queste forme di lavoro flessibile si devono garantire forti tutele e diritti. Più che discutere di subordinazione o collaborazione dobbiamo ottenere stesse e uguali tutele. Chiediamo pertanto al Ministro del Lavoro Di Maio di riconvocare subito il Tavolo sui riders così da costruire definitivamente un accordo collettivo che generalizzi i principi oggi stabiliti a Torino. Chiediamo alle aziende del food delivery infine di uscire dal guscio e di trattare con i sindacati un contratto dignitoso", conclude Sbarra.

"Non possiamo non dirci soddisfatti, la sentenza dimostra che non eravamo dei pazzi quando affermavamo che queste persone avevano dei diritti", commenta a caldo l'avvocato Silvia Druetta, uno dei legali degli ex fattorini Foodora, alla pronuncia della Corte d'Appello di Torino. "E' la conferma - aggiunge - che i diritti esistono".

E.G.


11 Gennaio 2019
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