Il guardiano del faro

notizie del giorno

›› tutte le notizie

I Blogger del Diario

›› tutti gli interventi

calendario

DoLuMaMeGiVeSa
1234
567891011
121314151617 18
1920212223 24 25
2627 28293031

dalle istituzioni

newsletter

link

argomenti

Galleria fotografica

Galleria fotografica

CAMERA

Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)


SEDE REFERENTE
Mercoledì 13 marzo 2019. — Presidenza del presidente della XI Commissione, Andrea GIACCONE, indi della presidente della XII Commissione, Marialucia LOREFICE. – Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, Claudio Cominardi.
La seduta comincia alle 9.10.
DL 4/2019: Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni.
 
C. 1637 Governo, approvato dal Senato. 
(Seguito dell'esame e rinvio).
Le Commissioni proseguono l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 12 marzo 2019.
Andrea GIACCONEpresidente, ricorda che le Commissioni riunite XI e XII proseguono oggi l'esame, in sede referente, del disegno di legge C. 1637 Governo, approvato dal Senato: «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni». 
Ricorda che nella seduta di ieri le relatrici, deputata Murelli, per la XI Commissione, e deputata Nesci, per la XII Commissione, e il rappresentante del Governo, hanno espresso i rispettivi pareri sulle proposte emendative riferite agli articoli 9
-bis, 11-bis, 17, 19, 24, 26 e 27. Nella medesima seduta, sono stati accantonati gli emendamenti Rizzetto 9-bis.3 e Mura 17.1 e sono stati respinti, da ultimo, gli identici emendamenti Epifani 19.3 e Lacarra 19.1. 
L'esame riprenderà, quindi, dall'emendamento Lacarra 19.2. 
Avverte che è stato richiesto che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sia assicurata anche attraverso la trasmissione
mediante l'impianto audiovisivo a circuito chiuso. In assenza di obiezioni, ne dispone l'attivazione. 
Avverte, infine, che taluni gruppi hanno comunicato alla Presidenza alcune sostituzioni, che sono a disposizione di tutti i deputati presso la segreteria delle Commissioni.
Francesco BOCCIA (PD), intervenendo sull'ordine dei lavori, chiede alla presidenza di poter conoscere i criteri utilizzati ai fini della valutazione dell'ammissibilità degli emendamenti, rilevando che, a fronte di proposte emendative presentate dalla maggioranza che riguardano specifiche categorie di lavoratori, senz'altro meritevoli di tutela, ritenute ammissibili, analoghe proposte emendative presentate dal gruppo del Partito Democratico, concernenti altre categorie di lavoratori altrettanto meritevoli di tutela, sono state dichiarate inammissibili, nonostante i ricorsi presentati, volti a sollecitare un loro riesame. 
Chiede, pertanto, alla presidenza di svolgere un'ulteriore riflessione in merito all'ammissibilità di alcune proposte emendative presentate dal suo gruppo.
Andrea GIACCONEpresidente, ribadisce l'oggettività dei criteri utilizzati dalla presidenza nell'esame delle proposte emendative, sia in sede di prima valutazione, sia in sede di riesame, a seguito dei ricorsi presentati. 
Prendendo atto dei rilievi sollevati dal deputato Boccia, ricorda che è facoltà dei deputati rivolgersi al Presidente della Camera al fine di ottenere che sia riconsiderato il giudizio di ammissibilità degli emendamenti. Precisa che, in caso di valutazione difforme da parte al Presidente della Camera, la presidenza delle Commissioni riunite non potrebbe che prenderne atto.
Francesco BOCCIA (PD) rileva come, a suo avviso, si stia modificando la dinamica ordinaria dei lavori in Commissione. Preannuncia, quindi, che il gruppo del Partito Democratico presenterà un ricorso al Presidente della Camera, concernente proposte emendative presentate dal suo gruppo e non rese ammissibili, preso atto del fatto che i presidenti delle Commissioni non intendono assumere una decisione in merito a una questione rispetto alla quale avrebbero la facoltà di intervenire.
Andrea GIACCONEpresidente, fa presente che la presidenza delle Commissioni in realtà ha assunto una decisione, che consiste nel ribadire i giudizi già pronunciati, sia in sede di valutazione dell'ammissibilità degli emendamenti sia nella fase dell'esame dei ricorsi, in quanto certa dell'oggettività dei criteri adottati in entrambe le fasi.
Debora SERRACCHIANI (PD), associandosi alle osservazioni formulate dal collega Boccia, ritiene che sia legittimo il dubbio che la presidenza non abbia utilizzato gli stessi parametri nel valutare l'ammissibilità di proposte emendative provenienti da diversi gruppi parlamentari, aventi tutte la finalità di tutelare categorie svantaggiate. Precisa, poi, che è nella facoltà della presidenza delle Commissioni intervenire nuovamente sui giudizi già pronunciati.
Renata POLVERINI (FI) osserva che una breve sospensione dei lavori sarebbe utile al fine di consentire alla presidenza di approfondire la questione sollevata.
Andrea GIACCONEpresidente, ribadisce come, a suo avviso, d'accordo con la presidente Lorefice, non vi sia ragione di sospendere la seduta, essendo le Commissioni in fase di votazione. 
Ricorda che nella seduta svoltasi ieri i deputati hanno avuto modo di conoscere l'esito dei ricorsi presentati avverso le pronunce di inammissibilità di alcuni emendamenti, senza che sia stata sollevata alcuna questione, e che nella medesima seduta hanno avuto inizio le votazioni.
Debora SERRACCHIANI (PD) osserva che i deputati non hanno potuto avere contezza della situazione complessiva degli emendamenti fino alla pubblicazione del fascicolo completo delle proposte emendative segnalate dai gruppi, avvenuta nella giornata odierna.
Andrea GIACCONEpresidente, ricorda che il fascicolo distribuito nella seduta di ieri riguardava le proposte emendative segnalate che sarebbero state esaminate nel corso della stessa seduta. Diversamente, i giudizi di ammissibilità sono stati resi noti nella seduta di lunedì 11 marzo e pubblicati nel resoconto sommario della medesima seduta. Quanto all'esito dei ricorsi, esso, come già ricordato, è noto fin dalla seduta di ieri, oltre ad essere stato pubblicato nel resoconto della stessa seduta. Pertanto, la questione della mancata disponibilità del fascicolo completo degli emendamenti segnalati nella giornata di ieri non ha influito in alcun modo sulla possibilità, da parte dei deputati, di conoscere le valutazioni effettuate dalla presidenza in ordine all'ammissibilità di tutti gli emendamenti. 
Avverte, quindi, che le Commissioni procederanno all'esame dell'emendamento Lacarra 19.2.
Antonio VISCOMI (PD), intervenendo sull'emendamento Lacarra 19.2, di cui è cofirmatario, e riallacciandosi a quanto già osservato sugli emendamenti esaminati nella seduta precedente, ribadisce la necessità di adottare una tecnica legislativa organica e sistematica, allo scopo di evitare incertezze applicative e confusione nei destinatari delle norme. Sull'articolo 19, in particolare, l'incertezza è stata alimentata da due circolari dell'INPS che intervengono sulla norma in materia dei termini di prescrizione che, per sua natura, non dovrebbe lasciare adito ad incertezze e non dovrebbe dare alcuno spazio ad interpretazioni amministrative. L'emendamento Lacarra 19.2 è, quindi, volto a fare coincidere il periodo al quale si riferiscono le fattispecie oggetto di prescrizione, ora previsto fino al 31 dicembre 2014, con il nuovo termine di decorrenza della prescrizione, fissato al 31 dicembre 2021.
Carlo FATUZZO (FI) chiede di sottoscrivere l'emendamento Lacarra 19.2, il cui significato è stato chiarito dal collega Viscomi. Evidenziando l'opportunità di garantire il corretto versamento dei contributi da parte delle amministrazioni pubbliche, preannuncia il voto favorevole del gruppo di Forza Italia su tale proposta emendativa.
Carmela BUCALO (FdI) preannuncia il voto favorevole del gruppo di Fratelli d'Italia sull'emendamento Lacarra 19.2, che appare in grado di fare chiarezza sull'applicazione della norma, sulla quale si è generata grande confusione, specialmente per quanto riguarda le segreterie delle scuole.
Le Commissioni respingono l'emendamento Lacarra 19.2.
Andrea GIACCONEpresidente, avverte che le Commissioni passeranno all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 24.
Antonio VISCOMI (PD), intervenendo sull'emendamento Carla Cantone 24.1, di cui è cofirmatario, evidenzia che tale proposta emendativa è volta a introdurre un elemento di simmetria tra la disciplina contenuta nell'articolo 24, che riguarda la detassazione del TFS, e quella di cui all'articolo 23, che concerne l'anticipo del TFS. 
Al fine di regolare la materia del TFS in modo omogeneo, rileva, infatti, la necessità che anche nell'articolo 24 – come già previsto nell'articolo 23 – sia inserito il riferimento al personale degli enti pubblici di ricerca, posto che, a suo avviso ingiustificatamente, tale articolo, a differenza del precedente, non fa riferimento a tale categoria di lavoratori.
Debora SERRACCHIANI (PD) chiede alle relatrici se abbiano svolto un approfondimento in merito alla questione, sollevata nel dossier predisposto dagli uffici, concernente l'opportunità di chiarire se le riduzioni previste all'articolo 24 trovino applicazione anche per i lavoratori privati, qualora, di fatto, il trattamento di fine rapporto sia ad essi corrisposto oltre i termini temporali contemplati dal medesimo articolo.

Carlo FATUZZO (FI), preannunciando il voto favorevole sull'emendamento in esame, evidenzia un sospetto di incostituzionalità nelle disposizioni recate dall'articolo 24 che, in ragione della sua attuale formulazione, non pone sullo stesso piano tutte le categorie di lavoratori che, a suo giudizio, dovrebbero avere lo stesso trattamento. Auspica quindi che le relatrici e il Governo rivedano il parere contrario espresso su tale proposta emendativa.
Le Commissioni respingono l'emendamento Carla Cantone 24.1.
Paolo ZANGRILLO (FI), intervenendo sull'emendamento Pentangelo 24.2, di cui è cofirmatario, sottolinea che la finalità di tale proposta emendativa è quella di elevare la soglia dell'imponibile dell'indennità di fine servizio oltre la quale non trova applicazione la detassazione del TFS prevista dall'articolo 24, da 50 mila a 76 mila euro.
Walter RIZZETTO (FdI) sottoscrive l'emendamento Pentangelo 24.2.
Le Commissioni respingono l'emendamento Pentangelo 24.2.
Andrea GIACCONEpresidente, avverte che le Commissioni passeranno all'esame dell'emendamento Sozzani 26.2.
Paolo ZANGRILLO (FI), intervenendo sull'emendamento Sozzani 26.2, di cui è cofirmatario, rammenta che l'articolo 26 interviene sul Fondo di solidarietà per i lavoratori del trasporto aereo, prevedendo, in particolare, al comma 2, che il 50 per cento dell'incremento dell'addizionale comunale sui diritti di imbarco di 3 euro a passeggero sia destinato, per il 2019, ad alimentare il Fondo per il reddito di cittadinanza. 
Ricordato che l'incremento dell'addizionale comunale sui diritti di imbarco era stato previsto allo scopo di alimentare il Fondo speciale per il sostegno del reddito e dell'occupazione e della riconversione e riqualificazione del personale del settore aereo, non reputa opportuno distogliere parte delle risorse destinate ad un comparto che non gode di ottima salute. Osserva, peraltro, che il decreto-legge cosiddetto dignità ha confermato che le risorse in questione sono destinate al personale del trasporto aereo. Evidenzia, pertanto, che l'emendamento in esame intende mantenere ferma tale impostazione.
Renata POLVERINI (FI), richiamando le considerazioni svolte dal collega Zangrillo sull'emendamento Sozzani 26.2 di cui è cofirmataria, ricorda che il Fondo di solidarietà per il trasporto aereo è stato istituito durante una delle vertenze sindacali più complesse che hanno riguardato Alitalia allo scopo di finanziare tutto il processo di ristrutturazione del personale e che, in tale contesto, fu presa allora la decisione molto sofferta di incrementare l'addizionale comunale sui diritti di imbarco. 
Rammenta inoltre che il Governo, nel corso dell'esame del decreto-legge cosiddetto dignità, aveva assunto l'impegno di rifinanziare il predetto Fondo. 
Giudica pertanto assurda la decisione di alimentare il Fondo per il reddito di cittadinanza prelevando risorse destinate al Fondo di solidarietà per il trasporto aereo. Tale scelta politica si lega, a suo avviso, con la decisione di avviare al Senato l'esame di provvedimenti aventi ad oggetto il salario minimo e con la volontà del Governo di destrutturare tutto il percorso contrattuale compiuto dalle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro nel corso degli anni. 
Sottolinea, infatti, che in Italia non è previsto il salario minimo, al pari di quanto accade negli altri Paesi nei quali la contrattazione ha un ruolo centrale. Denuncia, quindi, il tentativo da parte dell'attuale Esecutivo di assorbire tutti gli strumenti di derivazione contrattuale con
un appiattimento delle relazioni sindacali, in un Paese come l'Italia che, fino a poco tempo fa, era un modello per le relazioni sindacali.
Carlo FATUZZO (FI), intervenendo sull'emendamento Sozzani 26.2, di cui è cofirmatario, evidenzia che quanto previsto dall'articolo 26 è la dimostrazione della disperata ricerca da parte del Governo di aumentare al massimo le risorse da destinare ai beneficiari delle misure introdotte dal decreto-legge in esame. Ne è prova anche la decisione assunta dall'Esecutivo di attingere anche dalle risorse che erano state destinate ai pensionati che dal 1o gennaio 2019 dovevano avere un piccolo incremento volto ad adeguare la propria pensione all'aumento del costo della vita. 
Considerato che a suo avviso le risorse destinate al finanziamento delle misure recate dal provvedimento in oggetto si riveleranno sovrastimate, auspica che venga approvato l'emendamento Sozzani 26.2, sul quale concordano i gruppi di opposizione.

Le Commissioni respingono l'emendamento Sozzani 26.2.
Andrea GIACCONEpresidente, avverte che le Commissioni passeranno all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 27.
Walter RIZZETTO (FdI) chiede di conoscere le motivazioni per le quali le Commissioni non hanno esaminato l'articolo aggiuntivo Lollobrigida 26.01, il cui testo è stato distribuito e poi ritirato dagli uffici pochi minuti prima.
Andrea GIACCONEpresidente, ringrazia l'onorevole Rizzetto per la sua segnalazione. Fa quindi presente che, per errore, l'articolo aggiuntivo Lollobrigida 26.01 figurava nel fascicolo provvisorio distribuito nella seduta precedente, mentre – correttamente – non compare nel fascicolo definitivo delle proposte emendative segnalate, pubblicato in allegato al resoconto sommario della seduta di ieri, che le Commissioni stanno esaminando, in quanto è stato dichiarato inammissibile.
Walter RIZZETTO (FdI), pur comprendendo che possano essere compiuti degli errori, osserva che l'articolo aggiuntivo Lollobrigida 26.01 figurava tra le proposte emendative che le Commissioni avrebbero dovuto esaminare già nella precedente seduta e che il testo di tale articolo aggiuntivo è stato distribuito pochi minuti prima, come se si trattasse di una proposta ammissibile. Reputa quindi non corretto che la presidenza non abbia avvertito le Commissioni dell'errore commesso e che abbia dichiarato semplicemente di passare all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 27, senza fornire una spiegazione. 
Osserva, peraltro, che l'articolo aggiuntivo Lollobrigida 26.01, che riguarda le pensione dei sindacalisti, riproduce il contenuto di un emendamento presentato al Senato dal MoVimento 5 Stelle, che è stato poi respinto. 
Ritiene inspiegabile che la proposta emendativa in esame non figuri nel fascicolo delle proposte emendative segnalate. Invita, pertanto, la presidenza a chiarire quanto accaduto al fine di garantire un ordinato prosieguo dei lavori, che ritiene doveroso anche in considerazione dell'atteggiamento maturo tenuto dalle opposizioni. In qualità di capogruppo di Fratelli d'Italia nella Commissione Lavoro dichiara, quindi, che, ove non venisse fatta chiarezza sull'incidente verificatosi, lo considererebbe inaccettabile.
Andrea GIACCONEpresidente, ricorda che l'articolo aggiuntivo Lollobrigida 26.01 è stato dichiarato inammissibile nella seduta dello scorso 11 marzo, come risulta dallo speech reso noto immediatamente ai deputati delle Commissioni attraverso l'Applicazione Geocamera e pubblicato sul resoconto della relativa seduta. 
Tenuto conto che il gruppo Fratelli d'Italia ha già segnalato, in luogo dell'articolo aggiuntivo in questione, un'altra proposta emendativa, fa presente di non aver ritenuto necessario fornire spiegazioni circa il mancato passaggio all'esame
dell'articolo aggiuntivo Lollobrigida 26.01, in quanto, essendo inammissibile, correttamente non è stato pubblicato nel fascicolo in distribuzione nella seduta odierna. 
Prende comunque atto delle critiche rivolte alla presidenza dal collega Rizzetto, ovvero che sarebbe stato comunque opportuno segnalare l'errore commesso.
Walter RIZZETTO (FdI) precisa che il gruppo Fratelli d'Italia non ha provveduto a segnalare un'altra proposta emendativa in luogo dell'articolo aggiuntivo Lollobrigida 26.01, ma che, al pari di quanto hanno fatto gli altri gruppi, ha presentato un numero di emendamenti superiore alla quota ad esso attribuita per le segnalazioni, per consentire al suo gruppo, qualora ci fossero state delle inammissibilità, di attingere dal bacino degli ulteriori emendamenti segnalati. 
Pur comprendendo che si possano verificare degli errori, osserva però che gli errori iniziano ad accumularsi. Richiama, a tale proposito, l'episodio relativo all'audizione del presidente dell'ANPAL, il cui video, pubblicato sul sito 
internet della Camera dei deputati, a un certo punto s'interrompeva, seppure temporaneamente, e osserva di aver tenuto, in tale circostanza, un atteggiamento corretto, astenendosi dal parlare di complotti. 
Reputa che quanto accaduto sia inaccettabile e che di tale questione potrebbe essere investita la Presidenza della Camera. Rileva, inoltre, che se l'errore avesse riguardato un gruppo che nella scorsa legislatura era all'opposizione, la reazione sarebbe stata quella di occupare i banchi della presidenza. 
Chiede, quindi, che l'articolo aggiuntivo Lollobrigida 26.01 venga reinserito nel fascicolo degli emendamenti segnalati perché solo dopo l'inizio delle votazioni è stato comunicato che in relazione ad esso si era verificato un errore. Si tratta a suo avviso di un precedente gravissimo, in base al quale le presidenze di turno, in qualsiasi momento, d'accordo con gli uffici – seppure non con dolo – potranno dire che vi è stato un errore in merito all'inserimento di un emendamento.
Andrea GIACCONEpresidente, preso atto di quanto osservato dall'onorevole Rizzetto, invita nuovamente il collega a rileggere i resoconti delle sedute dell'11 e del 12 marzo, nelle parti concernenti, rispettivamente, la valutazione di inammissibilità e l'esito dei ricorsi, dai quali emerge che l'articolo aggiuntivo Lollobrigida 26.01 è stato dichiarato inammissibile e che il relativo ricorso non è accolto. 
Ribadisce, quindi, che l'errore è stato quello di inserire la proposta emendativa in oggetto nel fascicolo provvisorio predisposto per la seduta di ieri.
Walter RIZZETTO (FdI) ritiene che l'articolo aggiuntivo Lollobrigida 26.01 sia stato riammesso, essendo compreso nel fascicolo distribuito nella giornata di ieri.
Andrea GIACCONEpresidente, ribadisce che l'articolo aggiuntivo è inammissibile e che è stato inserito per errore nel fascicolo provvisorio distribuito nella precedente seduta.
Walter RIZZETTO (FdI) osserva che il termine per le segnalazioni era stato fissato alle ore 9 di ieri per consentire agli uffici di predisporre il fascicolo per le 12.30, orario di convocazione della seduta.
Andrea GIACCONEpresidente, segnala che è stata consentita ai gruppi una certa flessibilità nel segnalare le proprie proposte emendative rispetto alla scadenza delle ore 9. Ribadisce, quindi, che per un errore materiale nel fascicolo provvisorio degli emendamenti era stato inserito un emendamento inammissibile.
Walter RIZZETTO (FdI), pur non dubitando della ricostruzione offerta dalla presidenza, si chiede allora per quale motivo la proposta emendativa in questione sia stata distribuita nella seduta odierna in forma di fotocopia da inserire nel fascicolo.
Andrea GIACCONEpresidente, segnala che ciò è avvenuto a causa di una incomprensione dovuta al fatto che taluni gruppi ne avevano indicato l'assenza all'interno del fascicolo definitivo degli emendamenti segnalati. Tuttavia, nel frattempo, la presidenza ha verificato che tale emendamento risultava tra quelli inammissibili. 
Avverte, quindi, che si passerà all'esame delle proposte emendative relative all'articolo 27.
Dario BOND (FI), intervenendo sul suo emendamento 27. 1, ricorda che esso è volto a ridurre la ritenuta sulle vincite del gioco numerico a quota fissa denominato «10&lotto» e dei relativi giochi opzionali e complementari dall'11 per cento al 10 per cento. Osserva infatti che la tassazione proposta dal Governo disincentiva il gioco in questione al solo fine di incrementare il livello delle entrate fiscali. Ritiene che sia preferibile assestarsi su una misura intermedia, dell'aliquota al 10 per cento, che rende comunque possibile un incremento del gettito fiscale ma che minimizza il disincentivo a giocare una forma di lotteria che palesemente non comporta importanti impatti negativi di ordine sociale in termini di ludopatia. Invita quindi il Governo e la maggioranza ad accogliere la sua proposta emendativa.
Carlo FATUZZO (FI), si associa alle valutazioni del deputato Bond e, dichiarandosi favorevole alla proposta emendativa in questione, segnala al Governo e alle forze di maggioranza che la giusta lotta alla ludopatia viene continuamente posta in pericolo dalle numerose pubblicità di giochi di azzardo che si vedono continuamente in televisione.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Bond 27.1 e D'Attis 27.3.
Marialucia LOREFICEpresidente, dopo aver ricordato che restano accantonati gli emendamenti Rizzetto 9-bis.3 e Mura 17.1, avverte che si procederà all'esame delle proposte emendative relative all'articolo 1.
Dalila NESCI (M5S)relatrice per la XII Commissione, anche a nome della relatrice per la XI Commissione, esprime parere contrario sugli emendamenti Toccafondi 1.11, Zangrillo 1.25, Carnevali 1.1 e Lollobrigida 1.24, limitatamente alla parte dichiarata ammissibile. 
Propone, quindi, di accantonare l'emendamento Noja 1.5; esprime parere contrario sull'emendamento De Filippo 1.4; propone di accantonare gli identici emendamenti Sapia 1.12 e Panizzut 1.16, nonché gli emendamenti Panizzut 1.17 e 1.18 e Pallini 1.23. Esprime, infine, parere contrario sull'emendamento Fatuzzo 1.22 e sull'articolo aggiuntivo Ubaldo Pagano 1.01.
Il sottosegretario 
Claudio COMINARDI esprime parere conforme a quello delle relatrici.
Le Commissioni concordano con la proposta di accantonamento. Respingono, quindi, l'emendamento Toccafondi 1.11.
Paolo ZANGRILLO (FI), illustrando l'emendamento 1.25, di cui è primo firmatario, sottolinea che con esso si cerca di cogliere il senso profondo del decreto-legge all'esame, il cui nucleo è volto a combattere la povertà anche attraverso le politiche attive del lavoro. Tuttavia, sottolinea che la lotta alla povertà e la lotta alla disoccupazione, e comunque le misure di politica attiva del lavoro, hanno bisogno di essere approcciate con misure differenziate e idonee agli scopi. In tal senso, l'emendamento in questione guarda essenzialmente alle politiche attive del lavoro cercando di colmare una lacuna di tipo filosofico che, a suo avviso, sembra connotare il provvedimento in titolo laddove le misure per avvicinare chi si trova in stato di bisogno o di esclusione sociale al mondo del lavoro sono, nonostante il previsto impegno da parte delle più diverse strutture ministeriali, inadeguate a raggiungere gli scopi prefissi in quanto, di fatto, solo teoriche. Al riguardo, ricorda le criticità riguardanti le attuali condizioni dei centri per l'impiego, che dovrebbero avviare al lavoro diversi milioni di soggetti inoccupati, nonché quelle concorrenti i cosiddetti navigator. Richiamando il contenuto della sua interrogazione a risposta immediata in Assemblea n. 3-00454, svolta il 23 gennaio 2019, ribadisce che quanto si prefigge il decreto all'esame è pura fantasia considerato il disastroso stato dei centri per l'impiego, che vanno adeguati e dotati di risorse umane e strumentali idonee ad accompagnare al lavoro la vasta platea di coloro che il Governo si aspetta ricorrano al reddito di cittadinanza. Osserva che i percorsi che portano tali soggetti ad essere accompagnati al mondo del lavoro vanno costruiti nel tempo investendo sulle persone e nella formazione di chi se ne occupa. 
Evidenzia, inoltre, che, anche ammesso che il reddito di cittadinanza in sé possa funzionare, non è stato chiarito come possano improvvisamente rendersi disponibili diversi milioni di posti di lavoro che il decreto all'esame collega al beneficio del predetto reddito di cittadinanza. Osserva che la problematica è tanto più evidente in un Paese afflitto non solo dalla disoccupazione ma anche in recessione e in cui il Governo, a suo avviso, considera di fatto le imprese private come sfruttatrici e opportuniste. 
Sottolinea che l'emendamento in questione propone un reddito di dignità da lavoro approcciando il lavoro medesimo dal lato delle imprese, favorendo quelle che assumono persone attraverso modalità diverse da quelle previste dal reddito di cittadinanza. Segnala che anche i cosiddetti 
navigator saranno assunti come precari, soggetti di cui peraltro non si conosce ancora il numero preciso, variando tra le 3 mila e le 6 mila unità. Evidenzia, quindi, che l'emendamento propone agevolazione per i differenti contratti di lavoro cui ricorreranno le imprese, siano essi a tempo determinato, di apprendistato, di trasformazione da tempo determinato a tempo indeterminato ovvero direttamente a tempo indeterminato, graduando i benefici riconosciuti a seconda della tipologia del contratto medesimo. 
Ritiene necessario un 
focus preciso su chi crea il lavoro e non su «favole» teoriche come sono, a suo avviso, quelle del reddito di cittadinanza. Osserva, inoltre, che non è sufficiente quanto proposto perché un approccio organico alle politiche attive del lavoro non può prescindere da scelte economiche a livello nazionale che siano adeguate ed efficaci, quindi di segno contrario, ad esempio, a quelle seguite dal Governo in materia di infrastrutture e investimenti. Considera tuttavia che l'occasione, se ben gestita, possa essere un inizio, sempre che si abbandoni, da parte della maggioranza, l'atteggiamento ostile tenuto nei confronti delle imprese e degli imprenditori, visti come «prenditori» e non come quella parte essenziale della squadra che agisce di comune accordo per creare ricchezza.
Il sottosegretario 
Claudio COMINARDI ribadisce che la riforma che introduce il reddito di cittadinanza rappresenta una risposta al problema dilagante della povertà, in particolare quella assoluta. 
Si tratta di una risposta articolata su diversi interventi, relativi alla formazione e all'inclusione sociale. In relazione a quanto affermato dal deputato Zangrillo, riconosce che un intervento omnicomprensivo di tale tipo costituisce una sfida rilevante viste le attuali condizioni delle strutture dedicate all'inserimento nel mondo del lavoro. Segnala che un esempio virtuoso da seguire potrebbe essere rappresentato dalla Germania, dove gli addetti a tale servizio è superiore di oltre dieci volte rispetto all'Italia. Ricorda in proposito una recente visita in quel Paese del ministro Di Maio per approfondire gli aspetti più rilevanti della esperienza tedesca. Sottolinea che l'attuale maggioranza sta effettuando un investimento senza precedenti sui centri per l'impiego, sia in termini di personale e della sua formazione che per quanto riguarda la dotazione informatica. 
Ricorda che il Governo, in sede di conferenza Stato-regioni, si è assunto l'impegno di limitare a 3.000 unità numero dei 
navigator assunti a livello nazionale, lasciando alle regioni la quota restante, e a stabilizzare il personale attualmente con contratto a tempo determinato. Rispetto alle stime effettuate dal deputato Zangrillo, osserva che solo una quota dei componenti delle famiglie che percepiranno il reddito di cittadinanza può svolgere attività lavorative e che, in ogni caso, è probabile che saranno accettate molte delle prime offerte di lavoro, posto che le offerte successive possono rivelarsi più gravose dal punto di vista della lontananza dal luogo di residenza. Nega, quindi, che le forze di maggioranza considerino dei «prenditori» gli imprenditori, in quanto le critiche sono rivolte esclusivamente a coloro che, dopo aver ricevuto finanziamenti pubblici, dislocano attività produttive all'estero. Il mondo imprenditoriale, insieme ai lavoratori, costituisce un elemento essenziale dello sviluppo economico e il decreto-legge in esame, all'articolo 8, prevede incentivi alle imprese, premiando lo sforzo compiuto assumendo personale con potenziali carenze dal punto di vista formativo. Nel dichiararsi consapevole delle attuali difficoltà, segnala che accanto ai centri per l'impiego possono operare anche le agenzie private per il lavoro e che il provvedimento affida ai comuni notevoli risorse aggiuntive. Nel precisare che il suo intervento sull'emendamento Zangrillo 1.25 costituisce una sorta di «panoramica» sulla prima parte del decreto-legge, si riserva di intervenire nel merito delle singole proposte emendative.
Renata POLVERINI (FI), prima di passare al merito dell'emendamento in discussione, sottolinea che le modalità con cui le opposizioni svolgeranno il loro ruolo saranno condizionate dalla disponibilità ad accogliere alcune delle loro proposte emendative finalizzate a migliorare e correggere il testo del provvedimento. Segnala in proposito che l'espressione di pareri, peraltro tutti contrari, su porzioni assai limitate del provvedimento non costituisce un segnale incoraggiante. Ricorda che il giudizio fortemente critico di Forza Italia sul reddito di cittadinanza parte dalla considerazione per cui si confonde la povertà con la disoccupazione. Inoltre, vi è il rischio di sfavorire la ricerca di occupazione da parte dei componenti più giovani dei nuclei familiari beneficiari della misura di assistenza. Servirebbero, quindi, strumenti di inserimento slegati dall'appartenenza familiare, riconoscendo nello stesso tempo che vi sono persone inabili al lavoro. In relazione ai dati sulla Germania forniti dal sottosegretario Cominardi, ricorda che il ruolo svolto dalle agenzie tedesche che operano in tale ambito è assai più ampio di quello previsto per i centri per l'impiego. Quanto alla prevista riduzione dei navigator a 3.000 unità, segnala che, a suo avviso, anche la cifra di 10.000 unità, fornita in precedenza, sarebbe risultata insufficiente. Sottolinea che l'emendamento Zangrillo 1.25 propone, da un lato, uno strumento dedicato alla lotta alla povertà e, dall'altro, in attesa del potenziamento dei centri dell'impiego, per il quale occorreranno anni, incentivi alle imprese per l'assunzione di personale. Un altro elemento qualificante è rappresentato dal potenziamento dei contratti di apprendistato che possono trarre beneficio dallo sviluppo del tessuto artigianale del Paese. 
Segnala, quindi, che il provvedimento non valorizza il ruolo che i comuni possono svolgere nel monitorare eventuali comportamenti illeciti rispetto al reddito di cittadinanza e, allo stesso tempo, osserva che l'apparato sanzionatorio appare eccessivo, considerando che errori nella compilazione dell'ISEE possono avvenire anche senza dolo. In conclusione ricorda, anche sulla base della propria esperienza come sindacalista, che solo il lavoro è in grado di assicurare la dignità delle persone, mentre la cittadinanza si acquisisce fin dalla nascita.
Carlo FATUZZO (FI), nel dichiararsi pienamente in sintonia con gli interventi dei colleghi del suo gruppo che lo hanno preceduto, rileva che il provvedimento in esame individua obiettivi ambiziosi ma difficilmente realizzabili, unificando in un unico provvedimento temi diversi quali la lotta alla povertà, il contrasto alla disoccupazione e la correzione della attuali storture del sistema pensionistico, che avrebbero meritato interventi specifici. Quali aspetti critici del testo in esame, segnala, in particolare, l'esclusione di fatto delle persone disoccupate con un reddito solo di poco superiore ai 780 euro, le difficoltà per le persone senza fissa dimora e l'assenza di un riconoscimento della specificità di soggetti con invalidità. Dichiarando di non augurarsi un insuccesso rispetto agli obiettivi prefissati, insiste sulla necessità di apportare i dovuti correttivi al provvedimento in esame.
Roberto NOVELLI (FI), intervenendo sull'emendamento Zangrillo 1.25, di cui è cofirmatario, ritiene che il provvedimento in oggetto, le cui finalità sono senz'altro condivisibili, è viziato fin dall'origine dalla fretta di mantenere le promesse fatte durante la propaganda elettorale. Se, lodevolmente, il Governo ha preso ad esempio la Germania, non si capisce per quale motivo non ne abbia seguito anche la procedura e i tempi adottati per riformare i centri per l'impiego, la cui condizione disastrosa è nota a tutti. Esorta, quindi, il Governo a prestare ascolto ai rilievi formulati dal mondo imprenditoriale, anche per correggere gli effetti di provvedimenti già adottati – ad esempio, il cosiddetto «decreto dignità», e a dare seguito alle osservazioni delle opposizioni, per la correzione del provvedimento oggi in esame.
Walter RIZZETTO (FdI), preannunciando il voto favorevole del gruppo di Fratelli d'Italia all'emendamento Zangrillo 1.25 e riprendendo quanto detto dal collega Novelli, rileva che le condizioni di Italia e Germania differiscono per diversi aspetti: in primo luogo, la percentuale di spesa pubblica in rapporto al PIL destinata al mercato del lavoro negli ultimi dieci anni, pari in Italia all'1,5 per cento e in Germania al 2,3 per cento. Anche il sistema della formazione in Germania è efficiente e tarato sulle esigenze dei lavoratori, diverse a seconda dell'età, mentre in Italia è completamente inutile perché non tiene conto, appunto, delle differenze esistenti tra chi deve essere formato. 
Sottolinea, quindi, come i provvedimenti già adottati dal Governo non abbiano raggiunto gli obiettivi sperati e, in alcuni casi, siano causa di incertezze applicative. Nonostante, infatti, l'entrata in vigore del citato «decreto dignità», gli ultimi dati dell'ISTAT certificano l'aumento nel 2018 del numero dei contratti a termine, l'unica categoria contrattuale in crescita. In materia di delocalizzazione, il medesimo decreto-legge non fa chiarezza sulle modalità di identificazione e di recupero dei fondi pubblici erogati alle aziende e pone sullo stesso piano delocalizzazione e internazionalizzazione. Anche le ultime mosse del Governo appaiono all'insegna della confusione: l'accordo commerciale con la Cina, attualmente in discussione, pone le basi, a suo avviso, allo spostamento delle produzioni in tale Paese, per decisioni di internazionalizzazione, e alla conseguente perdita di posti di lavoro in Italia. 
Venendo al merito del provvedimento, ravvisa la stessa confusione nel meccanismo delle offerte congrue di lavoro, che obbligherà i lavoratori del sud a spostarsi in altre zone del Paese per uno stipendio che non permetterà altro che il pagamento dell'affitto, spopolando il meridione e creando nuova povertà. Quanto ai cosiddetti «
navigator», alcuni saranno assunti con concorso pubblico, altri a seguito della compilazione di un questionario. Ma, in ogni caso, essendo sia gli uni che gli altri assunti con contratti a tempo determinato, saranno lavoratori precari che dovranno aiutare altri precari a trovare un lavoro stabile. Per di più, la stabilizzazione dei «navigator», quando sarà possibile, è prevista applicando il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, tanto contestato da chi oggi è in maggioranza quando fu introdotto dal Governo Renzi.
Le Commissioni respingono l'emendamento Zangrillo 1.25.
Marialucia LOREFICEpresidente, rinvia l'esame del provvedimento alla seduta convocata per le ore 14.
La seduta termina alle 11.15.

SEDE REFERENTE

Mercoledì 13 marzo 2019. — Presidenza del presidente della XI Commissione, Andrea GIACCONE, indi della presidente della XII Commissione, Marialucia LOREFICE. – Intervengono i sottosegretari di Stato per il lavoro e le politiche sociali, Claudio Cominardi, e per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, Simone Valente.
La seduta comincia alle 14.10.
DL 4/2019: Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni.
 
C. 1637 Governo, approvato dal Senato. 
(Seguito dell'esame e rinvio).
Le Commissioni proseguono l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta antimeridiana odierna.
Andrea GIACCONEpresidente, avverte che è stato richiesto che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sia assicurata anche attraverso la trasmissione mediante l'impianto audiovisivo a circuito chiuso. In assenza di obiezioni, ne dispone l'attivazione. 
Ricorda che, prima della sospensione della seduta alle ore 11, è stato votato l'emendamento Zangrillo 1.25. L'esame riprenderà, quindi, dall'emendamento Carnevali 1.1. 
Avverte, infine, che taluni gruppi hanno comunicato alla Presidenza alcune sostituzioni, che sono a disposizione di tutti i deputati presso la segreteria delle Commissioni.
Walter RIZZETTO (FdI), intervenendo sull'ordine dei lavori, richiamandosi a quanto fatto rilevare nella seduta della mattina, ritiene opportuno acquisire anche l'avviso del Presidente della Camera sulla vicenda relativa all'articolo aggiuntivo Lollobrigida 26.01, in quanto è opportuno evitare che si crei un precedente pericoloso in base al quale un emendamento possa essere espunto dal fascicolo in quanto un presidente di Commissione dichiari che il suo inserimento è avvenuto per errore.
Andrea GIACCONEpresidente, ritenendo legittima l'opinione del collega, ribadisce quanto già affermato ripetutamente nella seduta di stamattina, ovvero che si è trattato di un equivoco dovuto all'erroneo inserimento nel fascicolo provvisorio degli emendamenti segnalati di una proposta emendativa giudicata inammissibile.
Elena CARNEVALI (PD), intervenendo sul suo emendamento 1.1, rileva che esso è volto a superare quello che è stato identificato da tutti i soggetti auditi come il limite più grave del modello delineato dal Governo. Il suo emendamento, infatti, prevede due strumenti diversi per affrontare il primo, il problema della povertà, e il secondo, quello della disoccupazione. Con riferimento alla povertà, l'emendamento 1.1 intende aumentare le risorse a disposizione e la platea di soggetti che possano accedere al beneficio, anche eliminando le restrizioni introdotte al Senato, che presentano anche profili di dubbia costituzionalità. Quanto alle previsioni relative al contrasto della disoccupazione, anche in questo caso si intende agire aumentando le risorse finanziarie, aumentando e qualificando meglio il personale che si intende coinvolgere nella riforma e prevedendo, infine, la stabilizzazione del personale dell'ANPAL. Si tratta di proposte volte al miglioramento di alcune delle criticità del provvedimento, rimanendo comunque necessario intervenire anche su altre incongruenze che potrebbero metterne a rischio l'operatività. Fa riferimento, ad esempio, alla sproporzione delle sanzioni rispetto alle violazioni delle norme e alla questione dei controlli, che dovrebbero essere svolti, oltre che dall'INPS, anche dagli enti locali, i quali tuttavia lamentano l'insufficienza di risorse. 
Alla luce di tali considerazioni, ritiene che il reddito di cittadinanza si rivelerà
esclusivamente un'elargizione economica, ma non riuscirà a raggiungere gli obiettivi per i quali è stato introdotto.
Paolo ZANGRILLO (FI), d'accordo con la collega Carnevali, ritiene che il reddito di cittadinanza si risolverà solo in una dazione di denaro, mentre gli aspetti relativi alle politiche attive del lavoro rimarranno inattuati. Il sistema tedesco, preso a modello dal Governo italiano, è lontano dalla realtà italiana, e non soltanto per una questione di risorse, ma anche di competenze dei dipendenti dei centri per l'impiego, di possibilità di dialogo tra i diversi attori del mercato del lavoro, in primo luogo tra le imprese e i centri per l'impiego, e di gravità del fenomeno della disoccupazione. Per tali ragioni, ritiene irrealistica la promessa del Governo di far partire il nuovo sistema entro tre mesi, in quanto, nella visione più ottimistica, ci vorranno, per lo meno, cinque o sei anni solo per rendere operativi i centri per l'impiego. Per tali motivi, invita il Governo e la maggioranza ad abbandonare la propaganda elettorale e a riflettere ulteriormente sui rilievi sollevati dalle opposizioni, prendendo in considerazione anche l'opportunità di spendere almeno parte delle risorse accantonate in progetti, quali quelli infrastrutturali, il cui effetto positivo sulla occupazione è fuori discussione.
Carlo FATUZZO (FI), concordando con le osservazioni del collega Zangrillo, preannuncia il suo voto favorevole sull'emendamento Carnevali 1.1, che propone l'estensione e il potenziamento del reddito di inclusione, a suo avviso, strumento migliore del reddito di cittadinanza rispetto all'individuazione degli stati di reale bisogno. Coglie l'occasione per sensibilizzare il Governo a prendere in considerazione coloro che, nell'incertezza di non avere requisiti per accedere al reddito di cittadinanza, decidono di continuare a percepire il ReI fino a che questo non potrà più essere rinnovato, con un ovvio peggioramento delle loro condizioni economiche.
Carmela BUCALO (FdI), intervenendo sull'emendamento Carnevali 1.1, dà conto della disastrosa condizione dei centri per l'impiego in Sicilia, i quali, al 15 gennaio, sono stati in grado di presentare sette offerte di lavoro a 107 mila persone circa, con strutture informatiche obsolete, senza collegamenti delle banche dati dell'INPS e dell'Agenzia delle entrate e con il personale precario. 
In queste condizioni, si chiede come il Governo pensi di riformare il sistema in soli tre mesi.
Renata POLVERINI (FI), intervenendo sull'emendamento Carnevali 1.1, ne apprezza l'intenzione di scindere la lotta alla povertà, per la quale si prevede il potenziamento del ReI, dalla lotta alla disoccupazione, prevedendo maggiori investimenti e un piano nazionale per lo sviluppo dei servizi per il lavoro. Si tratta di un emendamento di buon senso, che non supera l'esperienza del ReI ma ne corregge le criticità evidenziate dall'esperienza e interviene sui centri per l'impiego tenendo conto delle diversità di condizioni nelle varie zone del Paese. 
Ritiene, tuttavia, che il Governo non raccoglierà i contributi delle opposizioni e quelli, eventuali, della sua stessa maggioranza, così come accaduto nel corso della XVII legislatura, quando il Governo Renzi era chiuso alle proposte provenienti dal suo stesso partito. 
Intende, da ultimo, sottolineare due criticità sulle quali il Governo non sembra avere fornito chiarimenti. La prima riguarda il personale precario di ANPAL Servizi S.p.A. Si tratta di personale che avrebbe le professionalità richieste ai cosiddetti 
navigator e non è chiaro perché il Governo, anziché stabilizzare personale già dotato di esperienza, preferisca ricorrere a nuove figure. Evidentemente, vi sono alcune categorie di lavoratori, tra le quali ricorda anche i medici fiscali, nei confronti dei quali il Governo non sembra intenzionato a intervenire. Infine, segnala il rischio che, analogamente a quanto avvenuto con i cosiddetti 80 euro del Governo Renzi, numerosi percettori di reddito di cittadinanza si troveranno costretti a restituire tutto o parte di quanto ottenuto, a seguito dell'effettuazione di controlli più accurati. 
Per tali motivi, preannuncia il voto favorevole del gruppo di Forza Italia sull'emendamento Carnevali 1.1 che, nel suo intento di scindere l'aspetto della povertà da quello della lotta alla disoccupazione, ricalca l'emendamento Zangrillo 1.25, già respinto dalle Commissioni.
Walter RIZZETTO (FdI), nel dichiarare il voto favorevole del gruppo Fratelli d'Italia sull'emendamento Carnevali 1.1, segnala che lo scorso ottobre il capogruppo al Senato del Movimento 5 Stelle, senatore Patuanelli, ha pubblicamente affermato che in tre mesi i centri per l'impiego sarebbero stati riformati mentre ora, a distanza di sei mesi, non si sa ancora quanti saranno e da chi saranno assunti i navigator. Entrando nel merito dell'emendamento, sottolinea il problema costituito dalla diffusa precarietà del personale di tali centri, problema ignorato, come emerso nel corso dell'audizione del nuovo presidente dell'ANPAL, Domenico Parisi. 
Ricorda che dall'indagine conoscitiva svolta dalla Commissione Lavoro nella passata legislatura è emerso che solo poco più del 20 per cento dei disoccupati utilizza i centri per l'impiego e che solo una ristretta minoranza di essi ottiene un lavoro attraverso questo canale. Queste strutture comportano inoltre un costo elevato, aggravato dalle sanzioni per le procedure d'infrazione. Rileva che il decreto in esame non offre indicazioni chiare su come rendere più efficienti tali strutture, considerando che figure simili ai 
navigator già esistono senza che siano stati ottenuti risultati soddisfacenti. 
Nel dichiararsi consapevole della necessità di una riforma dei centri per l'impiego, oggetto peraltro di una delle prime proposte di legge da lui presentata nella passata legislatura, ricorda che risultati sostanziali possono conseguirsi solo dopo diversi anni. Pone, quindi, in rilievo il problema costituito dalla difformità nella procedura di selezione del personale che si vuole assumere. Osserva che, se nell'ultima legge di bilancio non fosse stato introdotto il blocco delle graduatorie dei concorsi, sarebbe stato possibile selezionare rapidamente personale con le necessarie competenze. 
In conclusione, invita le relatrici e il Governo a riflettere ulteriormente sui pareri espressi sulla proposta emendativa in discussione.
Graziano MUSELLA (FI) rileva che il Governo introduce un inutile elemento di complicazione non utilizzando la conoscenza che gli ottomila comuni italiani e i loro servizi sociali hanno della realtà del loro territorio, anche per quanto riguarda eventuali tentativi di percepire il reddito di cittadinanza da parte di coloro che non ne hanno diritto. Rileva che anche il complesso sistema informativo ipotizzato avrebbe potuto utilizzare canali già tendenzialmente disponibili. 
Sottolinea, poi, che andrebbe totalmente rivisto il meccanismo di potenziamento dei centri per l'impiego, in quanto l'unico strumento efficace appare quello di incentivare la domanda di lavoro attraverso una riduzione del cuneo fiscale. Ricorda che il modello tedesco, richiamato anche dal sottosegretario Cominardi, prevede un assegno mensile inferiore a quello italiano, a fronte di un mercato del lavoro più dinamico, un PIL pro capite superiore, una minore disoccupazione e un debito pubblico inferiore. 
Rileva, inoltre, la non eticità di una misura di assistenza che risulta, in molti casi, superiore allo stipendio percepito dai lavoratori.
Debora SERRACCHIANI (PD) ritiene utile intervenire sull'emendamento Carnevali 1.1, che raccoglie il complesso delle proposte del proprio gruppo in relazione al reddito di cittadinanza. 
Ricorda, come segnalato dall'Ufficio parlamentare di bilancio nel corso dell'audizione svolta, che la criticità più rilevante del provvedimento risiede nel fatto di non distinguere il problema della povertà da quello della disoccupazione, trascurando la valutazione multidimensionale della
prima. In particolare, non appare chiaro quale possa essere il percorso alternativo per coloro che non possono utilizzare i centri per l'impiego. 
Rileva ulteriori criticità in relazione alla tipologia contrattuale del personale che dovrà operare in tali centri e a quando potrà essere verosimilmente completato il percorso delle assunzioni. Invita, pertanto, ad accantonare l'emendamento Carnevali 1.1 al fine di valutare con attenzione le criticità segnalate.
Dalila NESCI (M5S)relatrice per la XII Commissione, anche a nome della relatrice per la XI Commissione, ribadisce il parere contrario già espresso sull'emendamento Carnevali 1.1.
Il sottosegretario 
Simone VALENTE ribadisce il parere conforme a quello delle relatrici.
Le Commissioni respingono l'emendamento Carnevali 1.1.
Walter RIZZETTO (FdI) dichiara di non comprendere le ragioni che hanno portato a dichiarare l'inammissibilità di gran parte dell'emendamento Lollobrigida 1.24, di cui è cofirmatario, in particolare per quanto riguarda la parte relativa al lavoro di cittadinanza e alle misure a sostegno della famiglia. Sottolinea, infatti, che la famiglia ha tradizionalmente rappresentato la prima forma di sostegno, a partire da quella necessaria all'inserimento lavorativo dei giovani. Sulla base di una sua personale riflessione avviata nel 2013, rileva che in una realtà come quella italiana, caratterizzata da un'ampia disoccupazione, da un mercato del lavoro statico e da centri per l'impiego scarsamente funzionanti, il reddito di cittadinanza appare una misura assistenziale e non di politiche attive del lavoro, misura peraltro non in grado di fornire un aiuto ai soggetti più deboli, in quanto privi di una residenza stabile. 
Nello stigmatizzare i «proclami dal balcone» del Ministro Di Maio sulla presunta abolizione della povertà a fronte di uno strumento di dubbia efficacia, evidenzia che in molti casi, come nel caso degli operatori impiegati 
part-time nei call center, i lavoratori si troveranno a percepire un salario inferiore al reddito di cittadinanza, con il rischio paradossale di creare potenzialmente ulteriore disoccupazione. Ribadisce che l'unica via per creare nuova occupazione è la riduzione degli oneri fiscali e burocratici sul lavoro, come proposto con una parte dell'emendamento in discussione. 
Parallelamente, reputa essenziale assicurare un sostegno alle famiglie. Sulla base di queste considerazioni, chiede l'accantonamento dell'emendamento Lollobrigida 1.24.
Renata POLVERINI (FI) dichiara di non comprendere i criteri seguiti per la valutazione dell'ammissibilità dell'emendamento Lollobrigida 1.24. Segnalando di aver investito la Presidenza della Camera della questione, rileva che la scarsa chiarezza dei criteri utilizzati ai fini della valutazione dell'ammissibilità degli emendamenti, unita all'esiguità del numero dei pareri forniti dalle relatrici, condiziona pesantemente i lavori delle Commissioni.
Marialucia LOREFICEpresidente, ritiene utile precisare che l'emendamento Lollobrigida 1.24 non è oggetto di ricorso alla Presidenza della Camera e che la pronuncia sulla inammissibilità degli emendamenti e l'esito dei relativi ricorsi sono riportati nel Bollettino delle Giunte e Commissioni, rispettivamente dell'11 e del 12 marzo. Pertanto, tutti i deputati hanno da giorni la possibilità di conoscere le valutazioni effettuate dalla presidenza.
Giuseppina VERSACE (FI) dichiara di non comprendere l'assenza di misure specifiche per persone in condizioni di disabilità, condizione che costituisce spesso la causa principale dell'impoverimento delle famiglie, in un provvedimento immaginato per tutelare i più deboli. Nel ricordare il decennale della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, ribadisce la richiesta di non lasciare indietro coloro che già si trovano in una condizione particolarmente svantaggiata. Invita, pertanto, a riconsiderare il parere contrario espresso sull'emendamento Lollobrigida 1.24.
Carmela BUCALO (FdI), nel dichiarare la propria condivisione rispetto alle considerazioni svolte dai colleghi Rizzetto e Polverini sul tema della inammissibilità degli emendamenti, critica il disinteresse della maggioranza del Governo rispetto alle misure di sostegno alla natalità e alla famiglia.
Le Commissioni respingono l'emendamento Lollobrigida 1.24.
Marialucia LOREFICEpresidente, in considerazione della ripresa dei lavori dell'Assemblea, rinvia il seguito dell'esame del provvedimento ad altra seduta.
La seduta termina alle 16.

SEDE REFERENTE

Mercoledì 13 marzo 2019. — Presidenza della presidente della XII Commissione, Marialucia LOREFICE, indi del presidente della XI Commissione, Andrea GIACCONE. – Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, Claudio Cominardi.
La seduta comincia alle 17.10.
DL 4/2019: Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni.
 
C. 1637 Governo, approvato dal Senato. 
(Seguito dell'esame e rinvio).
Le Commissioni proseguono l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta pomeridiana delle ore 14.
Marialucia LOREFICEpresidente, avverte che è stato richiesto che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sia assicurata anche attraverso la trasmissione mediante l'impianto audiovisivo a circuito chiuso. In assenza di obiezioni, ne dispone l'attivazione. 
Avverte, inoltre, che taluni gruppi hanno comunicato alla Presidenza alcune sostituzioni, che sono a disposizione di tutti i deputati presso la segreteria delle Commissioni. 
Ricorda che prima della sospensione della seduta delle ore 14 è stato votato l'emendamento Lollobrigida 1.24 e che le relatrici hanno richiesto l'accantonamento dell'emendamento Noja 1.5. 
Pertanto, l'esame riprenderà dall'emendamento De Filippo 1.4.
Vito DE FILIPPO (PD) illustra l'emendamento 1.4 a sua prima firma e ne raccomanda l'approvazione, sottolineando che esso è volto a costruire in modo più equo la misura denominata Pensione di cittadinanza.
Antonio VISCOMI (PD) chiede chiarimenti sulle ragioni che inducono, per alcune disposizioni del provvedimento, a tenere conto del criterio della speranza di vita, e a non considerarlo per altre.
Carlo FATUZZO (FI) ritiene che il contenuto dell'emendamento De Filippo 1.4, che modifica da 67 a 65 anni l'età per beneficiare della Pensione di cittadinanza, sia appropriato, se si considera che a 67 anni il cittadino in possesso dei requisiti previsti dalla norma già beneficia della pensione erogata per effetto della legge finanziaria del 2002, pari a circa euro 650 al mese per tredici mensilità. Pertanto, in virtù di quest'ultima misura, cadrebbe ogni possibilità di ricevere la Pensione di cittadinanza. 
Segnala, inoltre, che, cessando l'erogazione del Reddito di cittadinanza al compimento del sessantacinquesimo anno di età, si resterebbe privi di qualunque beneficio fino ai 67 anni. 
Preannuncia, quindi, che voterà a favore dell'emendamento De Filippo 1.4.
Renata POLVERINI (FI), oltre a condividere le osservazioni dei colleghi De Filippo e Fatuzzo, ritiene incongruo consentire l'accesso alla pensione anticipata con l'introduzione della cosiddetta «Quota 100» e prevedere l'erogazione della Pensione di cittadinanza solo dopo il compimento del sessantasettesimo anno di età. Invita, quindi, le relatrici e il Governo a considerare l'accantonamento dell'emendamento in discussione, al fine di individuare una linea coerente tra gli interventi previdenziali.
Roberto NOVELLI (FI) osserva che per ragioni di trasparenza e di correttezza nei confronti dei deputati delle due Commissioni, sarebbe opportuno dare una risposta alle questioni sollevate. Si tratta di un provvedimento volto a migliorare le condizioni di vita di persone che si trovano in uno stato di disagio socio-economico e, pertanto, se le disposizioni introdotte sono basate su un'analisi convinta, questa va resa nota a chi solleva domande. Invita, pertanto, il Governo a fornire chiarimenti.
Andrea CECCONI (Misto-MAIE) concorda con la necessità di avere una risposta su una questione che appare sbagliata. È necessario chiarire perché si è deciso di lasciare privi di benefici per due anni i soggetti in possesso dei requisiti per avere il Reddito e, successivamente, la Pensione di cittadinanza.
Debora SERRACCHIANI (PD) rileva che non sono chiari gli obiettivi della misura in oggetto. 
A suo avviso, la Pensione di cittadinanza non è una pensione, è un Reddito di cittadinanza per gli anziani. Pertanto, è realistico rilevare una contraddizione tra i 65 e i 67 anni, che va risolta modificando la disposizione, anche per ragioni di coordinamento normativo.
Le Commissioni respingono l'emendamento De Filippo 1.4.
Carlo FATUZZO (FI) illustra l'emendamento 1.22, a sua prima firma, chiedendo alle relatrici e al Governo di riconsiderare il parere contrario espresso si di esso. Ritiene, infatti, che per i soggetti di età superiore a 70 non debbano applicarsi, ai fini del riconoscimento della Pensione di cittadinanza, i requisiti patrimoniali per l'accesso al beneficio di cui al provvedimento in esame. Ricorda che tale filosofia ha sempre caratterizzato le politiche previdenziali del centrodestra, al contrario del provvedimento in esame, che è punitivo per le famiglie.
Stefano LEPRI (PD), intervenendo sull'emendamento Fatuzzo 1.22, ritiene opportuno un approfondimento sulla Pensione di cittadinanza per dimostrare che, nonostante la grande enfasi con la quale è stata illustrata, si tratta solo di propaganda, tanto è vero che il Ministro Di Maio ultimamente non ne fa più cenno. La ragione è che la platea dei potenziali beneficiari della Pensione di cittadinanza è ristretta, in quanto il cittadino chiederà prima l'assegno sociale, che potrà percepire prima e per godere del quale non si rilevano requisiti di ordine patrimoniale ma solo particolari condizioni reddituali. 
Pertanto, chi ha anche solo una piccola proprietà non potrà accedere alla Pensione di cittadinanza dimostrando che, come si suol dire, «la montagna ha partorito il topolino».
Davide TRIPIEDI (M5S), rispondendo al collega Fatuzzo, rileva che la disciplina della Pensione di cittadinanza, pur se perfettibile, ha come obiettivo quello di aiutare le persone che si trovano al di sotto della soglia di povertà. Si stupisce, pertanto, delle critiche dei colleghi, che non sembrano apprezzare il tentativo, fatto per la prima volta, di aiutare i cittadini più poveri. 
Ribadisce di non comprendere gli attacchi contro i tentativi di risolvere i problemi innegabili della povertà e accetta anche il rischio di perdere voti, se questo significa impegnarsi a combattere le disuguaglianze.
Elena CARNEVALI (PD), stigmatizzando la continua propaganda e le affermazioni non sempre fondate sulla realtà dei fatti, richiamando il contenuto dell'emendamento Fatuzzo 1.22, chiede di poter avere entro la giornata di domani la tabella, richiesta ai rappresentanti dell'INPS ascoltati in audizione la scorsa settimana, da cui dovrebbe risultare distintamente quanti sono i nuclei che percepiranno il Reddito di cittadinanza e quanti la Pensione di cittadinanza e a quanto ammonterebbero i benefici finanziari percepiti dai singoli componenti.
Paolo ZANGRILLO (FI) si dichiara stupito delle affermazioni del collega Tripiedi che, parlando di attacchi da parte delle opposizioni, sembra non accettare la normale dialettica parlamentare.
Walter RIZZETTO (FdI), intervenendo sull'ordine dei lavori, fa presente che, da notizie di agenzia, risulta che il Ministro Di Maio è impegnato in questo momento in una riunione con le organizzazioni sindacali su «Quota 100». Se fosse vero, sarebbe irrituale in considerazione del fatto che le Commissioni sono attualmente impegnate nell'esame del decreto-legge. Tenendo presente che i lavori stanno andando avanti a rilento e che gran parte del lavoro rimane ancora da fare, ritiene opportuna una pausa per capire quale sia la volontà del Governo e delle relatrici e, in particolare, se vi siano proposte delle opposizioni sulle quali accetterebbero di discutere. In caso contrario, si rischia di non riuscire a completare i lavori.
Elena CARNEVALI (PD) ritiene opportuno votare prima l'emendamento Fatuzzo 1.22 e poi, eventualmente, sospendere i lavori delle Commissioni.
Marialucia LOREFICEpresidente, chiarisce che, in ogni caso, le Commissioni dovranno votare prima l'emendamento Fatuzzo 1.22 per poi, eventualmente, sospendere i lavori. 
Propone, quindi, di completare l'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 1 che non sono state accantonate per poi procedere all'espressione dei pareri sugli emendamenti segnalati all'articolo 2 e, quindi, decidere in merito alla richiesta di sospensione dei lavori.
Le Commissioni respingono l'emendamento Fatuzzo 1.22.
Ubaldo PAGANO (PD), intervenendo sul suo articolo aggiuntivo 1.01, osserva che esso è volto a superare la confusione, lamentata soprattutto dagli enti territoriali intervenuti in audizione, sulle competenze dei soggetti chiamati a prendere in carico i richiedenti il Reddito di cittadinanza. Invita il sottosegretario Cominardi ad usare una maggiore cautela a fronte dell'intenzione di concentrare tutta la presa in carico dei richiedenti il Reddito di cittadinanza sui centri per l'impiego, le cui condizioni attuali sono ben note, oltre a non avere alcuna esperienza sulla presa in carico di soggetti con problematiche sociali.
Sebastiano CUBEDDU (M5S), intervenendo sull'articolo aggiuntivo Ubaldo Pagano 1.01, non ritiene opportuno sovraccaricare il testo del decreto-legge con eccessivi dettagli, ritenendo preferibile fare riferimento all'enunciazione degli obiettivi di cui all'articolo 1.
Antonio VISCOMI (PD) osserva che l'articolo aggiuntivo Ubaldo Pagano 1.01, nel proporre l'introduzione dell'articolo 1-bis, rubricato «Obiettivi e azioni», presenta un contenuto tutt'altro che descrittivo, bensì appare volto a precisare i compiti posti in capo ai diversi soggetti pubblici chiamati ad assicurare la piena attuazione delle misure relative al programma del reddito di cittadinanza. Rileva infatti la necessità – anche alla luce delle criticità al riguardo emerse nel corso delle audizioni svolte, con particolare riferimento all'attuazione dei Patti per il lavoro e per l'inclusione sociale, di cui all'articolo 4 – di fornire ai predetti soggetti univoche linee di condotta.
Massimo Enrico BARONI (M5S), intervenendo sull'articolo aggiuntivo Ubaldo Pagano 1.01, prende atto della tendenza in atto – sulla quale non sono peraltro mancati appunti critici da parte della dottrina e della giurisprudenza – caratterizzata dall'eccessivo inserimento nei testi legislativi di disposizioni che, lungi dal recare un contenuto prescrittivo, si limitano a fornire definizioni ovvero ad esplicitare obiettivi e finalità.
Elena CARNEVALI (PD) ritiene che l'articolo aggiuntivo Ubaldo Pagano 1.01 presenti un carattere tutt'altro che ultroneo, in considerazione del fatto che numerose disposizioni del decreto-legge, come peraltro evidenziato anche dalla documentazione predisposta dagli uffici della Camera, non recano in maniera univoca l'individuazione dei compiti assegnati ai diversi soggetti coinvolti né la definizione degli obiettivi da perseguire in vista della concreta attuazione del provvedimento in esame. 
Chiede pertanto di accantonare l'articolo aggiuntivo in discussione, al fine di meglio valutarne il contenuto.
Ubaldo PAGANO (PD), di fronte all'indisponibilità a un ripensamento da parte delle relatrici e del rappresentante del Governo, ritira il proprio articolo aggiuntivo 1.01.
Marialucia LOREFICEpresidente, prima di cedere la parola alle relatrici per l'espressione dei pareri sugli emendamenti riferiti all'articolo 2, sospende brevemente la seduta.
La seduta, sospesa alle 18.05, è ripresa alle 18.15.
Dalila NESCI (M5S)relatrice per la XII Commissione, anche a nome della relatrice per la XI Commissione, esprime parere contrario sugli emendamenti Carnevali 2.29 e 2.32, Magi 2.6 e 2.7, Fornaro 2.65, Bellucci 2.129, Cecconi 2.3 e Schirò 2.30, mentre propone di accantonare l'emendamento Fornaro 2.67. Esprime parere contrario sull'emendamento Fitzgerald Nissoli 2.124, propone di accantonare gli emendamenti Rizzetto 2.74 e 2.73, Polverini 2.154 e Lupi 2.28, mentre esprime parere contrario sugli identici emendamenti Palmieri 2.77 e Bellucci 2.131, Bignami 2.99, Zangrillo 2.76, nonché sugli identici emendamenti Palmieri 2.78 e Bellucci 2.133. 
Propone altresì di accantonare gli emendamenti Zangrillo 2.155, Fatuzzo 2.152, Versace 2.83, Carnevali 2.33, Pallini 2.159, Troiano 2.160, Bellucci 2.134, Noja 2.35 e Musella 2.156. Formula quindi un invito al ritiro, altrimenti esprimendo parere contrario, sull'emendamento Palmieri 2.79. 
Esprime parere contrario sugli identici emendamenti Magi 2.8, Gribaudo 2.165 e De Filippo 2.164, propone di accantonare gli emendamenti Bond 2.51 e Polverini 2.122, mentre esprime parere contrario sugli emendamenti Musella 2.123, Rostan 2.63 e Rizzo Nervo 2.167. Propone altresì di accantonare l'emendamento Fornaro 2.52, esprime parere contrario sull'emendamento Versace 2.84, propone di accantonare l'emendamento Pini 2.36, mentre esprime parere contrario sugli emendamenti Rostan 2.54, Rizzetto 2.75, sugli identici emendamenti Rostan 2.72 e De Filippo 2.37, nonché sugli emendamenti Versace 2.85 e Rostan 2.55. 
Propone, inoltre, di accantonare gli emendamenti Rizzetto 2.137, Bignami 2.103, Sportiello 2.162, Massimo Enrico Baroni 2.161, Panizzut 2.126, 2.125 e 2.127. Esprime parere contrario sugli emendamenti Palmieri 2.80, Gemmato 2.140, Cecconi 2.4 e Fatuzzo 2.157, propone di accantonare gli emendamenti Versace 2.90, 2.89 e 2.88. Esprime, quindi, parere contrario sull'emendamento Cecconi 2.5, propone di accantonare gli emendamenti Versace 2.86 e Fornaro 2.56. 
Esprime, poi, parere contrario sull'emendamento Cannatelli 2.158, propone di accantonare gli emendamenti Versace 2.87, Carnevali 2.39 e Bellucci 2.141, mentre esprime parere contrario sull'emendamento Rizzo Nervo 2.40. 
Formula, infine, un invito al ritiro, altrimenti esprimendo parere contrario, sugli emendamenti Tuzzi 2.163, Panizzut 2.128, Dall'Osso 2.91, Fornaro 2.62, Dall'Osso
2.119, Carnevali 2.41, Versace 2.92 e Bellucci 2.146, mentre esprime parere contrario sugli emendamenti Polverini 2.81, Carnevali 2.43, Ciaburro 2.150 e Palmieri 2.82.
Il sottosegretario 
Claudio COMINARDI esprime parere conforme a quello delle relatrici.
Marialucia LOREFICEpresidente, nel prendere atto delle numerose proposte di accantonamento riferite ad emendamenti segnalati all'articolo 2, in assenza di obiezioni propone di concludere i lavori della seduta odierna, che riprenderebbero domani mattina, riservandosi tuttavia di convocare, approssimativamente entro un'ora, l'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, delle due Commissioni riunite.
Elena CARNEVALI (PD), intervenendo sull'ordine dei lavori, ritiene opportuno procedere alla discussione degli emendamenti non accantonati riferiti all'articolo 2, dal momento che, anche in considerazione della data di avvio in Assemblea della discussione sulle linee generali del provvedimento, a suo giudizio occorre non dissipare ulteriore tempo. In tale quadro, ritiene altresì opportuno che il Governo sia in grado di presentare entro la giornata di domani le proposte emendative di propria iniziativa.
Walter RIZZETTO (FdI), nel concordare con la proposta di organizzazione dei lavori formulata dalla presidente Lorefice, dichiara tuttavia la disponibilità del proprio gruppo a riprendere i lavori medesimi nella giornata di oggi, al termine dell'Ufficio di presidenza preannunciato dalla presidente stessa.
Debora SERRACCHIANI (PD), in considerazione del fatto che la presidente Lorefice ha proposto di rinviare il seguito dell'esame del provvedimento alla seduta di domani, prevedendo per la serata odierna solo lo svolgimento dell'Ufficio di presidenza, dichiara di non comprendere il riferimento fatto dal collega Rizzetto ad eventuali lavori in sede referente dopo la riunione dell'Ufficio di presidenza. Premesso ciò, sottolinea che, a fronte di quello che le forze di maggioranza considerano il provvedimento più importante della legislatura, appare inaccettabile l'attuale modalità di esame del decreto-legge. Chiede in proposito di proseguire nell'esame delle proposte emendative rispetto alle quali le relatrici hanno espresso il loro parere, senza sospendere la seduta. Se, invece, il Governo ha intenzione di porre la questione di fiducia su un eventuale maxiemendamento, osserva che non appare opportuno sprecare tempo in una inutile discussione. 
Ribadisce che, nonostante l'alto numero di emendamenti di cui è stato proposto l'accantonamento, le Commissioni sono comunque in grado di proseguire l'esame delle proposte relative all'articolo 2.
Marialucia LOREFICEpresidente, precisa che le relatrici hanno bisogno di svolgere un approfondimento sui temi relativi alle proposte accantonate e che sono impossibilitate a farlo se le Commissioni proseguono i loro lavori. Osserva che le successive modalità di svolgimento dei lavori delle Commissioni potranno essere discusse nell'imminente riunione dell'Ufficio di presidenza.
Paolo ZANGRILLO (FI) concorda con la proposta di prosecuzione dei lavori illustrata dalla presidente, osservando che se nella serata odierna il Governo e le forze di maggioranza saranno in grado di risolvere i punti controversi, nelle sedute di domani sarà possibile procedere più speditamente con i lavori delle Commissioni, mentre avrebbe poco senso esaminare un articolo di cui è stato richiesto l'accantonamento della maggior parte degli emendamenti.
Walter RIZZETTO (FdI), in risposta all'intervento della collega Serracchiani, precisa di avere concordato con la proposta della presidente di sospendere per un'ora i lavori per poi svolgere l'Ufficio di presidenza, ma di avere invitato a valutare l'opportunità di continuare l'esame in sede referente dopo lo svolgimento di tale Ufficio di presidenza, senza rinviare direttamente alla giornata di domani. Si riserva, in ogni caso, di valutare in sede di Ufficio di Presidenza le proposte sulle modalità di prosecuzione dei lavori delle Commissioni.
Marialucia LOREFICEpresidente, rinvia il seguito dell'esame del provvedimento ad altra seduta.
La seduta termina alle 18.40.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 19.55 alle 20.05.

ERRATA CORRIGE
Nel Bollettino delle Giunte e delle Commissioni parlamentari n. 155 del 12 marzo 2019, a pagina 7, prima colonna, quarantatreesima riga, le parole: «e sull'articolo aggiuntivo Lollobrigida 26.01» sono soppresse.




SEDE REFERENTE

Martedì 12 marzo 2019. — Presidenza della presidente della XII Commissione, Marialucia LOREFICE. – Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, Claudio Cominardi.
La seduta comincia alle 12.35.
DL 4/2019: Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni. 
C. 1637 Governo, approvato dal Senato.
 
(Seguito dell'esame e rinvio).
Le Commissioni proseguono l'esame del provvedimento in titolo, rinviato, da ultimo, nella seduta dell'11 marzo 2019.
Marialucia LOREFICEpresidente, avverte che sono stati presentati alcuni ricorsi avverso i giudizi di inammissibilità di talune proposte emendative pronunciati nella seduta di ieri. 
In tale contesto, alla luce di un ulteriore esame delle proposte emendative, nonché a seguito dell'analisi dei motivi di ricorso addotti dai ricorrenti, la Presidenza ritiene di poter rivedere i giudizi di inammissibilità sulle seguenti proposte emendative, che devono pertanto considerarsi ammissibili: 
gli identici emendamenti Epifani 20.13, Eva Lorenzoni 20.16 e Lepri 20.5, in quanto contemplano un'ipotesi di contribuzione volontaria finalizzata al perfezionamento dei requisiti contributivi per raggiungere il diritto al trattamento pensionistico, nel presupposto che tale ipotesi sia comparabile alla facoltà di riscatto per periodi non coperti da contribuzione, contemplata dall'articolo 20 del decreto-legge in oggetto; 
gli articoli aggiuntivi Tripiedi 16.02 e Serracchiani 26-
sexies.03, in quanto, riconoscendo integralmente, a fini contributivi, i periodi lavorati in regime di part time verticale, allo scopo di incrementare l'anzianità contributiva per agevolare il raggiungimento del diritto al trattamento pensionistico, corrispondono alla ratio degli articoli 20 e 22 del provvedimento in esame; deve, pertanto, considerarsi altresì ammissibile l'articolo aggiuntivo Eva Lorenzoni 25-ter.05 vertente sulla medesima materia.
La Presidenza ritiene, invece, di dover confermare i giudizi di inammissibilità per estraneità di materia sulle restanti proposte emendative. 
Avverte, altresì, che, a seguito della riunione dell'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, delle Commissioni riunite, che ha avuto luogo nella giornata di ieri, i gruppi sono stati invitati a segnalare – entro le ore 9 della giornata odierna – le proposte emendative da porre comunque in votazione, per assicurare, attraverso uno svolgimento ordinato dei lavori delle Commissioni, il rispetto del termine fissato dalla Conferenza dei presidenti di gruppo per l'inizio dell'esame in Assemblea il prossimo lunedì 18 marzo (
vedi allegato pubblicato in un fascicolo a parte). 
Avverte, infine, che è stato richiesto che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sia assicurata anche mediante trasmissione attraverso l'impianto audiovisivo a circuito chiuso: non essendovi obiezioni, dispone l'attivazione del circuito. 
Dà, quindi, la parola alle relatrici, deputata Murelli per la XI Commissione e deputata Nesci per la XII Commissione, invitandole a esprimere i pareri sulle proposte emendative riferite all'articolo da cui propongono di iniziare l'esame.
Walter RIZZETTO (FdI), intervenendo sull'ordine dei lavori, lamenta il fatto che le Commissioni si apprestino a iniziare l'esame degli emendamenti prima che sia stato stampato e distribuito il fascicolo di tutte le proposte emendative segnalate dai gruppi, riferite all'intero provvedimento. Tale modo di procede, a suo avviso, non appare giustificabile, a fronte dell'atteggiamento collaborativo delle opposizioni, le quali, nonostante la tempistica stringente, non hanno sollevato problemi e si sono sforzate di rispettare tutte le scadenze. Per queste ragioni, ritiene preferibile rinviare l'inizio dei lavori a un momento successivo alla pubblicazione del fascicolo completo degli emendamenti segnalati, al momento non a disposizione dei deputati.
Paolo ZANGRILLO (FI) si associa alle considerazioni del collega Rizzetto.
Debora SERRACCHIANI (PD), dichiarandosi d'accordo con i colleghi intervenuti, ritiene che la complessità del provvedimento ne imponga un esame ordinato e sistematico.
Marialucia LOREFICEpresidente, dopo aver preliminarmente ricordato che è facoltà delle relatrici proporre le modalità di svolgimento dei lavori da loro ritenute più consone, chiede loro se ritengano utile accedere alla proposta di rinviare l'inizio dell'esame degli emendamenti a un momento successivo alla pubblicazione dell'intero fascicolo di quelli segnalati.
Elena MURELLI (Lega)relatrice per la XI Commissione, ritiene che, essendo già le relatrici in condizione di esprimere i propri pareri sulle proposte emendative riferite agli articoli 9-bis, 11-bis, 17, 19, 24, 26 e 27, le Commissioni potrebbero già iniziarne l'esame, avvalendosi del fascicolo degli emendamenti segnalati messo a disposizione dei deputati da parte degli uffici.
Sebastiano CUBEDDU (M5S) ritiene perfettamente percorribile la strada proposta dalla relatrice Murelli, che è poi la stessa, a quanto gli consta, adottata proficuamente dal Senato e che risulta, per certi versi, obbligata, data la complessità del provvedimento.
Elena CARNEVALI (PD) osserva che i lavori delle Commissione riunite stanno prendendo avvio dalla parte finale e meno rilevante del provvedimento, tralasciando gli aspetti più caratterizzanti. Rileva, quindi, che a fronte di un provvedimento articolato e di estrema rilevanza, non appare opportuno iniziare l'esame da alcune questioni di dettaglio, oltretutto relative ad ambedue i Capi in cui è suddiviso il provvedimento.
Marialucia LOREFICEpresidente, osserva che, anche in presenza di un fascicolo completo, le relatrici avrebbero in ogni caso, nella seduta odierna, formulato le loro proposte di parere solo in relazione agli articoli presenti nel fascicolo già in distribuzione.
Renata POLVERINI (FI) ritiene che la disponibilità del fascicolo completo degli emendamenti segnalati aiuterebbe i deputati a seguire meglio l'andamento dei lavori, proprio in considerazione della grande complessità del provvedimento.
Marialucia LOREFICEpresidente, tenuto conto di tutte le opinioni espresse dai deputati intervenuti e della proposta formulata dalle relatrici, le invita a esprimere il parere di competenza sulle proposte emendative segnalate riferite agli articoli 9-bis, 11-bis, 17, 19, 24, 26 e 27.
Dalila NESCI (M5S)relatrice per la XII Commissione, anche a nome della collega relatrice per la XI Commissione, propone di accantonare l'emendamento Rizzetto 9-bis.3 ed esprime parere contrario sull'emendamento Epifani 11-bis.1.
Elena MURELLI (Lega)relatrice per la XI Commissione, con riferimento agli articoli del decreto-legge direttamente riconducibili alle competenze della Commissione lavoro in quanto riguardanti la materia pensionistica, anche a nome della collega relatrice per la XII Commissione, per quanto attiene all'articolo 17, esprime parere contrario sull'emendamento Rizzetto 17.4 e propone l'accantonamento dell'emendamento Mura 17.1. 
Con riferimento all'articolo 19, esprime, quindi, parere contrario sugli identici emendamenti Epifani 19.3 e Lacarra 19.1, nonché sull'emendamento Lacarra 19.2. 
Per quanto riguarda l'articolo 24, esprime parere contrario sugli emendamenti Carla Cantone 24.1 e Pentangelo 24.2. 
Con riferimento all'articolo 26, esprime parere contrario sull'emendamento Sozzani 26.2 e sull'articolo aggiuntivo Lollobrigida 26.01. 
Infine, in riferimento all'articolo 27, esprime parere contrario sugli emendamenti Bond 27.1 e D'Attis 27.3.
Il sottosegretario 
Claudio COMINARDI esprimere parere conforme alle relatrici.
Marialucia LOREFICEpresidente, avverte che, intendendosi accantonato l'emendamento Rizzetto 9-bis.3, le Commissioni passeranno all'esame dell'emendamento Epifani 11-bis.1.
Ettore Guglielmo EPIFANI (LeU), intervenendo sul suo emendamento 11-bis.1, chiede alle relatrici e al rappresentante del Governo di conoscere le motivazioni alla base del loro parere contrario, da lui ritenuto incomprensibile, dal momento che la sua proposta è volta a eliminare dal testo del decreto-legge il riferimento a una disciplina, in materia di formazione, che, essendo risalente al 2000, risulta superata dal nuovo assetto costituzionale introdotto nel 2001, in base al quale la formazione e la formazione professionale sono materie di competenza esclusiva delle regioni.
Debora SERRACCHIANI (PD) auspica l'approvazione dell'emendamento Epifani 11-bis.1, che interviene su una materia, quella dei percorsi formativi, piuttosto trascurata dal provvedimento.
Le Commissioni respingono l'emendamento Epifani 11-
bis.1.
Walter RIZZETTO (FdI), intervenendo sul suo emendamento 17.4, chiede alla maggioranza e al Governo un'ulteriore riflessione per superare il parere contrario precedentemente espresso e che, a suo avviso, non è giustificabile. La sua proposta, infatti, affronta una questione, quella della cosiddetta «Quota 41», che, per ragioni di sistematicità, avrebbe dovuto essere risolta prima dell'introduzione della cosiddetta «Quota 100», sulle cui finalità, peraltro, il suo gruppo concorda. Infatti, «Quota 100» non permette l'accesso al pensionamento a coloro che, pur avendo un'anzianità contributiva superiore a quella minima richiesta dal canale di «Quota 100», hanno un'età anagrafica inferiore a 62 anni, avendo iniziato l'attività lavorativa in età giovanile. Si tratta di una contrarietà incomprensibile, soprattutto alla luce dell'impegno profuso dalle forze oggi in maggioranza nella scorsa legislatura, quando la XI Commissione, con l'accordo di tutti i gruppi, si era spesa in più sedi per garantire ai lavoratori precoci il diritto di accedere al pensionamento a età inferiori a quella imposta dalla riforma Fornero, senza penalizzazioni e senza l'applicazione del meccanismo di adeguamento al variare della speranza di vita.
Carla CANTONE (PD), associandosi alle osservazioni del collega Rizzetto, sottoscrive a nome del gruppo Partito Democratico l'emendamento 17.4. Ricorda che tutti gli interventi in materia pensionistica che si sono susseguiti dal 1995 hanno sempre tenuto presente la peculiarità dei lavoratori precoci. L'attuale Governo, in totale discontinuità con il passato, ha scelto di intervenire senza confrontarsi preventivamente con le organizzazioni sindacali, che avrebbero potuto collaborare proficuamente all'individuazione di soluzioni specifiche che evitassero la vera e propria ingiustizia sociale che si è prodotta a danno di tale categoria di lavoratori. Propone, pertanto, l'accantonamento dell'emendamento Rizzetto 17.4, allo scopo di permettere un'ulteriore riflessione sul tema da parte della maggioranza e del Governo.
Debora SERRACCHIANI (PD), associandosi ai colleghi intervenuti, sottolinea la mancanza di organicità degli interventi recati dal provvedimento, che non incide sulla riforma Fornero, ma, semplicemente, ne affianca la disciplina con nuove previsioni, estremamente costose, ma valide solo per tre anni e solo per alcune categorie di lavoratori, trascurandone altre che presentano problematiche ben più rilevanti. Ricorda gli interventi introdotti dal precedente Governo in favore dei lavoratori precoci, con particolare riferimento al cosiddetto anticipo pensionistico. Invita, quindi, tutte le forze politiche presenti in Parlamento a un impegno particolare in favore dei lavoratori precoci e, sull'emendamento Rizzetto 17.4, auspica un supplemento di riflessione da parte della maggioranza e del Governo, allo scopo di rivedere la loro contrarietà.
Renata POLVERINI (FI) sottoscrive, a nome del gruppo Forza Italia, l'emendamento Rizzetto 17.4 e ricorda l'impegno profuso nella scorsa legislatura dalla XI Commissione lavoro per risolvere il problema dei lavoratori precoci, sottolineando il ruolo di proposta rivestito dall'onorevole Massimiliano Fedriga, esponente di punta della Lega e attuale Presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia. Ricorda che tutti gli interventi sul sistema pensionistico, adottati solo dopo un confronto con le organizzazioni sindacali, hanno mantenuto un carattere di organicità e non hanno mai trascurato le categorie di lavoratori considerate meritevoli di particolare tutela, come quella dei lavoratori precoci. La decisione assunta dall'attuale Governo, pertanto, si pone in netta controtendenza con il passato e introduce disposizioni di favore per una particolare categoria di lavoratori, quelli che potranno accedere al pensionamento grazie a «Quota 100», trascurando le esigenze, ben più pressanti, di altre. Si appella, quindi, ai deputati del MoVimento 5 Stelle, già presenti in XI Commissione nella scorsa legislatura, come i deputati Tripiedi, Ciprini e il sottosegretario Cominardi, perché siano di stimolo per il Governo all'adozione di misure che attenuino l'ingiustizia a danno dei lavoratori precoci e, per favorire tale ulteriore riflessione, ritiene opportuno l'accantonamento dell'emendamento Rizzetto 17.4.
Carlo FATUZZO (FI), intervenendo sull'emendamento Rizzetto 17.4, osserva che esso interviene su una norma che dispone la sospensione fino al 2016 dell'aggancio del requisito dell'età anagrafica al variare della speranza di vita per i lavoratori precoci. Se l'intento è apprezzabile, non condivide, tuttavia, la previsione di una finestra che impone l'accesso al pensionamento dopo tre mesi dalla maturazione dei requisiti. In definitiva, se la sospensione del meccanismo di aggancio alla speranza di vita avrebbe consentito un accesso anticipato al pensionamento di cinque mesi, la previsione di una finestra di tre mesi riduce significativamente il vantaggio che si intendeva accordare ai lavoratori precoci. Invece, l'emendamento Rizzetto 17.4 introduce una disciplina organica e di reale favore nei confronti di tale categoria di lavoratori.
Davide TRIPIEDI (M5S), essendo stato chiamato in causa dalla collega Polverini, desidera precisare che non intende affatto rinnegare le battaglie condotte insieme ai colleghi di tutti i gruppi nella XI Commissione durante la scorsa legislatura, e, anzi, assicura che la «Quota 41» e i lavori usuranti saranno temi affrontati nella prossima legge di bilancio, compatibilmente con le risorse finanziarie a disposizione. Consapevole che gli interventi contenuti nel decreto-legge in discussione, pur importanti, non sono tali da risolvere tutti i problemi delle categorie più svantaggiate, assicura l'impegno del suo gruppo e del Governo a intervenire al più presto anche sui temi sui quali, contrariamente a quanto affermato dalla collega Cantone, i governi della passata legislatura non si sono dimostrati disponibili.
Antonio VISCOMI (PD) sottolinea la difficoltà di tradurre in scelte politiche gli sloganelettorali, ricordando, per esempio, l'accantonamento della proposta di legge, pomposamente definita «taglia-pensioni», la cui impraticabilità è stata messa in luce da tutti gli esperti ascoltati dalla XI Commissione. Tale vicenda dimostra, a suo avviso, l'impossibilità di intervenire su un sistema complesso, come quello pensionistico, in modo estemporaneo e disorganico. In tal modo, infatti, si creano disuguaglianze e disparità di trattamento, in aperta contraddizione con l'intento, sbandierato dal Governo, di legiferare in maniera chiara e coerente, come, da ultimo, dichiarato in occasione dell'approvazione, nella riunione del Consiglio dei ministri dello scorso 28 febbraio, del disegno di legge delega per la semplificazione e il riassetto in materia di lavoro. Al contrario, gli emendamenti presentati all'articolo 17 si propongono di introdurre disposizioni organiche, anche allo scopo di evitare diseguaglianze in aperta contraddizione con il principio sancito dall'articolo 3 della Costituzione.
Elena MURELLI (Lega)relatrice per la XI Commissione, ringraziando i colleghi per il contributo alla discussione, ribadisce l'organicità e la completezza delle misure recate dal decreto-legge in esame, che si propone l'avvio dello smantellamento della riforma Fornero. Rispondendo, in particolare, alle osservazioni dell'onorevole Fatuzzo, rileva che la previsione di finestre per l'accesso al pensionamento risulta utile ai datori di lavoro, pubblici e privati, per pianificare le decisioni riguardanti la gestione delle risorse umane, prevedendo, tra l'altro, le nuove assunzioni per sostituire il personale che accederà al pensionamento. Sempre con riferimento all'articolo 17, la sospensione fino al 2026 dell'applicazione del meccanismo per l'adeguamento dell'età pensionabile al variare della speranza di vita concede al Governo il tempo necessario per lo studio e l'adozione delle misure utili al superamento della riforma Fornero, coerentemente con l'impegno profuso su tale tema dalla Lega.
Marialucia LOREFICEpresidente, nel dare la parola alla deputata Carnevali, invita tutti i colleghi a cercare di intervenire sui singoli emendamenti prima della replica delle relatrici.
Elena CARNEVALI (PD) rileva che la discussione in corso sta ponendo in evidenza la distanza tra le buone intenzioni, la propaganda e la realtà dei fatti. In presenza di un teorico, considerevole stanziamento di quasi 40 miliardi di euro in un triennio, rileva una mancanza di risorse pari a 7 miliardi per l'anno in corso, coperta dal possibile aumento dell'IVA. Sottolinea che la maggioranza ha proceduto senza interlocuzione con le parti sociali e senza avere una conoscenza precisa della realtà del Paese, segnalando che nella passata legislatura, ad esempio, per l'Ape social e per il reddito di inclusione si era adottato un approccio assai diverso. Richiamando l'intervento del presidente dell'INPS nel corso delle audizioni svolte al Senato, ribadisce che il provvedimento non introduce una reale «quota 100», prevedendo il doppio requisito di 62 anni di età e 32 anni di contribuzione, escludendo di fatto molti potenziali beneficiari. Inoltre, esso non costituisce un superamento della legge Fornero, prevedendo una sperimentazione triennale, con il rischio di determinare una profonda iniquità, con trattamenti notevolmente differenti per una differenza anagrafica di un solo giorno. In conclusione, ribadisce l'esigenza di superare l'approccio propagandistico, correggendo le storture del provvedimento.
Ettore Guglielmo EPIFANI (LeU) osserva che la discussione è stata utile a mettere in luce i limiti della proposta del Governo, in quanto «Quota 100» è un provvedimento privo di prospettiva, che permette l'accesso al pensionamento solo a chi ha determinati requisiti, trascurando, invece, le categorie che andrebbero più sostenute, ovvero i lavoratori precoci e gli ultrasessantenni con pochi o nessun contributo versato, con lavori discontinui e faticosi, costretti ad aspettare il compimento dell'età per accedere alla pensione di vecchiaia. Rileva, inoltre, che, se fra tre anni non saranno reperite le risorse per appianare o ridurre lo «scalone» per coloro che dovranno aspettare cinque anni per accedere al pensionamento a causa della fine della sperimentazione di «Quota 100», si acuiranno ulteriormente le iniquità introdotte e la sfiducia nei confronti dello Stato.
Le Commissioni respingono l'emendamento Rizzetto 17.4.
Marialucia LOREFICEpresidente, dopo avere ricordato che l'emendamento Mura 17.1 è da intendersi accantonato, avverte che le Commissioni passeranno all'esame degli identici emendamenti Epifani 19.3 e Lacarra 19.1.
Ettore Guglielmo EPIFANI (LeU), intervenendo sul suo emendamento 19.3, chiede di conoscere le motivazioni alla base del parere contrario delle relatrici e del Governo sulla sua proposta, che, per consentire un'inequivoca interpretazione delle norme, intende solo specificare a quali gestioni di dipendenti pubblici, ora incorporate dall'INPS, si applichino le disposizioni recate dall'articolo 19, in tema di termini di prescrizione dei contributi per le amministrazioni pubbliche. Si tratta, tra l'altro, di una modifica sollecitata dalle organizzazioni sindacali.
Carla CANTONE (PD), intervenendo sull'emendamento Lacarra 19.1, di cui è firmataria, si associa alle considerazioni svolte dal collega Epifani e ricorda le sollecitazioni delle organizzazioni sindacali per la maggiore chiarezza possibile dell'ambito applicativo dell'articolo 19.
Marco LACARRA (PD), condividendo le osservazioni dei colleghi, si augura che la contrarietà del Governo e della maggioranza a conferire chiarezza alle disposizioni di legge in esame non sia dovuta all'orientamento, purtroppo più volte dimostrato dalla maggioranza, favorevole alla redazione di norme vaghe e di difficile applicazione, causa, per di più, di notevole contenzioso.
Antonio VISCOMI (PD) osserva che la chiarezza invocata dai colleghi intervenuti è quanto mai necessaria per una norma che riguarda termini di prescrizione.
Carlo FATUZZO (FI) si stupisce della contrarietà del Governo e della maggioranza nei confronti di una proposta volta all'aumento della possibilità di procedere nei confronti di pubbliche amministrazioni per il recupero dei contributi non versati.
Walter RIZZETTO (FdI) preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sugli identici emendamenti Epifani 19.3 e Lacarra 19.1, che, a suo giudizio, ampliano il novero delle gestioni previdenziali interessate dall'applicazione delle disposizioni dell'articolo 19. Ringrazia, quindi, il collega Fatuzzo, che intervenendo sul successivo emendamento Lacarra 19.2, ha dimostrato che la maggioranza, che non se ne è resa conto, non è attenta alla discussione che si sta svolgendo. Per tale motivo, mette radicalmente in dubbio l'utilità del lavoro che si sta svolgendo in Commissione.
Enrica SEGNERI (M5S) non ritiene fondate le affermazioni del deputato Rizzetto sulla presunta disattenzione della maggioranza sui temi in discussione.
Sebastiano CUBEDDU (M5S), rispondendo al collega Viscomi, ritiene non idoneo alla legislazione in materia previdenziale il ricorso a elenchi esaustivi e ricorda che il contenzioso in materia di prescrizione non ha riguardato l'ambito applicativo, bensì la decorrenza dei termini.
Le Commissioni respingono gli identici emendamenti Epifani 19.3 e Lacarra 19.1.
Marialucia LOREFICEpresidente, essendo imminente la ripresa della seduta con votazioni in Assemblea, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 14.05.


SEDE REFERENTE

Lunedì 11 marzo 2019. — Presidenza del presidente della XI Commissione, Andrea GIACCONE.
La seduta comincia alle 14.35.
DL 4/2019: Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni.
 
C. 1637 Governo, approvato dal Senato. 
(Seguito dell'esame e rinvio).
Le Commissioni proseguono l'esame del provvedimento in titolo, rinviato, da ultimo nella seduta del 7 marzo 2019.
Andrea GIACCONEpresidente, ricorda che il termine per la presentazione degli emendamenti al provvedimento in oggetto è scaduto alle ore 12 di giovedì 7 marzo. In proposito, comunico che sono state presentate circa 810 proposte emendative, alcune delle quali presentano profili di criticità relativamente alla loro ammissibilità. 
Al riguardo ricorda che, trattandosi di un decreto-legge, il regime di ammissibilità delle proposte emendative è stabilito dall'articolo 96-
bis, comma 7, del Regolamento, ai sensi del quale non possono ritenersi ammissibili le proposte emendative che non siano strettamente attinenti alle materie oggetto dei decreti-legge all'esame della Camera. 
Tale criterio risulta più restrittivo di quello dettato, con riferimento agli ordinari progetti di legge, dall'articolo 89 del medesimo Regolamento, il quale attribuisce al Presidente la facoltà di dichiarare inammissibili gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi che siano estranei all'oggetto del provvedimento. Rammenta, inoltre, che la lettera circolare del Presidente della Camera del 10 gennaio 1997 sull'istruttoria legislativa precisa che, ai fini del vaglio di ammissibilità delle proposte emendative, la materia deve essere valutata con riferimento «ai singoli oggetti e alla specifica problematica affrontata dall'intervento normativo». 
La necessità di rispettare rigorosamente tali criteri si impone ancor più a seguito delle sentenze della Corte Costituzionale n. 32 del 2014, 22 del 2012 e ordinanza n. 34/2013 e di alcuni richiami del Presidente della Repubblica nel corso della precedente legislatura. 
In tale contesto, le Presidenze sono pertanto chiamate ad applicare le suddette disposizioni regolamentari e quanto previsto dalla citata circolare del Presidente della Camera dei deputati del 1997. 
Alla luce di tali considerazioni, avverte che devono considerarsi inammissibili per estraneità di materia le seguenti proposte emendative: 
Lollobrigida 1.24, limitatamente: al capoverso articolo 7-
ter, poiché istituisce il «Reddito di infanzia» quale misura di sostegno economico alla natalità e alla famiglia; all'articolo 8 (»Lavoro di cittadinanza»), perché prevede sgravi contributivi in favore di datori di lavoro che procedano a nuove assunzioni; al nuovo articolo 12-bis («Fondo per la introduzione del quoziente familiare finalizzato»), in quanto finalizzato all'introduzione del meccanismo di determinazione dell'imposta sul reddito delle persone fisiche attraverso il sistema del quoziente familiare; 
Lupi 8.3, in quanto assegna un contributo di 1 milione di euro per il 2019 all'Ente nazionale per il microcredito per incentivare la creazione di nuova autoimprenditorialità e di lavoro autonomo; 
Rizzetto 8.57, in quanto istituisce, presso il Ministero dell'economia e delle finanze, un Fondo per la riduzione del cuneo fiscale con una dotazione pari a 2 miliardi di euro dal 2019; 
Cannatelli 8.02, in quanto dispone che il contratto a tempo determinato può essere rinnovato o prorogato in presenza delle causali richieste, di cui all'articolo 19, comma 1, del decreto legislativo n. 81 del 2015, ove previste dai contratti collettivi; 
Cannatelli 8.03, in quanto interviene sulla disciplina in materia di causali del contratto di lavoro a tempo determinato; 
identici articoli aggiuntivi Rizzetto 8.09 e Zangrillo 8.012, in quanto introducono una riduzione del cuneo fiscale per i rapporti di lavoro a tempo indeterminato derivanti dalla trasformazione di contratti a tempo determinato; 
Zangrillo 8.013, in quanto introduce il Reddito di dignità, a copertura di una quota del trattamento salariale, in favore dei datori di lavoro privati che assumono con contratto a tempo indeterminato, determinato o di apprendistato; 
Lorenzoni 8.011, in quanto stabilisce che le pubbliche amministrazioni possano stipulare contratti di formazione e lavoro soltanto con i soggetti che non abbiano compiuto i 35 anni di età; 
Carnevali 8.01, in quanto prevede la possibilità di effettuare assunzioni di assistenti sociali in deroga ai divieti e ai vincoli di contenimento della spesa di personale previsti dalla legislazione vigente; 
Lorenzin 10.4, in quanto prevede che l'INAPP sia incaricato dal Ministero del lavoro di emanare un bando pubblico di selezione perché organismi terzi operino una valutazione indipendente del Rdc; 
Epifani 11.02, dal momento che prevede che il riparto fra le regioni delle risorse destinate ai centri per l'impiego per il rafforzamento delle politiche attive del lavoro avvenga annualmente sulla base dei criteri già oggetto di intesa in sede di Conferenza Stato-regioni; 
Dall'Osso 11.04, in quanto concerne il tema di detrazioni per carichi di famiglia, escludendo l'applicazione del limite di età di 24 anni per i figli disabili gravi ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge n. 104 del 1992; 
Ubaldo Pagano 11-
bis.01, in quanto modifica la disciplina a regime dei programmi operativi nazionali e regionali, rendendo obbligatoria la destinazione di una parte delle risorse all'assunzione di persone che non abbiano compiuto i 35 anni di età; 
Pentangelo 12.21, in quanto dispone in ordine alle procedure contrattuali e negoziali relative al triennio 2010-2012 del personale dipendente delle P.A.
Pentangelo 12.15, in quanto autorizza l'impiego delle risorse stanziate per il Rdc anche per i contratti collettivi nazionali; 
Carnevali 12.1, poiché autorizza i comuni ad assumere assistenti sociali in deroga ai divieti e ai vincoli di spesa vigenti, anche da parte degli enti locali in condizioni strutturalmente deficitarie o in stato di dissesto; 
Musella 12.40, poiché stanzia 50 milioni di euro annui per gli anni 2019 e 2020 in favore dei comuni per il finanziamento di progetti in ambito culturale, sociale, artistico e ambientale; 
Zangrillo 13.3, in quanto comporta modifiche alla disciplina dei contratti a termine e di somministrazione; 
Fatuzzo 13.10, in quanto utilizza il Fondo per il RdC per l'aumento degli importi delle pensioni in favore dei soggetti disagiati; 
Gelmini 13.01, in quanto istituisce un Fondo per l'ampliamento dell'offerta degli asili nido e dei servizi per la prima infanzia; 
Pentangelo 13.02, poiché prevede incentivi all'occupazione; 
Pentangelo 13.03 e 13.04, dal momento che prevedono incentivi per la promozione della conciliazione tra tempi di vita e di lavoro; 
Pentangelo 13.05, in quanto volto ad introdurre la 
flat tax al 23 per cento; 
Occhiuto 13.07, in quanto istituisce una misura specifica di avviamento al lavoro per i soggetti ricompresi nella fascia di età tra i 30 e i 50 anni; 
Rizzetto 13.010, in quanto conferisce una delega al Governo per l'introduzione di misure a tutela dei lavoratori impiegati nell'attività di consegna di pasti a domicilio (cosiddetti 
riders); 
Rizzetto 13.011, poiché prevede l'adozione di piani e misure per i lavoratori disoccupati privi di ammortizzatori e non beneficiari del Rdc; 
Rizzetto 13.012 perché conferisce una delega al Governo in materia pensionistica; 
Rizzetto 13.013, poiché istituisce un contributo di solidarietà a carico dei redditi di ammontare non inferiore a 5 mila euro netti; 
Rizzetto 13.014 perché reca una delega al Governo in materia di retribuzione minima garantita; 
Pentangelo 14.24, in quanto, modificando l'allegato B della legge n. 205 del 2017 – che contiene l'elenco dei lavori usuranti ai quali non si applica l'incremento della speranza di vita di 5 mesi dal 2019 – specifica che, riguardo alla categoria degli insegnanti, per scuola dell'infanzia debba intendersi quella primaria e secondaria; 
Fitzgerald Nissoli 14.19, in quanto prevede la possibilità di pensionamento anticipato per lavoratori italiani all'estero che abbiano versato contributi ad enti previdenziali esteri al di fuori delle convenzioni bilaterali di sicurezza sociale; 
Ferro 14.43, in quanto incide sul limite massimo di età per il collocamento a riposo dei dirigenti medici e del ruolo sanitario del Servizio sanitario nazionale; 
Prisco 14.44 e Rizzetto 14.42, in quanto prevedono la facoltà per tutti i magistrati, gli avvocati e procuratori dello Stato, di permanere in servizio per un biennio oltre i limiti di età per il collocamento a riposo; 
Del Barba 14.9, in quanto stabilisce un titolo di preferenza, a parità di merito, nelle assunzioni di personale del Ministero della giustizia in favore dei soggetti che hanno completato il tirocinio formativo di cui all'articolo 37, comma 11, del decreto-legge n. 98 del 2011; 
Rizzetto 14.02, in quanto prevede che i dipendenti pubblici abbiano diritto a ricevere il Tfr e il Tfs entro tre mesi dalla pensione;
Bucalo 14.03, dal momento che prevede uno specifico pensionamento anticipato per i soggetti che abbiano subito un'invalidità permanente inferiore all'80 per cento se congedati per inabilità totale ad ogni proficuo lavoro; 
Buratti 14-
bis.1, in quanto riconosce l'anzianità di servizio ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni per i periodi in cui sono collocati in aspettativa senza assegni perché assunti come collaboratori negli Uffici di supporto agli organi di direzione politica; 
Zan 14-
bis.12 e 14-bis.13, in quanto dispongono che dal 2019 ai comuni, alle loro unioni e alle città metropolitane non si applichino le disposizioni vigenti che prevedono limitazioni al turn over
Zan 14-
bis.14, in quanto dispone che la spesa degli enti locali per i contratti a tempo determinato, stipulati per determinate esigenze sostitutive, non si computa ai fini del rispetto della disposizione secondo cui le suddette spese devono essere comprese nel limite del 50 per cento della spesa sostenuta per le stesse finalità nel 2009; 
Rizzetto 14-
bis.20, identici emendamenti Gribaudo 14-bis.15, Polverini 14-bis.23 e Lorenzoni 14-bis.25 ed emendamento Zangrillo 14-bis.22, poiché dispongono che le assunzioni, da parte delle regioni, di personale da destinare ai Centri per l'impiego possono essere effettuate anche dagli enti titolari di determinate funzioni e non rilevano ai fini delle capacità assunzionali nonché dei limiti di spesa e che, per quanto riguarda il trattamento accessorio, non opera il limite secondo cui l'ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al suddetto trattamento non può superare il corrispondente importo determinato per il 2016; 
Zan 14-
bis.17, dal momento che esclude gli enti e le istituzioni di ricerca dall'applicazione della disposizione che pone gli oneri per i rinnovi contrattuali per il triennio 2019-2021 relativi al personale dipendente delle amministrazioni, istituzioni ed enti pubblici diversi dall'amministrazione statale, a carico dei rispettivi bilanci; 
Lacarra 14-
bis.18, limitatamente al capoverso 2-bis, in quanto volto ad incrementare le risorse destinabili all'assunzione di assistenti sociali con rapporto di lavoro a tempo determinato; 
Occhiuto 14-
bis.19, in quanto interviene in merito all'inquadramento nelle categorie D1 e D3 del personale assunto a tempo indeterminato in possesso di determinati requisiti da parte dei comuni con popolazione non superiore a centomila abitanti; 
Zan 14-
ter.12, poiché dispone che gli Enti locali possano procedere alle assunzioni, anche per lo svolgimento delle verifiche di determinati requisiti connessi al Rdc, in deroga alla disposizione secondo cui le graduatorie dei concorsi per il reclutamento del personale presso le PA sono utilizzate esclusivamente per la copertura dei posti messi a concorso; 
Serracchiani 14-
ter.3, poiché dispone che le risorse del Fondo per il pubblico impiego assegnate alle amministrazioni richiedenti siano destinate prioritariamente alla stabilizzazione del personale a tempo determinato presso le medesime amministrazioni che abbiano determinate requisiti; 
identici emendamenti Carnevali 14-
ter.4 e Bucalo 14-ter.11, in quanto intervengono sull'utilizzo delle graduatorie per l'assunzione di personale medico, tecnico professionale ed infermieristico per i bandi successivi al 1o gennaio 2020; 
identici emendamenti Lacarra 14-
ter.5, Epifani 14-ter.6 e Pella 14-ter.8, poiché prevedono la facoltà per gli enti locali di applicare le disposizioni sulla diversa vigenza delle graduatorie concorsuali disposte dall'articolo 1, comma 362, della legge n. 145 del 2018; 
Polverini 14-
ter.9, in quanto volto a novellare l'articolo 55-septies del decreto legislativo n. 165 del 2001 relativo al rapporto con i medici di cui l'INPS si avvale per i controlli domiciliari; 
Rizzetto 14-
ter.10, poiché prevede che gli enti locali possano derogare al limite degli idonei nei bandi di concorso in misura non superiore al 20 per cento; 
Brescia 14-
ter.02, limitatamente al comma 1, in quanto volto a prevedere che il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri emani linee di indirizzo per il ricambio generazionale del personale della P.A.; 
Schirò 14-
ter.03, dal momento che prevede l'incremento dell'importo minimo delle pensioni in regime internazionale; 
Occhiuto 14-
ter.04, in quanto istituisce un'apposita struttura di missione nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze per il monitoraggio dell'attuazione finanziaria dell'Obiettivo convergenza; 
Bucalo 15.10, poiché, modificando l'allegato B della legge n. 205 del 2017 (che contiene l'elenco dei lavori usuranti ai quali non si applica l'incremento della speranza di vita di 5 mesi dal 2019) specifica che, riguardo alla categoria degli insegnanti, per scuola dell'infanzia debba intendersi quella primaria e secondaria; 
Pastorino 15.01, in quanto prevede che, ai fini del raggiungimento dei requisiti richiesti per l'accesso al pensionamento anticipato dei dipendenti dei poligrafici (di cui all'articolo 1, comma 154, della legge n. 205 del 2017) si debba tener conto anche del trattamento di mobilità; 
Rossini 15.06, poiché reca disposizioni in materia di accesso anticipato al trattamento minimo pensionistico in favore delle madri che assistono figli gravemente disabili; 
Rizzetto 15.05, dal momento che prevede l'abrogazione della legge n. 252 del 1974 (cosiddetta legge Mosca), recante la regolarizzazione della posizione assicurativa dei dipendenti dei partiti politici, delle organizzazioni sindacali e delle associazioni di tutela e rappresentanza della cooperazione; 
Tripiedi 16.02, in quanto dispone che il periodo di durata del contratto a tempo parziale che preveda periodi non interamente lavorati sia riconosciuto utile ai fini del diritto al pensionamento; 
Polverini 17.3, in quanto aggiunge gli imprenditori monoveicolari del settore dell'autotrasporto nell'elenco dei lavoratori precoci (All. E alla legge n. 232 del 2016); 
Boldrini 17.01, dal momento che prevede una specifica maggiorazione per le lavoratrici madri, ai fini del raggiungimento dei requisiti per il pensionamento, dei contributi figurativi riconosciuti per il congedo di maternità, nonché la copertura figurativa per l'attività di 
caregiverfamiliare svolto nei confronti del coniuge; 
Serracchiani 18.1, in quanto modifica la disciplina dell'APE sociale laddove il provvedimento in esame si limita a prorogare di un anno l'istituto vigente; 
Lacarra 18.5, poiché posticipa il termine entro il quale debbono concludere i lavori la commissione tecnica sulla gravosità delle occupazioni e la commissione sulla comparazione della spesa previdenziale e assistenziale (di cui rispettivamente ai commi 155 e 158 dell'articolo 1 della legge n. 205 del 2017); 
Lacarra 18.6, dal momento che prevede una revisione dei requisiti per l'identificazione dei lavori gravosi per la fruizione dell'APE sociale laddove il provvedimento in esame si limita a prorogare di un anno l'istituto vigente; 
Epifani 18.8, poiché rimanda ad uno specifico decreto ministeriale la rivisitazione delle modalità attuative delle misure previdenziali e assistenziali per attività gravose (di cui all'articolo 1, commi 147 e 148, della legge n. 205 del 2017); 
Boldrini 18.10, in quanto estende l'indennità di cui all'articolo 1, comma 179, della legge 232 del 2016, in favore di
genitori che versino in condizioni psicofisiche invalidanti a causa dell'uccisione del figlio da parte dell'altro genitore; 
Pastorino 18.11, in quanto prevede che possono usufruire dell'APE sociale anche i titolari di una pensione diretta conseguita all'estero, a condizione che la stessa non risulti superiore alla soglia della pensione di cittadinanza; 
identici emendamenti Polverini 18.14 e Bellucci 18.16, poiché modificano la disciplina dell'APE sociale laddove il provvedimento in esame si limita a prorogare di un anno l'istituto vigente; 
Polverini 18.15, in quanto amplia la platea delle categorie di soggetti che possono accedere all'APE sociale laddove il provvedimento in esame si limita a prorogare di un anno l'istituto vigente; 
Carla Cantone 18.01, dal momento che interviene in materia di APE volontaria; 
Boldrini 18.02, in quanto prevede che il beneficio contributivo di cui all'articolo 80, comma 3, della legge n. 388 del 2000 (consistente in 2 mesi di contribuzione figurativa utile ai soli fini del diritto alla pensione e dell'anzianità contributiva fino al limite di 5 anni), riconosciuto a specifici lavoratori sordomuti, sia riconosciuto anche al genitore che versi in condizioni psicofisiche invalidanti a causa dell'uccisione del figlio da parte dell'altro genitore; 
Mollicone 18-
bis.01, poiché non consente l'accredito di contributi in caso di aspettativa dei lavoratori chiamati a funzioni pubbliche elettive o a ricoprire cariche sindacali provinciali e nazionali, nel caso in cui il soggetto che ne abbia fatto richiesta usufruisca nello stesso periodo di altra contribuzione previdenziale aggiuntiva; 
Gribaudo 19.01, in quanto disciplina la procedura per l'aggiornamento del novero delle attività lavorative usuranti o gravose, istituendo presso l'ISTAT la Commissione tecnica di studio sulle gravosità delle occupazioni; 
Bond 20.9, perché prevede una facoltà di riscatto dei periodi non coperti da contribuzione in favore dei datori di lavoro agricoli; 
identici emendamenti Epifani 20.13, Lorenzoni 20.16 e Lepri 20.5, in quanto prevedono l'eventualità che le risorse appostate dai contratti collettivi nazionali finalizzate, per il tramite degli enti bilaterali, al sostegno del pensionamento anticipato dei lavoratori, siano versate quale contribuzione volontaria per perfezionare i requisiti contributivi per raggiungere il diritto alla pensione; 
Caiata 20.17, perché attribuisce la facoltà di riscatto di periodi non coperti da contribuzione in favore degli eletti negli enti locali e assimilati, nella misura in cui non sussistevano forme previdenziali; 
Lepri 20.3, in quanto estende alle lavoratrici madri di bambini invalidi al 100 per cento il beneficio della contribuzione figurativa di due mesi, riconosciuto a coloro che hanno un'invalidità superiore al 74 per cento; 
Lepri 20.4, in quanto prevede la riduzione dell'importo dei versamenti volontari per i disoccupati; 
Serracchiani 20.01, poiché dispone che le misure di armonizzazione dei requisiti di accesso al sistema pensionistico, tenuto conto delle obiettive peculiarità ed esigenze dei settori di attività nonché dei rispettivi ordinamenti, siano applicate anche a macchinisti, capotreno e manovratori; 
Serracchiani 20.02, in quanto prevede una prestazione assistenziale in favore dei malati di mesotelioma non professionale e benefici previdenziali in favore dei lavoratori che sono stati esposti all'amianto; 
Labriola 21.02, poiché apporta modifiche alla disciplina sulla pensione di reversibilità; 
Boldi 21.03, dal momento che aumenta dal 4 per cento all'8 per cento la percentuale di contribuzione previdenziale che, ai sensi dell'articolo 1, comma 212,
della legge n. 662 del 1996, viene inserita in fatturazione e resta a carico del cliente; 
Carla Cantone 22.01, in quanto istituisce presso l'ISTAT la Commissione tecnica di studio sulle gravosità delle occupazioni; 
Lollobrigida 22.02, poiché apporta modifiche alla disciplina della somministrazione di lavoro; 
Fassina 24.01, in quanto volto ad istituire un Fondo per la rivalutazione del trattamento di quiescenza per i lavoratori di Poste Italiane S.p.a.; 
Gribaudo 25.2 e Pentangelo 25.4, dal momento che prevedono la facoltà, per le casse previdenziali privatizzate, di introdurre per gli iscritti forme di tutela socio-assistenziale, promozione e sostegno del reddito e dell'esercizio della professione, per favorire l'ingresso di giovani nel mercato del lavoro, nonché disposizioni in materia di 
welfare
Rizzetto 25.01, dal momento che prevede disposizioni per lo sviluppo della previdenza complementare; 
Lorenzoni 25.02, poiché prevede la possibilità, per i magistrati della Corte dei conti, di permanere in servizio per un biennio oltre il limite di età in caso compiano 70 anni nel corso del 2019; 
Labriola 25-
ter.01, in quanto prevede il rafforzamento delle sanzioni in caso di omissione delle dichiarazioni reddituali relativi ai regimi di imposta sostitutiva di cui all'articolo 1, commi 54-89, della legge n. 190 del 2014 e all'articolo 1, commi 15-22 della legge n. 145 del 2018; 
Rizzetto 25-
ter.02, in quanto reca disposizioni sulle pensioni di guerra; 
Lorenzoni 25-
ter.04, in quanto, fornendo un'interpretazione autentica dell'articolo 18, comma 12, del decreto-legge n. 98 del 2011, dispone che siano tenuti all'iscrizione presso la gestione separata INPS esclusivamente i soggetti che svolgono attività di lavoro autonomo il cui esercizio non sia subordinato all'iscrizione in appositi albi professionali, ovvero attività non soggette a versamenti contributivi presso casse previdenziali privatizzate; 
Lorenzoni 25-
ter.05, dal momento che modifica la disciplina del contratto a tempo parziale; 
Ubaldo Pagano 25-
ter.06, dal momento che modifica la disciplina del pensionamento anticipato dei dipendenti dei poligrafici; 
Lollobrigida 26.01, poiché modifica la disciplina del calcolo della retribuzione annua pensionabile ai fini della liquidazione della pensione (di cui all'articolo 8 della legge n. 155 del 1981); 
Carnevali 26-
sexies.01, in quanto dispone uno specifico regime fiscale per la NaSPI destinata alla sottoscrizione di capitale sociale di una cooperativa; 
Serracchiani 26-
sexies.03, in quanto riconosce che i contributi versati nel corso di periodi lavorativi in regime di part time verticale siano da computarsi in ogni caso nell'intero anno solare ai fini dell'acquisizione del diritto all'accesso alla pensione; 
Serracchiani 26-
sexies.04, in quanto reca disposizioni in materia di tutela dei lavoratori delle piattaforme digitali (cosiddetti riders); 
Pastorino 26-
sexies.022, poiché introduce e disciplina l'istituto del lavoro autonomo digitale; 
Serracchiani 26-
sexies.05, perché demanda a un decreto ministeriale l'individuazione e la programmazione di specifiche misure per la promozione della previdenza complementare; 
Fragomeli 26-
sexies.08, dal momento che prevede l'iscrizione d'ufficio alla gestione separata INPS dal 1o luglio 2019 per tutti i cittadini italiani al compimento dei 18 anni; 
Carla Cantone 26-
sexies.06, in quanto prevede l'irrilevanza delle pensioni di guerra ai fini del riconoscimento di specifici istituti previdenziali e assistenziali;
Boccia 26-
sexies.07, poiché reca disposizioni in materia di continuità didattica in scuole e università straniere; 
Gribaudo 26-
sexies.09, in quanto reca disposizioni in materia di disciplina di registrazione del marchio industriale; 
Di Muro 26-
sexies.010, poiché dispone che i redditi di lavoro dipendente dei lavoratori frontalieri sono imponibili ai fini IRPEF per la parte eccedente i 10.000 euro; 
Di Muro 26-
sexies.011, in quanto dispone che i redditi di pensione maturati in seguito a lavoro frontaliero sono imponibili ai fini IRPEF per la parte eccedente i 7.500 euro; 
Palmieri 26-
sexies.012, dal momento che riconosce il voucher baby-sitting fino al limite di spesa di 40 milioni di euro per il 2019 e 60 milioni di euro per il 2020; 
Palmieri 26-
sexies.013, poiché prevede l'incremento del Fondo per il finanziamento degli sgravi contributivi per incentivare la contrattazione di secondo livello, per un importo pari a 40 milioni di euro a decorrere dal 2019; 
Palmieri 26-
sexies.014, in quanto rifinanzia dal 2019 per 250 milioni di euro il Fondo di garanzia per la prima casa, di cui all'articolo 1, comma 48, lettera c), della legge n. 147 del 2013; 
Palmieri 26-
sexies.015, poiché prevede nuove detrazioni fiscali per i figli a carico; 
Labriola 26-
sexies.016, perché, apportando modifiche al Codice civile, prevede misure per la valorizzazione del capitale umano (capitale intellettuale); 
Fatuzzo 26-
sexies.018, dal momento che reca disposizioni per l'incremento della pensione di inabilità e l'assegno mensile per gli invalidi civili; 
Gebhard 26-
sexies.019, in quanto reca specifiche misure per il sostegno delle lavoratrici e i lavoratori delle cooperative sociali di assistenza domiciliare all'infanzia; 
Pastorino 26-
sexies.020, in quanto interviene sui criteri di accesso alla professione di educatore per l'infanzia di cui all'articolo 14 del decreto legislativo n. 65 del 2017; 
Pastorino 26-sexies.026, poiché riduce da 20 a 7 gli anni di servizio richiesti, ai sensi dell'articolo 1, comma 598, della legge n. 205 del 2017) per l'acquisizione della qualifica di educatore professionale socio-pedagogico; 
Pastorino 26-
sexies.023, in quanto introduce l'istituto del salario minimo orario; 
Pastorino 26-
sexies.024, in quanto reca disposizioni in materia di equo compenso per i lavoratori autonomi; 
Pastorino 26-
sexies.025, poiché modifica la disciplina delle collaborazioni, di cui all'articolo 2 del decreto legislativo n. 81 del 2015; 
D'Arrando 26-
sexies.027, in quanto prevede assunzioni straordinarie nel Corpo della guardia di finanza allo scopo di rafforzare le attività di controllo nel settore della tutela della spesa pubblica; 
Bond 27.5, in quanto autorizza il direttore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli a emanare decreti attuativi, anche in deroga alla normativa vigente, a fini di salvaguardia della salute del giocatore; 
D'Attis 27.6, in quanto concernente il passaggio di titolarità dei nulla osta di messa in esercizio riferibili agli apparecchi da gioco.
Avverte che il termine per la presentazione di ricorsi avverso i giudizi di inammissibilità testé pronunciati è fissato per le ore 18 di oggi. 
Nessuno chiedendo di intervenire, rinvia, quindi, il seguito dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 15.10.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 15.10 alle 15.20 e dalle 15.30 alle 15.35.


13 Marzo 2019
Powered by Adon