Cgil, Cisl e Uil del Veneto si schierano a fianco delle categorie degli edili, che hanno indetto una manifestazione nazionale per domani, venerdì 15 marzo, per rivendicare una strategia di rilancio degli investimenti per le grandi e piccole opere necessarie alla nostra regione e al paese. Tav, Cgil, Cisl e Uil Veneto: va fatta per creare posti lavoro

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Tav, Cgil, Cisl e Uil Veneto: va fatta per creare posti lavoro


"I trucchetti sulle parole, i cavilli legali e procedurali non ci interessano: la Tav va fatta per agganciare l'Italia all'Europa e per creare posti di lavoro".

Cgil, Cisl e Uil del Veneto si schierano a fianco delle categorie degli edili, che hanno indetto una manifestazione nazionale per domani, venerdì 15 marzo, per rivendicare una strategia di rilancio degli investimenti per le grandi e piccole opere necessarie alla nostra regione e al paese.

"Con le risorse già stanziate - spiegano Christian Ferrari, Gianfranco Refosco e Gerardo Colamarco, segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Veneto - potrebbero essere attivati circa 400 mila posti di lavoro: basterebbe rilanciare i cantieri fermi o in procinto di partire per generare occupazione in tutto il paese. È un "delitto economico" non utilizzare le risorse già disponibili: più tempo si perde e più lenta sarà la reazione della nostra economia, che presenta preoccupanti segnali recessivi e tassi di crescita tra gli ultimi dell'Eurozona. Aver ancora una volta rimandato una scelta definitiva sulla Tav ci dà l'impressione che l'obiettivo del Governo sia quello di non assumersi le proprie responsabilità, privilegiando così gli aspetti elettorali su quelli delle scelte strategiche per lo sviluppo".

"Non basta", secondo i sindacati, "la timida apertura del ministero delle Infrastrutture Danilo Toninelli, in visita qualche giorno fa a Valeggio sul Mincio, in merito alla tratta della Tav Brescia-Verona. Va anzi sottolineata la necessità che il progetto della Tav comprenda anche l'attraversamento del Veneto e il collegamento con i paesi dell'Europa Orientale, indispensabile per supportare logisticamente la mobilità di persone e merci anche da e per il nostro territorio".

«Più che analisi costi-benefici ciò che manca davvero è una visione e una strategia di sviluppo chiara e compiuta. Ed è grave - sottolineano i tre segretari - che questo governo non discuta preventivamente con le parti sociali, che rappresentano il lavoro e il tessuto produttivo del nostro paese. La sostanza vera è che, per colpa di una visione miope, si rischia di infliggere ulteriori danni all'occupazione, in un settore che ha già perso oltre 500 mila posti di lavoro negli ultimi dieci anni, penalizzando le imprese e tutta la filiera delle costruzioni».

L'invito di Cgil, Cisl e Uil del Veneto è che tutte le parti sociali ed istituzionali del Veneto si esprimano in modo chiaro ed inequivocabile per il superamento di ogni resistenza e il proseguimento dei lavori senza intralci: «senza rilanciare gli investimenti pubblici e senza trainare e orientare quelli privati con adeguate scelte di politica industriale - preservando ciò che funziona del Codice degli appalti, a partire dal limite al subappalto, dal rispetto del contratto collettivo, dall'introduzione della congruità contro ogni forma di lavoro nero ed irregolare - non si aiuta la crescita né tanto meno si contrasta la recessione".

TN


13 Marzo 2019
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