Bisogna puntare sulla crescita, innovazione, infrastrutture e competitività. Così Alleanza Cooperative in audizione presso la Commissione Bilancio del Senato Def: Alleanza Cooperative, scongiurare una frenata dell’economia

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ECONOMIA

Def: Alleanza Cooperative, scongiurare una frenata dell’economia


“Occorre mettere in campo ogni sforzo per impedire una battuta d’arresto scommettendo su crescita, innovazione, infrastrutturazione sociale e aumento di competitività del sistema produttivo”.

E’ questa, in sintesi, la richiesta che l’Alleanza delle Cooperative ha avanzato oggi nel corso dell’audizione in commissione Bilancio al Senato sul Def 2019.

Sul piano delle misure concrete varate o preannunciate – si legge in una nota - è condivisibile la conferma del sostegno ai ceti più deboli, la volontà di procedere con l’alleggerimento della pressione fiscale, la promozione degli investimenti pubblici, il recupero di alcune misure di sostegno alle imprese (Impresa 4.0) e la promessa di destinazione a favore del Mezzogiorno di un volume complessivo di stanziamento proporzionale alla popolazione di riferimento.

Resta da sciogliere il nodo relativo al cd split payment per cui l’Alleanza ha chiesto l’introduzione di meccanismi simili al “plafond” utilizzato dagli esportatori abituali, che consentirebbe ai soggetti che operano in split di acquistare beni e servizi senza dover corrispondere l’IVA ai propri fornitori, fino a concorrenza dell’ammontare delle operazioni assoggettate al meccanismo.

In generale, per consentire di recuperare in maniera più rapida i crediti si propone l’innalzamento a 2 milioni di euro del limite di crediti fiscali e contributivi che possono essere utilizzati in compensazione.

Sul terreno delle misure di imminente introduzione, condividiamo anzitutto la correzione di rotta attuata con il decreto Crescita, in riferimento alla aliquota ridotta per gli utili non distribuiti, a condizione che si assicuri l’utilizzabilità dell’agevolazione senza discriminazioni di sorta tra forme d’impresa e relativi regimi fiscali, né pregiudiziali per alcuni settori.

Nondimeno, è necessario far ripartire da subito e al più presto la domanda pubblica attraverso lo sblocco di gare e cantieri. L’obiettivo dichiarato del decreto Sblocca cantieri, rilanciare gli investimenti pubblici in Italia, è in linea con quanto le parti sociali sostenevano da tempo per recuperare il differenziale di crescita con il resto dell’Ue. La trasformazione in misure concrete rischia però di non raggiungere i risultati sperati ovvero di produrne di indesiderati, se nel corso dell’iter di conversione non si prenderanno adeguati correttivi.

In particolare c’è un preoccupante ritorno al sistema del massimo ribasso che rischia di produrre non un’accelerazione della realizzazione delle opere, ma una presunta velocizzazione solo del momento dell’affidamento, con rischi invece per la fase realizzativa derivanti da un minore contenimento degli azzardi in fase di offerta. In particolare, viene previsto che negli appalti sotto soglia il criterio da utilizzare preferenzialmente sia quello del minor prezzo. Il problema qui sta innanzitutto nella revisione della disciplina della esclusione automatica delle offerte anomale che sembra non solo inadeguata all’obiettivo (di contenimento dell’eccesso di ribasso), ma foriero di un ritorno agli accordi di cartello, perché manca qualunque meccanismo anti turbativa.

TN


15 Aprile 2019
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