Per le sigle firmatarie l’accordo presenta molti punti positivi, sul versante economico, della formazione, del welfare e dell’inquadramento Sindacati, positiva la firma del contratto di Fca, CnhI e Ferrari

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Sindacati, positiva la firma del contratto di Fca, CnhI e Ferrari


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La firma del contratto è stata salutata positivamente dai sindacati firmatari.

“Dopo quattro mesi di trattativa siamo giunti alla firma dell’ipotesi di accordo del contratto collettivo di FCA,CNHI-FERRARI. Un risultato positivo su tutti i fronti da quello salariale a quello dell’innovazione contrattuale con molti aspetti qualificanti sulla parte normativa”. Cosi in una nota il segretario generale della Fim-Cisl Marco Bentivogli e Ferdinando Uliano, segretario nazionale.

“E’ stata una trattativa difficile – proseguono i due sindacalisti - più volte abbiamo sfiorato alcune volte la rottura ma fortunatamente siamo poi riusciti a convincere l’azienda ad abbandonare alcune sue richieste che mettevano a rischio il negoziato, come: peggioramento dell’istituto della malattia, l’introduzione del lavoro plurisettimanale, e le richieste da parte aziendale di maggior inasprimento sulle sanzioni relativi all’articolo sui “rapporti in azienda”. Abbiamo condiviso quelle relative ad una maggior garanzia per il lavoratore (termini di presentazione contestazioni e aumento a tre della recidiva generica) e quelle violazioni e infrazioni non sancite dalla giurisprudenza non presenti nelle vecchie regole degli anni 70, come le molestie sessuali, non rispetto delle norme sui segreti industriali e la manifesta alterazione per droghe.

“L’accordo è certamente un ottimo risultato in particolare in questo contesto di difficoltà industriale ed economico che il nostro paese sta risentendo sempre di più negli ultimi mesi. La conferma dei 5 miliardi di investimento per FCA sono una garanzia e una prospettiva importante per il futuro dell’occupazione e degli stabilimenti italiani. Era fondamentale chiudere con un buon accordo anche perché il 2019 rappresenterà ancora un momento di transizione particolarmente difficile. Nei prossimi giorni il contratto sarà al vaglio delle rappresentanze sindacali aziendali dei vari stabilimenti per la sua approvazione”, concludono Bentivogli  Uiliano.

Roberto Di Maiulo, segretario generale della Fismic-Confsal sottolinea la “grande soddisfazione dopo quattro mesi di trattativa senza un’ora di sciopero, a dimostrazione che la scelta compiuta dieci anni fa di varare un contratto nazionale specifico è una scelta tutt’ora vincente”.

Il Ccsl si rinnova nella forma e nella sostanza, dopo avere assicurato ai lavoratori un aumento nei precedenti quattro anni di vigenza di 6.759 euro in Fca e di 5.196 euro in Cnhi, tassati soltanto al 10% e non al 27% insieme ad un quadro normativo moderno e partecipativo che ha permesso ai lavoratori italiani di affrontare le diverse fasi della congiuntura economica senza traumi occupazionali e di mantenere il settore automotive nel nostro Paese.

“Termina la corsa il premio di redditività, la cui parte anticipata di 330 euro l’anno entra nel sistema di premio di efficienza, e vengono stabiliti aumenti della paga base ben più alti di quella che sarà l’inflazione prevista, garantendo per questa via la rigorosa tutela della retribuzione dei lavoratori italiani. In più, l’aumento della quota a carico delle aziende per adeguare la sanità integrativa (Fasif) e la previdenza integrativa (Cometa) permette ai lavoratori una migliore copertura del welfare per i lavoratori e le loro famiglie” prosegue il leader Fismic Confsal.

Inoltre, il nuovo Ccsl disegna un quadro normativo innovativo e moderno, con nuovi poteri alle commissioni di Partecipazione e ai consigli delle Rsa che saranno ancor di più in grado di affrontare e risolvere positivamente ogni aspetto della vita nei luoghi di lavoro; questione questa particolarmente importante in questa fase di rinnovo della gamma prodotto e del salto tecnologico che ci attende con il passaggio all’elettrificazione e a Industry 4.0.

Particolarmente significativo da questo punto di vista la sperimentazione del nuovo orario per gli Enti Centrali di Cnhi, l’introduzione dello smart working e, soprattutto, il nuovo modo di valutare la professionalità dei lavoratori in Fca, rompendo il secolare aggancio con le mansioni rigide e introducendo il criterio della valorizzazione delle competenze e dei percorsi professionali di aggiornamento per raggiungere nuove professionalità adatte al cambiamento organizzativo e tecnologico. “Questo nuovo sistema di valutazione delle competenze introdotto coraggiosamente dalla Fca mi preme segnalarlo come la novità più importante contenuta in questo rinnovo del Ccsl. Non mi risulta che nessun altro Ccnl nel nostro paese abbia individuato questo nuovo percorso per valutare la professionalità dei lavoratori basato sulle competenze effettivamente acquisite. Potenzialmente è uno strumento rivoluzionario ed innovativo che cambia il paradigma dello stare nei luoghi di lavoro e ci traguarda verso il futuro” continua.

“Ci preme sottolineare infine che la firma del Ccsl giunge pochi giorni dopo la conferma del piano industriale Italia, data a Ginevra la scorsa settimana che assicura investimenti innovativi in grado di dare un futuro a tutti i lavoratori italiani, smentendo gli uccellacci del malaugurio che avevano per l’ennesima volta pronosticato il fallimento della Fca in Italia” conclude Di Maulo.

Per Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, “con questo rinnovo del Contratto collettivo specifico di Lavoro garantiamo ai lavoratori di FCA, CNHI e Ferrari aumenti annuali del 2% composto della paga base per quattro anni, che corrispondono a un incremento a regime medio di 144,5 euro mensili pari all’8,24% degli importi attuali. Si tratta di un rinnovo contrattuale che sfida la crisi, poiché guarda con fiducia al futuro e riconosce aumenti salariali rilevanti in una fase di difficoltà dell’economia in generale e del settore dell’auto in particolare”. Lo dichiara Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, commentando la firma dell’accordo di rinnovo del CCSL avvenuta oggi a Torino.

“Siamo riusciti – prosegue Palombella – a consolidare e rafforzare il CCSL, più comunemente noto come “Contratto Fiat”, completando in un certo senso il lavoro iniziato nel 2015: cinque anni fa costruimmo un robusto sistema premiale, ora invece abbiamo incrementato la parte fissa della retribuzione. Anche la parte normativa contiene numerosi miglioramenti, ad esempio incrementando dello 0,5% della retribuzione il contributo a carico del datore di lavoro alla previdenza integrativa, rafforzando il sistema delle commissioni di fabbrica, introducendo lo smart working, fornendo più informazioni e più efficace tutela ai lavoratori in tema di organizzazione del lavoro, ampliando i permessi per gli studenti lavoratori. Inoltre abbiamo rafforzato il premio annuale di efficienza di stabilimento, sia pure a fronte del fatto che non è stato rinnovato il premio quadriennale di redditività di gruppo. Infine è certamente degno di nota che è stato riformato anche l’inquadramento professionale, semplificandolo in CNHI e in Ferrari, estendendo quello previsto come sperimentale nel 2015 anche ai vecchi assunti in FCA”.

“Confidiamo che questo rinnovo – conclude Palombella – possa fare da apripista agli altri contratti, così come è nella tradizione delle relazioni industriali italiane in cui Fiat ha sempre costituito un punto di riferimento per tutti. Anche per questo l’accordo di oggi è una buona notizia non solo per i circa 90.000 dipendenti a cui si applica, ma per l’intero mondo del lavoro”.

Per Antonio Spera, segretario della Ugl Metalmeccanici, "la trattativa per il rinnovo del CCSL per Gruppo Fca e Cnhi si e' conclusa con grande soddisfazione, perché l'azienda ha accolto quasi tutte le nostre richieste, dando credibilità in quasi tutti i punti alla piattaforma da noi proposta".

"Oltre alla revisione della parte normativa, - spiega - siamo riusciti ad ottenere dall'azienda la revisione dei  minimi tabellari che si traducono in un aumento del 2% per aprile 2019, marzo 2020, febbraio 2021, gennaio 2022, che, in totale, portano a un incremento della retribuzione base dell'8%. Inoltre le tabelle di efficienza avranno un incremento dell'1,5%. Sostegni importanti al diritto allo studio, alla previdenza complementare, all'assistenza sanitaria e altro ancora. Dopo 10 anni di sacrifici - conclude Spera - si esce finalmente dai 'soliti schemi' e gli aumenti, fatto ancora più importante, vanno ad incidere direttamente sulla paga base".

TN


11 Marzo 2019
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