In Commissione Lavoro del Sanato il presidente del Cnel, Tiziano Treu, ha sottolineato come la definizione di un minimo salariale deve tenere conto della dinamica della rappresentatività sindacale e datoriale Salario minimo, Cnel: dialogare e coinvolgere le parti sociali

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Salario minimo, Cnel: dialogare e coinvolgere le parti sociali


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"Nel 2018, con l’inizio della nuova consiliatura, il Cnel ha avviato una serie di tavoli di confronto tra le parti sociali sulle materie di propria competenza, tra cui quelle su rappresentatività e contrattazione collettiva. Sul salario minimo vanno sottolineati alcuni principi di riferimento. La via maestra deve essere sempre quella del dialogo sociale. Pertanto, ogni iniziativa legislativa dovrebbe essere anticipata da un profondo e significativo coinvolgimento e confronto con le parti sociali". Lo ha detto Tiziano Treu, presidente del Cnel, in audizione alla commissione Lavoro del Senato sul Ddl salario minimo.

"I minimi salariali devono tenere conto della dinamica della rappresentatività sindacale e datoriale - ha proseguito - in questa prospettiva al Cnel è stato costituito un gruppo di lavoro sui perimetri e sulla rappresentatività datoriale da cui emerge, in prima battuta, che qualunque normativa sui minimi salariali debba essere preceduta dalla definizione di regole sulla rappresentatività e sui perimetri contrattuali, anche in una logica di lotta alla pratica del dumping sociale. L’esperienza comparativa mostra che, laddove i minimi salariali sono fissati per via legale, questo avviene a valle di un processo istruttorio affidato a una specifica commissione tripartita o ad altre forme di dialogo sociale. I minimi salariali fissati per legge e gli strumenti di efficacia erga omnes dei minimi fissati dai contratti collettivi, ancorché istituti ben distinti tra di loro, possono coesistere all’interno del medesimo ordinamento giuridico. Tuttavia sarebbe auspicabile mantenere le due misure su binari ben distinti".

TN


13 Marzo 2019
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