Nasce sul social l'equivoco sulla mozione del congresso di Bari che condanna "l'autoproclamazione" di Guaido e le ''ingerenze straniere'' verso la presidenza ''democraticamente eletta''. Ma un comunicato della Cgil piu' tardi precisa: "quel tweet un errore, non stiamo con Maduro''. Cgil con Maduro, anzi no. Un tweet sbagliato crea un caso al Congresso

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VENEZUELA

Cgil con Maduro, anzi no. Un tweet sbagliato crea un caso al Congresso

Argomento: Cgil

Tutto inizia giovedì mattina di buon’ora, con un tweet targato Cgil nazionale che recita così: " #congressoCgil, visto quanto accade in Venezuela, secondo i propri principi di libertà, democrazia e solidarietà, il congresso approva una mozione di condanna verso l'autoproclamazione #JuanGuaido a presidente e le ingerenze straniere verso la presidenza democraticamente eletta di Maduro ".

Salti sulle sedie da parte di molti, sconcertati di fronte alla presa di posizione del più grande sindacato italiano a favore del presidente venezuelano che definire democratico è piuttosto arduo. La Cgil con Maduro? possibile mai? Sul social si scatena la protesta, affiancata dall'incredulità: ''ma dite sul serio? non siete un fake?".  Non è un fake, no, ma è sicuramente un errore, come un tweet successivo, messo in rete dall'account di Corso Italia, si affretta a precisare:

" Ebbene sì. L’errore nel tweet sulla mozione #Venezuela c’è stato come si evince dalla sua lettura integrale. La Cgil rivolge un appello al governo del  #Venezuela a garanzia dei diritti e libertà fondamentali dei suoi abitanti. Nessun sostegno a Maduro né alle ingerenze esterne"

Tuttavia, ormai il primo tweet e' in circolo da ore, le proteste e lo sconcerto aumentano di tono, quindi interviene una nota ufficiale della confederazione a chiarire il tutto:

"Venezuela: Cgil, né con Maduro né con ingerenze esterne. Respingiamo letture interessate e pretestuose, combattiamo da sempre dittatori, e' il titolo del comunicato. Ma non e' finita. Pochi minuti, e arriva una nuova versione del comunicato, ulteriormente corretta nel titolo, per spazzare via ogni dubbio: "Venezuela: La Cgil non sta con Maduro. Respingiamo letture interessate e pretestuose, combattiamo da sempre dittatori".

 Nel testo si legge:  “La Cgil non sta con  Maduro né con le ingerenze esterne”. Così la Cgil Nazionale precisa la propria posizione, assunta oggi in una mozione assunta dal Congresso, relativa ai fatti che si stanno registrando in queste ore in Venezuela, respingendo le letture interessate e pretestuose. È assolutamente sbagliato e fuorviante descrivere una Cgil amica di dittatori sanguinari. I dittatori - specifica la Cgil -. noi li abbiamo sempre combattuti, in patria e fuori, quando è stata messa in discussione la libertà dei cittadini. A quanti oggi ci criticano senza ragione, diciamo che avremmo voluto sentire la loro voce quando in Brasile si organizzava un vero e proprio golpe bianco volto ad escludere l’ex presidente Lula dalla competizione elettorale per le Presidenziali. In quel caso, invece, solo un silenzio assordante”.

La Cgil, prosegue la nota,  ha espresso “profondissima preoccupazione per quando accade in Venezuela e ha chiesto il rispetto dello stato di diritto e dei diritti umani, evitando, da parte di quanti sono coinvolti, ogni azione di violenza e repressione. Abbiamo anche sottolineato la gravissima crisi economica e sociale nel Paese, diretta conseguenza delle scelte del governo. È una situazione di crisi che vede i cittadini venezuelani soffrire della mancanza di generi di prima necessità e di cure mediche, oltre che di perdita di potere di acquisto dei salari. Questa situazione si deve risolvere con gli strumenti della politica e del confronto, senza violenza e rispettando il diritto all’auto determinazione del popolo venezuelano”.

Alla Cgil sembra “non accettabile sul piano democratico che il presidente del Parlamento si possa auto proclamare Capo dello Stato, altrettanto inaccettabile è che a questo atto di imperio venga data legittimazione da parte di stati stranieri che così facendo, contribuiscono ad alimentare la tensione, anziché ridurla. Infine, abbiamo rivolto un appello alle autorità del Venezuela perché garantiscano diritti e libertà di espressione chiunque perché è solo attraverso la pratica della democrazia che quel paese potrà uscire rafforzato dalla terribile situazione attuale”, conclude il comunicato.

Di seguito, in ogni caso, riportiamo il testo integrale della mozione sul Venezuela votata dal Congresso Cgil:

Mozione urgente Crisi Venezuela approvata dal XVIII Congresso CGIL - Bari, 24 gennaio 2019

“La CGIL esprime profonda preoccupazione per gli avvenimenti delle ultime ore in Venezuela e si appella a tutte le parti in campo (governo, opposizioni, forze armate, società civile) per il rispetto dello stato di diritto e per la protezione dei diritti umani, evitando azioni violente, repressive e di non ritorno allo stato democratico. Il Venezuela vive da alcuni anni una grave crisi economica, che ha provocato l’esodo di oltre tre milioni di persone, la mancanza di generi di prima necessità e dell’assistenza sanitaria alla popolazione, la profonda perdita del potere acquisitivo dei salari con l’economia al collasso. Questa situazione deve trovare una soluzione politica, nonviolenta e decisamente inquadrata nel principio di autodeterminazione del popolo e della democrazia della Repubblica del Venezuela.

La CGIL condanna con estrema fermezza le ingerenze e le pressioni esterne, a partire dall’embargo imposto dagli USA su farmaci e sistema finanziario, che anziché aiutare il Venezuela ad uscire da questa crisi, ne hanno favorito la crescita, la profondità e la distanza tra le parti. Come condanna le immediate prese di posizione a favore dell’auto-proclamazione a capo dello stato del presidente del Parlamento, Juan Guaidò, quale risposta al risultato elettorale del maggio scorso che ha portato Nicolas Maduro per la seconda volta alla presidenza del paese.

La CGIL, coerentemente con i propri principi e valori di libertà , di rispetto per i diritti umani, di solidarietà internazionale, e per quanto sopra espresso, ritiene di dover rivolgere un appello alle istituzioni ed al governo del Venezuela affinché siano garantiti i diritti e le libertà di espressione e di associazione senza nessun tipo di discriminazione, perché solamente così facendo, e con l’aiuto e la solidarietà della comunità internazionale, il Venezuela potrà uscire da questa crisi più forte, più indipendente e più democratico”.

N.P.


24 Gennaio 2019
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