Nel tavolo di confronto, avvenuto in Assolombarda, con i sindacati di categoria, Sirti ha dichiarato la volontà di azzerare i licenziamenti utilizzando diversi strumenti alternativi. Sirti, riavviato il confronto, azienda si impegna ad azzerare i licenziamenti

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Sirti, riavviato il confronto, azienda si impegna ad azzerare i licenziamenti


È ripartito ieri, in Assolombarda, il confronto tra l'azienda Sirti e sindacati del settore, “dopo la riuscita della settimana della lotta – spiegano i sindacati di categoria” e la sospensione della procedura di licenziamento collettivo.

Sirti ha dichiarato la volontà di azzerare i licenziamenti utilizzando diversi strumenti alternativi – accompagnamento alla pensione, ammortizzatori sociali conservativi, incentivi alla ricollocazione esterna, riconversione professionale interna, riduzione del costo del lavoro.

Un risultato positivo secondo le categorie sindacali, frutto della mobilitazione dei lavoratori, che “sebbene al momento non azzeri gli 833 esuberi, avvia un processo di gestione conservativa mirato all’obiettivo esuberi zero”, che l’azienda ha espressamente condiviso.

La delegazione sindacale, pur apprezzando l’apertura dell’azienda, ha sottolineato come al momento il numero degli esuberi è rimasto pressoché invariato e ha chiesto che il cosiddetto “piano sociale” sia strutturato su base triennale, con verifiche annuali circa la capienza delle persone che saranno coinvolte dagli ammortizzatori sociali (naspi e contratti di solidarietà).

Per le categorie sindacali Fim, Fiom e Uilm,  l’utilizzo dei contratti di solidarietà d”eve coinvolgere il maggior numero di dipendenti possibile – spiegano Marco Giglio, Pietro Locatelli e Michele Paliani, coordinatori nazionali Fim, Fiom, Uilm Sirti - al fine di redistribuire il disagio economico.”

La richiesta di riduzione del costo del lavoro, proposta da Sirti, è stata valutata impraticabile dai sindacati: “per contro – spiegano i sindacalisti - abbiamo proposto di discutere l’organizzazione del lavoro in ogni reperto-territorio, convinti che vi siano margini per il recupero di inefficienze presenti.”

Altrettanto forte la richiesta sindacale di una sensibile riduzione delle attività affidate al sub-appalto, opzione dirimente ai fini di una possibile intesa, quale concreta compartecipazione aziendale al “sacrificio solidaristico” in capo alle ai lavoratori. “Pertanto – sottolineano i sindacalisti - abbiamo chiesto che l'azienda esponga le attività – dirette e in sub-appalto – attualmente attive in ogni reparto-territorio, così da misurarne l’effettiva riduzione nei tre anni successivi.”

Per Fim, Fiom e Uilm la condivisione del piano industriale, “che prevede una trasformazione dell’azienda verso unità di business a maggiore valore aggiunto”, non può prescindere dalla tutela dei livelli occupazionali. Un percorso difficile, ma non impossibile, sul quale ci sarà un confronto in Assolombarda nei giorni 29 marzo e 4 aprile “mentre, parallelamente – concludono Giglio, Locatelli e Paliani -  prosegue il pressing sul governo per l’apertura di un tavolo di settore delle Tlc”.


22 Marzo 2019
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