A meno di una settimana dal voto la prima questione che le elezioni europee dovranno chiarire è se e in che misura l’onda nera del sovranismo integralista sarà fermata. La seconda riguarda invece quale sarà il partito che riuscirà a impedire la marcia trionfale di Salvini La posta in gioco nelle prossime elezioni europee

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La posta in gioco nelle prossime elezioni europee


A meno di una settimana dal voto la prima questione che le elezioni europee dovranno chiarire è se e in che misura l’onda nera del sovranismo integralista sarà fermata.

La seconda riguarda invece quale sarà il partito che riuscirà a impedire la marcia trionfale di Salvini. E in questo caso i due soggetti politici, coinvolti, quasi a testa e a testa nei sondaggi, sono il Movimento di lotta e di governo Cinque stelle e il nuovo-vecchio PD di Nicola Zingaretti.

Marginali sembrano in questa partita Forza Italia e Fratelli d’Italia, con quest’ultima che si candida a rappresentare la seconda gamba di un blocco di destra; lo stesso vale per gli schieramenti a sinistra del PD che, come di consueto, si presentano divisi, con scarsa attrattiva per un programma che non scalda il cuore e, in questi ultimi giorni, colpiti anche dal fuoco amico.

Pesa infatti la defezione, dopo quella di Giuliano Pisapia già passato da tempo, armi e bagagli al PD, della ex presidente della Camera Laura Boldrini e del governatore della Toscana Enrico Rossi che, in questi ultimi giorni di campagna elettorale, hanno anche loro preannunciato il proprio voto per il PD.

La strategia politica delle diverse formazioni politiche si è andata meglio profilando in queste ultime settimane, sconvolte da una raffica di scandali e procedimenti giudiziari che hanno coinvolto la Lega, Forza Italia e il PD, riproponendo l’annosa e mai risolta questione della contiguità tra politica e malaffare che stritola il paese.

La lega dunque ha accentuato la propria curvatura di partito xenofobo e anti europeo stringendo una santa alleanza con quanto di peggio si offre l’Europa da Viktor Orban a Marine Le Pen.

Negli ultimi giorni, tuttavia, Salvini ha più volte dichiarato di non guidare un movimento di destra e men che meno di ultra destra e ha accentuato le proprie istanze cattolico-integraliste con quella penosa messa in scena del bacio al rosario sul palco di Milano con tanto di invocazione all’Immacolato cuore di Maria che lo porterà alla vittoria.

Ancora più significativo il richiamo ai Papi conservatori  Woitila e Ratzinger e le frecciate a Papa Bergoglio, accolto dai fischi della folla.

Il movimento Cinque Stelle, a sua volta, ribalta il referendum tra più o meno Europa evocato dalla Lega, in quello tra corruzione e legalità e si candida come unica formazione politica in grado di cacciare i corrotti in meno di venti secondi come ha più spesso dichiarato Di Maio, facendo riferimento alla vicenda romana del consigliere De Vito.

Di minore impatto le altre proposte di Forza Italia e Fratelli d’Italia che si muovono sulla scia del partito di Salvini sfidandosi a chi ne rappresenterà il violino di spalla in caso di vittoria

Meno definita e meno riconoscibile l’offerta elettorale del PD e delle formazioni alla sua sinistra. Il primo si limita a ribadire l’importanza (sacrosanta) dell’Europa come unica via possibile per allontanare guerre e carestie, ma ne chiede una non meglio definita riscrittura delle regole, le altre ne contestano più duramente le politiche neoliberiste che hanno compresso diritti e salari.

Di fatto le formazioni di sinistra si presentano alla tornata elettorale in ordine sparso e senza nemmeno avere tentato di giungere a un programma di massima comune. Una circostanza che non giova certo a contrastare il rude messaggio della destra e dei Cinque Stelle che accortisi del vuoto a sinistra hanno immediatamente cercato di riempirne  lo spazio.

Tra una settimana sapremo. Dalla tornata elettorale non solo uscirà una nuova Europa ma le conseguenze del voto  si riverbereranno immediatamente anche sul governo attuale, in cui ogni giorno si accentuano i conflitti

Una proposta alternative non sembra attualmente visibile all’orizzonte , nonostante le posizioni oltranziste di Salvini abbiano risvegliato una opposizione nel paese che cresce ma non riesce a trovare ancora un centro gravitazionale che ne rappresenti le istanze.

E così allo scontro tra Europa e meno Europa o legalità e corruzione, la sinistra  non sembra riuscire a imporre una nuova dialettica che opponga Europa del Nord e Europa del Sud: una riscrittura delle regole condivisa con tutti quei paesi che dal rullo compressore della Germania hanno riportato pesanti conseguenze in termini di crescita e di tutela dei deboli

L’unica battaglia da combattere per non cadere nelle braccia dell’oligarca  Putin o nel cerchio magico del grande mandarino Xi Jinping  e rilanciare un’idea di un Europa solidale come era nelle idee dei suoi padri fondatori.

Roberto Polillo


20 Maggio 2019
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