Una circolare del Viminale autorizza, solo dopo aver constatato che non ci sono altre soluzioni, l’abbattimento dell’animale. Ma, se guardiamo con attenzione, ci accorgeremo che i lupi da temere sono altri I veri lupi siamo noi

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Redattore de Il Diario del lavoro

I veri lupi siamo noi


Con una lettera inviata ai prefetti di Trento e Bolzano e al presidente della Val d’Aosta, il capo di gabinetto del Viminale ha dato via libera, solo dopo avere verificato l’assenza di altre soluzioni praticabili, all’abbattimento dei lupi. Una decisione, spiega la circolare, presa a causa dell’infittirsi della loro presenza, sempre più vicina ad abitazioni, pascoli e allevamenti. Il lupo finisce nella lista dei nemici pubblici. Ritorna la paura del branco spietato e pronto a sbranare e dilaniare la preda.

Nella tradizione fiabesca il lupo è l’emblema di colui che fa di tutto per allontanarti dal sentiero, dritto e sicuro, che ti eri prefissato. Tuttavia, i lupi che dovremmo temere maggiormente sono altri. È il branco che circonda la ragazza di turno, e non soddisfatto svilisce e umilia la preda sui social. I lupi sono anche quelli pronti a sputare sentenze, e che alla sventura di turno rimproverano il fatto che in fondo se l’è cercata, perché non si può uscire vestite in un certo modo. Tra i lupi rientrano coloro che non credono alla violenza, perché l’aspetto troppo mascolino della fantomatica vittima non può certo incutere certi pensieri.

È inoltre abbastanza ovvio classificare come lupi quelli che prevaricano il debole, che usano la forza del gruppo, e vi si nascondono dietro, contro il diverso. Lupi sono i seminatori d’odio, che voglio farci credere che nel diverso c’è sempre qualcosa di sbagliato e perverso. Nella definizione di lupo ricadono anche quelli che chiedono, con fastidio e stizza, a chi ha la pelle ricoperta di salsedine per i lunghi giorni in mare, perché si siano scomodati a venire sin qui. I lupi sono quelli che colpevolizzano gli ultimi per il fatto stesso di essere ultimi. In fondo, se riflettiamo attentamente, lupi lo siamo un po’ tutti. Famelici e ingrati, stiamo divorando pezzo per pezzo, giorno dopo giorno, il nostro pianeta, indifferenti e insensibili alle altre specie che lo abitano e a chi verrà dopo di noi.

Se dunque pensiamo a tutte le nefandezze, le atrocità e le ingiustizie delle quali siamo capaci, ci accorgeremo che i lupi dell’Appennino o delle pendici delle Alpi sono ben poca cosa.

Hobbes, uno che sulle passioni umane ci aveva visto lungo, nel Leviathan scriveva che nello stato di natura ogni uomo è come un lupo per l’altro uomo. Per porre un freno alla nostra distruttiva ferinità l’unico rimedio era il Leviatano. Per arginare un mostro serve un mostro ancora più terribile.

È il far west bellezza. Dunque, vai dall’armaiolo, mettiti in fila, compra una Colt o un Winchester e diamo inizio alla caccia.

Tommaso Nutarelli


15 Aprile 2019
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