In un’intervista a La Stampa il presidente degli industriali definisce incompressibile il comportamento del governo, e si appella al premier Conte per normalizzare i rapporti Italia-Francia, Boccia (Confindustria): la crisi un danno all'export

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Italia-Francia, Boccia (Confindustria): la crisi un danno all'export


"Si è superato il limite. Non hanno ancora capito che stanno al governo e che l’opposizione è finita. Il loro comportamento è incomprensibile, crea disagio al paese e soprattutto all’economia. È una situazione inedita per la storia della nostra Repubblica". Il presidente della Confindustria Vincenzo Boccia, in un'intervista a La Stampa non nasconde la sua irritazione per la crisi diplomatica in atto tra la Francia e l`Italia, scoppiata dopo che il leader dei Cinque Stelle Luigi Di Maio ha incontrato alcuni esponenti dell`ala dura dei gilet gialli.

Secondo Boccia l'atteggiamento del governo "è inspiegabile. Il lunedì c’è chi parla da ministro e il martedì lo fa da leader del M5S. Salvini prova a normalizzare un Di Maio che continua a non arretrare. Che cosa non si fa per prendere consenso... Io mi appello al presidente del Consiglio Giuseppe Conte perché normalizzi il rapporto dell’Italia con un grande Paese come la Francia. Tutta questa situazione serve solo a confondere gli italiani".

"Il problema del nostro Paese è il debito pubblico e il rallentamento dell’economia, prima ne prendiamo atto e meglio è.

Invece ci distraggono con le loro iniziative, veniamo anche a sapere che i gilet gialli saranno a Sanremo per una manifestazione contro il nostro governo. Così si creano solo ulteriori conflitti - avverte il presidente di Confindustria -.

Abbiamo invece bisogno di un’Europa compatta e unita. Il bilateralismo ormai non è tra uno Stato e gli altri, ma tra l’Europa tutta e il resto del mondo. Altrimenti restiamo un nano politico. Ci stiamo comportando in modo provinciale".

Boccia annuncia poi di aver "parlato al telefono con il presidente della Confindustria francese, a fine mese ci vedremo.

Vogliamo realizzare un appello per l’Europa che parta da Francia e Italia per un’industria e una economia che uniscono.

La politica oggi paradossalmente divide. A maggior ragione saremo a Parigi e quasi sicuramente nessun ministro italiano verrà, eppure è l’incontro tra la seconda e la terza manifattura d’Europa. Il governo studi i fondamentali economici e la smetta di fare campagna elettorale negli altri Paesi".

Boccia avverte che questa crisi diplomatica potrebbe avere conseguenze economiche: "I danni potenziali per l’export sono enormi, visto che la Francia è il secondo partner commerciale dell`Italia dopo la Germania e potrebbe nascere nell`opinione pubblica francese un sentimento di rifiuto dei nostri prodotti.

Noi siamo il terzo paese fornitore dei francesi. La Francia ha investito 60 miliardi di euro in Italia e noi lì 25 miliardi.

Parliamo di cifre che fanno girare l’economia. Se diminuiscono gli acquisti in Italia ne risentiremo. Aggiungiamo che le questioni particolari come la Tav possono creare confronti serrati e conflitti. Ma non è possibile vedere un ministro che fa da sponda a un movimento di un altro Paese. È una campagna che non sta né in cielo né in terra. Di Maio dice che il popolo francese sta con lui. Che fa, si candida in Francia?".

TN


08 Febbraio 2019
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