Nell’incontro di ieri al Mise, i sindacati di categoria esprimono preoccupazione per il futuro degli stabilimenti di Battipaglia (Salerno) e Terni. A rischio più di 200 lavoratori Sindacati, Treofan, Jindal ritiri la procedura di cessazioni di attività

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SETTORE CHIMICO

Sindacati, Treofan, Jindal ritiri la procedura di cessazioni di attività


Ritiro della procedura di cessazione attività e presentazione di un piano industriale serio e senza sacrifici per i lavoratori: è quello che la Femca-Cisl chiede al gruppo indiano Jindal circa il futuro degli stabilimenti Treofan di Battipaglia (Salerno) e Terni.

"Dopo l'incontro di ieri sera al Mise - dichiara la segretaria generale Nora Garofalo - restano forti preoccupazioni per i 67 dipendenti di Battipaglia (il doppio con l'indotto), sito che Jindal vuole chiudere, e per i 150 di Terni, stabilimento sul cui futuro non abbiamo notizie. Jindal deve capire che annullare in un colpo una realtà consolidata come la Treofan, con 40 anni di storia alle spalle, e mandare per strada lavoratori con professionalità elevate acquisite negli anni, è uno schiaffo non solo al territorio salernitano ma all’intera economia nazionale".

Per Garofalo "dal prossimo incontro al Mise, in programma il 18 febbraio, ci aspettiamo che i vertici della Jindal annuncino il ritiro della procedura di cessazione attività, con la presentazione di un piano industriale in grado di rilanciare l'attività dei due siti. Inoltre, stiamo cercando di capire se ci sono stati vizi procedurali da parte della Jindal nell'acquisizione della Treofan", ha concluso Garofalo.

Dello stesso avviso anche Eliseo Fiorin, vice segretario nazionale Ugl Chimici.

“Abbiamo richiesto fermamente al Gruppo Jindal di sospendere tutte le azioni fin quando non c’è una chiarezza su quanto avvenuto da ottobre ad oggi. Assenti, nonostante la convocazione del Mise i rappresentanti di Management&Capitali, - ha sottolineato Fiorin - responsabili della cessione di Treofan al Gruppo Jindal”.

Il sindacalista “ha criticato la decisione di Jindal di avviare la procedura di licenziamento collettivo per tutti i dipendenti del sito di Battipaglia. Non sono giustificate le azioni messe in atto, unilateralmente, senza prima la presentazione di un piano industriale definito e inoltre il previsto trasferimento di lavorazioni da un sito all’altro potrebbe avere ripercussioni negative, comunque da valutare, sulle attività di Terni e dello stesso sito Jindal di Brindisi”.

Per Fiorin “i livelli occupazionali dello stabilimento di Battipaglia vanno assolutamente salvaguardati. L’Ugl sarà al fianco dei lavoratori, che appaiono molto determinati a tutelare il loro posto di lavoro in un territorio già colpito da un alto grado di disoccupazione. Senza dimenticare che, finché Jindal non presenterà un piano industriale pluriennale, sono molto probabili ripercussioni negative anche sul sito di Terni visto che segnali provenienti da clienti e fornitori già esprimono forte preoccupazione”.

La riunione è stata aggiornata al tavolo ministeriale per il prossimo 18 febbraio, fino a quella data è stato chiesto “all’azienda di congelare azioni e tempi della procedura di licenziamento al fine di non alzare ulteriormente il livello di conflitto tra le parti”.

TN


05 Febbraio 2019
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