A fronte di un pensionamento che, nei prossimi tre-quattro anni potrebbe interessare 500mila addetti, le procedure di assunzione, spiega il sindacato, registrano ancora gravi ritardi Cgil, servizi pubblici a rischio desertificazione

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Cgil, servizi pubblici a rischio desertificazione


 “La ricerca del Forum Pa, presentata quest’oggi, conferma la nostra preoccupazione: i servizi pubblici rischiano la desertificazione”. Lo afferma la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti, sottolineando come “nei prossimi tre, quattro anni 500mila dipendenti potrebbero andare in pensione, mentre le procedure assunzionali registrano gravi ritardi”.

Per la dirigente sindacale “occorre superare tutti i vincoli attuali e dare avvio ad un piano straordinario di assunzioni che vada oltre il turnover per garantire i servizi ai cittadini e per innovare l'intero sistema pubblico. Per fare questo occorrono - prosegue - investimenti straordinari in formazione e valorizzazione del personale, a partire dalla necessità di avviare la nuova stagione contrattuale con risorse certe”.

“Nei prossimi mesi rischiamo quindi - avverte Scacchetti - di dover far fronte a una grave emergenza, dovuta all’enorme carenza del personale. Un pericolo che non può essere affrontato, così come proposto ossessivamente dal Governo, con strumenti di controllo del personale”. “Per una pubblica amministrazione di qualità, precondizione per sviluppo e crescita del Paese, l’8 giugno saremo in piazza a Roma in occasione della manifestazione unitaria ‘Il Futuro è Servizi Pubblici’, promossa da Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa e Uil Fpl”.

TN


14 Maggio 2019
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