Il reddito di cittadinanza si sta rivelando un bluff, con l’assegno decurtato e le offerte di lavoro che, forse, arrivano a dicembre. Intanto, sono oltre centomila i “titolari” che stanno rinunciando. Lavoro e Rdc, promesse mancate e discriminazioni accertate

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Editorialista e docente, esperta di lavoro e welfare

Lavoro e Rdc, promesse mancate e discriminazioni accertate


La verità soltanto la verità. Le menzogne stanno venendo a galla  e proprio gli italiani più fragili ne stanno pagando le conseguenze. Il reddito di cittadinanza si sta rivelando un bluff  e con l’assegno decurtato di più della metà, le offerte di lavoro che forse arrivano a dicembre, e in oltre centomila  stanno restituendo quell’elemosina che i penta stellati chiamano reddito. Un volgare presa in giro che ha illuso  e umiliato milioni di persone bisognose  con l’aggravante che in queste ore Di Maio/ pinocchio giura che gli euro risparmiati dal reddito fallito li” devolverà alle madri “facendole stare a casa ad accudire i figli piccoli” così “potranno non andare a lavorare”. L’affermazione più maschilista e demenziale di questi ultimi tempi in cui Eurostat ci caccia in fondo alla graduatoria dei paesi in cui l’occupazione femminile è ai minimi storici mentre tutte le ricerche più accreditate dimostrano che un maggior numero di lavoratrici è un patrimonio straordinario per l’economia di un paese.

Avevano  promesso che grazie al sistema del Reddito di Cittadinanza e della pensione di cittadinanza anche coloro che percepiscono la  pensione di invalidità minima o l’assegno di invalidità (ad oggi 285 euro) se lo sarebbero visto aumentare fino a 780 euro. Da tempo però le associazioni a tutela dei diritti dei disabili denunciano come poco o nulla sia cambiato.  Delusione e sconcerto  che nel testo del Decreto sul RdC: «migliaia di cittadini con disabilità che in concreto si vedranno esclusi, nella stragrande maggioranza dei casi, da ogni beneficio collegato all’introduzione del reddito di cittadinanza».

A causa dei numerosi paletti messi dall’esecutivo su una platea di oltre un milione e mezzo di persone con disabilità gravi e gravissime a beneficiarne saranno appena 255 mila – per il Governo – mentre le associazioni stimano che possano essere al massimo 180 mila coloro che effettivamente si vedranno aumentare l’assegno di invalidità. Al di là delle discrepanze tra queste ultime due cifre si tratta di un numero davvero esiguo di persone. Ricordiamo che con quei soldi ai disabili servono ad esempio per pagare le spese di assistenza (spesso 24 ore su 24) fornita dai caregiver.

E se non ci sono i soldi per pagare queste persone significa che a farsene carico dovrà essere un familiare, che però non potrà lavorare. In base ai criteri del Decreto ad esempio la contemporanea presenza all’interno dello stesso nucleo familiare di due persone che percepiscono l’assegno di invalidità automaticamente li esclude da qualsiasi forma di aumento dovuta al Reddito di Cittadinanza. Per quanto riguarda invece la pensione di invalidità aumenta l’età minima per poterla richiedere, che passa da 66 anni e 7 mesi a 67 anni. A complicare le cose però c’è la questione dei fondi, per Di Maio ci sono ma nel Decreto non ce n’è traccia : la disabilità è stata sostanzialmente ignorata dal Decreto sul Reddito di Cittadinanza dal momento che con il Decreto l’assegno di disabilità viene considerato nel calcolo dell’Isee, i disabili non sono più considerati disabili, con questa norma, ma semplicemente poveri. Ancora. Nel volgere di due anni “il governo del cambiamento” ha deciso di distruggere l’impianto fondante della scuola dell’inclusione. Un terzo di fondi in meno  alla scuola significa tradotto in cifre oltre 40 mila insegnanti specializzati in meno e milioni di ore di sostegno negate agli alunni disabili.

Ricordiamoci  che è stata  l’Italia, che per prima nel mondo ha chiuso le classi differenziali e ha sognato e costruito la scuola di tutti. Oggi i numeri e le certezze sono quelle che si leggono dalla manovra di bilancio approvata  Sono numeri che fanno paura alle quasi 200mila famiglie di alunni disabili italiane e che disveleranno la loro drammatica conseguenze lentamente nei prossimi 24 mesi. Scandaloso che nessuno dei parlamentari della maggioranza abbia sentito il bisogno di prendere le distanze da scelte simili.

La beffa è totale: è stato approvato un emendamento con 100mila euro di dotazione all’anno per dotare i parchi di giostrine per disabili e uno stanziamento straordinario di euro 400mila a favore di una federazione di associazioni. Forse l’idea del governo è quella di mandare al parco giochi i disabili invece che a scuola. Ovviamente con l’approvazione silenziosa di alcune associazioni. Semplicemente scandaloso. In ultima analisi  il governo Salvini-di Maio ha scritto: “riforma del sistema pensionistico, allo scopo di promuovere il rinnovo delle competenze professionali necessarie a supportare il processo di innovazione” il Governo insiste: “…pensionamento anticipato per incentivare l’assunzione di lavoratori giovani”.

Dopo un anno,  il DEF 2019 dello stesso Governo offre tutti gli elementi necessari per una verifica di quota 100. E secondo il Governo,  ne escono 10 e ne entrano 3 e mezzo. Un salasso per le amministrazioni, con danno per il tasso generale di occupazione e scarso beneficio per l’occupazione giovanile. La chiamano riforma, ma è il suo contrario: un intervento temporaneo che introduce enormi disparità di trattamento tra lavoratori che hanno condiviso in tutto e per tutto la stessa esperienza lavorativa… Per poi svanire nel nulla, tornando nel mondo dal quale era venuto: quello delle promesse elettorali insostenibili. Hanno aperto solo una brevissima finestra, devastando la finanza pubblica e l’equità del sistema, senza incidere minimamente sulla struttura del sistema conseguente alla riforma del 2011. Gli indomiti demolitori devono essere fermati.

Alessandra Servidori


13 Maggio 2019
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